Negazionismo della PAS ed accuse strumentali

Secondo una testimonianza riportata su centriantiviolenza.it, una avvocata che parlava ad un incontro di femministe negazioniste della PAS ha detto che:

“Passo per essere una molto litigiosa, i tempi [di una accusa penale] sono molto lunghi,  all’inizio uno le fa perché è convinto, ora uno le usa in maniera strumentale perché so che nel 70% dei casi non ci arrivano al processo, però a volte mi servono come dire per piegare le resistenze”


L’avvocata riferiva inoltre che il Tribunale ha disposto l’allontanamento dei figli da una sua cliente colpevole di averli sottoposti all’abuso psicologico noto come Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS).

La PAS è un abuso sull’infanzia, e — qualora si ravvisi il dolo, come nei casi di false accuse — la denuncia ex art. 572 codice penale può essere accompagnata da una denuncia per concorso di colpa nei confronti degli avvocati che hanno sostenuto false accuse, nonché da una richiesta di risarcimento per il conseguente danno biologico.

 

 

 

Il più illustre negazionista della Sindrome di Alienazione Genitoriale arrestato per pedofilia

La polizia ha fatto irruzione interrompendo un’orgia pedofilia salvando un bambino ed arrestando i partecipanti, fra cui, con grande sorpresa e scandalo, un personaggio ben noto:

«Jorge Corsi, sostegno intellettuale e riferimento frequente del fondamentalismo di genere [il femminismo], accusato di pedofilia e di far parte di una rete di pederasti che seducevano con regali.  […] La Giustizia investiga su quello che faceva in Spagna quando veniva a tenere conferenze femministe.  […]  Secondo una notizia la Giudice lo ha incarcerato in base alla testimonianza di un minore che lo incrimina.    […]  L’illustre psicologo scriveva “L’abusante tipico è qualcuno che non ha niente a che vedere con gli stereotipi che circolano nell’immaginario collettivo”.»  [fonte]

Corsi era professore, autore di numerosi libri in materia di violenza familiare, direttore di scuole di specializzazione e di associazioni in materia.  Corsi ha anche partecipato al negazionismo della Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS) scrivendo un articolo dal titolo

La Sindrome di Alienazione Genitoriale o il pericolo che le teorie pseudo-scientifiche entrino come base di decisioni giudiziarie

pubblicato su  “Themis: revista jurídica de igualdad de género, Nº. 1, 2007 , pag. 73”, rivista che fa riferimento all’ideologia di genere.   In tale articolo Corsi sostiene che la PAS sarebbe un invenzione di Gardner per levare credibilità ai bambini, che sarebbe promossa da padri presunti pedofili, e servirebbe a restaurare l’ordine patriarcale, essendo sessista ed adulto-centrica!

Leggere per credere.

Nella realtà pedofilia e PAS sono due gravissimi abusi sull’infanzia, e non stupisce che chi pratica la prima possa cercare di negare la seconda, appoggiando le manipolazioni del femminismo radicale.   Vengono alla mente le parole del defunto professor Gardner:

“Alcuni degli avvocati che “difendono” i bambini vogliono solo gratificare il proprio desiderio sessuale e le proprie tendenze sadiche attraverso l’operato nelle cause di abusi sessuali c’è un po’di pedofilia in ognuno di noi”

L’arresto di Corsi getta un’ombra nera su quei negazionisti che riportano fuori contesto le parole “c’è un po’di pedofilia in ognuno di noi” al fine di diffamare Gardner tentando di far credere che i pedofili stiano con chi cerca di proteggere i bambini da pedofilia e PAS (!), piuttosto che con chi cerca di negare che PAS e pedofilia sono gravi abusi sull’infanzia.

La TV americana PBS si scusa per il filmato propagandistico contro la PAS

La rete televisiva pubblica americana PBS ha ricevuto mezzo milione di dollari da una fondazione privata per produrre il documentario “Breaking the Silence”, nel quale si sostiene che la Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS) sarebbe “scienza spazzatura” e che la PAS sarebbe “stata ridicolizzata [“debunked”] dall’Associazione degli Psicologi Americani” (APA). Circostanza smentita dalla portavoce dell’APA:

APA non ha una posizione ufficiale sulla PAS”.

