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USA: una proposta per salvare gli uomini calunniati

10 ottobre 2012


Grazie ai test del DNA stanno venendo riconosciuti innocenti decine di uomini condannati a decine di anni di galera sulla base della sola parola di una accusatrice.

Le più attendibili statistiche dicono che quasi metà delle accuse di stupro sono false.

Le false accuse di stupro sono anche utilizzate da madri criminali per appropriarsi dei figli eliminando i loro padri per via giudiziaria.

Negli USA si dibatte come porre fine a questa violazione dei diritti umani.

I politici che avessero il coraggio di sfidare il femminismo e proporre la cancellazione delle leggi anti-uomo che aiutano le calunniatrici verrebbero diffamati e distrutti dalle femministe come amici degli stupratori.

I magistrati spesso evitano di perseguire penalmente le calunniatrici, limitandosi ad indirizzarle a percorsi di recupero psichiatrico.

Paul Elam riflette che non è dal sistema che ha causato il problema che può arrivare la soluzione.

La soluzione proposta si basa su di una particolarità del sistema giudiziario USA, voluta da Thomas Jefferson per proteggere i cittadini dagli abusi del potere: nella giustizia USA non è il giudice a determinare se le persone accusate sono colpevoli.  È una giuria popolare, composta da cittadini comuni.

Nei processi normali,  la giuria viene informata di tutti i fatti rilevanti.  Nei processi per stupro il femminismo ha fatto votare leggi che impediscono di rivelare i precedenti delle accusatrici.  Nel passato ha accusato falsamente altri uomini? Alla giuria verrà nascosto.   Ha scritto testi in cui ammetteva perversioni?   Alla giuria verrà nascosto.

Emblematico è il caso Strauss-Kahn, l’uomo che oggi sarebbe stato Presidente della Francia, se una donna non lo avesse accusato senza alcuna prova oggettiva.    Lei mantenuta anonima.  Le femministe hanno voluto questa ingiustizia per “evitare pregiudizi sulle accusatrici”.   Lui esibito in manette e dipinto come un mostro mentre branchi di femministe gli urlavano contro.  Perché dei pregiudizi sugli uomini accusati non importa niente a nessuno.   Si è salvato perché l’accusatrice ha telefonato ad un amico spacciatore in galera per chiedergli quanto potrebbe guadagnare dall’accusa.    La polizia la ha intercettata non perché indagasse su di lei, ma perché indagava sullo spacciatore.

E allora, la proposta è che per salvare un uomo falsamente accusato basta che uno solo dei giudici popolari, invece di farsi influenzare dal giustizialismo nazi-femminista, faccia il seguente ragionamento: “la colpevolezza non è provata al di là di ogni ragionevole dubbio perché esistono leggi che mi impediscono di sapere tutta la verità;   esiste il ragionevole dubbio che la accusatrice sia una calunniatrice che sfrutta questa legge venendo aiutata da uno di quei PM che cercano di fare carriera sulla pelle di uomini e bambini”.