Femminismo – Le fonti indiscrete….

Solo un altro blog targato Bigenitorialità

Decide di liberarsi del figlio e lo getta dall’8° piano.

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NEW YORK – E’ caduto dall’altezza di otto piani, lanciato nel vuoto dalla stessa donna che lo ha partorito. Un miracolo, ovvero l’accumulo di rifiuti nello scivolo dell’immondizia, lo ha salvato.

E’ successo ad un bimbo appenanato a New York. Il piccolo, che è sopravvissuto al tentato omicidio, è stato lanciato dalla sua mamma, una giovane afro-americana di 18 anni. La spazzatura su cui è atterrato, ha attutito il colpo salvandogli la vita.

Domenica mattina infatti gli uomini delle pulizie hanno sentito le urla e il pianto di un bambino e insospettiti si sono avvicinati allo scivolo dell’immondizia, dove hanno trovato il neonato.

La polizia ha subito preso in custodia il bimbo, indenne dal volo, che è stato trasferito in un ospedale di Brooklyn dove le sue condizioni sono giudicati stabili. Dovrebbe guarire in pochi giorni.

La madre ora è stata accusata di tentato omicidio e violenze su minore. La donna, Laquasia Wright, è stata immediatamente arrestata. E’ stata giudicata dai suoi vicini come una ragazza dolce e timida, e probabilmente la causa del suo gesto è l’aver tenuto nascosta la gravidanza.

Nessuno arebbe infatti notato che la ragazza, che vive con la madre, fosse incinta.

 

http://www.leggo.it/articolo.php?id=123783

http://www.imperfectparent.com/topics/2011/05/23/newborn-baby-boy-survives-8-story-fall-down-trash-chute/

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Chi non salta è racchia e femminista

Chi non salta è racchia e femminista

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Femministe italiane accusano il prof. Gardner di difendere la pedofilia. Ma è tutta una montatura calunniosa volta a screditare la PAS (Sindrome da Alienazione Genitoriale)

UN POST SUL BLOG  COMUNICAZIONE DI GENERE SVELA LA MALAFEDE DI CHI HA ACCUSATO LO PSICHIATRA RICHARD GARDNER DI AVER “INVENTATO” UNA MALATTIA (la pas n.d.r.) PER DIFENDERE I PEDOFILI

COME SI LEGGE QUI IN QUESTO BLOG LEGATO A IDV ITALIA DEI VALORI DONNE TOSCANA

http://idvdonnemassacarrara.wordpress.com/2010/04/21/pedofilia-pas-contro-le-assurde-teorie-del-dott-r-gardner/

GARDNER E LA PEDOFILIA. UNA QUESTIONE DI… IGNORANZA? MALAFEDE? DI INCAPACITA’ A COMPRARSI UN VERO ARTICOLO SCIENTIFICO?

Written by DOPPIOTRIKSTER on 13 ottobre 2010

Tal Psyche84 continua a inviarci commenti che ripetono sconsideratamente le assurde teorie secondo cui Gardner era un pedofilo.

In basso, vi piazziamo la pappardella che questa persona ci invia con costanza degna di altra causa.

Siccome però Psyche84 – e le altre persone che insistono a propalare assurdità del genere – ignora che Gardner GIA’ UNDICI ANNI FA HA RISPOSTO A QUESTE ACCUSE, mettiamo qui il link per sapere cosa Gardner ha VERAMENTE detto della pedofilia.

E di tutte le altre assurdità (ad altro tacere) di cui l’accusano.

Con tante scuse a Psyche84: perché dobbiamo pur dire che, sul punto, è IGNORANTE (come tutti quelli che sostengono tesi simili su Gardner). Nel senso che IGNORA quanto Gardner ha detto in proposito di pedofilia, maschilismo, case editrici, e roba varia.

Che l’articolo in cui chiariva tali FANDONIE sia stato pubblicato su una IMPORTANTE RIVISTA SCIENTIFICA che NON HA NULLA A CHE VEDERE CON LA CASA EDITRICE DI GARDNER (l’ “American Journal of Family Therapy”, una fra le massime riviste in tema di studi sulla famiglia), è già una prova del tutto.

Psyche84 – e quanti fanno le sue stesse affermazioni – sono dunque, in questo senso, IGNORANTI. O IN MALAFEDE.

Perché non citano in alcun modo, mai, lo scritto di Gardner nel quale lui prende posizione ben precise contro le loro accuse, e che data dal 1999.

SCRIVONO DUNQUE CON UN TRAGICO RITARDO DI UNDICI ANNI:

“Misinformation Versus Facts About the Contributions of Richard A. Gardner, M.D.”.American Journal of Family Therapy 30 (5): 395–416 a questo indirizzo: http://www.informaworld.com/smpp/content~content=a713830020~db=all

o anche a quest’altro indirizzo:

http://www.fact.on.ca/Info/pas/misperce.htm

Se vuole, ci dà un numero di Postepay e gli/le mandiamo i soldi per comprarsi l’articolo.

Altrimenti lo può leggere gratis all’altro indirizzo.

Beccatevi adesso quello che scrive e confrontatelo con quello che diceva Gardner al proposito di queste “Misperception” già nel 1999.

Da rabbrividire.

Per l’ignoranza o la malafede?

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ECCO LA PROSA DI PSYCHE84:

“In realtà Gardner ha sotenuto la pedofilia…ed in modo abbastanza esplicito, e sinceramente trovo preoccupante che si dia retta IN MATERIA DI INFANZIA ad uno che nella pedofilia non ci vedeva nulla di male. Poi scusatemi perchè l’ing. Marino Maglietta può discettare di psichiatria ed un avvocato no?
Ad ogni modo…visto che amate le prove

– C’è un po’ di pedofilia in tutti noi – Gardner, R.A. (1991). Sex Abuse Hysteria: Salem Witch Trials Revisited . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (p. 118)

– La pedofilia è stata considerata la norma per la stragrande maggioranza degli individui nella storia del mondo”. – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (p. 592-3)

– Allo stesso modo, “pedofilia intrafamiliare (ovvero, l’incesto) è assai diffuso e … probabilmente è una antica tradizione” – Gardner, R.A. (1991). Sex Abuse Hysteria: Salem Witch Trials Revisited . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (p. 119)

– La pedofilia può migliorare la sopravvivenza della specie umana, servendo “fini procreativi.” – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (pp. 24-5)

– I bambini sono naturalmente dotati di sessualità e possono organizzare incontri sessuali per “sedurre” gli adulti – Gardner, R.A. (1986). Child Custody Litigation: A Guide for Parents and Mental Health Professionals. Cresskill, NJ: Creative Therapeutics (p. 93).

– Se il rapporto sessuale ( pedofilo ) viene scoperto, “il bambino rischia di mentire in modo che l’adulto sarà incolpato per l’inizio della relazione pedofila – Gardner, R.A. (1986). Child Custody Litigation: A Guide for Parents and Mental Health Professionals. Cresskill, NJ: Creative Therapeutics (p. 93).

– L’ abuso sessuale non è necessariamente traumatico; ciò che renderà traumatiche le molesite sessuali è l’atteggiamento sociale verso questi incontri. – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (pp. 670-71)

– Particolare attenzione deve essere presa nel non allontanare il figlio dal padre che lo ha molestato. La rimozione di un genitore pedofilo da casa “dovrebbe essere presa seriamente in considerazione solo dopo tutti i tentativi di trattamento della pedofilia e di riavvicinamento con la famiglia si sono rivelati inutili – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics.(p. 537)

-I bambini più grandi possono essere aiutati a capire che gli incontri sessuali tra un adulto e un bambino non sono universalmente considerati atti riprovevoli. Al bambino potrebbe essere raccontato di altre società in cui tale comportamento è stato ed è considerato normale. Il bambino potrebbe essere aiutato ad apprezzare la massima di Amleto di Shakespeare, che disse: “Niente è buono o cattivo, ma il pensiero lo rende così”. -Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics.(p. 549)

-In queste discussioni il bambino deve essere aiutato a comprendere che noi abbiamo nella nostra società un atteggiamento esageratamente punitivo e moralista sugli incontri sessuali fra un bambino ed un adulto – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics.(p. 572).

Psyche84″

COMMENTO:

METACOMMENTO:

Mah….

[Fonte http://www.comunicazionedigenere.net/2010/10/13/gardner-e-la-pedofilia-una-questione-di-ignoranza-malafede-di-incapacita-a-comprarsi-un-vero-articolo-scientifico/]

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GIUDICI. E’ COLPO DI STATO?

Torino, 24 Giugno 2010: anche la CORTE D’APPELLO ha CONFERMATO che un papà con 400 euro/mese: – deve pagare alimenti alla ex.moglie dentista (10.000 euro/mese) – deve lasciare la propria abitazione (seppur divisibile in 2 unità) – può tenere con sé le due bambine solo 2 notti al mese.

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Riportiamo di seguito l’articolo del portale infanzia-adolescenza che si interroga sul perché di ciò che sta avvenendo.

—– —– —–

Quiesto il link http://infanzia-adolescenza.info/lettere/tirannia/

E di seguito il testo diffuso dall’agenzia di stampa Fidest

Giudici. E’ colpo di Stato?

Pubblicato da fidest su giovedì, 24 giugno 2010

Lettera al direttore. Vorrei subito specificare che non ho intenzione di fare inutile allarmismo e neppure di porre una domanda retorica. Non sono mosso da parte politica o ideologica ne tanto meno da qualunque forma di antagonismo, ma semplicemente vorrei sensibilizzare i cittadini ed i politici a valutare la seguente situazione e rispondere alla domanda posta nel titolo. Partiamo dall’inizio. Uno dei fondamenti del nostro Stato è la Divisione dei poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario. Il primo fa le leggi, il Parlamento eletto dal popolo, in rappresentanza del popolo che detiene naturalmente e legittimamente la proprietà e la conduzione dello Stato (“la sovranità appartiene al popolo”, dice l’articolo 1 della Costituzione). L’ultimo invece, attraverso i giudici, controlla che le leggi siano applicate e punisce chi non le rispetta nella società e nel vivere quotidiano.  I giudici al contrario dei politici non sono eletti dal popolo per questo motivo non hanno titolo di sovranità popolare, di fare o stabilire loro stessi se una legge è giusta o no, ma semplicemente di riconoscerla ed applicarla nei tribunali.
Partiamo dunque dalla “uguaglianza” dei cittadini, fondamento della convivenza pacifica, e dalla Famiglia, uno dei nostri diritti naturali e civili più importanti, dice la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (ONU, 1948): …“Uomini e donne hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.” E se vi dicessi che per 20.000.000 di padri e 10.000.000 di minorenni italiani questi due semplici diritti oramai non sono più garantiti? E se vi dicessi che l’abrogazione (cancellazione) dei diritti di uguaglianza e famiglia è avvenuta proprio per mano del Potere giudiziario? Figli espropriati alla propria famiglia, denuncie e ricatti, sparizione della proprietà privata, discriminazione sessuale: dov’è scritto che un figlio separato non può più avere due genitori allo stesso pari? dov’è scritto che 30.000 false denuncie compiute ogni anno per ottenere profitto dalla separazione devono restare impunite? dov’è scritto che la falsa testimonianza in tribunale non è più reato? dov’è scritto che pochi mesi di matrimonio o convivenza determinano la perdita della propria casa a favore della persona con cui avevi convissuto? dov’è scritto che padre o maschio vale 20% e madre o femmina vale 80%?  Non è scritto da nessuna parte, in nessuna legge. Ecco perché ritengo che in Italia sia in atto una Tirannia verso Famiglia e uguaglianza da parte del potere giudiziario, che senza ragione e titolo ogni giorno espropria persone ad altre persone, averi ai rispettivi proprietari, proprio come nell’antica Roma dove i figli potevano essere sequestrati e le famiglie precettate per decreto giudiziario. (fonte: www.infanzia-adolescenza.info  (Fabio Barzagli responsabile etico nazionale candidato alla Camera dei Deputati nel 2008)

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI (PREFAZIONE):
“indispensabile che i diritti dell’uomo siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto
a ricorrere come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione”

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Autocoscienza e ricorsività linguistica alla base di sistemi autoreferenziali

…. E’ vero infatti che il sè nasce linguisticamente nella ricorsività linguistica che costruisce l’osservatore come entità spiegandone il funzionamento entro un dominio di distinzioni consensuali. L’autocoscienza nasce linguistamente nella ricorsività linguistica che costruisce la distinzione del sè come entità quando spiega il funzionamento dell’osservatore che, in un dominio consensuale di distinzioni, distingue il se da altre entità. Dunque la realtà sorge insieme con l’autocoscienza linguisticamente come spiegazione della distinzione tra sè e non-sè nella prassi dell’osservatore. Il sè, l’autocoscienza e la realtà esistono nel linguaggio come spiegazione dell’esperienza immediata dell’osservatore. Per meglio dire, l’osservatore come essere umano immerso nel linguaggio viene prima rispetto al sè e all’autocoscienza, che nascono quando egli opera nel nel linguaggio, spiegando la sua prassi come tale. Che le entità realizzate nelle nostre spiegazioni debbano avere una presenza inevitabile nel nostro dominio d’esistenza è dovuto al fatto che noi ci realizziamo come osservatori nel distinguerle nello spazio delle coerenze operative che esse definiscono mentre le distinguiamo. Nella nostra prassi noi non passiamo attraverso un muro, perchè esistiamo come sistemi viventi nello stesso dominio di coerenze operative in cui un muro esiste come entità molecolare, e un muro viene distinto come entità composita nello spazio molecolare proprio come quell’entità attraverso la quale noi come entità molecolari non possiamo passare. L’osservatore viene prima, non l’oggetto. L’osservare è dato nella prassi del vivere nel linguaggio, e noi ci troviamo già immersi in esso quando cominciamo a rifletterci sopra.
La materia, l’energia, le idee, i concetti, la mente, lo spirito, dio ecc., sono proposte esplicative della prassi in cui vive l’osservatore. (Maturana H., Autocoscienza e Realtà, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1993.)

[Immagine tratta da http://psicologicamente.altervista.org/psicocose/autocoscienza.jpg]

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Il femminismo non ha liberato le donne

Società – La mia generazione ha combattuto la battaglia per la parità tra i sessi e l’aborto.
Oggi l’appiattimento ha cancellato le identità

Il femminismo non ha liberato le donne

Tutti i messaggi si concentrano sul corpo: siamo passati dall’angelo del focolare alla mistica della seduzione

Appartengo alla generazione che ha combattuto, negli anni della prima giovinezza, la battaglia per la libertà sessuale e per la legalizzazione dell’aborto. La generazione che nei tè pomeridiani, tra un effluvio di patchouli e una canna, imparava il metodo Karman, cioè come procurarsi un aborto domestico con la complicità di un gruppo di amiche. Quella generazione che organizzava dei voli collettivi a Londra per accompagnare ad abortire donne in uno stato così avanzato di gravidanza da sfiorare il parto prematuro. È difficile, per chi non li ha vissuti, capire l’eccitazione, l’esaltazione, la frenesia di quegli anni. La sensazione era quella di trovarsi sulla prua di una nave e guardare un orizzonte nuovo, aperto, illuminato dal sole di un progresso foriero di ogni felicità. Alle spalle avevamo l’oscurità, i tempi bui della repressione, della donna oggetto manipolata dai maschi e dai loro desideri, oppressa dal potere della Chiesa che, secondo gli slogan dell’epoca, vedeva in lei soltanto un docile strumento di riproduzione. Erano gli anni Settanta.

Personalmente, non sono mai stata un’attivista, ma lo erano le mie amiche più care e, per quanto capissi le loro ragioni, non posso negare di essere stata sempre profondamente turbata da questa pratica che, in quegli anni, si era trasformata in una sorta di moderno contraccettivo. Mi colpiva, in qualche modo, la leggerezza con cui tutto ciò avveniva, non perché fossi credente — allora non lo ero — né per qualche forma di moralismo imposto dall’alto, ma semplicemente perché mi sembrava che il manifestarsi della vita fosse un fatto così straordinariamente complesso e misterioso da meritare, come minimo, un po’ di timore e di rispetto. Come sono cambiate le cose in questi quarant’anni? Ho l’impressione che anche adesso il discorso sulla vita sia rimasto confinato tra due barriere ideologiche contrapposte. La difesa della vita sembra essere appannaggio, oggi come allora, solo della Chiesa, dei vescovi, di quella parte considerata più reazionaria e retriva della società, che continua a pretendere di influenzare la libera scelta dei cittadini. Chi è per il progresso, invece, pur riconoscendo la drammaticità dell’evento, non può che agire in contrapposizione a queste continue ingerenze oscurantiste. Naturalmente, un Paese civile deve avere una legge sull’aborto, ma questa necessaria tutela delle donne in un momento di fragilità non è mai una vittoria per nessuno. I dati sull’interruzione volontaria di gravidanza ci dicono che le principali categorie che si rivolgono agli ospedali sono le donne straniere, le adolescenti e le giovani. Le ragioni delle donne straniere sono purtroppo semplici da capire, si tratta di precarietà, di paura, di incertezza—ragioni che spingono spesso ormai anche madri di famiglia italiane a rinunciare a un figlio, ragioni a cui una buona politica in difesa della vita potrebbe naturalmente ovviare.

Ma le ragazze italiane? Queste figlie, e anche nipoti delle femministe, come mai si trovano in queste condizioni? Sono ragazze nate negli anni 90, ragazze cresciute in un mondo permissivo, a cui certo non sono mancate le possibilità di informarsi. Possibile che non sappiano come nascono i bambini? Possibile che non si siano accorte che i profilattici sono in vendita ovunque, perfino nei distributori automatici notturni? Per quale ragione accettano rapporti non protetti? Si rendono conto della straordinaria ferita cui vanno incontro o forse pensano che, in fondo, l’aborto non sia che un mezzo anticoncezionale come un altro? Se hai fortuna, ti va tutto bene, se hai sfortuna, te ne sbarazzi, pazienza. Non sarà che una seccatura in più. Qualcuno ha spiegato loro che cos’è la vita, il rispetto per il loro corpo? Qualcuno ha mai detto loro che si può anche dire di no, che la felicità non passa necessariamente attraverso tutti i rapporti sessuali possibili? Chi conosce il mondo degli adolescenti di oggi sa che la promiscuità è una realtà piuttosto diffusa. Ci si piace, si passa la notte insieme, tra una settimana forse ci piacerà qualcun altro. I corpi sono interscambiabili, così come i piaceri. Come da bambine hanno accumulato sempre nuovi modelli di Barbie, così accumulano, spinte dal vuoto che le circonda, partner sempre diversi. Naturalmente non tutte le ragazze sono così, per fortuna, ma non si può negare che questo sia un fenomeno in costante crescita.

Sono più felici, mi chiedo, sono più libere le ragazze di adesso rispetto a quarant’anni fa? Non mi pare. Le grandi battaglie per la liberazione femminile sembrano purtroppo aver portato le donne ad essere soltanto oggetti in modo diverso. Non occorre essere sociologi né fini pensatori per accorgersi che ai giorni nostri tutti i messaggi rivolti alle bambine si concentrano esclusivamente sul loro corpo, sul modo di offrirsi agli altri. Si vedono bambine di cinque anni vestite come cocotte e già a otto anni le ragazzine vivono in uno stato di semi anoressia, terrorizzate di mangiare qualsiasi cosa in grado di attentare alla loro linea. Bisogna essere magre, coscienti che la cosa che abbiamo da offrire, quella che ci renderà felici o infelici, è solo il nostro corpo. Il fiorire della chirurgia plastica non è che una tristissima conferma di questa realtà. Pare che molte ragazze, per i loro diciotto anni, chiedano dei ritocchi estetici in regalo. Un seno un po’ più voluminoso, un naso meno prominente, labbra più sensuali, orecchie meno a vela. Il risultato di questa chirurgia di massa è già sotto ai nostri occhi: siamo circondate da Barbie perfette, tutte uguali, tutte felicemente soddisfatte di questa uguaglianza, tutte apparentemente disponibili ai desideri maschili. Sembra che nessuno abbia mai detto a queste adolescenti che la cosa più importante non è visibile agli occhi e che l’amore non nasce dalle misure del corpo ma da qualcosa di inesprimibile che appartiene soprattutto allo sguardo.

Siamo passati così dalla falsa immagine della donna come angelo del focolare, che si realizza soltanto nella maternità, alla mistica della promiscuità, che spinge le ragazze a credere che la seduzione e l’offerta del proprio corpo siano l’unica via per la realizzazione. Più fai sesso, più sei in gamba, più sei ammirata dal gruppo. Nella latitanza della famiglia, della chiesa, della scuola, la realtà educativa è dominata dai media e i media hanno una sola legge. Omologare. Ma questo lato apparentemente così comprensibile, così frivolo — voler essere carine o anche voler mitigare i segni del tempo — che cosa nasconde? Il corpo è l’espressione della nostra unicità ed è la storia delle generazioni che ci hanno preceduti. Quel naso così importante, quei denti storti vengono da un bisnonno, da una trisavola, persone che avevano un’origine, una storia e che, con la loro origine e la loro storia, hanno contribuito a costruire la nostra. Rendere anonimo il volto vuol dire cancellare l’idea che l’essere umano è una creatura che si esprime nel tempo e che il senso della vita è essere consapevoli di questo. La persona è l’unicità del volto. L’omologazione imposta dalla società consumista—e purtroppo sempre più volgarmente maschilista — ha cancellato il patto tra le generazioni, quel legame che da sempre ha permesso alla società umana di definirsi tale. Noi siamo la somma di tutti i nostri antenati ma siamo, al tempo stesso, qualcosa di straordinariamente nuovo e irripetibile. Cancellare il volto vuol dire cancellare la memoria, e cancellare la memoria, vuol dire cancellare la complessità dell’essere umano. Consumare i corpi, umiliare la forza creativa della vita per superficialità e inesperienza, vuol dire essere estranei dall’idea dell’esistenza come percorso, vuol dire vivere in un eterno presente, costantemente intrattenuti, in balia dei propri buy medicine online capricci e degli altrui desideri. Senza il senso del tempo non abbiamo né passato né futuro, l’unico orizzonte che si pone davanti ai nostri occhi è quello di una specchio in cui ci riflettiamo infinite volte, come nei labirinti dei luna park. Procediamo senza senso da una parte, dall’altra, vedendo sempre e soltanto noi stessi, più magri, più grassi, più alti, più bassi. All’inizio quel girare in tondo ci fa ridere, poi col tempo, nasce l’angoscia. Dove sarà l’uscita, a chi chiedere aiuto? Battiamo su uno specchio e nessuno ci risponde. Siamo in mille, ma siamo sole.