Il documentario sembra suggerire l’esistenza di una cospirazione a danno delle madri volta a garantire l’affido esclusivo dei figli a padri che hanno commesso abusi nei loro confronti.

Dopo la messa in onda del documentario, avvenuta nel 2005, la rete televisiva ha ricevuto migliaia di messaggi di protesta.

La residua credibilità del filmato ha ricevuto il colpo finale quando è stato reso noto che una delle donne presentate in TV come “madre coraggio” era stata riconosciuta colpevole di svariati abusi sui bambini da un Tribunale dei Minori della California. Si è scoperto così che mentre il documentario dipingeva questa madre come la povera vittima di una persecuzione legale promossa dall’ex marito, la verità era che il Tribunale dei Minori aveva trasferito l’affido della figlia al padre per proteggere la minore dal pericolo accertato rappresentato proprio dalla madre.

M. Getler, il funzionario della rete PBS incaricato del ruolo di Ombudsmen (cioè di “garante” della correttezza dell’informazione), dopo un’accurata indagine sul documentario ha concluso che:

“si è trattato di un programma propagandistico […] Sono stati ignorati i punti di vista opposti. C’è stata una totale mancanza di alcune delle più basilari norme del giornalismo […]  Questo programma manca totalmente di bilanciamento ed è andato troppo oltre diventando, secondo me, più propaganda [“advocacy”] o presentazione di un punto di vista”

[“come across as a one-sided advocacy program. […] there was no recognition of opposing views on the program. There was a complete absence of some of the fundamental journalistic conventions […] …I thought this particular program had almost no balance, and went too far, turning it, at least in my mind, into more of an advocacy, or point-of-view presentation.”]

Di fronte all’ondata di proteste seguita alla messa in onda di “Breaking The Silence” la PBS ha cercato di prevenire le possibili azioni legali nei suoi confronti commissionando un nuovo documentario dal titolo “Kids & Divorce: For Better or Worse” che presenta il problema dei minori coinvolti nella separazione dei genitori in modo più equilibrato e corretto. Il documentario è andato in onda nel 2006 su tutte le reti del circuito PBS con un buon successo di ascolti.

burt

L’increscioso incidente capitato alla prestigiosa rete televisiva PBS ci mette in guardia da quei gruppi che denunciano l’esistenza di una inesistente cospirazione volta ad agevolare presunti abusi perpetrati dai padri nel corso del divorzio. I toni isterici che questi soggetti evidenziano nelle loro accuse in genere non ingannano gli addetti ai lavori, ma se amplificati dai mass media possono contribuire a manipolare l’opinione pubblica. L’avvallo che giornali e TV danno a queste persone produce grave danno per i minori coinvolti senza colpa in queste controversie di cui sono le principali vittime.

Fonte: http://www.alienazione.genitoriale.com

Le scuse dei negazionisti della PAS americani

Titolo originale (in inglese): Il principale oppositore al riconoscimento dell’Alienazione Genitoriale chiede scusa a padri e famiglie per i suoi commenti diffamatori: “Non nego che l’alienazione genitoriale esista e che un grande numero di persone subisca danno dagli alienatori”.  [Fonte]

