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Lo stupro e la violenza sessuale sono solo maschili? Nooooooo…

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riflessioni, fatti e promesse politiche affinché la legge sia uguale per tutti/e

 

 

I figli di tutti… padri separati….. e cosa ne pensano a Montecitorio?

 

 

 

Dal film “Tutto l’amore del mondo” i metodi degli avvocati abusologi: una madre separata vuole soldi? Basta costruire una pedo-calunnia. Per un bambino, venire coinvolto in una falsa accusa di pedofilia è devastante quanto la pedofilia vera. Gli avvocati che utilizzano questi metodi dovrebbero essere radiati ed incarcerati come i pedofili.

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5 baci x il Buon Giorno…

Posted May 5, 2011 By FolleWeb

1 in fronte x essere nei tuoi pensieri,

2 sugli occhi x essere nei tuoi sogni,

1 sulla punta del naso x poter sentire il tuo respiro e 1 sul tuo cuore x darti tanto calore ❤

BUONGIORNO, TESORO ❤

 

Vi fu un tempo…

Posted May 4, 2011 By FolleWeb

Vi fu un tempo, in una società oggi definita “Patriarcale”, sinonimo di antica ma anche in rima con medievale, in cui l’accusato disponeva del “privilegio” della presunzione d’innocenza, se ne doveva dimostrare la colpa, e gli veniva (addirittura) concesso il diritto alla difesa…

 

 

 


 

20 aprile 2011 – Antonella Flati, una vita di sofferenze, da piccola, allontanata dai genitori, ma oggi dice: ” io credo nella famiglia, ogni bambino ha diritto ad avere la mamma ed il papà ”

 

«Una mozione affinché la Provincia di Roma promuova l’istituzione anche in Italia nel mese di aprile, della “Giornata della consapevolezza della alienazione genitoriale”, già istituita in molti Stati americani, il 25 aprile. È stata approvata all’unanimità dal Consiglio, nella seduta odierna. È quanto si legge in una nota di Massimo Caprari, capogruppo ApI a Palazzo Valentini e primo firmatario della mozione.

«È un fenomeno che in America hanno tristemente sperimentato prima di noi – spiega Caprari. La sindrome di alienazione genitoriale (parental alienation syndrome) è una condizione psicologica più spesso osservata nei bambini coinvolti in separazioni e divorzi conflittuali. L’alienazione genitoriale è considerata una forma di abuso sull’infanzia, in quanto i bambini vengono ingannati, plagiati fino a tramutare in odio l’amore che provavano verso un genitore. Il più comune sintomo della Pas è il rifiuto dei bambini ad aver contatti con un genitore; un rifiuto che non trova giustificazioni ma e’ causato da tattiche alienanti». «La consapevolezza è primo passo necessario per fermare questa forma di manipolazione che danneggia emotivamente, spaventa e priva del senso di sicurezza e protezione i bambini, con conseguenze anche nell’età adulta. Per questo – conclude Caprai – crediamo utile una giornata di riflessione e sensibilizzazione e la Provincia di Roma è il primo ente pubblico, attraverso questo atto formale, a promuovere iniziative verso un fenomeno in crescita anche in Italia ma di cui si parla ancora troppo poco».

http://www.alienazione.genitoriale.com

 

I figli sono come gli aquiloni,
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato…
Come gli aquiloni, essi finiscono a terra…
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.

Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri
che presto impareranno a volare.
Infine sono in aria:
gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.
E a ogni metro di corda
che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia
e di tristezza insieme.

Giorno dopo giorno
l’aquilone si allontana sempre più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura
spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che sia, libera e sola.
Allora soltanto saprai
di avere assolto il tuo compito.

(Erna Bombeck)

La colomba è il dolce tipico che più caratterizza la Pasqua. Si tratta di un dolce lievitato con ingredienti molti simili al panettone e al pandoro, ma di forma diversa, di colomba appunto.

Questo dolce chiude tradizionalmente il pranzo pasquale insieme alle uova di cioccolato, perché fin dai tempi più remoti, sia all’uovo sia alla colomba era attribuito un forte valore simbolico di pace, rinascita e amore. Secondo la Bibbia, infatti, fu proprio una colomba, con un ramoscello d’ulivo nel becco, a tornare da Noè dopo il diluvio universale per testimoniare l’avvenuta riconciliazione fra Dio e il suo popolo.

Alla colomba pasquale sono legate diverse leggende d’epoca medievale. La prima ha per protagonista Re Alboino, quando calò in Italia con le sue orde barbariche tentando di conquistare Pavia.

La resa di Pavia (miniatura del 16° secolo - Biblioteca Nazionale di Parigi)

Tradizione vuole che, dopo un lunghissimo assedio durato tre anni, Alboino fosse riuscito ad entrare in città, alla vigilia della Pasqua del 572. Animato da voglia di vendetta, decretò che avrebbe accettato doni dai cittadini prima che Pavia venisse venisse messa a ferro e fuoco. Così ricevette in dono dodici bellissime fanciulle che avrebbero dovuto deliziare le sue notti.

