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IMU e separati: mancano norme eque.
La denuncia del Consiglio Comunale di Torino.

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Il Consiglio Comunale di Torino, nell’analizzare le modalità di applicazione della tassa IMU nel caso di persone separate, ha riscontrato alcuni importanti vuoti legislativi che, allo stato attuale, non consentono una tassazione equa dei cittadini che si trovino nella situzione di genitori separati.

Da qui un interessante ordine del giorno che richiama invita il Governo a provvedere affinché i vuoti legislativi siano colmati in sintonia con la normativa esistente e in particolare alla luce di quelle che sono le disposizioni contenute nella legge 54/2006 recante indicazioni per l’affidamento dei figli in caso di separazione dei loro genitori.

Di seguito l’ordine del giorno che sara’ votato nella giornata di oggi 26 giugno 2012.

httpvh://www.youtube.com/watch?v=j0UbHFn1PyI

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Consiglio Comunale
2012 02916/002

C I T T À D I T O R I N O

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO

OGGETTO: “ACCOMPAGNAMENTO ALLA DELIBERAZIONE MECC. 2012 02233/013 ‘APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER L’APPLICAZIONE DELL’IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA (IMU)'” PRESENTATA DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 4 GIUGNO 2012.

Il Consiglio Comunale di Torino,

PREMESSO

che in sede di conversione del D. L. n. 201 del 2011, è stato stabilito che per gli anni 2012 e 2013, la detrazione IMU di Euro 200,00 è maggiorata di Euro 50,00 per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, a condizione che lo stesso dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale;

TENUTO CONTO CHE

– nel caso di genitori separati, mantenendo l’attuale diretto collegamento della definizione di nucleo familiare con la residenza anagrafica, si consolidano privilegi a vantaggio del genitore co-residente e la corrispondente penalizzazione dell’altro;
– a titolo esemplificativo, considerando una famiglia separata in cui madre e padre hanno redditi identici ed ospitano i figli per tempi uguali, solo il genitore presso i quali i figli hanno la residenza potrà inserirli nel suo nucleo familiare e pertanto godere delle detrazioni previste per i figli stessi;

VISTO CHE

– non è prevista dall’ordinamento italiano, la doppia residenza e quindi il Giudice, in sede di separazione deve assegnarne una sola ai figli;
– d’altra parte, la Legge 54/2006 ha stabilito che i figli restano affidati ad entrambi i genitori, che hanno pari diritti e doveri, come del resto sancito dall’articolo 30 della Costituzione che, come l’attuale formulazione dell’articolo 155 del Codice Civile , in condizioni normali non attribuisce ad alcun genitore il titolo od il ruolo di “convivente”, “coresidente” o “collocatario”;

alcuni anni fa, nel vocabolario italiano veniva introdotta la parola “bigenitorialità”, il diritto naturale del bambino ad avere due genitori ed a mantenere un rapporto stabile con entrambi, anche nel caso questi siano separati o divorziati, ogni qual volta non esistano impedimenti che giustifichino l’allontanamento di un genitore dal proprio figlio;

– a sostegno della bigenitorialità si esprime un movimento trasversale, nato dalla base popolare di madri e padri, nonne e nonni, al quale negli anni hanno aderito insegnanti, medici pediatri, psicologi, pedagogisti, mediatori, associazioni forensi, nonché il mondo accademico ed il mondo politico in generale; occorre però lavorare sulla cultura per accelerare un processo che parte da un’ovvietà puramente biologica, che solo ora diventa anche psicologica e pedagogica, ma che deve diventare realtà storica;

– è in base a questi principi che alle volte la residenza dei figli viene fissata nell’ex casa coniugale, ponendo l’obbligo in capo ai genitori con residenza altrove di alternarsi in essa, in tali casi non viene prevista alcuna detrazione sui genitori che, di fatto, si ripartiscono gli oneri;

INVITA

Il Governo ad attuare le iniziative che più ritiene opportune affinché sia resa più equa la detrazione per i figli nel caso di genitori separati.

F.to: Chiara Appendino
Vittorio Bertola
http://www.comune.torino.it/consiglio/documenti1/atti/testi/2012_02916.pdf

fonte

Al via il nuovo bando per attività di conciliazione famiglia e lavoro.