Susanna Tamaro

17 aprile 2010

[Fonte: http://www.corriere.it/cultura/10_aprile_17/tamaro_c023a4e0-49e9-11df-8f1a-00144f02aabe.shtml]

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LA NOSTRA CULTURA INTRISA DI FEMMINISMO E MISANDRIA

Fino a quando la giustizia sarà incapace di dare risposta a situazioni come quella denunciata online prescription drugs da Sergio in questo video

NOI DIREMO CHE LA NOSTRA CULTURA E’ INTRISA DI FEMMINISMO (che nel suo impianto ideologico è un movimento ANTI-COSTITUZIONALE in quanto strategicamente determinato alla demolizione dell’istituto familiare tutelato dall’art. 29 della Costituzione Italiana) E MISANDRIA.

SERGIO E’ UNO DEI TANTI PADRI SEPARATI COLPITI INSIEME AI FIGLI (ANZICHE’ DIFESI) DA UNA LEGGE FORTEMENTE INIQUA E DA CAMBIARE.

NON CI INTERESSA SU QUESTA PAGINA IL PARERE DI SOGGETTI CALDEGGIANTI IL FEMMMINISMO PIU’ BECERO E CHE, ALMENO IN PARTE, RITENIAMO RESPONSABILE DELL’ATTUALE STATO DI COSE.

QUELLA CHE VEDIAMO E’ UN’INGIUSTIZIA. AVESSE UN MINIMO DI SENSIBILITA’ UMANA, ACCANTO A SERGIO AVREMMO VISTO ANCHE IL MONDO FEMMINISTA CHE INVECE COL SUO SILENZIO SEMBRA VOLER LEGITTIMARE STORIE COME QUESTA.

NOI CONTINUEREMO A DIRE CHE NON POTRA’ FINIRE LA VIOLENZA DI GENERE FINO A QUANDO AI NOSTRI FIGLI PROPORREMO UNA GIUSTIZIA ED UNA CULTURA CAPACI DI SIMILI SCEMPI.

UN ABBRACCIO A SERGIO

http://www.youtube.com/watch?v=uBu3bIz9frk

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Giudice americano condanna madre per le false accuse di abusi e per la conseguente PAS

Giudice della Contea di Nassau condanna madre per aver falsamente accusato di abusi sessuali l’ex e per averlo allontanato dai figli (Articolo in inglese)

Nassau County judge jails mother who falsely accused ex of sex abuse and alienated him from kids

June 7, 7:38 AMAlbany CPS and Family Court ExaminerDaniel Weaver

In a decision that will surely generate controversy and fuel gender wars and the ongoing debate over parental alienation, Nassau County Supreme Court Judge, Robert Ross, has sentenced a woman to six weekends in jail for alienating her children from their father.

The court went into great detail describing the mother’s behavior toward her ex-husband, the defendant in Lauren R. V Ted R. The mother’s behavior reached a crescendo, according to Judge Ross, when she made a false report of sexual abuse against the father to Child Protective Services.

The factual findings concerning the mother’s behavior as stated in the decision by Judge Ross are extensive but worth reading in their entirety as they form a basis for his decision.

Concerning the plaintiff’s (mother’s) behavior, Judge Ross stated:

“Plaintiff intentionally scheduled their child’s (N.’s) birthday party on a Sunday afternoon during defendant’s weekend visitation, and then refused to permit defendant to attend. She demanded that N. be returned home early, in order to “prepare” for her party, but D., the other child, was enjoying the time with her father and wished to remain with him until the party began. Plaintiff castigated N. for “daring” to invite her father to take a picture of her outside her party. According to the plaintiff, “this doesn’t work for me!” Plaintiff threatened to cancel N.’s party, and warned her that her sister, too, would be punished “big time” for wanting to spend time with her father. Plaintiff’s taped temper tantrum, offered into evidence, vividly detailed one instance of how D. and N. have been made to understand that enjoying time with their father will be met with their mother’s wrath and threat of punishment.”

Mother consistently lied about father’s custody rights

“Plaintiff conceded that when she completed N.’s registration card for XXX., she wrote that defendant is “not authorized to take them. I have custody. Please call me.” At trial, she claimed to fear that defendant would retrieve the girls directly from school. However, she later admitted that defendant had never even attempted to pick them up at school. Her testimony at trial sharply contradicted her sworn affidavit dated January 23, 2008, in which she stated that “the defendant consistently attempts to pick up the girls unannounced from their schools and activities, which disrupts not only the girls, but those in charge of the aforementioned.” In her sworn affidavit, plaintiff claimed that she completed the registration card because defendant sought to attend the end of D.’s art class and then had the audacity to drive his daughter home. The art class “incident” occurred well after the registration card was completed by the plaintiff. Moreover, nothing in the parties’ agreement prohibits the defendant from visiting the children at extra-curricular events or from driving them to or from such events. In point of fact, there was no dispute that D.’s Friday art class in Huntington ended as defendant’s alternate weekend visitation commenced.”

“Plaintiff wrote to Dr. L.1 (then the XXX. principal) and Ms. T. (N.’s fifth grade teacher), demanding that they restrict their conversations with the defendant to N.’s academics, as plaintiff is “solely responsible for her academic progress and emotional well being. Notwithstanding the nature of their joint legal custody plaintiff insisted before me that, “I have custody, he has visitation.””

“The plaintiff made/completed an application for admission to XXX on behalf of N. in October, 2007. On the application, she checked the box “Mother has custody,” rather than the box directly below which says “Joint custody.” She identified her new husband, R. L., as N.’s “parent/guardian,” and she failed to mention the defendant. During cross examination, plaintiff insisted that she only omitted reference to the defendant for fear that his financial circumstances would adversely impact N.’s chances for acceptance. However, no financial information was requested anywhere on the application. Moreover, plaintiff acknowledged that none was required until after an applicant was invited to attend.”

“By applying to XXX without defendant’s knowledge – – but with N. completely involved in the process, plaintiff orchestrated the decision to be made, as well as alienating the child. Had the defendant not consented to N.’s attendance at XXX, after the fact, N. would be angry with him for purportedly interfering with the enrollment, even if defendant’s objections to a private school placement were sound. In no event was he consulted as to this educational decision.”

“When asked how she might handle things differently now, plaintiff did not indicate that she would first discuss the possibility of a private school with the defendant, as she is obligated to do pursuant to the Stipulation.”

“In a similar pattern of being advised “after the fact,” defendant testified that there were countless times when plaintiff deliberately scheduled theater tickets, family events and social activities for the girls during his visitation, and he was compelled to consent or risk disappointing the girls. These occurrences continued even during the time span of proceedings before me.”

Mother claims children don’t want to see father

“Plaintiff was forced to concede at trial that the defendant was prevented from enjoying his visitation rights after he returned with the girls from his niece’s Bat Mitzvah until this Court granted defendant’s emergency application to compel the plaintiff to allow the defendant to take D. and N. for the ski trip he had scheduled for his half of the Christmas recess. Plaintiff insisted that it was D. and N. who refused to see their father, because they were angry with the ‘choices” he had made on their behalf, including his objection to N. attending XXX. Defendant was made aware of the children’s position because they parroted their mother’s demands on several occasions. D. even read from a script during the brief dinners he was permitted. As plaintiff wrote in one e-mail when she was describing her role with respect to the children: “I am in charge here, not them. What I [sic] say goes. They may bring their shoes. You are responsible for the rest. End of story.””

“In vivid testimony, the defendant recalled how the plaintiff willfully prevented him from exercising his rights to visitation with the children from November 4, 2007 through December 21, 2007. I observed the plaintiff smirk in the courtroom as defendant emotionally related how he was deprived of spending Hanukkah with his children, and was relegated to lighting a menorah and watching his daughters open their grandparents’ presents in the back of his truck at the base of plaintiff’s driveway on a December evening.”

“The fact that the children were as angry as they were with the defendant in November and December, 2007, demonstrates, in my view, that efforts to alienate the children and their father were seemingly effective. The children demanded that defendant meet “their” demands before they would permit him to visit with them again. They demanded that defendant permit N. to attend F. A., that he withdraw his objection to their participation in therapy with their mother’s therapist, and that he pay for 75% of D.’s Bat Mitzvah but limit his invitations to a handful of guests and have no role in the planning of the event. Plaintiff’s contention that she had no involvement in these children’s “demands” was belied by the very fact that the children had intimate knowledge of their mother’s position on all of these issues. The children, in effect, were evolved into plaintiff’s sub-agents and negotiators, having specific details of the financial demands of the plaintiff, and information as to the marital agreement.”

“The mother alluded to the ambivalence of the children in seeing the defendant. But such abrogation to the children’s wishes, under these circumstances, was in violation of the agreement. It was wholly improper for the mother to adhere to the children’s wishes to forego visitation with their father (see, Matter of Hughes v. Wiegman, 150 AD2d 449).”

“Plaintiff half-heartedly testified that she wants the children to have a relationship with the defendant. Her view of the defendant’s role was a numbing, desired nominality, evident by her actions that were without any semblance of involvement by the defendant – – notwithstanding the clear joint custodial provisions. At critical points in the cross-examination, plaintiff was noticeably off balance – – hesitating and defensive – – with answers that dovetailed to either narcissism, or, a poor grasp of the affects of her conduct. The plaintiff was dispassionate, sullen, and passively resistant to the alienating efforts of the plaintiff. The continued litany of instances of alienating conduct, turned repression of the defendant’s joint custodial arrangement into farce. The endurance in recounting instance upon instance of alienating conduct herein, was as daunting as it was indefensible.”

Mother calls father f—–g asshole & other names in front of children

“Plaintiff relegated the defendant to waiting endlessly at the bottom of her long driveway. When defendant drove up her driveway on October 26, 2007, so that the children would not have to walk down with their heavy cheap Propecia bags in a torrential rain, plaintiff ran down the driveway where she had left her car, drove up the driveway and blocked defendant’s vehicle. The children watched as the police listened to their mother angrily demand that their father be arrested and, when the police refused, heard their mother scream that she is a taxpayer and the police work for her. She frequently disparaged the defendant in the presence of the children, calling him a “deadbeat,” “loser,” “scumbag,” and “f——-g asshole.” On one particular occasion, while holding N. and D. in her arms, plaintiff said to the defendant, “We all hope you die from cancer.” Just this past summer, when defendant insisted that D. retrieve her clothes from plaintiff’s home in preparation for their visit to N. on her camp visiting day, plaintiff urged to defendant that “Judge Ross will not be around forever, d___.” Before the beginning of each of defendant’s vacations with the children, the plaintiff staged prolonged and tearful farewells at the base of the driveway, during which plaintiff assured the children that they will return to “their family soon,” and if “things get too bad, they can always tell Daddy to bring them home.””

Mother accuses father of sexual abuse

“The crescendo of the plaintiff’s conduct involved accusations of sexual abuse. Plaintiff falsely accused defendant of sexual misconduct in June, 2008, shortly after defendant moved to Huntington and the children’s friends were enjoying play dates at defendant’s home. Plaintiff testified that D. shared that she was uncomfortable when the defendant tickles her, and conceded that she knew there was nothing “sexual” involved. Undaunted by the lack of any genuine concern for D.’s safety, plaintiff pursued a campaign to report the defendant to Child Protective Services. To facilitate this, she spoke with W. M, the psychologist at the school D. attended. Plaintiff also “encouraged” D. to advise Dr. C. (the chidren’s pediatrician) that defendant inappropriately touched her – – but he saw no signs of abuse. Plaintiff also advised Dr. A., Ms. M., Dr. R. (the children’s prior psychologist) and family friends of the allegations and, ultimately, the Suffolk County Department of Social Services opened a file on June 3, 2008, and began an investigation.”

“According to the Case Narrative contained in the New York State Case Registry, a complaint was made that “On a regular basis, father inappropriately fondles 13 year old D.’s breasts. This makes D. feel very uncomfortable. Last Sunday, Father hit D. on the breast for unknown reason… ” When the caseworker and Suffolk County detectives interviewed D. on June 3, 2008, she reported only that her father tickles her on her neck and under her arms, and she categorically denied her father ever fondled her breasts. She admitted that her father was not attempting to make her uncomfortable, but that he still regards her to be a tomboy. The detectives closed their investigation.”

“Thereafter, and significantly, when the CPS caseworker met with plaintiff on August 19, 2008, plaintiff was quick to state that her ex-husband “did it again.” Plaintiff claimed that the defendant hugged D. too hard. According to the caseworker’s notes, the caseworker repeatedly cautioned the plaintiff not to bring the children into her disputes with the defendant. This warning was contained in CPS records.”

“Although unfounded child abuse reports are required to be sealed (see, Social Services Law §422[5]), such reports may be introduced into evidence,”by the subject of the report where such subject… is a plaintiff or petitioner in a civil action or proceeding alleging the false reporting of child abuse or maltreatment” (Social Services Law §422[5][b][1]). Allegations that defendant had injured the child were found to be baseless and, by making such allegations, plaintiff needlessly subjected the child to an investigation by Child Protective Services, placing her own interests above those of the child. This report was not made in “good faith” – – rather, the investigating agency warned the mother not to re-utilize the allegations and her children in her custodial litigation with the defendant.”

Mother’s behavior not affected by pending contempt proceeding

“The concern of a pending contempt proceeding did not affect the plaintiff’s conduct. For example, knowing that defendant had parenting access with D. on July 3, 2009, plaintiff invited D.’s close friend, C. C., to a country club for a fireworks display and advised D. of this invitation. She then instructed D. to tell her father she was invited to a friend’s party on that date. Another example occurred on June 13, 2009, when plaintiff quietly escorted D. from Alice Tulley Hall during the intermission, ignoring the instructions from the G. Y. Orchestra staff that everyone remain until the conclusion of the entire program. Plaintiff purported she was unaware that defendant attended this special program in Lincoln Center. Defendant, who was in attendance at the concert, was left waiting at the stage door with flowers for D. Plaintiff ignored his text messages questioning where his daughter was. The plaintiff, when confronted with the notion that she may have precipitously ushered her daughter away before her father was able to give her flowers, retorted to the Court that “it was not her responsibility to make plans for T.””

“The evidence before me demonstrates a pattern of willful and calculated violations of the clear and express dictates of the parties’ Stipulation of Settlement, incorporated but not merged into their Judgment of Divorce. The extensive record is replete with instances of attempts to undermine the relationship between the children and their father and replace him with her new husband, manipulation of defendant’s parenting access, utter and unfettered vilification of the defendant to the children, false reporting of sexual misconduct without any semblance of “good faith,” and her imposition upon the children to fear her tirades and punishment if they embrace the relationship they want to have with their father. The unfortunate history here also reflects the plaintiff’s hiring and firing of three different counsel, expressed disdain towards the children’s attorney, and utter disregard for the authority of the Court.”

Judge Ross discusses parental alienation

Aware of the controversy surrounding the subject of parental alienation, Judge Ross spent some time addressing the issue in his decision.

Ross said:

“Differing “alienation” theories promoted by many public advocacy groups, as well as psychological and legal communities, have differing scientific and empirical foundations. However, interference with the non-custodial parent’s relationship with a child has always been considered in the context of a “parent’s ability to encourage the relationship between the non-custodial parent and a child,” a factor to be considered by the Court in custody and visitation/parental access determinations. See, Eschbach v. Eschbach, supra. Our Appellate Courts recognize such factor, as they have determined that the “interference with the non-custodial parent and child’s relationship is an act so inconsistent with the best interests of a child, as to, per se, raise a strong probability that the offending party is unfit to act as a custodial parent.” See, Leistner v. Leistner, 137 AD2d 499; Finn v. Finn, 176 AD2d 1132, 1133, quoting Entwistle v. Entwistle, 61 AD2d 380, 384-385, appeal dismissed 44 NY2d 851; Matter of Krebsbach v. Gallagher, 181 AD2d 363, 366; Gago v. Acevedo, 214 AD2d 565; Matter of Turner v. Turner, 260 AD2d 953, 954; Zeiz v. Slater, 57 AD2d 793.”

“Where, as in the instant case, there is a finding of a willful violation of a court order demonstrated by a deliberate interference with a non-custodial parent’s right to visitation/parental access, the IAS Court, as a general rule, must schedule an evidentiary hearing before making any modification of custody. See, Glenn v. Glenn, 262 AD2d 885. See, also, Entwistle v. Entwistle, 61 AD2d 380; Young v. Young, 212 AD2d 114; Matter of LeBlanc v. Morrison, 288 AD2d 768, 770, quoting Matter of Markey v. Bederian, 274 AD2d 816; Matter of David WW v. Lauren QQ, 42 AD3d 685; Goldstein v. Goldstein, 2009 N.Y. Slip Op. 08995 [Dec. 1, 2009].”

The sentence and justification for the sentence

Judge Ross found Lauren R. in civil contempt of court. She will spend every other weekend in the Nassau County Correctional Facility during June, July and August.

Judge Ross acknowleged that “An imposition of sentence upon a finding of contempt should contain a language permitting the contemnor an opportunity to purge.” However, in this case, a jail sentence was the only option available because it is no longer within the power of the plaintiff (mother) to purge since the violation was of a past court order. Furthermore, remedial intervention through counseling and parental training during the course of the trial was unsuccesful and if re-utilized, the “Court cannot release from imprisonment upon future compliance.”

The matter of approximately $165,000 in attorney fees will be the subject of another hearing.

Read article by Dan Weaver on parental alienation in Saratoga County

Read other articles by Dan Weaver on family court and similar topics in Nassau County

[Fonte: http://www.examiner.com/x-14537-Albany-CPS-and-Family-Court-Examiner~y2010m6d7-Nassau-County-judge-jails-mother-who-falsely-accused-ex-of-sex-abuse-and-alienated-him-from-kids]

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Lo “sdoganamento” della misandria nei mass-media


Legalizzazione della Misandria nei Mass Media – Fonte delle immagini postate: [Anti-Feminist.altervista.org] – [Xoomer.alice.it] – [Blufiles.storage.live.com]

– INGRANDIMENTO E RIDUZIONE DEI CARATTERI – CORRETTA VISUALIZZAZIONE DEL BLOG

MALE BASHING – PESTAGGIO MORALE ANTI-MASCHILE


Male Bashing – Pestaggio morale anti-maschile – Clicca sull’immagine per leggere gli approfondimenti…

L’INUTILITA’ DEL MASCHIO – 11\07\2001 – La Stampa


L’ inutilità del maschio – Clicca sull’immagine per leggere l’articolo (sul sito) di riferimento…

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VIETATO AI MASCHI – IMMAGINE – [Uomini_fuori.htm]

— Vietato ai maschi: spiagge e hotel – Gentlemen are not allowed, vietato… 03\08\2007 – [Grazia.blog.it] — —- Vietato ai maschi: Taxi, metro, parcheggi – Tutti pink. L’obiettivo è… 08\08\2007 – [Grazia.blog.it] —— Vietato ai maschi: la palestra, la banca, il ristorante e il bordello – In… 10\08\2007 – [Gazia.blog.it] —

VIETATO AI MASCHI - IMMAGINE - [Uomini_fuori.htm]

– UN FUTURO SENZA MASCHI? – GLI UOMINI PICCHIANO LE DONNE

—– Gli uomini non servono più – Secondo una recente scoperta… 01\02\2008 – [Liberoblog.libero.it] —- — Maschio addio – Basta stupri. Giù gli obelischi. Fine dei sigari… 13\02\2008 – [Espresso.repubblica.it] — — Gli uomini non sanno soddisfare le donne – Troppo impegnati a… 05\06\2008 – [Donna.libero.it] —

- UN FUTURO SENZA MASCHI?  -  GLI UOMINI PICCHIANO LE DONNE

MASCHIO ADDIO? ECCO LA FECONDAZIONE SENZA SPERMATOZOI


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MASCHIO ADDIO? ECCO LA FECONDAZIONE SENZA SPERMATOZOI

GENETICA, SI STUDIA IL METODO PER RENDERE SUPERFLUI I MASCHI


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GENETICA, SI STUDIA IL METODO PER RENDERE SUPERFLUI I MASCHI

SINDROME DI «POLLICINO»

SINDROME DI «POLLICINO»
—- Sindrome di pollicino in agguato – Uno dei pensieri che… [Dott. Zambello – (www.zambellorenzo.it)] —- —- Il maschio è in crisi – Ma non è questo l’unico problema… [Dott. Zambello – (www.zambellorenzo.it)] — — Testosterone è boom – Altro che Viagra. Al maschio in crisi vera… 19\04\2000 – [www.repubblica.it] — —- In calo la virilità dei maschi italiani – Fumo, alcol, sedentarietà… [(02\10) – italiasalute.leonardo.it] —-

MASCHIO ADDIO. FRAGILE E IN ANSIA PER LE PRESTAZIONI SESSUALI

MASCHIO ADDIO. FRAGILE E IN ANSIA PER LE PRESTAZIONI SESSUALI

GENETICA, MASCHIO SUPERFLUO. SI POTRÁ NASCERE SENZA PADRI


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GENETICA, MASCHIO SUPERFLUO. SI POTRÁ NASCERE SENZA PADRI

UOMINI NON SERVITE PIÚ, ALLO SPERMA CI PENSIAMO NOI!


