La lunghezza delle cause per l’affidamento favorisce le strumentalizzazioni dei figli

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«In processi del genere si deve decidere in una sola udienza»

Strumenti di vendetta e di guadagno. Così i figli contesi da genitori separati vengono utilizzati come delle armi nella guerra della separazione che, visti i tempi lumaca della giustizia italiana, può durare anche un decennio. «I bambini – dice l’avvocato Gian Ettore Gassani – possono diventare un vero e proprio bottino di guerra sia per i legali che per i genitori.

Questo perché il tribunale italiano è al collasso: se una separazione consensuale può durare dieci anni, per l’affidamento ci può volere una vita intera. I figli contesi diventano maggiorenni senza che il processo si sia concluso».

Ma se i processi sono troppo lunghi la colpa è anche del sistema di gestione: «Quando è necessario sostituire un giudice – spiega l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace – si aspettano mesi e, a sostituzione avvenuta, è necessario ancora altro tempo affinché il nuovo nominato possa studiarsi il caso.

E così si va avanti per anni, rinvio dopo rinvio. Un po’ di tempo fa mi è capitato un caso assurdo: un magistrato appena trasferito si è sposato, così ha ottenuto l’aspettativa prevista per il matrimonio ed in aula ci è tornato dopo aver messo al mondo ben tre bambini. Ma anche i genitori fanno la loro parte utilizzando i propri figli per raggiungere degli scopi ben precisi.

E possono continuare ad oltranza. Com’è successo a Varese, dove il 28 gennaio di quest’anno il tribunale ha condannato un signora per abuso di processo. La donna non riuscendo ad ottenere l’accordo desiderato si affidava sempre a nuovi processi».

 

Che un caso di affidamento possa diventare infinito lo sa bene l’avvocato Antonella Tomassini che sulla sua scrivania ha da otto anni le carte dello stesso processo: «Una ragazza è contesa tra due genitori che vivono in stati diversi da quando aveva dieci anni, a maggio sarà maggiorenne.

Così – aggiunge Antonella Tomassini – tutto il lavoro fatto finora sarà inutile perché tra soli due mesi sarà libera di scegliere, da sola, con chi stare. Ma ovunque andrà porterà con sé delle lacerazioni psicologiche che hanno avuto conseguenze drammatiche sulla sua vita».

E per fuggire da queste sofferenze che, da adolescenti, i figli contesi vogliono poter esprimere i loro desideri: «Mi è capitato spesso – dice l’avvocato Gian Ettore Gassani – che ragazzi di quindici o sedici anni abbiano chiesto di poter essere ascoltati, decidendo loro stessi con quale dei due genitori vivere.

Per questo, per accelerare i processi sarebbe sufficiente la mediazione familiare. I genitori non devono poter giocare sulla pelle dei propri figli, sono loro a separasi e seppur divisi devono continuare ad essere una madre ed un padre».

Per l’avvocato Antonella Tomassini, i servizi sociali sono il vero problema dei tempi lenti della giustizia: «I giudici – spiega – troppo spesso chiedono il loro intervento e molti non avendo la preparazione giusta finiscono per peggiorare la situazione».

L’avvocato Annamaria Bernardini de Pace, invece, una soluzione la sogna ad occhi aperti: «Sogno un tribunale della famiglia, dove i casi siano discussi dinanzi ad un collegio di tre giudici. E soprattutto – conclude – sogno che l’intero processo possa concludersi in una sola mattinata: è vietato uscire dall’aula fin quando la soluzione giusta non sia stata trovata».

 

[ilmessaggero.it – Isabella Faggiano]

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