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Il sottosegretario delle politiche per la famiglia Carlo Giovanardi, presenterà il nuovo bando di finanziamento sui progetti di conciliazione tra famiglia e lavoro per il 2011 previsti dalla legge 53/2000. Si tratta di una “misura che ha lo scopo di rendere stabili gli strumenti di conciliazione attivati grazie al finanziamento pubblico”.

Si parla di 15 milioni destinati, grazie all’accordo con le regioni, alle politiche della conciliazione vita familiare-lavorativa durante il 2010, ma che solo l’approvazione finale da parte degli organi competenti e il nuovo regolamento di presentazione dei progetti hanno svincolato nel 2011. “Poter riaprire le procedure di selezione dei progetti consentirà a molti lavoratori con figli minori, disabili o anziani a carico, di conciliare meglio il loro tempo di lavoro con le responsabilità familiari, il che rappresenta per noi un grande successo nell’impegno continuo che dedichiamo a sostegno della famiglia“, dichiara Giovanardi.

Le richieste di finanziamento, redatte secondo le modalità previste dal nuovo regolamento di attuazione dell’art. 9, potranno essere presentate entro il 13 luglio utilizzando l’apposita procedura informatica accessibile on line. Una seconda scadenza nel 2011 è prevista per il 28 ottobre.

 

Fonte: http://www.figliefamiglia.it/2011/06/conciliazione-famiglia-lavoro-al-via-nuovo-bando/

Gli avvocati si auto-specializzano, ma il TAR non ci sta !

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La figura dell’avvocato specialista muore ancor prima di nascere.

Il Tar Lazio, con sentenza 9 giugno 2011, n. 5151 ha infatti dichiarato la nullità del regolamento sulle specializzazioni forensi che disciplinava le aree di specialità professionale e le modalità per acquisire il titolo di specialista.

Secondo i giudici ammninistrativi sussiste la ”assoluta carenza di attribuzione in capo al CNF della regolamentazione assunta con il gravato provedimento”.

 

http://www.altalex.com/index.php?idnot=14508

Disperato suicidio di un 53enne cui era stata revocata la patria potestà sulle due figlie: si è schiantato a tutta velocità

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Verona. Mette 2 bombole di gpl su furgone e si fa esplodere contro la casa della ex

VERONA – Ha deciso di uccidersi con un gesto clamoroso: ha caricato due grosse bombole di Gpl su un furgone preso a noleggio ed è andato a schiantarsi a tutta velocità a Cavaion Veronese contro la casa dell’ex convivente, dalla quale aveva avuto due figlie. Nell’esplosione è morto un uomo di 53 anni di Pescantina (Verona).

All’origine del gesto disperato ci sarebbe la separazione dalla famiglia; sembra infatti che l’uomo, originario dell’Argentina e senza precedenti penali, non avesse accettato la revoca della patria potestà decisa dal tribunale di Verona in seguito a una denuncia per minacce e maltrattamenti presentata dall’ex convivente.

Un suicidio, secondo quanto accertato dai carabinieri di Caprino, pianificato con lucidità e ripreso negli ultimi istanti dalla telecamera della farmacia di Cavaion: l’uomo ha noleggiato un furgone, ha acquistato due bombole di gas gpl da 25 chili e, fatti 16 chilometri, si è lanciato contro la villetta a due piani dove l’ex compagna stava dormendo con le figlie, morendo carbonizzato.

Il boato dell’esplosione è stato avvertito nell’intero quartiere.

 

http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=149593&sez=NORDEST

Figli contesi: Gassani a Domenica 5. Confronto in diretta con Fabrizio Corona

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A partire dalle ore 14.25 di domenica l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale AMI, sarà ospite negli studi di Domenica 5 (Canale 5). Negli studi di Cologno Monzese, in diretta, l’avv. Gassani esprimerà il parere degli avvocati matrimonialisti in merito, in particolare, della vicenda che ha visto al centro delle cronache Fabrizio Corona ed piccolo figlio prelevato da casa in cui vive, in questo periodo, con la nonna materna. In studio lo stesso Fabrizio Corona. Giovedì sera l’avvocato Gassani fu ospite di Matrix.

L’avvocato, Presidente dell’Ami, Gian Ettore Gassani

 

[Fonte http://www.ami-avvocati.it/leggi_articolo.asp?id_articolo=1149]