Mentre rifletteva sulla sorte di Pavia, si presentò al suo cospetto un vecchio artigiano con dei pani dolci a forma di colomba: “Sire – disse il vecchio – io ti porgo queste colombe quale tributo di pace nel giorno di Pasqua”. I pani risultarono così buoni da spingere il sovrano ad una promessa: “Pace sia e rispetterò sempre anche le colombe simbolo della tua delizia”.

Quel dono presentato ad Alboino nascondeva però un sottile inganno. Infatti, quando il re chiese il nome alle fanciulle che gli erano state regalate, scoprì che tutte si chiamavano Colomba. Alboino comprese l’arguto raggiro che gli era stato giocato, ma rispettò lo stesso la promessa fatta, salvando sia la popolazione dalla sua vendetta sia le “Colombe” dalla sua bramosia sessuale.

Una seconda leggenda parla di San Colombano, un abate irlandese ed ha le sue origini in Lombardia. Si dice che il Santo, giunto a Milano nel 612, fu ricevuto dalla regina Teodolinda insieme ai suoi confratelli. Venne preparato un pasto pantagruelico a base di carne e selvaggina, che il Santo rifiutò di mangiare perché avrebbe infranto il precetto pasquale del digiuno. Teodolinda si offese profondamente e per rabbonirla San Colombano disse che avrebbe consumato quei cibi dopo averli benedetti. Immediatamente le carni si trasformarono in colombe bianche ed il pane assunse la forma di colomba. La regina rimase molto colpita del miracolo e donò a Colombano un vasto terreno vicino a Bobbio dove poi venne eretta l’Abbazia di San Colombano.

Una terza leggenda è legata alla Battaglia di Legnano (29 maggio 1176), in cui le armi della Lega lombarda e dei suoi alleati sconfissero quelle dell’imperatore Federico Barbarossa.

Una coppia di colombi aveva il suo nido in una via di Milano accanto alla finestra di una donna che si era affezionata a loro. La donna aveva due figli che un giorno dovettero partire per la guerra, arruolati sotto le bandiere della Lega lombarda. La donna piombò nella più nera disperazione.

"La Battaglia di Legnano" di Massimo d'Azeglio (particolare)

La leggenda vuole che i colombi, colpiti da tanto dolore, volassero fino al campo di battaglia di Legnano, a nord-ovest di Milano, dirigendo con il loro volo i tiri delle armi dei soldati dei Comuni e che, a vittoria raggiunta, si posassero sul pennone del Carroccio. Quando i figli della donna tornarono a casa, anche i colombi rioccuparono il loro nido.

La creazione della colomba pasquale come dolce è legata però anche ad un’altra leggenda, sempre riferita alla Battaglia di Legnano. Un condottiero del Carroccio, osservando durante la battaglia due colombi posarsi sopra le insegne della Lega lombarda, decise d’infondere ai suoi uomini il nobile spirito di quegli uccelli facendo confezionare dai cuochi dei pani a forma di colomba, a base di uova, farina e lievito.

La colomba come la conosciamo oggi è nata per esigenze industriali. Ai primi del Novecento, Dino Villani, direttore commerciale dell’azienda dolciaria milanese Motta, pensò di sfruttare i macchinari utilizzati per fare i panettoni natalizi per preparare un prodotto usando la stessa pasta e dandogli la forma di una colomba.

Il boom e la definitiva consacrazione di questo dolce a simbolo pasquale è dovuto al pubblicitario franco-russo Adolphe Jean Marie Mouron, noto con lo pseudonimo di Cassandre, che realizzò per conto della Motta un manifesto con lo slogan “Colomba pasquale Motta, il dolce che sa di primavera” (nella foto)

 

 

http://www.gustosamente.net/il-piacere-di-sapere/colomba-pasquale/

Le lontane origini dell’Uovo di Pasqua

Posted April 20, 2011 By FolleWeb

La simbologia dell’uovo si perde nella notte dei tempi: visto come simbolo della vita in sé e spesso ricoperto di sacralità. Secondo alcune religioni pagane, gli emisferi della terra e del cielo altro non erano che parti di un unico uovo, culla della vita umana. Gli egizi, invece, ritenevano che nell’uovo si fondessero i quattro elementi dell’universo (aria, acqua, terra e fuoco).
I persiani furono i primi ad introdurre la tradizione dello scambio di uova come doni, nel caso specifico in occasione dell’arrivo della primavera. Ben presto anche gli egizi, i greci e i cinesi assimilarono quella tradizione.
Nel Medioevo si iniziò a decorare quelle uova, regalandole alla servitù in occasione della primavera come simbolo della rinascita della natura. L’avvento del Cristianesimo infarcì la tradizione con la simbologia della rinascita dell’uomo.
Nacque così, probabilmente in Germania, l’usanza di regalare uova in occasione della Pasqua.
Nel 1883 l’orafo Peter Carls Fabergé fu incaricato dallo zar di creare un uovo decorato per la zarina Maria: creò un uovo di platino che conteneva un uovo d’oro e, a sua volta, due regali: una riproduzione della corona imperiale ed un pulcino d’oro. L’idea fu un successo e nacque così la tradizione di inserire dei doni all’interno delle uova di Pasqua.

Con l’occasione, auguro a tutti buona Pasqua!