Nel corso del 2010 è sorta una controversia tra Paul J. Fink, membro del comitato di redazione della prestigiosa rivista Clinical Psychiatry News, e l’associazione americana Fathers & Families. Il professor Fink insegna psichiatria alla Temple University ed è stato a lungo uno dei principali oppositori dell’inclusione dell’alienazione parentale del manuale diagnostico DSM-V.
La controversia è nata da un’affermazione fatta dallo stesso Fink. Lo studioso ha affermato sulle pagine della rivista Clinical Psychiatry News che i gruppi che stanno chiedendo il riconoscimento della PAS nel DSM-V sono interessati a farlo perchè non vogliono interferenze nella loro attività di abuso sui bambini. Parlando genericamente di “gruppi” il professor Fink alludeva chiaramente all’associazione Fathers & Families che ha immediatamente diffidato l’autore a fornire documentazione probatoria alle sue affermazioni diffamatorie oppure a pubblicare una ritrattazione sulla stessa rivista. La diffida era firmata dal direttivo di Fathers & Families e da un membro del prestigioso studio legale internazionale Brown Rudnick LLP.
Poichè il professor Paul J. Fink è docente presso la Temple University una lettera dello stesso tenore è stata inviata a John M. Daily MD, preside della Temple University School of Medicine e a William Dubin MD, direttore del Dipartimento di Psichiatria e scienze del comportamento della stessa facoltà. La lettera si concludeva con queste parole:
Siamo sorpresi che una persona così disinvolta nel formulare accuse di comportamenti criminali del tutto infondate possa ancora far parte del corpo docente di una facoltà così rispettata come la Medical School della Temple University. Per questo vogliamo mettervi a conoscenza delle affermazione infondate e irresponsabili del professor Fink.”
Infine, poichè il professor Fink esercita la professione medica nello stato della Pensylvania l’associazione Fathers & Families ha inviato una lettera di denuncia anche al Pennsylvania’s Bureau of Enforcement and Investigation’s Professional Compliance Office, un organismo di vigilanza sulla deontologia professionale.
In seguito a questa iniziativa il professor Fink ha ritenuto opportuno scusarsi e ritrattare le sue affermazioni diffamatorie. Nel numero successivo della rivista Clinical Psychiatry News Fink ha scritto:
Chiedo scusa per aver lasciato intendere che tutti i padri che accusano le madri di PAS stiano abusando dei loro dei loro figli. Si trattava chiaramente di una esagerazione che ritratto. Devo ammettere di essermi lasciato prendere la mano mentre scrivevo l’articolo… Non aveno assolutamente l’intenzione di mettere in dubbio la sincerità del Dr. Bernet, dei suoi colleghi o dell’associazione Fathers & Families. Spero che si possa raggiungere un accordo condiviso su cosa costituisce l’alienazione, su come gestire la PAS  e su come procedere nei processi in cui una parte accusa l’altra di essere un alienatore o un genitore abusante.”
Rispetto al tema specifico dell’alienazione genitoriale il professor Fink ha inoltre precisato:
Non nego che l’alienazione genitoriale esista e che un grande numero di persone subisca danno a causa degli alienatori. Il mio convincimento è che ogni accusa di alienazione necessita di indagine. Sono interessato a garantire che venga fatto ciò che è giusto nell’interesse dei minori e che venga impedita ogni effettiva attività di alienazione da parte di un genitore. È competenza dei tribunali assicurarsi che vengano svolti accertamenti adeguati.
Il dibattito sull’alienazione genitoriale è stato a lungo funestato da accuse isteriche da parte di coloro che non vogliono che l’alienazione abbia riconoscimento nei tribunali. La ritrattazione di Fink e le sue successive precisazioni rappresentano un significativo passo in avanti verso la razionalizzazione di questo dibattito e verso la focalizzazione dello stesso sul tema cruciale della protezione dei minori coinvolti nel divorzio.
Amy J.L. Baker, PhD, membro del gruppo Bernet che propone l’inclusione della PAS nel DSM-V, ha dichiarato a Clinical Psychiatry News: “Le persone intelligenti sono in grado di sostenere opinioni diverse sulla alienazione genitoriale senza bisogno di accusarsi reciprocamente di abusi sessuali”.

Fonte: http://www.alienazione.genitoriale.com

Avvocata femminista nega la PAS sul Corriere: l’indignazione dei lettori

Il blog femminista 27ora del Corriere ha permesso che una avvocata femminista di nome Elena Coccia negasse la PAS lanciando un attacco contro gli uomini ed i padri separati:

Ho pensato a tutte le donne che a differenza degli uomini, non hanno costituito una lobby potentissima, come quella formata dai padri separati. …  Gli uomini fanno lobby, frequentano le trasmissioni televisive, commuovono le vecchie madri  talora  responsabili dei figli “peter pan”, allevati con omogeneizzati e super-io.

Una femminista che usa il Corriere per attaccare la “potentissima lobby dei padri separati”, cioè i papà che riescono a parlare solo grazie alla libera informazione su internet, e che riscuotono grande simpatia perché combattono per il bene dei propri figli e di tutti i bambini.