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UOMINI NON SERVITE PIÚ, ALLO SPERMA CI PENSIAMO NOI!

L’ULTIMA FRONTIERA DELLA GENETICA: FARE FIGLI SENZA IL MASCHIO


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MASCHIO ADDIO? LO SPERMA RICAVATO DAL MIDOLLO DELLE DONNE

MASCHIO ADDIO? LO SPERMA  RICAVATO DAL MIDOLLO DELLE DONNE


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” SPERMA DAL MIDOLLO DELLA DONNA ” – IN FUTURO L’UOMO SARA’ SUPERFLUO?


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" SPERMA DAL MIDOLLO DELLA DONNA " - IN FUTURO L\

COSI’ FARO’ NASCERE I BAMBINI SENZA BISOGNO DEL MASCHIO


«Sì, lo so. Le mie ricerche sono state criticate ovunque, me lo aspettavo. Ma spero di poter un giorno aiutare gli uomini sterili che vogliono avere figli e questo mi aiuta a lavorare. Se poi la mia scoperta verrà usata anche dalle coppie lesbiche, certo per me non sarà un problema». La dottoressa Orly LachamKaplan è tranquilla. Le notizie sul suo esperimento di fecondazione senza il ricorso a spermatozoi hanno fatto il giro del mondo spingendo giornali, scienziati e sociologi a interrogarsi sulle frontiere della genetica, mentre le associazioni di lesbiche hanno festeggiato l’ alba di «una rivoluzione epocale», l’ inizio di «un’ era in cui si dimostrerà che il maschio non è più necessario». Ma nei laboratori dell’ “Istituto per la Riproduzione e lo Sviluppo” della Monash University di Melbourne si ostenta distacco rispetto a tutto questo clamore. «Il mio ruolo di ricercatrice – ripete la LachamKaplan – è soltanto quello di impegnarmi per produrre risultati scientificamente sicuri. E questo è tutto». Eppure l’ annuncio lanciato ai media ha fatto pubblicità all’ ateneo australiano, fino a una ventina d’ anni fa all’ avanguardia nelle tecniche di riproduzione assistita, ma ora messo in ombra, nella battaglia della scienza da prima pagina, dai laboratori britannici, quelli insomma che hanno fatto nascere la pecora “Dolly”. Dottoressa LachamKaplan, la maggioranza degli scienziati del mondo è scettica nei confronti del suo esperimento: viene messo in evidenza l’ alto rischio di ottenere embrioni malformati. Come risponde alle critiche? «Le avevo previste. Confesso che io stessa sono molto preoccupata dalla possibilità che la tecnica che abbiamo messo a punto produca embrioni “difettosi”. Al momento posso solo dire che quelli che abbiamo già ottenuto sembrano del tutto normali, almeno sotto il profilo morfologico». Quanto tempo ci vorrà prima di sapere se lo sono davvero? «Abbiamo bisogno di compiere ancora numerosi studi prima di poter essere certi che non presentino problemi, soprattutto dal punto di vista genetico. Ci manca un passaggio fondamentale: dobbiamo impiantare gli embrioni nell’ utero delle cavie. Solo allora potremo verificare pienamente se siamo in grado di dare vita a creature sane». Questo significa che l’ applicazione del suo esperimento sugli esseri umani è ancora lontana? «Ripeto: ancora non posso neanche dire se si arriverà a sperimentare sulle donne. In primo luogo deve essere coronata dal successo la ricerca sui topi. Soltanto in questo caso si potrà passare al genere umano e pensare di proporre questa tecnica di fecondazione come soluzione per la sterilità maschile. Se tutto andrà bene con le cavie, diciamo che ci vorranno altri due anni per passare all’ uomo». Fare a meno dello sperma per la riproduzione, una vera rivoluzione. È convinta che il suo sia un esperimento eticamente accettabile? «Se questo tipo di fecondazione arriverà ad essere tecnicamente applicabile, saranno le leggi dei singoli paesi a stabilire se e come farlo». Le associazioni di lesbiche hanno salutato con entusiasmo la sua ricerca, che apre la possibilità a coppie di sole donne di riprodursi. Che ne pensa? «Naturalmente ero perfettamente conscia del fatto che le lesbiche avrebbero accolto con gioia la sperimentazione di questa tecnica di fecondazione. Il mio compito di scienziato è soltanto quello di verificare che il metodo sia al cento per cento sicuro. Se verrà poi utilizzato da coppie lesbiche che desiderano avere dei figli biologici, personalmente non vedo alcun problema». Da quanto tempo sta lavorando su questo esperimento? «Non è moltissimo. I primi passi risalgono a due, tre anni fa. Non ci sono solo io: i miei sudenti mi hanno molto aiutata. E poi non posso non ricordare che la struttura in cui lavoriamo, il Monash Institute of Reproduction and Development diretto dal professor Alan Trounson, ha offerto tutto il supporto necessario. Comunque, non è il momento di autocelebrarsi: abbiamo ancora parecchia strada da percorrere. Non ho ancora le risposte a tutti i dubbi che i colleghi hanno sollevato e io stessa mi sono posta. Non nascondo che mi aspetto più problemi che successi».

Stefania Di Lellis – 12\07\2001 – [(Sezione: POLITICA ESTERA) – Pagina 22 – (Repubblica)]


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IN CORTEO CONTRO IL «MASCHIO ASSASSINO» – 24\11\2007 – Liberazione

IN CORTEO CONTRO IL «MASCHIO ASSASSINO» - 24\11\2007 -  Liberazione

CIAO MASCHIO

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BUONE notizie per quello che fu una volta il sesso debole. Nei paesi occidentali, e soprattutto in America, le donne lavorano sempre di più, occupano posti che sono socialmente sempre più rilevanti, e, quando studiano, sono molto più brillanti dei maschi. Guadagnano, in media ancora meno – è vero – ma la distanza si sta riducendo. Insomma, il futuro è rosa. Per loro. Perché, in modo inversamente proporzionale, il futuro si presenta invece nerissimo per il maschio occidentale. Della scuola abbiamo già detto: le ragazze di fine secolo sono più motivate e sveglie dei ragazzi. Ma non solo: gli uomini che lavorano (e la percentuale degli occupati scende) sono intrappolati in impieghi declinanti, non si riciclano perché non vogliono compiere lavori che considerano “femminili”. Di conseguenza anche la loro affettività è insicura: se sono disoccupati o se hanno posti a rischio, sono partner senza attrattiva. Destinati alla solitudine. E infine, senza possibilità di riscatto. Il maschio solo, lasciato a se stesso tende a non rispettare le regole di comportamento sociale delle quali invece diventa un fiero paladino quando è un padre di famiglia con regolare stipendio. Questo foschissimo quadro viene dipinto, in una bella inchiesta, dall’ Economist, che gli dedica la copertina e pubblica, come prova della tendenza in atto, una serie di tabelle molto eloquenti. La conclusione del settimanale inglese è desolante: a scuola, al lavoro e a casa gli uomini stanno fallendo. Non lo sono ancora: ma se la tendenza in atto continua, nel prossimo secolo diventeranno il vero sesso debole. Forse, tutto ciò può soddisfare le femministe. Una parte della loro rivoluzione si sta compiendo. Anche se prendere – sic et simpliciter – il posto degli uomini, non era esattamente l’ obbiettivo di tutte loro. Perché il punto è questo: l’ Occidente capitalistico ci sta dicendo che la parità sembra un sogno impossibile, se un sesso sale nella scala sociale, l’ altro scende. Potrà anche essere un bene, chissà, ma se va avanti così il ministro delle Pari opportunità dovrà presto occuparsi più di maschi in crisi che di donne. E, seguendo la logica che ha portato Prodi a nominare una donna per quella inedita poltrona, ci vorrà, almeno lì, un uomo al comando.

Autore dell’articolo: Non specificato01\10\1996 – [(Sezione: COMMENTI) – Pagina 12 – (Repubblica)]

GLI UOMINI SONO DONNE GENETICAMENTE MODIFICATE

Maschi “deteriorati” – “Il cromosoma Y si sta deteriorando e, secondo me, sparirà“, dichiara Sykes intervistato da AbcNews. Sykes è un’autorità riconosciuta in tutto il mondo in campo genetico
e spesso aiuta la polizia ad analizzare il dna raccolto sulle scene del crimine. Attualmente il
suo team di ricercatori sta costruendo l’albero genealogico del dna della nostra specie. […]

[…] Fertilità in calo – “Il cromosoma Y viene passato dal padre al figlio maschio. Il feto è
dapprima sempre una femmina, solo in un secondo tempo si insinua il cromosoma Y. Gli
uomini sono donne geneticamente modificate“, per Sykes. Ma a differenza di altri cromosomi,
quello Y non è in grado di ripararsi da solo e, per questo, sparirà del tutto tra circa 125mila
anni. “In ogni generazione, l’1% degli uomini avrà una mutazione che ne ridurrà la fertilità
del 10%“, spiega Sykes.

Autore dell’articolo: Non specificato02\05\2008 – [Tiscali.Donna]

TUTTA COLPA DEL TESTOSTERONE

«Le teorie di Darwin sono più valide che mai – continua Jones – ma un tema che merita
ancora un’indagine profonda è quello delle differenze a livello evolutivo tra i due sessi».
I maschi, infatti, in molte specie animali, presentano una mortalità molto superiore a quella
della femmina a partire dal raggiungimento della maturità sessuale: sono generalmente più
aggressivi e imprudenti e più esposti ai pericoli, come confermato da un sorprendente grafico
che paragona la mortalità umana femminile a quella maschile, molto più elevata. «Tutta colpa
del testosterone – continua Jones – l’ormone maschile che funziona come un veleno e ci fa fare
cose assurde, aumentando l’aggressività e abbassando anche le difese dell’organismo». […]

Francesco Tomasinelli – 05\11\2005 – [Mentelocale.it]


«IL MASCHIO? O IMPARA A CURARSI O RISCHIA L’ESTINZIONE»

Congresso a Vienna: il «sesso forte» va poco dal medico, non usa farmaci e non segue diete

Congresso a Vienna: il «sesso forte» va poco dal medico, non usa farmaci e non segue diete
«Il maschio? O impara a curarsi o rischia l’ estinzione» «Il maschio rischia l’ estinzione se
non impara a curarsi meglio: più controlli specialistici, medicine, diete». Allarme dal
congresso mondiale di Vienna sulla salute maschile. A pagina 20 D. Monti e Piccolillo.

03\11\2001 – [Pagina 1 – (Corriere della Sera)]

IL MASCHIO RISCHIA L’ESTINZIONE

[…] Gli esperti (andrologi e psicologi) riunitisi a Vienna hanno usato anche toni allarmanti:
Il maschio rischia l’estinzione“, è stato il succo del convegno. Ma in che senso? Secondo le loro
ricerche le troppe trasformazioni avvenute nel corso di questo secolo hanno inciso in modo
sensibile sull’uomo. Il sesso forte è più alto e più pesante rispetto a prima, ma per contro vive
meno a lungo della donna e, quel che è peggio, è meno… forte rispetto a qualche anno fa.
Tradotto in parole povere l’uomo è meno virile. […]

Massimo Mencaglia – 16\11\2001 – [News2000.libero.it]


IL MASCHIO? SI ESTINGUERÁ

LONDRA – I maschi sono destinati all’ estinzione: presto le donne potranno fare a meno dell’ uomo,
che si troverà sprovvisto di un ruolo sia biologico sia sociale. L’ impietosa previsione arriva da due ricercatori che hanno promosso un convegno a Vienna per analizzare lo stato di salute del sesso forte. Secondo Siegfried Meryn, professore dell’ Istituto per l’ educazione medica dell’ università di Vienna,
e Alejandro Jadad dell’ ateneo di Toronto, le nuove tecniche della fecondazione assistita stanno rendendo
il maschio sempre più inutile. E anche nella società, o in famiglia, gli uomini sono in crisi verticale:
«Negli ultimi anni – dicono i due studiosi – c’ è stato un netto aumento dei disordini psicosociali dei maschi». Da qui la catastrofica profezia.

Autore dell’articolo: Non specificato 03\11\2001 – [(Sezione: CRONACA) – Pagina 22 – (Repubblica)]

IL DECLINO DEL MASCHIO

Sesso forte? Ma per favore… E se in futuro, scrive Steve Jones, genetista, professore alla London University, accadesse che i maschi non saranno più necessari all’ evoluzione della specie? E se
la pecora Dolly, insomma, venuta al mondo senza alcun contributo virile, fosse solo l’ inizio della
fine del ruolo forte, portante, che i signori maschi si sono cuciti addosso da milioni di anni?
Partendo da questo interrogativo (e sulla spinta dell’ «Origine dell’ uomo» di Charles Darwin),
il professor Jones ricostruisce con brio e divertimento la storia del cromosoma Y, il portatore dei
caratteri maschili. E racconta di come si siano evoluti gli studi sulla virilità, soffermandosi anche
sulle false credenze che hanno portato il sesso maschile ad essere considerato, per l’ appunto,
il «sesso forte». La morale di Jones è che il cromosoma Y è solo un misero residuo di un passato
glorioso: tempo qualche milione di anni, e sparirà nella polvere dell’ evoluzione. Il fuoco di
Prometeo, ormai, è soltanto una flebile fiammella. (C.Co.)

Colombo Claudio – 20\03\2005 – [Pagina 27 – (Corriere della Sera)]

CROMOSOMA Y SOLITARIO E PERDENTE

Mentre ogni coppia di cromosomi contiene una duplice copia, ciascuna identica all’altra, i cromosomi sessuali hanno invece copie differenti: XY nel maschio, XX nella femmina. Il cromosoma Y – del quale solo di recente è stato completato il sequenziamento – ha caratteristiche molto inusuali : 1) ospita solo poche dozzine di geni, a fronte di migliaia presenti in X; 2) la maggior parte dei segmenti che lo compongono non si scambiano materiale genetico secondo il processo detto “ricombinazione”, che si verifica invece nelle femmine nelle quali X e X si ricombinano. Il cromosoma Y, in copia, non può ricombinarsi. Ne consegue che nel maschio la selezione naturale è meno efficace nel prevenire le mutazioni dannose e nel fissare quelle benefiche.

S. Cheli – 27\11\2003 – [Numedionline.it]


QUEL POVERO MASCHIO RIDOTTO A MOZZO…

Gli uomini della classe medio alta di massa sono tranquillamente brutti vicino alle loro donne dalle tette in su e dal viso duro e un po’ stralunato. Come si fosse giocata una grande partita estetico-erotica fra i due sessi e le donne avessero definitivamente vinto. Abbronzate, levigate, curvilinee risplendono al sole di Portofino o della Cte des Maures, mentre i maschi mansueti, un po’ ridicoli nei loro bermuda da bambinone scemo, stanno alla ruota del timone incupiti dall’ angoscia delle precedenze: ce l’ ha lui o ce l’ ho io? Ce l’ ha chi va di bolina da destra o al contrario? Appena in vacanza sulla sua barca candida l’ uomo della classe medio alta di massa viene retrocesso dalle sue donne energiche e silenziose ai lavori manuali e di trasporto. Lo vedi andar per ghiaccio, limare bulloni, pulire candele, compilare dichiarazioni portuali che risvegliano il suo senso del ridicolo non del tutto spento: “Nome dell’ armatore” sarei io? “Stazza, larghezza, lunghezza”. Così mentre lui cerca il libretto e gli occhiali e la penna, le sue donne, già vestite di pepli leggeri e trasparenti alle curve linee gli gridano dal molo: “Ti aspettiamo al bar, sbrigati”. Anche il nudismo dell’ uomo della classe medio alta di massa ha qualcosa di remissivo e ridicolo: quel battacchio che spenzola in giù, sotto una pancia che va all’ ingiù, sotto i baffoni neri pure loro cadenti, quasi v’ inteneriscono per questo maschilismo sconfitto ancora umiliato e pentito per i suoi trascorsi dopo la vittoria femminista. NON “dragano” più neppure i figli diciottenni della classe medio alta. Il padre-padrone della barca è a Roma per via della liquidazione-continuazione della Cassa del Mezzogiorno o a Parigi per la liquidazione-continuazione della Usinor o altro impero industriale che secondo la vecchia tecnica cerca di passare i debiti allo Stato e di tenersi gli utili. Sono partiti in otto senza donne perchè ogni fidanzata o ragazza ha detto pressappoco così: “Io con quella faccia di merda del tuo amico Giancarlo in barca non ci vengo”. Vanno da Monaco a Cannes a Saint Raphael, Cte d’ Azur, dove “dragare” dovrebbe essere facile come pescare le sardine al passo. Sembrano a motore perchè sono pigri e amano bere birrette. Attraccano, si sbarbano, mettono tutti otto la maglietta bianca con Topolino sul petto e poi li trovi in pizzeria che bevono birrette fino all’ ora di tornare in barca con la loro maglietta bianca con Topolino sul petto. Dicevo il nudismo rassegnato e un po’ ridicolo del maschio. Una barca candida arriva nella rada di Man a Port Cros in mezzo alle altre duecento o trecento barche candide della nuova classe medio alta di massa. Che appartenga a italiani o a francesi o a belgi o a tedeschi lo capisci solo dalla bandiera perchè per il resto son tutti eguali, educati ed efficienti, do it yourself e ognuno sulla sua arca familiare: stesse vele, stessi abiti, stessa contenta soddisfazione di stare fra quelli che guadagnano dai 200 milioni l’ anno in su. Dunque la barca candida arriva nella rada di Man dove l’ acqua color smeraldo splende all’ ombra delle rocce e degli olivastri incombenti, lui alla ruota del timone, lei nuda a prua all’ ancora. Lei molla, l’ ancora fa splash, lui spegne il motore e scende sotto coperta perchè è l’ ora del bollettino di corsa. Quelli delle altre barche candide che non si parlano mai, non si guardano mai direttamente faccia a faccia, ma non si perdono mai di vista, vedono che l’ ancora non tiene, che la barca candida ultima arrivata sta scivolando di poppa verso le altre barche candide. Se ne accorge all’ ultimo lei, nuda sulla tuga, balza in piedi con le sue natiche pulite e le tette rampanti. Non fa un gesto, non tocca una cima, lancia solo un grido tagliente e imperioso: Michel o Michele. E Michel o Michele, interrotte le quotazioni della Elf Aquitanie o delle Olivetti balza fuori con il suo battacchio ciondolante, si butta sulla catena dell’ ancora, si gira con le sue chiappe pallide, corre ad accendere il motore, evita lo scontro e a cose fatte torna giù a leggere il giornale mentre lei fissa i suoi occhi di ghiaccio nel vuoto, un po’ infastidita da quel battacchione inesperto. Il popolo femminista, familista, consumista, salutista della classe medio alta di massa si distingue nettamente dalla classe alta ed elitaria dei ricchissimi perchè non ha la servitù, ama far le cose da sè. Non c’ è la minima invidia nella sua curiosità verso i ricchissimi superstiti. Le barche candide dei manager, dei tecnocrati e dei professionisti vedono passare l’ ultima Gitane dei Rotschild e sanno benissimo che è Gitane VI, perchè leggono ‘ Uomo vogue’ o ‘ Marie-Claire’ . Deve essere dei Rothschild anche la villa prima di Saint Tropez. Col terrazzo protetto dai vetri blindati ed eliporto. E’ appena atterrato un elicottero, le pale girano ancora e già dalla villa accorrono camerieri in giacca bianca e gorilla per raccogliere e proteggere l’ ospite. No, la gente della nuova classe medio alta non ama questi privilegi, vuole sempre servirsi da sè, anche del vino al ristorante; è fatta di gente che i soldi se li è fatti con la professione, che sa direttamente di tecnica e di amministrazione, che ama i comfort ma non gli sprechi. NEI GRANDI porti turistici le due classi sono nettamente separate. I ricchissimi, con il posto fisso tutto l’ anno, stanno nel cuore del porto, su barconi barocchi con il salottino a poppa, il fascio dei gladioli, i miliardi inglesi o benelux o canadesi o nostrani seduti in poltrona, esposti al pubblico piccolo borghese proletario che sfila sui moli come nel museo Grevin. Con quei marinai carissimi che tutto il giorno puliscono, lucidano, lavano i guasti di navigazione inesistenti. I ricchissimi che si conoscono tutti da anni e si fan visita vestiti come nei film di Grace Kelly. No, quelli della classe medio alta si sfiorano ma non si conoscono. Di porto in porto, di ristorante con stella che vale un viaggio, si ritrovano e vagamente si riconoscono: “Quelli”, dice lui, “non erano da “Giannino” a Sanremo?”. Lei li guarda e ammette: “Sì, mi pare che fossero di fronte a noi, anche a “Les Mouscardins” di Saint Tropez”. Ma non si va oltre, c’ è il problema più serio di scegliere fra le fettine di spada crudo al limone con caviale e il branzino alla salsa di ribes. Appartengono alla classe medio alta di massa anche quelli delle vacanze intelligenti che conoscono i posti meravigliosi e neanche tanto cari che non bisogna mai nominare per non trovarci gli amici. Così vanno nella piazza del Governatore spagnola a Finalborgo o in una delle Cinque Terre o al Manoir di Port Cros che ha sedie di legno color turchese, asini bianchi che ragliano nel prato, gelsi con le more mature misti a pini e querce e i tavoli per la cena su uno spiazzo che domina la piccola baia; e arrivano terrine di pesce e maigre d’ anatra, mentre il tramonto accende di rosso e di viola il mondo felice delle vacanze intelligenti, finchè: “Anche voi qui? E a questo punto direi di prenderla bene. Facciamo finta di non vederci”. Anche spiritosi quelli della classe medio alta di massa.

Giorgio Bocca – 10\08\1984 – [Pagina 1 – (Repubblica)]


CIAO MASCHIO, CHE CRISI LA TUA…

SANTA MARGHERITA LIGURE – Fino ad oggi il problema della sessualità era prevalentemente femminile, ma adesso ci si accorge che c’ è anche un problema della sessualità maschile “tutto da scoprire“. Qualcuno lo pone anche in termini provocatori, come il professor Abraham, uno dei “padri” della sessuologia, che racconta l’ apologo del Babbo Natale e dice che l’ uomo oggi è ridotto a quel ruolo, marginale, di portatore di doni e di “buon garante”. Tutto il resto è donna. Al VII congresso della Società italiana di sessuologia clinica, cominciato ieri a Santa Margherita, esperti e studiosi scandagliano dubbi e propongono nuove teorie di varie discipline (psicologia, sociologia, ecc.) oltre alla medicina per
cercare di capire il cambiamento anche in questo campo. Nella tavola rotonda di ieri sulla “Identità e il ruolo maschile nella società di oggi” è emersa la crisi del maschio, in gran parte legata al mondo del lavoro. Dice il professor Enzo Spaltro, psicologo all’ università di Bologna: “L’ uomo sta riscoprendo la sessualità come risorsa abbondante, dopo averla resa scarsa per dare abbondanza a un’ altra risorsa fondamentale, il cibo. In tal modo ha represso la sessualità, attraverso i tabù, mettendo una serie di “coperchi” pesanti alla sessualità. Uno dei più significativi è quello del “ruolo”, che in questa cultura e in questa società non consente di arrabbiarsi, di imprecare e di fare all’ amore. Quanti dirigenti di
azienda sono stati licenziati per avere messo incinta la segretaria? Tanti, troppi. Nello stesso tempo l’ uomo si è creato un’ immagine apollinea della sessualità: la mitologia del dio del Sole, bellissimo e omosessuale, si è tradotta nel manager, asettico e perfetto. Ma il Dioniso barbuto e col maglione dove lo mettiamo?“. Ecco perchè, secondo Spaltro, si riscopre il problema sessuale sul fronte maschile, mentre il lavoro non è più il punto centrale vitale e diventa invece fondamentale la risorsa “tempo”. Ma la sociologia non è d’ accordo: Alberoni, ad esempio, dice che sono i grandi bisogni di massa a obbligare l’ uomo alle invenzioni e alle fantasie, che in campo sessuale possono compensare, ad esempio, i grandi momenti di paura. Dice: “Nei rapporti tra i sessi sono cambiate alcune cose, le donne sono più autonome e meno passive, non si affidano come prima al matrimonio per ragioni economiche, l’ uomo si sente meno importante e non più indispensabile, la maggiore uguaglianza rende possibile l’ amicizia uomo-donna accanto a erotismo e innamoramento. Ma restano le differenze: ad esempio, le fantasie femminili riguardano principalmente il corteggiamento e non l’ atto sessuale, mentre per il maschio è il contrario“. E ancora: “Nelle donne persiste il modello dell’ amore romantico, conservato come un’ ascesi criticata tuttavia da entrambi i sessi. Da qui, per la donna, frustrazione e delusione: non sarà mai realizzato. Però dopo la rottura un tempo c’ erano divorzio e nuovi matrimoni, oggi restano sfiducia e solitudine. Il futuro quindi riserva una monogamia sequenziale, con intervalli di solitudine o promiscui“. E’ un sintomo di sviluppo dell’ omosessualità? “Non credo – dice Alberoni -, oggi si stanno sviluppando rapporti tra maschi e femmine che un tempo erano possibili solo nella comunità gay“. Spaltro sostiene che la sessualità nuova è “progetto”, non più “destino”. Alberoni riprende il discorso in termini di morale: “A quella codificata subentra quella autocostruttiva, ciascuno cerca ciò che è bene e le tecniche per realizzarlo“. E conclude: “L’ Occidente evolve come società di èlite, ritornano perciò le buone maniere, l’ etichetta, i segnali di differenziazione sociale, l’ egemonia. Ci sarà un’ elaborazione seducente del potere e del successo femminile, ci saranno nuove versioni del valore seducente del potere e del successo maschile“. Il congresso ieri si è occupato anche, sotto la guida del presidente scientifico Jole Baldaro Verde, dei problemi dei transessuali e degli handicappati. Oggi si parlerà della fisiopatologia sessuale e di contraccezione e si discuterà della donna di fronte alla sessualità maschile. Domani infine ultima giornata con le conclusioni del professor Pasini di Ginevra, sull’ uomo di fronte alla paternità e alla maternità.

Piero Valentino – 02\11\1984 – [(Sezione: CRONACA) – pagina 14 – (Repubblica)]

GLI UOMINI SONO SCEMI, DEFICIENTI ED ” INFERIORI CEREBRALMENTE “

GENTIL SESSO

Difficile discorrere di sessualità maschile: prima di tutto, perché gli uomini di sessualità capiscono assai poco. Nessuno si offenda: siamo vittime inconsapevoli di una cultura plurimillenaria – quella, per capirci, che mette le donne intorno al focolare a preparare il cibo e gli uomini in giro per la savana a cacciarlo. Questa ancestrale divisione dei ruoli, se lì per lì sembrerebbe premiare il maschio offrendogli una libertà (anche sessuale) che alle donne è invece negata, in realtà può considerarsi la catastrofe inaugurale del genere umano maschile. Il terremoto, che sulle ali del femminismo d’antan ha messo in discussione, ridicolizzato, esorcizzato e in parte trasformato la divisione dei ruoli fra uomo e donna, può forse aver fatto bene alle signore: di certo ha confuso i signori. I quali, abituati a cacciare e cioè a seguire l’istinto, sono decisamente impacciati e tristemente inadeguati quando incontrano non una gazzella in fuga, ma una donna. Mettiamola così: il cacciatore è veloce, ha poco tempo a disposizione e s’affida all’istinto; la cuoca ha invece molto tempo per sé, intorno al focolare e per ingannare l’attesa sogna, progetta, ascolta. In una parola, usa il cervello. E proprio qui sta il punto: nell’ineguale sviluppo, attraverso i millenni, dell’organo sessuale più importante. Che è, come ognuno sa, il cervello. E’ frase comune, al bar come negli uffici, allo stadio o nelle aule universitarie, quello che confessa, vuoi con ironia vuoi con disperazione, che le donne non si riescono proprio a capire. Vero. Non però perché siano incomprensibili, bensì perché gli uomini sono scemi: noi non capiamo le donne perché, letteralmente, siamo deficienti. Ci manca cioè una quantità sufficiente di cervello per essere all’altezza del cervello femminile (allenatosi, come abbiamo visto, attraverso secoli e millenni di “schiavitù domestica”). Quando dalle chiacchiere si passa al sesso, la débacle diventa davvero imbarazzante. Perché mentre con le chiacchiere si può anche imbrogliare(persino un idiota può apparire, se non intelligente, almeno gradevole o addirittura spiritoso), con il sesso la mancanza di cervello si fa sentire e può rivelarsi decisiva. La famigerata “ansia da prestazione”, che condanna all’impotenza interi battaglioni di dongiovanni, è l’eco della nostra stupidità: voglio dire che il poco cervello che abbiamo è tuttavia abbastanza efficiente per farci comprendere che con le donne non c’è match: di conseguenza ci invia preoccupanti segnali d’allarme, che si trasformano poi in timore, paura, imbarazzo, ansia. Da prestazione, dunque: ma da prestazione intellettuale. Facciamo bene a provare quest’ansia: perché è proprio così, siamo inadeguati; e perché essere coscienti della propria inadeguatezza è forse il solo modo per fare qualche piccolo passo in avanti.

Fabrizio Rondolino – Maggio 2004 – [Mensile (CAPITAL)] – [U3000]


UOMINI, OLTRE AD ESSERE STUPIDI…

UOMO ATTENTO, IL NO DELLE DONNE E’ NO

Noi uomini, oltre ad essere stupidi, siamo anche dei gamberi impenitenti e le donne sono ingenue a tempo determinato, ovvero fino a quando desiderano far finta di nulla. Quando una donna dice “no”, è per sempre. Puoi provare a scardinare quella porta blindata che ti si è chiusa improvvisamente davanti, ma non ci riuscirai. Non basteranno cento rose rosse al giorno per addolcirla e indurla alla ragione. A poco serviranno gli interventi di amici, parenti o conoscenti affinché si ravveda dalla sua ferma presa di posizione. Una donna, quando è il caso, sa tirare fuori gli attributi. Noi uomini, o meglio omuncoli, lasciamo sempre due o tre porte aperte, siamo possibilisti fino a rasentare l’idiozia pura. Diciamo “no” alla nostra compagna e dopo nemmeno un giorno siamo lì col cellulare in mano per dirle con voce mielosa che quel “no” è stato forse un po’ troppo avventato e che se ne può parlare, tornare di nuovo insieme. Ma la storia si ripete puntualmente, e la donna è costretta ancora una volta a deglutire rospi e ripensamenti altrui senza neppure masticare. Nel frattempo colui che si crede un uomo intesse tele di ragno per adescare altre prede con cui ripetere l’ennesimo gioco del “ti amo e poi ti odio, ma amo comunque e solo te”, confidando nella buona fede delle povere illuse e nel collaudato cammino a ritroso del gambero. L’uomo non sa, o finge di non sapere, che i conti prima o poi si pagano, e con gli interessi. Se poi questi debiti sono stati contratti nei confronti del gentil sesso, allora che si prepari al peggio. Nemmeno per intercessione divina potrà mai riavere quel che prima gli era concesso anzi dovuto. Quando una donna realizza di essere stata ferita nei sentimenti, turlupinata alla luce del sole, di aver dato tanto per un fedifrago oltretutto infantile e bizzoso, non esita a tirar fuori gli artigli e a lacerare l’anima di chi l’ha delusa. Poi l’uomo si dispera, piange, chiama ininterrottamente a tutte le ore del giorno e della notte cercando il perdono, l’assoluzione, promettendo la redenzione dai propri peccati, di chiudere tutte le altre relazioni bollandole come effimere, e in alcuni casi arrivando addirittura a proporle di voler convolare a nozze per concretizzare il profondo amore che nutre esclusivamente nei suoi confronti. Non ragiona più, smarrisce la sinderesi, inscena patetiche tragedie shakespeariane, si appresta a chiamare tutte le altre partners occasionali confessando loro di volere una donna soltanto, quella che ora lo respinge, assicurandosi così l’uscita di scena dalle loro vite senza possibilità di ritorno; altre porte che si chiudono a doppia mandata con tanto di catenaccio: di male in peggio. Ma la donna, caro uomo, non cede. Quando dice “no” vuol dire semplicemente quel che ha detto, punto e basta. Tu resti solo e incapace di fartene una ragione, gridando il tuo dolore anche ai muri. Lei si rimbocca le maniche e volta pagina con stoico silenzio, tenendo per sé lacrime e dolore. Hai fatto caso, caro uomo, che dopo è ancora più bella?

Filimario Dublè – 11\11\2005 – [Prima pagina (Libero) Rubrica Storie Private“]

TRASMISSIONE – L’Italia sul Due: ” GLI UOMINI COME I CANI “

TRASMISSIONE - L\

Ospite fisso de “L’ Italia sul due”, il Professor Alessandro Meluzzi.

L’Italia sul 2, programma di Roberto Milone, Sergio Bertolini, Manuela Cimmino, Sonia Petruso,
Michele Presutti, Silvia Salvucci e Vito Sidoti, era un contenitore pomeridiano di RaiDue in onda
dal lunedì al venerdì dalle 14:00 alle 15:50. È andato in onda per la prima volta nel 2002
condotto da Monica Leofreddi, dal settembre 2003 affiancata dal giornalista Milo Infante. […]

[(L’Italia sul 2) – Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.]

Nella puntata sopra indicata, è stata mortificata la dignità umana e, più precisamente,
la dignità degli appartenenti al genere maschile. Gli uomini sono stati ripetutamente
paragonati a dei cani. La misandria, nella trasmissione, ha superato ogni limite.

GLI UOMINI SONO UNA ” RAZZA INFERIORE ” AL PARI DEI QUATTROZAMPE

“CARO, A CUCCIA!” [Primo articolo (01)]

Un romanzo-manuale per addestrare il proprio uomo

Tratta il tuo uomo come un cane e ti amerà. È questo il principio di Love Trainer, manuale di addestramento per fidanzati scritto da Julia Llewellyn, edito in Italia da Mondadori. La tesi è semplice: essendo gli uomini una “razza inferiore” al pari dei quattrozampe, tanto vale utilizzare anche per loro degli incrollabili cino-precetti. Che l’autrice dissemina qua e là nel corso del romanzo-vademecum incentrato su due donne e il loro rapporto con gli uomini: Katie è alla ricerca di un lavoro e, in mancanza d’altro, diventa la cameriera di Rebecca, una nota agente letteraria e di spettacolo. Ma la prima scopre che la seconda, dietro l’immagine di donna in carriera, nasconde una profonda insoddisfazione dovuta alla sua incapacità di costruire rapporti sentimentali stabili: ossessionata dal terrore di restare zitella, permette infatti al suo fidanzato di trattarla in malo modo. È così che Katie comincia a darle consigli ispirandosi a un vecchio manuale di addestramento per cani. E i risultati non tardano ad arrivare… «Osservando il genere maschile mi sono accorta delle profonde similitudini che ha con quello canino» spiega la Llewellyn, sposata felicemente con un collega giornalista. «Entrambi scodinzolano. Amano essere coccolati. Sono bravi amanti e sono leali, ma per dare il meglio di sé devono essere addestrati come dei cuccioli». Il primo precetto che Rebecca deve imparare è che, in amore come tra cani, non vige la democrazia: dovrà quindi stabilire chi comanda (lei) e chi obbedisce. Da qui, le prime regole: non permettere al tuo uomo o al tuo cane di oltrepassare una porta prima di te, non alzare la voce, impara a usare il guinzaglio, fruga nel suo pedigree per risalire al suo passato e scoprirne il carattere, sfrutta al meglio la sua ridotta capacità di attenzione e così via. Non si spaventino gli aspiranti cuccioli: c’è anche qualche regola che gioca a loro favore. Come quella che prescrive alle padroncine di non insistere nel voler trasformare a tutti i costi un chihuahua in un golden retriever.

Carlotta Magnanini – 17\05\2004 – [La Repubblica delle Donne]

UOMINI E ANIMALI SELVATICI? SI AMMAESTRANO CON LE STESSE TECNICHE

CARO, A CUCCIA! [Secondo articolo (02)]

Applicare al partner le stesse tecniche che si utilizzano per ammaestrare gli animali selvatici.
Funziona: niente più calzini sul pavimento, niente corse in auto a velocità folli, niente nervosismi,
niente ritardi agli appuntamenti. I trucchi in un libro.

Le persone non cambiano, questo è vero, ma le abitudini quelle sì, si possono modificare. Secondo Amy Sutherland, giornalista e ricercatrice americana, gli uomini sono addomesticabili esattamente come gli animali. Basta utilizzare le stesse tecniche dei domatori. Tutto è nato quando, per ragioni di lavoro, Amy ha dovuto studiare da vicino e per mesi il lavoro degli addestratori di animali selvatici. Delfini che imparano a girare su se stessi a comando, elefanti che dipingono con la proboscide, gattopardi che porgono la zampa per farsi tagliare le unghie, iene che piroettano a ritmo di musica, babbuini che vanno sullo skateboard. «Se loro riescono a far fare a una bestiolina tutto quello che vogliono – ha pensato – io posso riuscire a far raccogliere a mio marito i calzini sporchi che lascia regolarmente sul pavimento».

Tornata a casa Amy ha immediatamente messo in pratica le tecniche che aveva imparato e poi ha scritto un libro (“What shamu taught me about a happy marriage”, ovvero quel che le orche assassine mi hanno insegnato per un matrimonio felice). Se l’animale – o il marito – mette in pratica un comportamento negativo e/o che si vuole modificare, lo si deve ignorare completamente. È importante che non ci sia alcun contatto visivo. Se invece fa qualcosa di gradito, gli si deve dare una ricompensa. «Prima mi infuriavo quando lasciava i calzini in giro, lo sgridavo, lui se ne fregava e io mi sentivo offesa e non rispettata. Poi ho usato il metodo dell’ammaestratore di delfini. Quando ho visto i suoi vestiti sul pavimento li ho scavalcati tenendo lo sguardo alto, come se non li avessi visti. Non ho detto nulla e non li ho raccolti. Dopo un po’ lui timidamente ha preso qualcosa dal mucchio e l’ha messo nel cestino accanto alla lavatrice. Allora gli sono andata incontro festante, gli ho dato un bacio e gli ho detto “grazie amore!”. Da lì in poi ha cominciato a farlo sempre più spesso e io lo premiavo sempre più. Risultato? Niente più calzini in giro per casa».

Stessa cosa quando gli uomini cercano qualcosa che hanno perso e poi magari ce l’hanno davanti al naso: se chiedono aiuto bisogna fingere di non sentirli. In men che non si dica si arrangeranno e impareranno a non chiedere più. Se ritardano a un appuntamento, nessuna sceneggiata, nessuna sgridata, nessuna lamentela. Ma se arrivano in tempo, li si premia con tante moine. Se gironzolano in cucina mangiucchiando tutto quel che trovano mentre la cena è in preparazione, li si tiene lontani con una ciotolina di stuzzichini (carote crude, olive, patatine, salatini…) appoggiata sul tavolo nell’altra stanza esattamente come si fa con gli animali, li si attrae dove si vuole col cibo. Il risultato è strabiliante, dice la Sutherland.

In Inghilterra la BBC qualche anno fa ha mandato in onda un documentario in cui le donne, a insaputa dei mariti, utilizzavano sui coniugi ignari le tecniche insegnate loro da una addestratrice di cani. La riuscita era ottima, ma gli uomini si sono offesi e hanno sommerso di proteste l’emittente, che s’è dovuta scusare ufficialmente.

Autore dell’articolo: Non specificato10\03\2008 – [Donna.libero.it]


GLI UOMINI VANNO TRATTATI, ADDESTRATI E CURATI COME UN CANE

LOVE TRAINER E LUI SARA’ TUO

ROMA – C’ era una volta il lettino di Woody Allen. Lontani anni Ottanta. Ora a soppiantare le
lezioni degli allievi del dottor Freud arriva un’ amica del cuore a pagamento, che non esita a sbatterti in faccia il castello di illusioni sui tormenti del lui di turno. Si chiama “love trainer” quest’ invenzione della narrativa post-pollastrelle, quel rosa che si colora di vita vera e condensa in qualche centinaio di pagine le serie tv, i film e i romanzi che negli ultimi anni hanno subissato le trenta/quarantenni nel mondo. Da Bridget Jones alle amiche di Sex and the city, da Una donna in carriera a Friends. Ragazze anni 2000. Quelle che adorano far carriera ma non troppo, che cedono alle avventure ma non smettono di sognare il principe azzurro, che credono nell’ amicizia e si consolano sognando un paio di scarpe nuove, meglio se dal costo proibitivo come quelle di Manolo Blanik. La trama: Katie, trentenne disoccupata, piomba nella vita della cinquantenne Rebecca, manager fallita in amore. Niente di meglio per sperimentare le sue teorie sugli uomini: vanno trattati, addestrati e curati come un cane. Obiettivo, diventare il capobranco. E lui sarà tuo. Julia Llewellyn, l’ autrice, è una giornalista londinese di 34 anni che definisce la sua vita sentimentale un po’ noiosa. «Io sono stata love-trainer con la mia amica Victoria che ora è fidanzata. C’ è un personal trainer per l’ attività fisica, c’ è chi ti insegna a vestirti, perché non pensiamo a un allenatore per gli affari di cuore?». La love trainer del libro (Mondadori) è cattivissima: sequestra telefonini per impedire di chiamare, nasconde passaporti per bloccare le partenze, fa telefonate notturne per intimare alla paziente o al paziente (sì, anche gli uomini) di non concedersi. Tutto ciò che ogni ragazza almeno una volta ha chiesto alla sua migliore amica.

Autore dell’articolo: Non specificato08\06\2004 – [Sezione: CRONACA – Pagina 30 – (Repubblica)]

LA FEMMINILITA’ È IL MODO NATURALE DI ESSERE

TUTTI NASCIAMO DONNE.
LO DICE IL GENE “VIRILE”

È un frammento del DNA del cromosoma ” Y ” che determina il sesso maschile.