Per fortuna internet consente ai lettori di replicare, e questa è la trascrizione di alcuni interventi sul blog femminista:

Sono avvocato, donna, del tuo stesso Foro (Napoli) e non sono per niente d’accordo con buona parte del tuo articolo. Quando si è avvocati bisogna appendere al chiodo la vetusta gonna a fiori da femminista e fare l’avvocato, stop. Non si può santificare le donne solo perché tali, né farneticare di lobby di padri separati. Ci sono donne e uomini di ogni genere, dalle poverette cui gli ex mariti negano anche la sussistenza, alle arpie che usano i figli come arma di guerra; uomini che si riducono alla povertà e uomini che negano il mantenimento o usano i loro soldi come strumento di potere. Generalizzare non è serio. Come non è serio parlare di una vicenda di cui non si conoscono i fatti e gli atti processuali.

Davvero incredibile la parzialità, la faziosità, l’assoluta nettezza con cui si ripartiscono il bene e il male, le vittime e i carnefici, in base semplicemente al sesso di appartenenza.
Veramente ridicolo questo riferimento alla “lobby potentissima” (ma dove? chi ci sarebbe dietro? cos’avrebbe mai ottenuto questa lobby così potente?) dei padri separati.
Veramente criminogena quest’istigazione alla guerra di genere. Quando si ha a che fare con interlocutori così, ogni dialogo costruttivo diventa del tutto impossibile: si può solo fare la guerra.
Come avvocato credo che lei meriterebbe di essere radiata dall’ordine, per istigazione all’odio contro “il nemico” (ossia l’ex marito, uso la stessa espressione che usava l’avvocato della mia ex moglie con la sua cliente). E’ grazie all’azione di operatori come lei che in Italia sono stati prodotti disastri immani nella famiglie a causa dell’impossibilità di instaurare dialoghi costruttivi conseguenti a simili atteggiamenti da parte di una parte.
L’unico senso che vedo nel suo articolo è il tentativo di raccogliere nuova clientela nella parte peggiore della società.
Protesto vivamente contro la redazione del “Corriere”: com’è possibile che un giornale così importante esibisca simili scempiaggini?

La lobby degli psicologi? Potentissima lobby dei padri separati?
Mi scusi ma a me sembra che Lei soffra di manie di persecuzione.
Chiunque faccia qualcosa che a Lei non piace, si trasforma in una lobby.

 

Mi stupisco della parzialita’ miope di questo intervento. Ogniuno di noi, nel quotidiano, ha avuto esperienza di genitori che utilizzano i figli come arma contro il partner e d’altra parte di genitori, spesso padri, che non supportano economicamente i figli.
Non sono in grado di dire se la PAS esista, come d’altra parte non lo e’ lei che non e’ un medico, ma possiamo tutti concordare con il fatto che esistono molte madri (con il supporto spesso pernicioso dei propri famigliari) che negano ai propri figli la possibilita’ di frequentare e conoscere il padre e in tali casi la giustizia deve intervenire.
Un avvocato come lei dovrebbe chiedersi perche’ la giustizia non reagisce con altrettanta veemenza contro i padri che non pagano gli alimenti.

La tua opinione è, per me, violenza allo stato puro. D’altronde sei (solo) un aVVOCATO.

Che dolore leggere articoli del genere, così violenti e volgari. Volgare soprattutto per l’uso del grassetto e delle parti in evidenza, l’equivalente di mettersi al centro di una stanza e urlare a squarciagola le proprie ragioni invece di parlare civilmente. Violenti nei toni, nell’odio che ne tracima e che instilla.
Mi dispiace, ho provato tanta compassione per quel povero bambino, psicologicamente e materialmente tirato da una parte e dall’altra, senza nessun rispetto per il suo dolore, che poi è l’unico che conta. Anche nell’articolo più che un senso di pietà per il povero bambino, l’unico sicuramente innocente che non merita tutto ciò, viene visto soprattutto come un oggetto, qualcosa che serve a dimostrare soprattutto che i bastardi maschi, con il mano il potere economico, politico e lobbistico ce l’hanno con le donne.
Soprattutto, sig.ra Coccia, beata lei che ha tutte queste certezze e queste verità belle pronte da sbattere in faccia agli altri e da urlare.

oggi veramente avete battuto ogni previsione,questa la salvo insieme al nobel della pace per l’ue.
non saprei se sia da sdrammatizzare o da innervosirsi,una via di mezzo.

Sono indignata per questo articolo: sono donna, divorziata, con due figli, ma questa “santificazione” delle madri e’ inaccettabile. Ci sono migliaia di padri separati in Italia che soffrono per non avere la possibilita’ di frequentare i propri figli, plagiati da madri che non sanno o vogliono accettare la fine della relazione matrimoniale. Vivo all’ estero, dove le leggi sul divorzio sono molto piu’ illuminate e paritarie, non costringono i padri alla poverta’ o ad elemosinare le visite, e qui episodi del genere non se ne vedono… Lei istiga a perpetuare il plagio delle madri, in nome di cosa ?

Non linkiamo il blog femminista in quanto ha permesso un commento in cui uno psichiatra defunto viene diffamato come pedofilo, al solo scopo di attaccare le sue idee.

 

Negazionismo della PAS e negazionismo della pedofilia: stessa fallace logica

Un medico di nome Andrea Mazzeo sostiene che

«non c’è malattia se non c’è sofferenza soggettiva».

In base a tale fallace logica, un cancro non sarebbe malattia e quindi non andrebbe curato finché non si è esteso abbastanza da creare sofferenza soggettiva.

In base a tale fallace logica, un matto che vive una piacevole sensazione di onnipotenza soggettiva non sarebbe malato e non andrebbe curato.

Per capire cosa c’è dietro a tale bizzarra affermazione occorre aggiungere che:

  • Mazzeo è noto per essere l’unico psichiatra in Italia negazionista della Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS) e la sua frase appare in un e-book che ha auto-pubblicato a tal fine.
  • L’alienazione genitoriale è un abuso sull’infanzia che consiste nel plagiare i bambini fino a far loro rifiutare un genitore.
  • Mazzeo viene pagato come consulente di parte per difendere genitori accusati di aver praticato questo abuso.

Mazzeo vuole sostenere — o forse solo insinuare — che se un bambino non dice di manifestare sofferenza per il plagio che sta subendo, allora andrebbe bene così e non bisognerebbe proteggerlo.

Ma questa è la stessa fallace logica dei negazionisti della pedofilia.

Quei soggetti che tentano di sostenere che la pedofila non sarebbe un abuso se un bambino non manifesta sofferenza per le attenzioni sessuali ricevute, allora andrebbe bene così.

La similitudine fra i due tipi di predatori — pedofili e alienatori — è stata evidenziata dal dr. Giordano, ove scrive:

«Il meccanismo perverso che avvicina il genitore “alienante” all’adulto pedofilo e abusante è la seduzione del bambino, portato a desiderare qualcosa di innaturale per potersi sentire “grande” e “accettato” dal genitore alienante. Nel bambino alienato vengono indotti seduttivamente desideri e sentimenti inadeguati all’età, esattamente come avviene nell’abuso “sessuale”, e gli viene prospettata un vissuto di sé stesso innaturale e incongruo rispetto allo sviluppo affettivo.

Viene cioè portato a “colludere” seduttivamente con desideri e desideri di un adulto senza nessun rispetto per la diversa età cronologica: di fatto, il bambino alienato si colloca come una sorta di adulto in miniatura, giudice feroce (perché di parte) del genitore alienato, adducendo motivazioni e soluzioni incongrue per la sua età e che non troverebbero accoglienza in un bambino figlio di genitori non separati (se il figlio di genitori non separati dicesse che non vuole andare in vacanza col proprio padre perché – ad es., citando una classsica spiegazione da PAS – il padre “parla troppo forte”, o “dice parolacce”, nessuno gli darebbe il credito che ha in un contenzioso genitoriale).