LONDRA – All’ inizio fu la donna. Almeno secondo le ultime scoperte sul Dna dell’ e’ quipe del professor Peter Goodfellow dell’ Imperial Cancer Reaserch Fund britannico che, in uno studio pubblicato in questi giorni, sostiene che il “maschio” e’ frutto dell’ interferenza di un gene “repressore”. Anzi di un frammento di gene battezzato con la sigla di Sry, identificato nello stesso laboratorio gia’ alcuni anni fa. In sintesi, Goodfellow sostiene che l’ embrione sarebbe naturalmente portato a sviluppare caratteri sessuali femminili, se non fosse per l’ interferenza, alla settima settimana di vita del feto, di questo “fattore” estraneo, ereditario, preordinato a scatenare nell’ embrione la produzione del testosterone necessario a modificare la morfologia del nascituro. Lo scienziato ama descrivere la sua ricostruzione genetica come un “incidente di percorso” per la femmina al momento del concepimento. Lo Sry e’ un frammento del Dna del cromosoma “y”, chiave della differenza tra sessi. Quando fu scoperto, gli scienziati si convinsero inizialmente che la donna fosse un “uomo difettoso“. Invece, secondo Goodfellow, non esiste – come si riteneva forse per preconcetto mentale – una “passivita’ ” del genere femminile. La femminilita’ e’ il modo naturale di essere, e solo un “repressore” la trasforma in mascolinita’ .

Autore dell’articolo: Non specificato30\07\1992 – [Pagina 9 – (Corriere della Sera)]


GIORGIO ALBERTAZZI: ” GLI UOMINI SONO INFERIORI. SONO EREZIONEDIPENDENTI “

FEDELTA’ E TRADIMENTI: L’INFERIORITA’ DEL MASCHIO

Ieri al teatro Filodrammatici di Milano Giorgio Albertazzi, Lella Costa, Gianna Schelotto
hanno presentato il libro di Carlo Castellaneta “Le donne di una vita”, editore Mondadori

Ieri al teatro Filodrammatici, davanti a un pubblico soprattutto femminile, pubblico in eta’ di sogni d’ amore dai 20 agli 80 anni, e’ stato presentato da Giorgio Albertazzi, Lella Costa e Gianna Schelotto l’ ultimo libro di Carlo Castellaneta “Le donne di una vita” (ed. Mondadori). La serata, che aveva il titolo malandrino “Gioie della fedelta’ e piaceri del tradimento”, si e’ risolta in un’ analisi di Stefano, il cinquantenne protagonista del libro, che in 308 pagine affronta il suo turbolento passato amoroso raccontando appunto le donne della sua vita. Donne che si sono ben guardate dal comparire a quel sezionamento dell’ anima e del corpo. Deliziosamente assorta sedeva invece, in seconda fila, l’ ultima compagna dello scrittore che chiaramente tentava d’ imparare la lezione per non entrare anche lei presto a far parte delle donne della vita passata. Stefano e’ piaciuto ai relatori. La Schelotto l’ ha definito un uomo coraggioso che finalmente ha la forza di guardarsi dentro. “Quando un amore va male le donne si raccontano, gli uomini mai. Ci voleva uno che cominciasse“. Visto che il pubblico era in maggioranza femminile Giorgio Albertazzi [Biografia] non ha perso il colpo di conquistarsi la sala ed ha esordito con un “Gli uomini sono inferiori. Sono erezionedipendenti“. Le signore che avevano l’ aria di saperla lunga si sono soffermate piu’ sul travaglio psicologico denunciato da Castellaneta: “Sono fedele fino a quando sono innamorato. Poi conscio di aver dato quello che avevo da dare sono spietato“. Irresistibile Lella Costa ha concluso fra le risate del pubblico: “Stefano ha confermato la mia idea. Gli uomini da noi vogliono una cosa sola. Il piu’ delle volte non sanno che farsene“.

Sotis Lina – 23\11\1993 – [Pagina 17 – (Corriere della Sera)]


” Hanno più agilità intellettiva. Sono più duttili, curiose, serie e competitive. “

SHAKESPEARE OGGI SAREBBE UNA DONNA

ROMA (m.g.) – “Shakespeare, fosse stata donna ai suoi tempi, non avrebbe scritto nulla. Non
sarebbe stata… Shakespeare. Oggi, sì“. Luigi Maria Lombardi Satriani [Biografia] , docente di antropologia culturale e di etnologia alla Sapienza, ha sotto gli occhi, in aula, il sorpasso delle donne. Sono più intelligenti? “Hanno più agilità intellettiva. Sono più duttili, più curiose, più serie, più competitive. I maschi? Cercano una complicità amichevole. A volte, però, soffrono di un eccesso di spregiudicatezza femminile. E allora si coalizzano fra loro“. Per ributtarle ai margini? “Ci provano, a ricacciarle nello stereotipo della femminilità come unica carta da giocare nella vita. Qualcuna ci sta, ma la maggioranza no. Il riscatto femminile non è più borghese elitario, come nel ‘ 68. È massiccio, generalizzato“. Lei si fida più delle colleghe donne? “No, ma so che da loro posso ottenere più impegno e creatività“. Matematica e scienza non sono più “tabù” per le donne. “Una volta i maschi sostenevano che la razionalità non è femmina perché il ciclo mestruale la mette a rischio. Chi ancora avesse dubbi, pensi a Rita Levi Montalcini“. Qual è l’ handicap delle ragazze intelligenti? “Rassegnarsi a un’ opinione che non condividono: che il corpo, in fondo, sia l’ unica strada per avere il consenso maschile“.

Autore dell’articolo: Non specificato27\11\2000 – [(Sezione: CRONACA) – Pagina 10 – (Repubblica)]

PIGRI, EGOISTI, INCAPACI DI DIALOGO E FISSATI CON IL SESSO

PIETA’ PER GLI UOMINI. Parola di femminista

Un’ indagine mette sotto accusa i maschi: pigri, egoisti e
incapaci di dialogo. Ma la scrittrice Fay Weldon li difende.

In Inghilterra, racconta il “Guardian”, sempre meno coppie desiderano figli maschi, perche’ i maschi sono piu’ difficili da educare, piu’ disordinati, violenti o prepotenti, perche’ molto piu’ delle femmine rischiano di morire, per incidenti di moto o auto, per risse o droga, prima dei 25 anni, perche’ a scuola prendono voti peggiori delle loro compagne, perche’ piu’ difficilmente trovano lavoro, perche’ raramente accettano di accudire gli anziani genitori e perfino perche’ sono piu’ difficili da accasare: i maschi sono pigri, egoisti, incapaci di dialogo, fissati con il sesso, dicono le giovani donne. Per non parlare della crisi generale nella quale sta precipitando il maschio, sfiancato da anni di femminismo, impaurito, frustrato, insultato e che neppure sul lavoro riuscira’ a mantenere il suo predominio. Proiezioni annunciano che tra vent’anni in Inghilterra ci saranno piu’ donne che uomini nelle fasce alte delle professioni e la differenza salariale comincera’ a penalizzare i maschi. L’allarme non viene da un uomo, ma da una donna, la scrittrice Fay Weldon, femminista di provata fede e autrice di un feroce e divertente romanzo sui rapporti tra i sessi (“Vita e amori di una diavolessa”, Feltrinelli). “Pieta’ per gli uomini – chiede adesso – Avevamo combattuto contro le ingiustizie, non per una nuova oppressione e tantomeno per una vendetta“. Questa e’ l’Inghilterra, non ancora l’Italia. Tuttavia i prodromi di quello che potrebbe avvenire gia’ si fanno sentire. Non sono forse le rubriche di posta sui giornali invase da messaggi di lettrici che si lamentano: gli uomini sono tutti pigri, egoisti, incapaci di dialogo, fissati con il sesso?

Bossi Fedrigotti Isabella – 10\12\1997 – [Pagina 33 – (Corriere della Sera)]


UOMO FRA I 25 E I 44 ANNI – SINGLE DEGLI ETERNI, IMPAURITI RAGAZZI

IL NUOVO SINGLE ? UOMO FRA I 25 E I 44 ANNI.
IL SORPASSO DEGLI ETERNI, IMPAURITI RAGAZZI.

[…] Dove sono al netto dei gay tutti questi uomini, e perchè non si accasano con simpatiche coetanee? Dove e chi sono si sa, a pensarci. Sono gli eterni ragazzi esasperanti; i lasciati dalla moglie diventati serial killer per vendetta; quelli grazie ai quali le morose di maschi sposati si giustificano dicendo “gli uomini ancora liberi sono tutti psicopatici”; quelli con problemi sessuali (in aumento), i mammoni (stabili) i raramente fidanzati che scaricano pornografia da Fastweb; quelli che motivano lo scaricamento con la scarsità di ragazze affidabili, non troppo prese da se stesse e dal lavoro – lamento maschile classico – e disinteressate. Lamento maschile storico di nuovo di moda. In questi giorni – autocitazione, chi scrive lo modera – il “avanti Pop” del Corriere.it è pieno di messaggi di singoli infuriati con le donne che badano ai soldi, alle vacanze di lusso, alle Suv; e che, dicono, come marito vorrebbero un commercialista. Al netto delle smentite femminili e dei nervosismi in periodo di tasse: c’è un pò di verità o una proiezione da maschi impauriti ? Certo se va così , con la recessione continueranno ad esserci molti s-coppiati in giro, anche commercialisti, visto che possono scegliere.

Maria Laura Rodotà – 26\05\2005 – [Corriere della Sera]


SUPERIORITA’ FEMMINILE – FIN DALL’ INFANZIA

Gb: bambine più intelligenti di maschietti già all’asilo

LONDRA – Le bambine sono più intelligenti dei bambini e hanno un apprendimento più veloce già all’età di quattro e cinque anni quando sono ancora all’asilo. È quanto emerge da un nuovo progetto sperimentale di statistiche realizzate dagli insegnanti nelle scuole inglesi che è stato però criticato come eccessivamente burocratico dai sindacati degli insegnanti.

I dati si basano su una serie di 117 punteggi dati ad ogni bambino divisi in 13 categorie che giudicano l’apprendimento del piccolo secondo parametri come sviluppo personale, sociale, comportamentale, abilità numeriche, di scrittura e comprensione del mondo esterno. […]

PERCHE’ E’ UN PO’ SCEMO E MENO INTELLIGENTE

PERCHE’ E’ UN PO’ SCEMO
[(Dall’inserto Salute) del Corriere della Sera del 21\05\2000]

In prima pagina, a caratteri di scatola, il titolo:

PENSATE COME LEI. LA DONNA RAGIONA MEGLIO DELL’UOMO.
RECENTI STUDI HANNO SCOPERTO LA PARTICOLARITA’ DEL
CERVELLO FEMMINILE.

Nelle pagine interne il servizio di Adriana Gasparini proseguiva,
con un altro titolo ancora più esplicito:

PERCHE’ LEI E’ PIU’ INTELLIGENTE

Nei vari box, presumibilmente scritti della stessa autrice, erano riportate le dichiarazioni del professore Paolo Pancheri. Il quale affermava: “Il cervello femminile é più raffinato, più sofisticato di quello maschile, più completo. In sintesi è come una macchina altamente sofisticata. Quello dell’uomo é più paragonabile ad un trattore. Entrambi servono, ma i meccanismi e le funzioni sono notevolmente diversi“.

[www.maschiselvatici.it]


LA STRUTTURA DEL CERVELLO FEMMINILE RENDE LA DONNA DOMINANTE SULL’UOMO

UOMO FATTI PIU’ IN LA’ IL POTERE SARA’ DONNA

“Il terzo millennio si veste di rosa. Dominatrici nel lavoro, nel sesso e nella famiglia, le donne finiranno per relegare i maschi in una riserva piena di agi da cui potranno assistere ad una società gestita dal “gentil sesso”. A rendere la donna dominante sull’uomo la struttura del suo cervello, come dimostrano quattro studi condotti presso le università di Roma, Napoli, L’Aquila e Genova. “La comunicazione tra l’emisfero destro e sinistro – ci informa Paolo Pancheri, psichiatra all’Università La Sapienza di Roma, nel corso del convegno “Cervello maschile e femminile” – è più rapida e completa nel sesso femminile”. Questo consente una migliore integrazione tra pensiero ed emotività, sensibilizza e potenzia i processi di intuizione nella risoluzione dei problemi e stempera la rigidità sequenziale del pensiero maschile. Più attiva anche la parte del lobo frontale del cervello che soprintende al comportamento e alla valutazione critica. “Queste differenze – afferma Pancheri – suggeriscono una maggiore possibilità di adattamento e sopravvivenza della donna, anche in virtù del fatto che il cervello femminile ha programmi riproduttivi più complessi in grado di ottimizzare il prodotto del concepimento e migliorare la specie”.

Autore dell’articolo: Non specificato28\05\1999 – [Repubblica]


IL CERVELLO DELLE DONNE STA SUPERANDO QUELLO DELL’UOMO

LE DONNE SONO PIU’ INTELLIGENTI NEL 2000 IL SORPASSO SULL’ UOMO

ROMA – Idee più lucide, riflessi più veloci, maggiore capacità di creare connessioni fra gli eventi. In sintesi, più intelligenza. Il cervello delle donne sta superando quello dell’ uomo. E il terzo millennio sarà dominato da loro. Lo rivela uno studio condotto da ricercatori italiani che per diversi anni hanno preso in esame dati biologici e sociali. Il risultato sarà presentato a fine mese a Roma dagli stessi studiosi. “Il sorpasso della donna sull’ uomo – anticipano i ricercatori – è tanto imminente che si può ipotizzare un solo protagonista sul palcoscenico del prossimo millennio: la donna, con l’ uomo in uno stato di sudditanza“. Secondo un altro studio sul cervello, realizzato da ricercatori inglesi, le donne hanno una più alta percentuale di materia grigia degli uomini anche se il cervello maschile ha dimensioni più grandi: i due sessi sono comunque dotati di pari abilità intellettuali, nonostante le differenti “taglie” cerebrali. Il cervello maschile – sostengono Ruben e Raquel Gur sull’ autorevole “Journal of Neuroscience” – presenta rispetto a quello femminile una più alta densità di materia bianca, composta dalle estensioni a forma di dito delle cellule cerebrali. Quello femminile, rispetto a quello maschile, ha invece più materia grigia: ovvero più parti centrali delle stesse cellule. “La materia grigia – spiegano i due studiosi – è più attiva di quella bianca: di conseguenza, il cervello femminile, anche se più piccolo di quello maschile, ha una composizione più efficiente“.

Autore dell’articolo: Non specificato 20\05\1999 – [(Sezione: CRONACA) – Pagina 19 – (Repubblica)]


CERVELLO DONNE FUNZIONA MEGLIO E PIU’ RAPIDAMENTE

Gran Bretagna, la BBC annuncia ” L’ irresistibile ascesa delle donne “

Le studentesse di oggi destinate a occupare i posti chiave nella societa’ al posto dei maschi

LONDRA – Cari uomini, preparatevi a cedere il passo alle donne. Non per cavalleria, ma perche’ l’ epoca della supremazia del maschio sta definitivamente per chiudersi: le studentesse di oggi sono destinate a occupare i posti chiave della societa’. Altro che sesso debole: le ragazze sono in media decisamente piu’ intelligenti e studiose dei ragazzi. Questa volta “e’ provato“, assicura la Bbc. E non sara’ facile contestare i dati della televisione britannica, da sempre presa ad esempio per l’ autorevolezza ed il valore scientifico delle sue trasmissioni culturali. Proprio in una di queste e’ stata prevista “l’ irresistibile ascesa delle donne”, sulla base dei risultati di complesse ricerche ed accurate statistiche. E gia’ noto da tempo – e comunemente accettato – che lo sviluppo intellettuale delle femmine e’ piu’ precoce. La frase “le bambine maturano piu’ in fretta” e’ un luogo comune tra i piu’ banali. Ma finora una societa’ maschilista aveva permesso ai ragazzi di recuperare senza difficolta’ il “ritardo” e raggiungere quasi sempre livelli superiori, in campo professionale e in termini di prestigio. Molti indizi rivelano che presto non sara’ piu’ cosi’ . Alcuni dati sono incontestabili. Quest’ anno, ad esempio, le ragazze che hanno conseguito la maturita’ nei licei britannici sono state per la prima volta piu’ numerose dei ragazzi. E presto sara’ lo stesso anche nelle universita’ , dove solo vent’ anni fa c’ era solo una donna ogni dieci laureati. Ma alcuni autorevoli studiosi invitati alla trasmissione della Bbc sono andati ben oltre i numeri delle statistiche. “Da un po’ di tempo a questa parte – ha affermato il professor Richard Kimball, della London University – le femmine si dimostrano molto piu’ dotate dei maschi. Tra i migliori studenti di ogni facolta’ quasi due terzi oggi sono donne“. E un esperimento condotto con speciali sensori avrebbe dimostrato che il cervello delle donne funziona meglio e piu’ rapidamente di quello degli uomini.

Autore dell’articolo: Non specificato26\10\1994 – [Pagina 9 – (Corriere della Sera)]

” CARO MASCHIO SEI FINITO, È INIZIATA L’ERA DELLA SUPREMAZIA FEMMINILE “

L’ ALTALENA DEI SESSI

ROMA – “La svolta è epocale” ci segnala, senza lesinare l’ enfasi, la Bbc. La Rai inglese, nota per il suo appeal serioso e “attendibile“, spesso oggetto di ingrati paragoni con l’ etere nostrano, stavolta si sbilancia. Scivola sul sentenzioso: “Caro maschio sei finito, è iniziata l’ era della supremazia femminile“. Sarebbe questo il risultato, “incontrovertibile”, del monitoraggio di un bel po’ di esperti a cura della tivù d’ oltremanica. Le donne, apprendiamo dalla trasmissione, sono di gran lunga più intelligenti, studiose, geniali degli uomini, quindi destinate in breve tempo a occupare posti chiave. Altro che bambole e casalinghe, s’ avanzano manager e scienziate tramortendo la concorrenza maschile già arrancante. In sintesi, ci informa il reportage, tra i migliori studenti di ogni facoltà universitaria quasi due terzi sono femmine. E secondo il professor Richard Kimball, della London University, “le donne sono più dotate anche nei settori tradizionalmente feudo dell’ altro sesso“. “Gli uomini sono precipitati nel baratro“, conferma un altro “esperto“. Vent’ anni fa, su dieci laureati uno era donna. Adesso sono la metà, e per la prima volta quest’ anno il numero delle studentesse universitarie inglesi supera quello dei colleghi uomini. Un test, inoltre, su un numero non precisato di campioni avrebbe dimostrato che il cervello di lei funziona meglio e più velocemente di quello di lui. “Che è successo ai ragazzi?“, si interroga la Bbc. Risposta: “Eccoli là, tutti compiaciuti, immersi nel comodo cliché della virilità vinci-tutto, si solo lasciati andare per generazioni, perdendo terreno mentre le signorine hanno risalito la china e ora si trovano a essere tra i primi posti tra i manager delle grandi società“. Sfottente, una laureata di Manchester: “I maschi sono sciocchini e ingenui: quando li sento parlare mi viene da ridere, anzi mi fanno pena“. Perentorio un sondaggio fra le grandi banche della City, dove metà dei dirigenti sono ormai donne. L’ entusiastico annuncio del primato rosa è uno di quegli “scoop” che solleticano una legittima aspirazione di rivincita, magari trascinata da noi dall’ “effetto-Pivetti“, primadonna del parlamento. Ma suggeriscono altri esperti, italiani stavolta, di andarci piano. “La società cambia, si gioca di più ad armi pari, ma la supremazia mi pare ancora più un desiderio che non una realtà“, nota scettico Alberto Oliviero, psicobiologo. Il quale suggerisce prudenza di fronte agli azzardi e alle semplificazioni, che regalano sempre un titolo. La prova? Un altro “scoop” di neanche venti giorni fa, americano stavolta. Uguale per enfasi, opposto nel messaggio: i sondaggi, unanimi, davano lo stop alla scalata rosa. Il ‘ 94 veniva decretato anno del maschio dal New York Times, con quel che ne consegue: l’ effetto-Hillary è stinto, il contrattacco maschile più forte si consuma proprio in politica, dalla Camera dei rappresentanti verranno spazzate via un bel po’ di donne (elette anche in virtù del loro sesso?). “Mi lasciano sospettoso questi proclami così alterni – confessa Oliverio – Comunque è un fatto che le donne studiano più di un tempo, ma è altrettanto vero che il loro dinamismo professionale resta ancora frenato dalle maternità. Le donne sono più intelligenti? Non ci sono dati scientifici che lo dimostrino“. Come la vede il neurologo fiorentino Luigi Amaducci? “Lo svantaggio sociale ed economico si va colmando. L’ educazione è appannaggio delle femmine come dei maschi. Una rivincita c’ è, anche se non la vedrei con tanto ottimismo. Ci vuole tempo“. E sull’ intelligenza? Si può parlare davvero di primato feminile? Osserva Amaducci: “Ci sono studi che, basandosi sulla maggiore estensione nella donna del corpo calloso che unisce i due emisferi cerebrali, le attribuiscono una, come chiamarla, visione più globale della realtà. Cioé una maggior duttilità, la capacità di superare meglio lo stress, di mediare tra razionalità ed emozioni. Insomma, una chance in più di sopravvivenza. Tant’ è che la donna vive in media 80 anni e il maschio 73. Sì – riflette Amaducci – di superiorità parlerei se così si intende un maggior controllo emotivo che aiuta nella competizione. E’ una risorsa in più. Il maschio, spesso, o è estremamente razionale, freddo, calcolatore, oppure fa esplodere l’ aggressività. Non ha vie di mezzo. La femmina è più equilibrata. Una carta vincente anche nella carriera“.

Autore dell’articolo: Non specificato26\10\1994 – [(Sezione: CRONACA) – Pagina 22 – (Repubblica)]

DONNE GENETICAMENTE PIU’ INTELLIGENTI DEGLI UOMINI

L’ INTELLIGENZA E’ DONNA MERITO DI QUELL’ “X”

SIDNEY – Le donne, secondo due ricercatori australiani, sono geneticamente più intelligenti degli
uomini: o meglio, meno esposte dei maschi al rischio di presentare ritardi mentali. Lo sostengono i professori Gillian Turner, dell’ ospedale pediatrico di Sidney, e Joun Mulley della clinica pediatrica di Adelaide. In uno studio finanziato dal consiglio nazionale australiano della ricerca medica, i due professori sostengono che, in base alle loro ricerche, l’ intelligenza ha una sua base genetica sul cromosoma X, sul quale dei geni presiederebbero ad alcune delle funzioni più elevate dell’ attività cerebrale. Turner e Mulloy affermano di avere individuato l’ ubicazione di uno dei geni addetti a queste funzioni, appunto sul cromosoma X, e di avere da ciò ricavato la convinzione di avere scoperto perché i maschi soffrono più spesso delle femmine di ritardi mentali: le donne, infatti, dispongono di ben due cromosomi X, e se uno dei geni è difettoso, c’ è sempre un gene di ricambio per sopperire alle loro eventuali deficienze. Al posto della doppia X che caratterizza il gentil sesso, i maschi invece dispongono di una XY, e quindi di un solo cromosoma X: con la conseguenza che se il gene intelligente è difettoso, il maschio non ha nulla con cui sostituirlo e dovrà rassegnarsi al cretinismo. I due medici affermano nella loro relazione di avere individuato l’ ubicazione del gene esaminando i profili genetici di 180 persone, membri di quattordici famiglie nelle quali molti maschi soffrivano di gravi forme di ritardo mentale. Alcune delle donne di questi gruppi familiari avrebbero dimostrato di essere portatrici sane, disponendo nel loro patrimonio cromosomico di una X col gene difettoso, ma anche di un cromosoma sano: non soffrirebbero quindi di ritardi mentali, ma potrebbero trasmettere ai loro figli maschi il cromosoma contenente il gene difettoso, che in assenza di ricambi renderebbe manifesto il disturbo nel figlio. La scoperta dei due medici australiani è stata accolta con un certo scetticismo negli ambienti dei genetisti e in quelli dei neurobiologi. Per gli scienziati, infatti, è difficile ipotizzare un gene dell’ intelligenza, essendo questa in gran parte prodotto di fattori ambientali, delle connessioni sinaptiche che si producono nel corso dello sviluppo, a loro volta innescate dai condizionamenti sociali e culturali. Diverso naturalmente il discorso sui ritardi mentali, che possono spesso avere origine genetica: è probabile, si dice, che i due ricercatori abbiano individuato un gene portatore di disturbi strutturali mentali allocato sul cromosoma X, che trasmesso alla prole maschile ha maggiori possibilità di rendersi manifesto. Forse non è vero che le donne siano geneticamente più intelligenti degli uomini, ma questi ultimi hanno più possibilità di divenire deficienti.

Autore dell’articolo: Non specificato06\06\1991 – [(Sezione: CRONACA) – Pagina 25 – (Repubblica)]


DONNE PIÚ INTELLIGENTI, SICURE E BRAVE A SCUOLA

“RINASCERE FEMMINA? MAGARI…”

PER SEI su dieci adolescenti, femmine e maschi, il vantaggio dell’ essere donne è sicuro:
più intelligenti, sicure, brave a scuola. Mentre le ragazze che si augurerebbero di risvegliarsi
nei panni di un maschietto vedono con favore allontanarsi la schiavitù del cibo e del look.
«Lo vivono come un fatto transitorio, poi per fortuna si svegliano, dicono in molti»
chiarisce la psicologa Gianna Schelotto [Biografia], che ha promosso la ricerca, che sarà
presentata a Genova il prossimo 10 marzo con I Buonavoglia. A PAGINA XI

Autore dell’articolo: Non specificato29\02\2008 – [(Sezione: GENOVA) – Pagina 1 – (Repubblica)]


MARISA LAURITO: ” Noi donne siamo superiori agli uomini “

MA LE DONNE SONO MEGLIO!

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[Marisa Laurito]

ROMA – “Non si può avere tutto dalla vita, ma neanche niente però“. La frase non è tratta dalla
piccola enciclopedia dei motti celebri, ma è il titolo della rubrica di Marisa Laurito [Biografia] che
andrà in onda, a partire dal prossimo 9 marzo, sulle radio del circuito Sper. Sono 146 emittenti,
distribuite su tutto il territorio nazionale, che già da qualche anno hanno sperimentato un programma
del mattino (dalle 9 alle 11) dal nome Obiettivo donna. Lo ripropongono ancora una volta, con una
veste parzialmente nuova e con tante rubriche diverse. Se Obiettivo donna parlerà al pubblico
femminile di dietetica, moda, cosmesi, cronaca, cultura, la Laurito ha preso per sè un incarico
diverso. Nei cinque minuti della sua rubrica che andrà in onda tutti i giorni per trecento puntate,
realizzerà una sorta di “candid camera” radiofonica. Si servirà soprattutto del telefono, ma anche di interviste fatte ai passanti per strada, per fare emergere alla luce del sole il vero mondo delle donne. E lo farà attraverso le parole delle donne e anche quelle degli uomini. Una Laurito femminista? Lei non usa questo termine sul quale d’ altra parte ormai la confusione è grandissima. Però spiega: “Amo il mondo delle donne ed è perciò che, nonostante gli impegni, ho accettato di avere un ruolo fisso nella trasmissione. In realtà ho sempre pensato che noi donne siamo superiori agli uomini“. Poi, temendo di essere fraintesa aggiunge: “Non parlo del cervello naturalmente, intelligenti e scemi sono categorie che attraversano i due sessi. Però è certo che le donne, allevate alla sofferenza, acquisiscono presto una forza interiore che la maggior parte degli uomini non ha“. Ma in Obiettivo donna discorsi di stampo così serio non ce ne saranno. “La mia sarà una “telefono-novela” divertente, piacevole e un po’ demenziale” dice ancora Marisa. “Per strada mi riconoscono quasi sempre e perciò userò di più il collegamento telefonico. La Sper ha predisposto tutto un macchinario qui in casa mia e io ho già cominciato a registrare le prime puntate. Che risate! Ho fatto anche litigare una intera famiglia intervistandone separatamente tutti i componenti! Incredibile a dirsi, ma padre, figlio e perfino il nonno, alla domanda che pensate delle donne, hanno risposto che sono tutte puttane. Quando l’ ho detto alle loro donne, non sapete che rissa e quante preghiere di non mandare in onda!” E il fatto di iniziare il giorno successivo a quello della festa della donna è simbolico? “Un po’ sì, ma che delusione scoprire che la maggior parte della gente non sa ancora cosa sia l’ 8 marzo“.

Autore dell’articolo: Non specificato26\02\1987
[(Sezione: RADIO E TELEVISIONE) – Pagina 27 – (Repubblica)]


VITTORIO SGARBI: ” LE DONNE SONO PIU’ INTELLIGENTI E SENSIBILI DEGLI UOMINI “

SGARBI ATTACCA LE DONNE IN POLITICA

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[Vittorio Sgarbi]

ROMA – Vittorio Sgarbi [Biografia] non perde occasione per risultare sgradevole. Intervenendo
(a pagamento, come lui stesso ha precisato) ad un’ assemblea di artigiani ha espresso pesanti giudizi
su alcune donne parlamentari. Ricordando un suo viaggio in Iran ha detto che in quel paese “per
dimostrare che sono democratici, mi hanno fatto vedere due donne che partecipano alla vita
politica“. “Io gli ho detto che sono dei pazzi poiché le donne, che sono sicuramente più intelligenti
e sensibili degli uomini, non sono adatte ad una funzione pubblica, ma solo domestica. Basta
guardare – ha aggiunto – le nostre donne politiche: Pivetti, Bindi, Anselmi, che tra l’ altro sono
tre racchie…“. Frase che ha raccolto gli applausi della sala. Frecciata anche a Veltroni: “Non è
nemmeno laureato e dirige i Beni culturali…”.

Autore dell’articolo: Non specificato07\11\1997 – [(Sezione: CRONACA) – Pagina 19 – (Repubblica)]

FRANCOIS OZON: ” LE DONNE SONO PIU’ INTELLIGENTI DEGLI UOMINI “

LE DONNE, SPLENDIDI MOSTRI DA GUARDARE SOLO AL CINEMA

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[Francois Ozon]

ROMA – «Le donne sono più intelligenti degli uomini, sono splendidi mostri che, a qualunque età, non perdono fascino e mistero», dice Francois Ozon, [Biografia] il trentenne regista parigino che ha catturato l’ interesse di otto tra le più acclamate attrici francesi, le ha chiuse in una villa isolata dalla neve a beccarsi e litigare per scoprire chi di loro ha ucciso l’ uomo sul letto con un coltello nella schiena. Il film è Otto donne e un mistero, un giallo alla Christie che si stempera nella leggerezza di un elegante gioco musicale, visto che, dice Ozon, «per amore di democrazia, ciascuna delle attrici canta una canzone in cui riassume le caratteristiche del suo personaggio, il perbenismo borghese per la Deneuve, la solitudine da zitella per la Huppert, l’ ambiguità della Béart, la seduzione della Ardant, e così via». Ozon ha scritto i personaggi addosso alle attrici: «Ho cercato di ricreare il modello di donna che evocano nell’ immaginario. E ho ambientato la vicenda negli anni 50, quando la moda esaltava il fascino femminile meglio che in altre epoche, la costumista si è ispirata a Christian Dior. E avendo Deneuve e Ardant, due attrici di Truffaut, non ho resistito alla tentazione di coinvolgerle in un lungo bacio lesbico. Forse Truffaut si rivolta nella tomba, ma tra Fanny e Catherine è nata un’ amicizia». Preceduto dal successo in patria, Otto donne e un mistero è uscito ora in Italia, contemporaneamente a un altro film al femminile, I sublimi segreti delle Ya-Ya sisters: un’ occasione, sia pur casuale, per bilanciare la preponderante presenza di eroi maschili sullo schermo. Del film, tratto dal romanzo di Rebecca Wells che spazia dagli anni 40 a oggi, è donna anche la regista, Callie Khouri, texana, Oscar per la sceneggiatura di “Thelma & Louise“, alla sua prima regia. Anche qui un cast di varie generazioni di attrici, con Ellen Burstyn, Ashley Judd, Sandra Bullock, Maggie Smith. E anche qui un mistero: dove ha origine il difficile rapporto tra la figlia Sidda e la madre Vivi? «Il conflitto madre-figlia è un tema universale, spesso deriva dall’ impossibilità di vedere l’ altra non solo come madre o figlia ma come donna, con la sua storia, i suoi problemi», dice la Khouri, che ha presentato il film al festival di Marrakesh e ha visto con piacere l’ attenzione di un pubblico di donne islamiche, cresciute in una cultura distante dal profondo sud americano in cui è ambientata la storia. «L’ influenza della madre sulla figlia non conosce confini. Nel film Vivi è stata una madre «cattiva», ha segnato il carattere della figlia e questo può accadere in ogni famiglia, ed è solo grazie all’ amicizia di altre donne che madre e figlia affrontano la verità scomoda del passato e superano il conflitto. La solidarietà femminile è un altro tema universale. Che oggi spesso, almeno nella società americana così sfrenatamente competitiva, è un bene sempre più raro».

Maria Pia Fusco – 21\10\2002 – [(Sezione: SPETTACOLI) – Pagina 36 – (Repubblica)]


” NEI MIEI LIBRI LE DONNE PIU’ INTELLIGENTI, PIU’ FORTI, PIU’ SENSATE DEGLI UOMINI “

JAVIER CERCAS

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[Javier Cercas]

La felicità come illusione, la realtà come eterna finzione, la vita che assume spesso le caratteristiche di una tragicommedia. Javier Cercas [Biografia] riflette a voce alta sulle contraddizioni del genere umano, riguardo al quale si dichiara, senza esitazioni, «completamente pessimista». Davanti a un bicchiere di vino bianco, nella smoking room dell’ Hotel Majestic, l’ autore di Soldati di Salamina sembra quasi fingere di avere un ricordo ormai sbiadito di quel romanzo, El vientre de la ballena, l’ ultimo a essere pubblicato – nel 1997 – prima che raggiungesse la fama a livello internazionale, e che ora esce in Italia con il titolo La donna del ritratto (Guanda). Il tempo non ha offuscato in alcun modo, in realtà, l’ essenza di quella storia, che riflette la visione stessa della vita e delle miserie umane che Cercas ha, oggi come allora. El vientre de la ballena e La donna del ritratto: perché due titoli, almeno in apparenza, così diversi per uno stesso romanzo? «In realtà non sono così diversi, perché una parte del romanzo si intitolava proprio La donna del ritratto: è il titolo del film di Fritz Lang che il protagonista vede all’ inizio del romanzo: rappresenta l’ inizio della storia, da lì parte tutto. Però mi piace anche Il ventre della balena, perché il libro parla di un uomo che si immerge in una situazione, proprio come Giona nel ventre della balena, e ricompare cambiato. Che in fondo è quello che succede in tutti i romanzi: un tipo che si vede coinvolto in una circostanza, e questa circostanza lo cambia». Quando questo romanzo si pubblicò in Spagna, non aveva ancora raggiunto la notorietà attuale, che arrivò solo con il libro successivo, Soldati di Salamina… «Accadde allora quello che succede con quasi tutti i romanzi, che raccolgono critiche molto buone, ma non li legge nessuno. Anzi, questo in realtà andò meglio dei precedenti, perché arrivò a vendere cinque o seimila copie, ma non di più». È possibile che, ora che si pubblica in Italia, lo stesso romanzo venga letto in un modo diverso? Cambia l’ atteggiamento del lettore di fronte all’ opera di uno scrittore di fama? «Sicuro. Oggi lo stesso libro si legge in un modo diverso rispetto al passato, anche alla luce delle cose che ho pubblicato in seguito. Ed è possibile che il lettore italiano veda cose che lo spagnolo non ha visto. Per esempio, questo romanzo è anche una riflessione sulla scrittura. Come del resto lo sono tutti i miei libri: tutti parlano di come si scrive un romanzo, della difficoltà o persino dell’ impossibilità di raccontare una storia, di come raccontare una storia trasforma non solo chi la legge ma anche chi la scrive. La scrittura come qualcosa che permette se non di dare un senso alla realtà, quantomeno di darle un’ illusione di senso. Che è moltissimo: il romanzo ci permette qualcosa di impressionante, che è il vedere come coerente ciò che è incoerente, ovvero la realtà. Ci raccontiamo le nostre stesse storie per capirle, perché altrimenti non le comprenderemmo. Quando la racconto (e la falsifico, perché raccontare è falsificare) allora la capisco». Il narratore, il protagonista de La donna del ritratto, è specialista nell’ interpretare a suo modo la realtà. «Un personaggio del quale non ti puoi mai fidare. Ti racconta quel che ti vuole raccontare. Ciò che lui interpreta che sia accaduto, non ciò che è accaduto veramente. è tutto filtrato attraverso la sua sensibilità. È uno che cerca spesso di giustificarsi: perché mi sono messo in questo pasticcio, perché ho perso mia moglie, perché ho perso il figlio che aspettavo?». Un uomo che mente a se stesso per non riconoscere la realtà? «Io penso di sì. Mente per poter continuare a vivere. E forse anche per poter dare un’ immagine positiva di se stesso». Nel ‘ 97, quando si pubblicò questo libro, lei era già uno scrittore conosciuto a apprezzato, però non tanto come ora, e soprattutto non fuori dalla Spagna. È mai riuscito a individuare il motivo per cui, un giorno, riuscì a dare il grande salto verso la fama? «Chi lo sa (risponde in italiano). C’ è molta gente che se lo è chiesto, io stesso me lo sono chiesto: non lo so. Francamente io penso che Soldati di Salamina sia un romanzo migliore rispetto a questo, però mi sembra anche che La velocità della luce sia migliore di Soldati di Salamina. Spero sempre che ogni libro che scrivo sia migliore rispetto al precedente. Il fatto è che quel romanzo si trasformò in un fenomeno che chiamerei quasi extra-letterario. Perché toccò un tasto, che non sappiamo bene qual è, che bisognava toccare in quel momento. Eppure io penso che non si può capire bene senza aver letto i libri precedenti. La donna del ritratto è un romanzo comico-filosofico, cosa che Soldati di Salamina non è: e però hanno parecchi elementi in comune». Ne La donna del ritratto si parla di un professore universitario, e la prima cosa che viene da pensare è che, ancora una volta, ci sia un fondo di autobiografia. Poi però si rimane spiazzati quando questo personaggio si incontra proprio con lo stesso Javier Cercas. «Già. Un Javier Cercas che viene presentato come un imbecille. Io penso che l’ autoironia sia importante. Se non sei capace di ridere di te stesso non ridi di niente. E d’ altra parte, in questo romanzo ci sono vari personaggi che contengono elementi di persone che io conosco: alcuni dei miei professori, per esempio. E allora ho pensato: già che mi burlo di tutti, tanto vale burlarmi anche di me stesso. Mi sembrava fondamentale». Uomini deboli, fragili, bugiardi: sembra di intravvedere persino una concezione poco edificante del sesso maschile in generale. «In realtà, è vero che nei miei libri le donne sono sempre più intelligenti, più forti, più sensate degli uomini. Sarà forse perché sono cresciuto circondato di donne: quattro sorelle e una madre, potenti, con una personalità forte. Però d’ altra parte ho anche sempre avuto l’ impressione che le donne sono più legate alla realtà, più attente a risolvere i problemi concreti della vita».

Alessandro Oppes – 21\06\2008 – [(Sezione: ALMANACCO DEI LIBRI) – Pagina 29 – (Repubblica)]


DONNE PIU’ INTELLIGENTI DEGLI UOMINI

MARITI IN AFFITTO.
Gli uomini vanno presi a piccole dosi.

Regia: Ilaria Borrelli
Attori\ci: Maria Grazia Cucinotta, Pierfrancesco Favino,
Brooke Shields, Chevy Chase

Quanto serve davvero un uomo, nell’arco di una vita? In fondo, non così spesso. E allora perché prenderne uno per sempre? La risposta è nel film “Mariti in affitto“, scritto e diretto da una donna: Ilaria Borrelli [Filmografia]. Nel film Francesco (Pierfrancesco Favino), scultore di belle speranze, lascia la famiglia per volare a New York in cerca di successo e lì sparisce. Stufa di aspettare, Maria (Maria Grazia Cucinotta) parte alla sua ricerca per scoprire che lui ha un’altra vita, un’altra moglie, Charlene (Brooke Shields) e una figlia in arrivo. In più non ha fatto per niente fortuna. Maria è furiosa, anche Charlene. La rabbia innesca una serie di gag tra il drammatico e l’esilarante, ma anche un’inevitabile complicità tra le due protagoniste. Alla fine, sarà proprio Maria a trovare una soluzione “economica” al tutto, mentre Vincenzo tenterà di riconquistare la fiducia e gli affetti facendosi ingaggiare presso un’agenzia di “Mariti in affitto”. Ironica e romantica, questa commedia, girata negli States ma tutta italiana, mostra le donne per quel che sono: più forti, più intelligenti e, insomma, francamente migliori degli uomini. Con un umorismo leggero, Ilaria Borrelli dimostra che cosa una donna è in grado di fare, per sé ma soprattutto per quelli che ama. E’ pur vero che i maschi, in fondo, non sono cattivi: semplicemente, valgono meno. E allora? Meglio prenderli in piccole dosi e quando servono, piuttosto che regalare loro tutta una vita.

Il produttore è Massimo Cristaldi, Medusa film.
Dal 2 aprile [2004] nelle migliori sale.


LE DONNE SONO SUPERIORI

DONNA È MEGLIO, IL GIOVANE MASCHIO PERDE IL CONFRONTO

Sono superiori gli uomini o le donne? Io personalmente non ho dubbi: oggi le donne sono superiori. Negli ultimi decenni hanno dovuto superare difficolta’ incredibili per entrare nel mondo del lavoro, per farsi accettare alla pari, per abbattere i pregiudizi e l’ arroganza maschile. Hanno combattuto su cento fronti e hanno imparato a fare moltissime cose contemporaneamente. La donna lavora, studia, legge, si tiene informata, si occupa della sua casa, della pulizia, della bellezza del suo corpo, dei suoi capelli, del suo trucco, ma anche dei figli, dei rapporti emotivi, degli amici. Crea un tutto armonico fisico e psichico, un ambiente vitale. L’ uomo non sa farlo. Per questo, senza l’ aiuto di una madre o di una moglie, non riesce a sopravvivere. Quando resta solo la sua casa diventa una caverna. Quando va in pensione crolla e, senza una donna che lo aiuta, si abbrutisce e muore. Il maschio separa gli ambiti vitali. Da un lato la sessualita’ , dall’ altro la tenerezza, da un’ altra parte ancora i figli. L’ erotismo femminile invece ingloba tutto: l’ uomo, il figlio, la casa, i vestiti, i fiori, le luci. Il puro rapporto sessuale e’ percio’ per lei meno importante, mentre l’ uomo ne e’ schiavo, ossessionato. Le dive porno, come delle brave mamme, cercano di soddisfare, almeno nella fantasia, questa sua avidita’ infantile. Le donne sono decisamente meno aggressive degli uomini. Non organizzano bande di rapinatori, non vanno in giro a compiere vandalismi, non amano la guerra, non urlano, non lanciano insulti. Tendono a costruire, ad armonizzare. Guardate la pubblicita’ dei giocattoli alla televisione. I maschi cercano carri armati, armi spaziali, samurai e guerrieri Ninjia con scontri, esplosioni, duelli. Le bambine giocattoli che riproducono tutte le situazioni dalla vita adulta, se stesse, il bambino, la casa, l’ uomo amato, la famiglia, i viaggi, l’ ufficio, le feste. Oppure oggetti deliziosi e delicati come un cavallino dalla lunga criniera bionda. A dieci anni la bambina ha gia’ imparato a gestire le piu’ importanti relazioni amorose della sua vita. Arrivata alla puberta’ potrebbe mandare avanti una casa come la sua bisnonna. Il maschio della stessa eta’ e’ un essere primitivo, scoordinato e ben poco attraente. E infatti le ragazzine sognano i cantanti, gli attori, i divi, cioe’ personaggi piu’ ricchi di vita, piu’ interessanti per loro. E li studiano, esaminano il loro carattere, li valutano sotto tutti gli aspetti. Hanno un progetto ideale di vita amorosa, famigliare e sociale. Poverette. E’ incredibile quanto poco sappiano e capiscano i giovani maschi. Di solito non hanno gusto nell’ abbigliamento, non sanno decifrare i gesti e i sentimenti delle loro compagne, non riconoscono nemmeno la bellezza femminile. Quando fanno bene una cosa pensano di aver esaurito ogni dovere, e si aspettano solo applausi e riconoscimenti. Anche gli uomini migliori tendono a concentrarsi su un solo campito, e ottengono grandi risultati attraverso l’ eccesso, la dismisura. E’ una strada che puo’ condurre alla violenza intellettuale o fisica. La storia e’ piena di filosofi e di inquisitori fanatici, di despoti senza sentimenti morali. Di personalita’ unilaterali. E’ per questa tendenza alla dismisura che gli uomini riescono bene nel comico. Si deformano, si rendono grotteschi, mostruosi. Le donne no, cercano sempre di conservare un minimo della propria integrita’ , della propria armonia. E nel mondo moderno, rimpicciolito, sovrappopolato, fragile non abbiamo bisogno di eccessi e di violenza, ma proprio di armonia. Domani un libro in regalo con il Corriere “Guidare sicuri”: piacevole guida al nuovo codice.