La PAS è un vero abuso, perché manipola l’affettività del bambino inducendolo ad accettare e rendersi possibili esperienze emotive e cognitive, e comportamenti, estremamente prematuri rispetto alla sua vera età affettiva, e dunque destabilizzanti rispetto alla evoluzione psicoaffettiva. E’ evidente che la similitudine è con la maggior parte dei casi di pedofilia, nei quali non vi è violenza fisica ma un misto inestricabile tra seduzione e coercizione da parte dell’adulto: la stessa seduzione e la stessa coercizione che portano, nella PAS, il bambino a diventare un “alleato/partner” del genitore alienante.

In sintesi, è come se si consentisse ad un minore di avere rapporti sessuali come se fosse un adulto, dal momento che la molla che spinge il bambino abusato al rapporto pedofilo e, quando non vi è violenza fisica, proprio una collusione e un consenso obbligato e manipolato tra desiderio dell’adulto e desiderio del bambino.

La differenza tra genitore alienante e genitore o adulto pedofilo è minima, perché se è vero che manca (sempre? Lo si può dubitare che manchi sempre) il contatto sessuale, è vero anche che il bambino alienato diventa un partner affettivo del genitore alienante, del quale sposa a tutti gli effetti ruolo e posizione (e per questo non si parla di “brain washing”: perché la adesione al ruolo e alla posizione del genitore alienante avviene con le modalità di un partner e non con quelle di un bambino addestrato a rispondere automaticamente in certi modi).

Per questo chi combatte la PAS accusa di pedofilia chi la sostiene: perché il genitore che combatte la PAS “proietta” su chi la vuol riconoscere e combattere (“proiettare” = attribuire i propri sentimenti e tendenze non coscienti) la propria perversione di sedurre il figlio per farlo sentire grande ma inducendogli desideri e soddisfazioni che sono quelli che soddisfano le voglie dell’adulto.

E questo da adesso va denunciato con forza: negare la PAS e indurre la PAS significa operare alla stregua di un pedofilo e di un adulto abusante: la PAS è una PEDOFILIA AFFETTIVA perché rende il bambino alienato un partner del proprio genitore adulto.»

Dr. Gaetano Giordano

Medico-chirurgo

Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni

Psicoterapeuta

Presidente del Centro Studi Separazioni e Affido Minori

E quindi, essendo la PAS una forma di pedofilia affettiva, i negazionisti della PAS e quelli della pedofilia tendono ad usare argomenti simili.

Argomenti rifiutati con indignazione da chi ha cuore il benessere dei bambini e capisce che occorre proteggerli anche quando non capiscono di stare subendo del male.

 

 

Diffamazione calunniosa: denunciati negazionisti

Insinuare che una signora apprezzata per il suo impegno a difesa dei bambini da pedofilia ed alienazione genitoriale prenda ordini da “maschilisti violenti e abusanti”, dove tale epiteto è riferito ad un papà separato che non è né maschilista né violento né abusante.

Il tutto, con nomi e cognomi, è apparso su di una pagina anonima impegnata nel tentativo di negare che l’alienazione genitoriale (PAS) è un abuso sull’infanzia da cui i bambini devono essere protetti, e pertanto presumibilmente gestita da un negazionista.

E così è partita la denuncia.

Spetterà ora alla magistratura indagare su chi si nasconde dietro la pagina anonima.

Uccidere il figlio masturbandosi: le terribili fantasie del femminismo che nega che la PAS è abuso sull’infanzia

Alcune femministe hanno ignorato l’appello della dott. Yasmin Abo Loha a non tentare di negare che l’alienazione genitoriale è un abuso sull’infanzia:

Sorelle, una riflessione: forse nello stroncare a prescindere si cade nell’errore.  La PAS purtroppo esiste, non è l’invenzione di un povero pazzo come voi vorreste insinuare.  In tutto il mondo gli studi di Gardner hanno trovato riscontro a livello universitario. […]  Indurre all’odio verso un genitore è un abuso nei confronti dei figli, vogliamo riconoscerlo?  […] Non voglio pensare che “femminismo”, termine e concetto in cui credo, si riduca a sinonimo di cieco odio antimaschile.

Avvocati di genitori alienanti che cercano di impedire che i figli vengano protetti da questo abuso portano nei Tribunali i testi di queste femministe.