Alberoni Francesco – 11\01\1993 – [Pagina 1 – (Corriere della Sera)]


” IL BENE SI E’ IMPOSTO SUL MALE “

Guerra dei sessi. La lotta per la superiorita’ si e’ conclusa con il trionfo
delle donne. Un esercito di scrittrici americane lo sostiene a spada tratta.

VINCITRICI E VINTI

Maternita’, altruismo, talento e amore: con le armi di sempre lei ha sbaragliato il maschio.
Qualcuno teme il ritorno al matriarcato, ma le post femministe replicano: ” e’ solo il Bene
che finalmente si impone sulle forze del Male ” . E cosi’ , per gli uomini, non resta altro che
partecipare a mesti raduni di autocoscienza e piangere il potere perduto.

NEW YORK – Le donne sono migliori degli uomini? Si scrive questa domanda e gia’ si immagina la lettrice sorridente, “certo, che scoperta!” e il lettore un po’ seccato “ma che sciocchezze adesso?”. Eppure la questione sta impegnando in America filosofi e saggiste, studiose e giornaliste. La rivista “The Nation” dedica la sua copertina all’ interrogativo: “Le donne sono moralmente superiori agli uomini?”, mentre “Utne Reader”, il piu’ intelligente mensile statunitense, offre la prima pagina al tema “Uomini e donne: possiamo andare d’ accordo, o non vale la pena di tentare?”. I rotocalchi lanciano le basi di pettegolezzo al dibattito culturale, Anna d’ Inghilterra divorziata e risposata, Andrea e Sarah lontani, Carlo e Diana gelidi, Edoardo, l’ ultimo rampollo, misogino, Woody e Mia in odio, il giovane Kennedy e il pugile Tyson processati per stupro, il giudice Thomas accusato di molestia sessuale, la teorica Camille Paglia che predica l’ ineluttabilita’ della violenza carnale. Mai come ora i segni di Marte e Venere sembrano opporsi, detestarsi, scontrarsi. Ed ecco arrivare in libreria eruditi tomi che spiegano come la guerra dei sessi si fondi sulla superiorita’ delle donne, creature migliori dell’ uomo e vittime, sempre meno imbelli, della sua dittatura. La filosofa Carol Gilligan, autrice del best seller In a different voice, sostiene che la supremazia etica delle donne deriva da un differente criterio di scelta: gli uomini decidono secondo la “morale dei diritti”, le donne secondo la “morale della compassione”. Un uomo tende al gelo della legge, chi ha torto e chi ragione, la donna al calore della pieta’ , chi ha sofferto di piu’ ? Prove della tenerezza intrinseca nella condizione femminile sono il ruolo materno, i giochi non aggressivi delle bambine, l’ eccellere delle donne nelle professioni dedite agli altri, maestre, infermiere, fisioterapiste. A chi invoca gli esempi d’ acciaio di Golda Meir, Indira Gandhi e hatcher, Gilligan replica che sono gli uomini a stabilire le regole della politica e dunque solo donne con carattere “maschile” raggiungono il potere, le altre restano a irradiare tenerezza in casa o sul lavoro. Il successo delle confortanti teorie di Carol Gilligan si spiega facilmente, da una parte fa leva sul senso di colpa maschile, dall’ altra e’ deliziosa conferma per l’ identita’ femminile, “diversa perche’ migliore”. La tesi accademica e’ popolarizzata da un libretto che sta avendo un’ enorme diffusione You just don’ t understand, non capisci davvero, scritto da Deborah Tannen per scoprire come mai Lui e Lei parlano linguaggi opposti. Quando Lui parla cerca di farsi ragione, non ascolta, tende a cospargere il dialogo di trappole, misura “chi ha vinto e chi ha perduto”. Lei, invece, vorrebbe comunicare, capire, intendersi ed esce amareggiata, isolata, umiliata dallo scontro verbale. Lui e Lei, spiega la Tannen, non si capiscono perche’ esprimono culture diverse, come un Ayatollah faticherebbe a dialogare con Moana Pozzi. Non solo le donne sono diverse, argomentano Tannen e Gilligan, sono anche migliori. La spiegazione piu’ razionale viene dalla filosofa Sara Ruddick, autrice di “Maternal thinking”, pensiero materno, il debutto della Mamma tra Platone, Kant e Hegel. A giustificare la supremazia morale delle donne non c’ e’ , secondo la Ruddick, un fattore genetico, non dobbiamo accusare o elogiare il Dna per i comportamenti diversi tra maschietti e femminucce, ma l’ esperienza materna. Restare incinta, portare il figlio in grembo, partorire, nutrire il poppante, svezzarlo, cambiarlo, rende la donna assai piu’ sensibile ai bisogni degli altri di quanto un uomo, impegnato nel freddo mondo della competizione sul lavoro, riuscira’ mai a essere. Se il Padre accettasse di prendersi cura dei pargoli, potrebbe diventare una Madre, scrive la Ruddick, cosi’ come una Madre professionista, distante e indaffarata, rischia di trasformarsi in Padre, vocabolo che denota vizi e non virtu’ : egoismo, grettezza, sterilita’ affettiva. Cambia la ragione, non l’ esito: per Gilligan e Tannen le donne sono moralmente superiori agli uomini per genetica, per la Ruddick vince l’ educazione, ma che Eva sia di gran lunga migliore di Adamo nessuno dubita. Contro la volgare divisione del mondo in razionalita’ maschile e irrazionalita’ femminile, sorge l’ Arcadia della cura Materna, opposta alla violenza del mondo Paterno. A dare dignita’ storica alla Donna Stella Polare, arriva da Harvard la studiosa Theda Skocpol, da tempo considerata la piu’ importante scienziata sociale d’ America. Nel suo volume: “Protecting soldiers and mothers: the political origins of social policy in the United States” (proteggere soldati e donne: origini politiche della legislazione sociale negli USA, edito da Harvard University Press) la Skocpol scrive: la vera differenza tra Stati Uniti ed Europa sta nell’ assistenza sociale del nuovo continente, che dal 1830 assicura benessere e promozione sociale agli ex combattenti e alle donne. Solo grazie al movimento delle donne, gia’ dall’ Ottocento, i politici americani si convinsero a creare quello che la Skocpol definisce “un welfare state matriarcale”. Mentre le donne francesi, tedesche e italiane ancora pativano in cucina, Rheta Childe Door, protofemminista americana, scriveva nel 1910: “Il posto della donna e’ in casa, vero, un luogo comune da cui nessuna donna dissentira’ . Ma la Casa non finisce tra le quattro mura della propria abitazione, Casa e’ la comunita’ . La citta’ piena di gente e’ la Famiglia. La scuola pubblica e’ la stanza dei bambini. E la Casa comunita’ , la Famiglia citta’ e la Stanza dei bambini scuola hanno tanto bisogno della loro Madre”. Sentenza dopo sentenza, legge dopo legge, scatto di pensione e salario anno per anno, Theda Skocpol documenta in 714 pagine come gli Stati Uniti abbiano creato, in parrocchia, sezione di partito, associazione delle Vedove di Guerra, il “matriarcato sociale” che ha difeso generazioni di donne e sostenuto una lobby femminile, immensa e nascosta. Non solo le donne sono migliori degli uomini, geneticamente o per cultura, ma hanno partorito l’ assistenza sociale d’ America, vera e profonda radice che assicura agli USA stabilita’ e ricchezza che continuano a mancare all’ Europa, ideologica, balcanica, faziosa e maschile. La battaglia per l’ uguaglianza e’ finita, agli uomini non restano che i piagnucolosi raduni organizzati dal poeta Robert Bly, dove energumeni tinti con i colori di guerra si abbracciano e baciano seminudi alla ricerca del “Padre perduto”. Gilligan, Tannen, Ruddick, Skocpol disegnano un mondo, biologico, storico e emotivo, in cui il Bene deriva sempre dalle donne e il Male dagli uomini. E le aule universitarie, come le classifiche dei libri, si schiudono attente. Stona, nel coro, la polemica di Karen Lehrman, impegnata a finire un ponderoso tomo sul “Futuro del femminismo”: in un’ epoca in cui i politici maschi finiscono a ripetizione accusati di molestie sessuali, le femministe devono riconoscere che alcune donne usano il sesso per la loro carriera personale. Sul “Washington Post” la Lehrman cita la lobbista in minigonna di leopardo, la funzionaria progressista che elenca gli amanti senatori nei colloqui di lavoro, la cronista che amoreggia a caccia di interviste e notizie, “parliamoci chiaro, femministe, non solo c’ e’ complicita’ da parte di alcune donne in parlamento, ma c’ e’ anche chi considera sesso e sessualita’ legittime armi professionali… e quando una donna usa il sesso come merce di scambio con un uomo, finisce sempre con il danneggiare le altre donne”. Impiegare “il sesso anziche’ il talento”, argomenta la Lehrman, perpetua il maligno equivoco del Senatore Porcellone, sii gentile e farai carriera. Ma dove finisce cosi’ la superiorita’ morale della Madre? Il mensile “Utne Reader” se lo chiede da pagina 52 a pagina 82, tra grandi firme e citazioni, ma la risposta e’ evanescente: Uomini e Donne possono andar d’ accordo?

Riotta Gianni – 07\01\1993 – [Pagina 23 – (Corriere della Sera)]


PAPA’ È SUPERFLUO

PAPA’? NO, GRAZIE

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La prima fu Madonna, che usò il personal trainer come “donatore”. Da allora, a Hollywood, le
madri single sono sempre di più: perché stanno con una lei (Jodie Foster), perché vogliono
un figlio ma non un marito (Angelina Jolie), perché lui scappa (Liz Hurley)…
Un capriccio da star? […]

Generazione M: ne fanno parte le (tante) donne di Hollywood che hanno deciso di crescere uno o più figli facendo a meno del papà. Negli Usa sono diventate un modello da imitare e una bandiera del femminismo. In Italia sono l’invidia di tutte quelle single che vorrebbero un figlio senza la collaborazione di un marito, ma non possono per via della nostra legislazione. Intanto c’è chi sospetta che il fenomeno della generazione M più che sociale, sia l’ennesima eccezione che regola il mondo strampalato di Hollywood. È così o la famiglia non è proprio più quella di una volta? […]

[…] Negli ultimi anni, Sharon Stone ne ha passate parecchie. Ha rischiato la vita per aneurisma.
Ha divorziato dal giornalista Phil Bronstein. Ha adottato due bambini, Roan e Laird. Nella prima
intervista, dopo la seconda adozione, e dopo aver girato Basic Instinct 2, dice che “adottando il
secondo bambino, mi sono autoespulsa dal circo delle relazioni uomo-donna. Il migliora favore
che potessi fare a me stessa!“.

Autore degli articoli: Non specificato – Anno: 2005 – [Voguevanity.it]

GLI UOMINI? POSSIBILI AGGRESSORI

LA STONE: ” Gli uomini, tutti possibili aggressori.
Ti vogliono, ma dopo ti lasciano sola nel letto “

Conferenza stampa di Sharon Stone che parla di se’ e del rapporto con gli uomini.

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI CANNES. Placati i “Basic instinct” della star con gli applausi ricevuti al gala’ inaugurale, bersagliata fino all’ ultimo flash, frugata da occhi golosi fino in fondo alla scollatura che offriva generosi assaggi del bel seno, Sharon Stone il giorno dopo pare finalmente appagata e sazia. La domanda che adesso si pone e’ : ora, che fara’ ? “Per prima cosa – risponde – cercherò di liberarmi di Catherine, un personaggio cui devo molto ma che potrebbe catturare anche me nella sua ragnatela. So che non sara’ facile togliermi di dosso l’ immagine di mantide del sesso, di divoratrice d’ uomini, ma devo riuscirci“. In totale disaccordo con la tesi femminista che il corpo non va speso per far carriera o ricevere favori, Sharon sostiene: “Non vedo proprio che male ci sia a usare il sesso per ottenere qualcosa. Viviamo in un universo tutto maschile e le donne hanno fatto un tremendo errore decidendo di voler somigliare ai maschi. Viva la differenza, e facciamone un nostro punto di forza”. Degli uomini ha una bassissima opinione: “Quelli veri sono una specie in via d’ estinzione, tutti gli altri li sento come dei possibili aggressori. E’ triste sapere che tutti vorrebbero venire a letto con te e alla sera ritrovarsi sola tra le lenzuola. Certo, mi piacciono, ma se tornassi indietro forse sarei lesbica. Le donne sono infinitamente migliori, con loro mi trovo sempre a mio agio“. E a conferma di come degli uomini non ci si debba mai fidare racconta che, mentre stava sul set di “Basic instinct”,talora avrebbe anche voluto dire la sua, ma ogni volta che tentava di aprir bocca il regista e Douglas la zittivano bruscamente. “In cambio, tutto quello che ho ottenuto e’ stato di essermi fatta la fama di vera rompiballe. Una che, pur essendo donna, bella e non ancora famosa, si permette di dire la sua. Il mio compito era di spogliarmi. Il cervello potevo lasciarlo a casa“. E difatti la sua attrazione deve esserle proprio fatale, se e’ vero quel che si racconta esserle accaduto durante la lavorazione de “Le miniere di re Salomone”, quando qualcuno, infastidito dal suo atteggiamento, pare abbia addirittura fatto pipi’ nella sua minestra. Quando si dice basic instinct… G. Ma.

Manin Giuseppina – 09\05\1992 – [Pagina 37 – (Corriere della Sera)]

” NON MI FIDO DEGLI UOMINI, SONO TUTTI BASTARDI “

SU «IO DONNA»

JOSS STONE: “Fidarsi degli uomini? Mai”

Vent’ anni e il cuore infranto: «Non mi fido più degli uomini, sono tutti dei bastardi»,
confessa Joss Stone a Io Donna (domani con il Corriere). La cantante da 10 milioni
di dischi rimanda la prossima relazione al 2012. Con un dubbio: «Non è che allora
sarò troppo vecchia?».

Autore dell’articolo: Non specificato27\07\2007 – [Pagina 45 – (Corriere della Sera)]

” SUPERIORITA’ FEMMINILE “

Egregio Dottor Gervaso [Biografia], le chiedo di trattare l’argomento della “superiorità femminile” nei rapporti di coppia, e non solo, e la sua evidente manifestazione sia in privato che in pubblico. Per “superiorità femminile” intendo come prendere decisioni o convincere gli uomini a fare o non fare determinate cose. Quando si affronta questo argomento, molte persone, naturalmente uomini, pensano e asseriscono che non è vero, che sono io ad avere una visione distorta. A me sembra un nascondersi o un non voler ammettere tali situazioni forse perché imbarazzano l’intera specie maschile. Personalmente le dico che con mia moglie c’è un ottimo rapporto di coppia, sotto ogni aspetto. Però, ad esempio, se lei decide di andare da sola con le amiche a cena o in discoteca, io devo necessariamente rimanere a casa a guardare le bambine e a fare altro. Fino a qualche anno fa erano le donne che di solito restavano a casa e gli uomini andavano all’osteria (siamo una coppia rispettivamente di quaranta e trentasei anni). Non so se sono stato chiaro, ma desidero essere aiutato da lei che ha sempre risposte convincenti. Lettera firmata

Non è stato chiaro: è stato chiarissimo. E io cercherò di aiutarla, ma non più di tanto. E sa perché? Perché ormai hanno vinto le donne, ormai la partita è chiusa. Ma le dirò che non mi dispiace. Io, nella vita ho comandato poco. Quando conobbi mia moglie nel secolo scorso, per qualche tempo comandai, o ne ebbi l’illusione. O, piuttosto lei, Vittoria, me lo fece credere. Quanto era faticoso prendere le decisioni, soprattutto quelle importanti. Che sforzo, e che coraggio, dire l’ultima parola. Poi, le cose sono cambiate. Un po’ perché le ha volute cambiare mia moglie, un po’ perché io non vedevo l’ora che qualcosa, nel nostro rapporto di coppia, cambiasse. Oggi, e non da oggi, chi tiene in mano il bandolo della matassa domestica, e non solo domestica, è Vittoria. Io, che ho sempre temuto di essere incapace, mi sono accorto di esserlo davvero. L’unica cosa che so fare, e penso abbastanza bene, è scrivere. Per tutto il resto, e il resto è tanto, sono negato. Non so attaccare un chiodo o un bottone, sturare un lavandino, svitare o avvitare una lampadina, cuocere un uovo à la coque o all’occhio di bue, lavare un paio di calzini o stirare una camicia. Sono una nullità e, quel che è peggio, o meglio (per me, meglio), non ho alcuna intenzione d’imparare ciò che mia moglie vorrebbe insegnarmi. Sono completamente nelle sue mani. A volte, per mia scelta, in sua balia. E’ lei che decide cosa devo fare e cosa non devo fare, chi devo vedere e chi no. E’ lei che seleziona gli amici e gli inviti. E’ lei che mi accompagna dal sarto, scieglie le stoffe e il taglio degli abiti che al suo fianco, fiero di lei e un po’ anche di me, indosserò. E’ lei che mi dice: “Quest’anno andremo in vacanza a Capri o a Taormina o resteremo a Roma” per non lasciare solo il burino Poldo, il nostro meticcio raccolto vicino a una discarica a Reggio Calabria. E’ lei, insomma, che fa e pensa a tutto. Io non conto niente, e meno ancora voglio contare. Io credo, anzi ne sono convinto, che le donne oggi comandano non solo perché fino a ieri hanno ubbidito. Oggi le donne comandano perché i tempi si sono fatti difficili e, quando i tempi richiedono sforzi maggiori, più grinta e più fantasia, se la cavano meglio, molto meglio di noi, che spesso ci perdiamo in un bicchier d’acqua. E non in un bicchiere d’acqua mezzo pieno: in un bicchier d’acqua mezzo vuoto. Mia figlia ha trent’anni, vive e lavora a Milano al Tg5, e se la sera mia moglie andasse a cena o in discoteca con un’amica, io non dovrei badare a nessuno, o solo al cane. Ma mia moglie a cena da sola con un’amica non ci va. Se ci va mi porta con sé perché non si fida di lasciarmi a casa, temendo, a torto, che, profittando della sua lontananza, per quanto breve, esca a mia volta con un’altra (ma chi?). Le discoteche le detesta, non ci ha mai messo piede, come non ci ho mai messo piede io per la stessa ragione. Viaggia molto, questo sì, ma non per divertirsi, anche se viaggiare le piace: per lavoro. Fa le pubbliche relazioni per grandi multinazionali e questo la porta spesso fuori casa. Anch’io, come lei, non mi lamento. Un po’, le ripeto, perché Vittoria, pensando a tutto, mi consente di pensare solo a lei e al mio lavoro. E poi perché ha non una marcia, ma un motore turbo, in più. Se non sono il suo schiavo è perché lei non è una tiranna. Ma se dovessi diventarlo, benedirei il mio stato. E adesso devo proprio lasciarla. L’ora di cena si avvicina e non ho ancora apparecchiato la tavola. L’unica cosa, oltre a scrivere, che so fare. Me l’ero dimenticato.