Ed allora, scusandoci per i contenuti ripugnanti ed il linguaggio scurrile, riteniamo sia utile fare chiarezza su quali altre idee vengono pubblicate dalle stesse femministe che tentano di negare che la PAS è un abuso sull’infanzia, focalizzandoci su di un loro racconto dal titolo “Legittima difesa!”:

«Quando ho partorito mio figlio ho capito che nessuno diceva la verità. Quell’ammasso di cellule senza senso dell’umorismo ha occupato il mio corpo e me lo ha restituito solo quando non gli serviva più. Si è fottuto la mia carne, il mio sangue e si è rintanato dove di solito prende più spazio la merda. E’ cresciuto e io pensavo volesse farmi scoppiare. Invece un bel giorno comincia a organizzare l’evasione e si mette a scavare. A morsi, a pugni, a calci: così allargava la strada. Tutti si preparavano a farlo arrivare nel posto giusto. La cosa più importante era stabilire chi fosse il padre. Poi mi portarono a urlare in un posto senza testimoni. Prima un bel clistere in culo, poi pancia all’aria e cosce spalancate. […]  Piuttosto somigliava ad una enorme cagata. Immaginate uno stronzo infinito che si stacca dalle viscere. Ano e vagina diventano un buco solo. E mentre il parassita sloggia si scorda di rimettere in ordine.»

Ma il peggio deve ancora venire:

In rosso abbiamo evidenziato le parti peggiori: l’infanticidio a sinistra, ed il negazionismo della PAS a destra.

Il testo completo è stato riprodotto da lettori indignati

L’ultima lettrice scrive:

«Al margine del racconto si fa presente che sia quasi un reato fare delle critiche, ma sinceramente me ne strafrego. …  Mi hanno colpito le parole crude e cattive…non verso una società che costruisce spesso false credenze, ma verso l’unico essere innocente che non ha nessuna colpa di trovarsi li

[Rileviamo che l’articolo con l’infanticidio è stato rimosso dal sito femminista, mentre permane il negazionismo della PAS].

Padre alienante condannato, esultano negazioniste dell’alienazione genitoriale

 

Quando un padre criminale tenta una falsa accusa di pedofilia e la usa per alienare i figli (PAS), perdendo la potestà genitoriale e venendo condannato, negazionisti sostengono che la condanna è troppo mite.  E fino qui siamo d’accordo. Ma…


Quando una madre criminale tenta una falsa accusa di pedofilia e la usa per alienare i figli, perdendo la potestà genitoriale e venendo condannata, allora negazionisti tentano di sostenere che la PAS sarebbe una falsa sindrome usata dai padri pedofili, attaccando il prof. Gardner che per primo parlò di questo abuso

Poche idee ma ben confuse… o forse è solo la guerra interna fra le due principali anime del negazionismo della PAS —femministe e abusologi.

Nella realtà alienazione genitoriale, pedofilia, false accuse di pedofilia sono tutti gravi abusi sull’infanzia.  Occorre che gli esperti identifichino chi è il vero colpevole e che i giudici lo o la condannino (indipendente dal sesso) alla galera, e non solo sulla carta.

Fonti:

  • http://www.ami-avvocati.it/leggi_articolo.asp?id_articolo=1187
  • http://www.alienazione.genitoriale.com/fratellini-alienati-accusarono-mamma-su-youtube-padre-condannato-per-maltrattamenti
  • http://www.femminismo-a-sud.org/2012/01/fanatismo-e-mistificazione-su-facebook.html

Bambini coraggiosi: gli ebrei sono porci e scimmie

Il libro, al livello delle scuole elementari e medie, racconta sei storie vere della dedizione dei giovani alla Jihad ed al martirio.

Basmallah di tre anni dice di odiare gli ebrei porci perché una donna ebrea ha provato ad avvelenare il Profeta.

I finti difensori dell’infanzia sostengono che bisogna credere a Basmallah, bambina coraggiosa disposta ad immolarsi.

I veri difensori dell’infanzia, come Gardner, riconoscono che i bambini come Basmallah possono essere plagiati ed indotti all’odio, ed hanno diritto di venire protetti.