A TU PER TU

ARCANO FEMMINILE

Caro Signor Gervaso, sono un uomo ormai maturo che da qualche anno ha varcato (come dice lei) le colonne d’Ercole dell’andropausa. Non sono più il fulmine di un tempo come, a sessant’anni, credo non lo sia nessuno, ma le donne mi piacciono ancora. Da una ventina d’anni sono separato da mia moglie e non mi sono mai legato ad altre compagne. A farmi temere un’eventuale convivenza è il fatto che non credo di conoscere bene le donne e non vorrei che una simile scelta mi procurasse brutte sorprese. Lei ha fama, invece, di essere un gran conoscitore dell’altro sesso e per questo le scrivo: per cercare, con le sue parole e i suoi consigli, di penetrare meglio nel misterioso mondo femminile. Aristide De Giorgi – Milano

Caro De Giorgi, ogni tanto qualcuno mi attribuisce meriti che non ho e conquiste che non ho mai fatto e che temo, a settant’anni suonati (non da molto, ma suonati), di non fare più. Anch’io, come lei, ho amato, e devo dire con fortuna, molte donne. Ma un conto è amare una donna, un conto è capirla. Le donne, per me, ma credo non solo per me, sono sempre state un arcano, non meno fitto di quello della Trinità. Le donne sono un arcano e devono restarlo perché è proprio la loro indecifrabilità a renderle intriganti, conturbanti, irresistibili. Oscar Wilde le definiva “sfingi senza segreti” e io sono d’accordo. Con una piccola chiosa: sfingi lo sono solo per noi uomini, e a ragion veduta. Niente incuriosisce e affascina di più un uomo quanto la volubilità e l’imprevedibilità femminili. La forza delle donne è la nostra debolezza. Le donne custodiscono solo i segreti che gli conviene custodire, e questi li blindano. Ma se ritengono utile rivelarli, lo fanno con somma circospezione, scegliendo confidenti ciarliere, che rendono di pubblico dominio ciò che a parole, ma solo a parole, dovrebbe restare riservato. Non è facile, forse impossibile, comprendere le donne e chi cerca di carpirne le intenzioni e le scelte strategiche, soprattutto in amore, perde il suo tempo. E ne perde tanto. Donne settarie e superficiali, fuorviate da certe ideologie, mi hanno sempre giudicato e condannato come un maschilista. Ma io non sono mai stato un maschilista. Oltre alla volontà, me ne mancano lo spirito e l’aspetto. Io, le donne, tutte le donne, di tutte le età, di tutte le etnie, di tutte le taglie le ho sempre amate perché le donne devono essere sempre amate. Le più spregiudicate biblicamente; le più virtuose (ma la castità è davvero una virtù?) platonicamente. Le donne, tutte le donne, vanno amate perché le donne per un uomo, un vero uomo, sono tutto. Fisicamente meno forti di noi, sono più coraggiose, generose, determinate. Se vogliono una cosa o un uomo, questa cosa o quest’uomo, prima o poi, diventerà loro. Io, a una donna, nella fattispecie a mia moglie, con cui vivo da decenni, do sempre ragione. Le do ragione anche se ha torto. Anzi, soprattutto se ha torto. Se mi mettessi a discutere con lei, se contestassi una sua frase o un suo gesto, si avvierebbe una diatriba insostenibile. E poi, detto fra noi, credo che le donne abbiano sempre ragione. Il buon senso le rende infallibili. Hanno poi una qualità che gli invidio, e che le rende più pugnaci di noi e più vittoriose: l’ottimismo. Possono vedere grigio, ma non vedono mai nero, mentre io vedo solo nero (e non mi dia del nostalgico). Vedo nero perché sono pessimista (ma chi è il pessimista se non un ottimista bene informato?). Mi consolo con il lavoro, un lavoro, quello di giornalista e di scrittore, che amo alla follia e che, in cambio di una dedizione totale, quasi ossessiva, ai limiti della monomania, mi ha dato il successo. Finché lavoro non mi perdo mai d’animo, anche nei momenti più difficili e drammatici. Nella vita quotidiana, nella routine sono, invece, un inetto, una nullità. Completamente privo di senso pratico, non so fare niente e, se costretto, lo faccio malissimo. Non so avvitare né svitare una lampadina, non so sbucciare una mela o una patata, non so stappare una bottiglia di vino o di champagne. Se non avessi a fianco la moglie che ho sarei uno sbandato e vivrei come un barbone. Le donne (non me ne vogliano i compagni uomini) sono superiori a noi. Non hanno, come si dice, una marcia in più: hanno in più un motore. E non un motore a scoppio. No: un motore da Ferrari o da Tornado. Teniamocele buone, le donne, tutte le donne. E se non ci è permesso di buttarci fra le loro braccia, gettiamoci ai loro piedi. Augurandoci che non ci calpestino.

atupertu@ilmessaggero.it
P.S. Devo rimettere a nuovo un ginocchio avariato. Arrivederci fra un paio di settimane.

Roberto Gervaso – 25\04\2008 – [Lettera Pubblicata su Ilmessaggero.it]


SUPERIORITA’ NATURALE DELLA DONNA

La superiorità naturale della Donna è ormai evidente in tutti i campi dell’attività umana, in famiglia, nella società, nel lavoro, negli studi, nel linguaggio ecc. ecc.
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Le Donne iniziano finalmente a rendersene sempre più conto fino in fondo, non solo razionalmente, ma acquisendo una vera e propria consapevolezza emotiva, tale che gli uomini si sottomettono spontaneamente al loro potere naturale, e si fidano al 100% della loro maggiore saggezza, coraggio e capacità di adattamento, evitando di oppore sempre quelle pietose resistenze.
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La resistenza è inutile o prima o poi avranno la meglio e siccome sono più intelligenti di noi, è opportuno che i maschi si consegnino il prima possibile nella loro mani, questo non deve implicare lo scaricare su di loro tutte le responsabilità ma aiutarle a gestire le loro, e lavorare affinchè esse possano portare a termine i loro progetti di vita.
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Anche se la scienza sta dimostrando la decadenza via via sempre più esponenziale del cromosoma Y (maschile), e la superiorità statistica delle donne nei campi di cui abbiamo già detto, sia maschi che Donne debbono esserne sempre più consapevoli a livello intuitivo, senza bisogno tutte le volte di ribadire gli stessi concetti. Il Potere e la Saggezza delle Donne – [Ginarchia.org]

Di seguito il significato del termine:
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GINARCHIA
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La ginarchia è una forma di governo nella quale le donne detengono il potere. La ginarchia tende a collegarsi con la superiorità femminile. L’obiettivo delle teorie o dei movimenti che si ispirano alla ginarchia può essere eliminare completamente i maschi, oppure semplicemente considerare i maschi come oggettivamente inferiori e dunque destinati a detenere minori diritti sociali e civili rispetto alle donne.
I modelli di ginarchia differiscono per le diverse modalità di trattamento dei maschi, che possono variare dalla semplice “female leadership” all’interno della coppia, fino a considerare i maschi alla stregua di animali domestici totalmente privi di diritti. [Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.]

COMMENTI [Alfemminile.com]

Magari avessi la fortuna di incontrare una donna piu’ alta e grossa di me che mi sottometta!!!!!! Sarebbe il mio sogno!! L’ho cercata ovunque ma non ne ho mai trovata una, sono giunto alla conclusione che non esistono donne che picchiano i loro uomini. Come mi piacerebbe incontrare una come Latiziana, Bigpatrizia o Grandecolomba, sarebbe il mio sogno!!Voi che ne pensate? laian1976

Sono un uomo di 36 anni sposato con una donna rumena di 44 anni. Dopo una lite, mia moglie che, oltre ad essere palestrata, è anche fisicamente è piu robusta e alta di me, mi ha messo le mani addosso, prendendomi con forza a calci e pugni. massi1971

VIOLENZA SUGLI UOMINI

VIOLENZA SUGLI UOMINI

” HO PESTATO MIO MARITO “

Noi donne siamo sempre più forti. Ha ragione Grandecolomba quando parla di donne manesche in famiglia. Alcune settimane fa ha fatto gridare allo scandalo l’indagine demoscopica egiziana secondo cui un egiziano su cinque subisce il potere della moglie in famiglia e almeno una volta l’anno anche le prende di santa ragione. A casa mia già a 20 anni mia mamma ci comandava tutti a bacchetta: Noi figlie e anche mio padre, uno stimatissimo funzionario. Papà obbediva ma spesso anche prendeva qualche sonoro schiaffone. Anche davanti a noi ragazze. E ora che i miei genitori hanno una certa età mamma continua a farsi obbedire. Picchia papà solo di rado: quando c’è una discussione le basta alzare una mano. Non occorre altro. Del resto, due anni fa negli Stati Uniti c’è stato il primo incontro di boxe misto fra un uomo e una donna e lei ha vinto ai punti dopo averlo letteralmente pestato per tutti i round. E Fiona May ha ammesso di aver picchiato più volte il marito. Ma penso che voi, amiche e amici, avrete sicuramente altre testimonianze da illustrare. bigpatrizia

Ieri sera ho pestato mio marito. Nelle scorse settimane avevo letto i racconti di Grandecolomba e l’invito a raccontare episodi in cui le donne picchiano gli uomini. Ebbene, ieri sera gliene ho date di santa ragione. Voleva fare il prepotente, ma l’ho pestato. Sono alta, robusta e nettamente più forte di lui. Ma raramente gli ho messo le mani addosso. L’ho preso a pugni e calci (ma non nelle palle). Un altro episodio? Un paio di mesi fa la mia vicina di casa ha pestato il suo uomo (che ha 20 anni più di lei) al punto che il giorno dopo lui aveva tutti e due gli occhi neri. Ma non era la prima volta. Voi direte: perchè non si ribella? Perché anche in quel caso lei – ex atleta azzurra – lo riempirebbe ancora di più di botte. latiziana

Non mi meraviglio proprio. Ormai in una famiglia su due a comandare è la donna. E in una su cinque la donna lo fa anche con le mani. In Germania il rapporto arriva a uno su tre secondo l’ammissione degli stessi mariti. Noi donne siamo sempre più forti perchè ci alleniamo di più in palestra. A mio marito gliele ho date sin dai primi giorni di matrimonio perchè voleva fare il prepotente. Poi ha capito e con qualche sganassone l’ho messo in riga. Il fatto che comandi io non deve meravigliare. Ho i muscoli e quindi comando. bigpatrizia

Salve, la storia di Tiziana mi ricorda una vicenda di 3 mesi fa. Io sono atletica e sportiva, porto benissimo i miei 46 anni, mio marito, 50 anni, esile e mingherlino, tipico aspetto del professorino tutto studio. Lo scorso giugno in un caldo pomeriggio mi rimprovera per aver permesso a nostra figlia di 17 anni di stare fuori fino a mezzanotte con il fidanzato. Io rispondo che non voglio che diventi come lui, frustrato dalla madre che non lo faceva uscire la sera fino a dopo la sua laurea, a 25 anni. Mi risponde gridando che sono una madre irresponsabile, non ci ho visto più: gli ho mollato una sberla, e volevo darne altre, ma lui mi ha afferrato le mani. L’ho colpito con una ginocchiata nelle palle, si è piegato e l’ho sbattuto per terra, e ho preso a dargli calci nel … Mentre si alzava gli ho sfilato i ridicoli boxer bianchi e l’ho mandato nudo in sgabuzzino, dove è rimasto fino all’ora di cena, quando è venuta a trovarci mia sorella. L’ho fatto uscire, era rosso come un peperone in faccia e con dei lividi sul … Da quella sera non mi rimprovera più e mi ubbidisce subito. lucianap1

Invece che menarlo!! Sei grande e grossa, te lo trascini a letto, glielo tiri fuori e ti sfoghi!! Fidati di me, che piccolina non sono… dopo sarete tutti e due molto ma molto più contenti! realstronggirl

Ho picchiato anch’io un uomo: l’ho cinghiato! Un pomeriggio mi ha lasciata in macchina ad aspettarlo per qualcosa ed io do un’occhiata in giro…metto la mano sotto il sedile di guida e ne viene fuori una sua maglietta bianca arrotolata e sporca di sperma seccato. Un colpo tremendo! La infilo velocemente in borsa e quando arriva lui non batto ciglio e vado a lavorare. La sera mi telefona e mi dice che deve assolutamente portare dei clienti a cena. Ceno da sola, mortificata ed avvilita. Finito di cenare prendo la maglia, la piego, la poso su un tavolo e mi seggo davanti per aspettarlo. Ho aspettato fino alle due! Entra stupito e subito getta lo sguardo sulla maglietta, ma come se nulla fosse si dice stanco e dice di voler andare a dormire. Gli chiedo spiegazioni… me le da: prima che ha prestato la macchina ad un amico, ma gli faccio presente che la maglietta è la sua, lui allora nega di esserne il proprietario e con un sorriso tra il beffardo e lo scanzonato mi dice:” L’avrà dimenticata qualcuno che stava con te”…e va a dormire. Rimango seduta sulla sedia e sento crescere dentro di me la mortificazione e la rabbia dell’innocente accusato di colpevolezza dal colpevole del reato. Allora aspetto che si addormenti, poi mi alzo e prendo una sua cinghia di cuoio, me la arrotolo sulla mano, vado in camera, accendo la luce, lo vedo dormire beato… scosto le coperte e lo cinghio! virginiaverasis

Mi chiamo Federica ed ho 24 anni, sono alta 1,83 cm., pratico palestra e nuoto da molti anni, e per me non sarebbe molto difficile gonfiare il mio ragazzo, visto che ho 34,5 cm di bicipite, mentre lui, per quello che so, non ha mai praticato nessuno sport ed inoltre è anche 3 cm più basso di me.
femalemuscle

Sei un uomo vero? Certo che sei un uomo, una donna non direbbe mai una cavolata simile. Bene ti dico che 30 minuti fa ho massacrato di botte mio marito che pesa 20 kg più di me ed é altro 199 cm contro il mio 170 cm. Mi fanno male mani e braccia, ma ti garantisco che lui sta molto peggio. Non hai idea di che belva pu diventare una donna incazzata veramente. Ora mi sento uno schifo, ma le ha prese di santa ragione e non ho mai usato le mani contro nessuno in vita mia. giuliana33

C’è un rifugio per mariti picchiati sia in Belgio, sia a Londra. Negli Usa ve ne sono oltre cento. Del resto, l’altro giorno sul Gazzettino ho letto di un uomo pestato per anni dalla moglie: quando lei tornava a casa lui (di 30 anni più vecchio) correva a nascondersi in camera da letto. E si barricava. Poi dopo anni di botte si è deciso ad avvisare i carabinieri che l’hanno trovato pieno di lividi. Lei, alta e robusta a differenza di lui, lo stava rincorrendo con una cinghia e un paio di forbici. bellabarbara1

Anch’io sono più forte di molti uomini. Ho fatto palestra per anni. A braccio di ferro sono arrivata al titolo italiano. Non ho paura di nessuno. E mio marito fa quello che dico io. Altrimenti sono botte. Mi fa ridere il lettore ‘amandolewomen’ che parla di superiorità maschile. Con un braccio solo lo potrei immobilizzare e poi pestare… bellabarbara1

Io sono molto più grossa del mio ragazzo, ma non lo ho mai picchiato, e non credo sia una bella cosa, almeno che i motivi non fossero eccessivamente gravi. xxxalessandraxxx
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[Alfemminile.com]

PERCHE’ LA VIOLENZA FEMMINILE NON VIENE DENUNCIATA?

STUDIO ITALO-SPAGNOLO…

Uno studio italo-spagnolo condotto su 672 adolescenti e curato, in Italia, dalle università di Roma e Firenze rivela: le ragazze che ammettono di aver avuto comportamenti di aggressività fisica nei confronti dei loro fidanzati sono il 22 per cento, la stessa percentuale dei maschi, ed è pressoché identica la quota di maschi e femmine che dicono di aver subito violenze. […]

[…] Per Ersilia Menesini, professore associato in Psicologia dello sviluppo e dell’educazione a Firenze, “la violenza all’interno delle giovani coppie non è più asimmetrica come per decenni si è osservato. E in tutti i Paesi in cui si registra, il fenomeno sembra legato alla crescita dell’enpowerment femminile nella società“. Davide Carlucci – 29\04\2008 – [Repubblica.it]

Altri studi al riguardo:


USA: FEMMINE AGGRESSIVE COME I MASCHI

Studio dell’universita’ dell’Arizona su 74mila casi

WASHINGTON – Le femmine sono aggressive esattamente quanto i maschi solo che, invece di alzare le mani, preferiscono usare il pettegolezzo. Secondo uno studio realizzato dall’universita’ dell’Arizona, pubblicato sulla rivista Child Development, le ragazze mettono in crisi le relazioni sociali di chi sta loro antipatico con le chiacchiere alle spalle. E’ una forma di aggressivita’ indiretta meno evidente di quella fisica, ma altrettanto dannosa. La ricerca ha analizzato 74mila casi
di adolescenti. Autore dell’articolo: Non specificato19\09\2008 – [Studiocelentano.it]

ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE

LA COSTITUZIONE DELLA REPVBBLICA ITALIANA
PRINCIPI FONDAMENTALI

Articolo 3

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Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione
di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando
di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

[Quirinale.it]

CALPESTATA LA COSTITUZIONE ITALIANA

Legalizzata la Misandria nei Mass Media
La misandria è una parola rara e sconosciuta. Provate a domandare in giro (o in rete) il significato del termine. La maggioranza delle persone non saprà darvi una risposta e la parola risultaterà pressoché incomprensibile. Questo è strano, perchè la misandria ci circonda «eppure non esiste» si tratta di un sentimento, il cui nome, non si osa pronunciare. Il femminismo è un’ ideologia che attribuisce la colpa (e le difficoltà) che le donne hanno avuto ad integrarsi all’ interno della società al “sistema patriarcale” ma soprattutto è un’ ideologia che privilegia i diritti delle madri su quelli dei padri con una totale disparità di trattamento nei confronti dei figli. Gli uomini sono diventati il nemico e l’oggetto del  disprezzo da parte delle donne. Di conseguenza la sessualità maschile è diventata il bersaglio del sospetto (e del rancore) un fenomeno che può essere descritto con una sola parola: misandria. Culturalmente, la misandria, è uno dei più preoccupanti prodotti della rivoluzione femminista. L’odio che si è radicato nella nostra società sarà difficile da sradicare (completamente) perchè non viene percepito dalla popolazione come una discriminazione da coloro che la praticano. Al contrario, il sistematico disprezzo (e pregiudizio) sul valore degli uomini viene percepito positivamente nella società. In televisione, nella pubblicità o nei programmi di intrattenimento, le donne sono rappresentate come buone, capaci, belle e intelligenti mentre gli uomini come “eterni

UOMO – (RAPPRESENTAZIONE NEGLI ARTICOLI DI GIORNALE)

[Fonte dell’ immagine: Anti-Feminist.altervista.org]

UOMO - (RAPPRESENTAZIONE NEGLI ARTICOLI DI GIORNALE)

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………….. bambini”, stupidi, inetti e irresponsabili. …………………………………………………………………………… ………….. I mass media manipolano la comunicazione, fanno opera di convincimento e, ………………………… ………….. sistematicamente, attuano una rigorosa censura nei confronti degli argomenti che ………………….. ………….. offendono (o ritraggono in modo negativo) le donne e gay. L’attenzione generale è ………………….. ………….. catalizzata sull’ unica categoria dove il bruciante disprezzo (e l’odio) viene consentito ……………… ………….. perché istituzionalizzato: il genere maschile. In questa circostanza viene concesso di ………………. ………….. discriminare, in una sorta di gioco perverso e sadico, la misandria (in questo caso) è ……………….. ………….. facilmente identificabile. Basti pensare alle frasi sui giornali o sentire le deliranti …………………….. ………….. affermazioni che vengono fatte in televisione (l’ immagine negativa alla quale viene …………………. ………….. associata la mascolinità) e la mancata relazione ad un altro qualsivoglia gruppo e lo ………………… ………….. squilibrio diventa chiaro. ……………………………………………………………………………………….
………….. Questo blog nasce allo scopo di coinvolgere direttamente (o indirettamente) il maggior ……………
…………. numero di uomini e renderli consapevoli (e coscienti) della loro condizione nel sociale. ……………
………….. Un’ ideologia fondata sull’ odio (sessista) e sull’ uso di attacchi morali dilaga in occidente. ………….
………….. Un mondo complicato, il nostro, dove il (finto) perbenismo ottunde le menti e rende ……………….
………….. ciechi, dove il politicamente corretto si arroga il diritto di stabilire quello che è giusto e ……………
………….. quello che è sbagliato e dove la società maschera, neanche troppo velatamente, l’odio… …………..

CENTRO DOCUMENTAZIONE DELL’ EURISPES – (ARGOMENTO UOMO)

Dal 1989 il Centro documentazione dell’Eurispes comprende anche l’argomento “uomo”, costituito da 691 articoli. Rispetto a quelli catalogati sotto la voce “donna” (3.614), a partire dallo stesso anno, sono quasi il 20% di meno. Un’altra differenza sta nel fatto che mentre la buona metà degli articoli sulle donne sono presenti nelle pagine politiche o di cronaca politica (italiana ed estera) perché relativi a questioni di rappresentanza femminile nelle istituzioni, di “pari opportunità”, di leggi che interessano le donne (o che si presume riguardino esclusivamente le donne) e di leggi che “puniscono” gli uomini, gli articoli sugli uomini-maschi sono praticamente assenti nelle pagine politiche. Di loro si scrive prevalentemente nelle pagine di costume, talvolta in quelle culturali, oppure negli spazi dedicati ai commenti che, nella maggior parte dei casi, fanno il punto sulla questione maschile in termini apocalittici. […]

[Centro documentazione dell’Eurispes] – [Per maggiori informazioni (sull’argomento) visita il sito U3000]

ANALSI DEL CONTENUTO DEI MASS MEDIA – IN RELAZIONE ALL’IDENTITA’ MASCHILE

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[Monoscopio]

Il ruolo dei mass media (in relazione all’identità maschile) è stato la fonte di lunghi dibattiti dove ci si è interrogati sul risultato di alcuni studi. Paul Nathanson (in la collaborazione con la ricercatrice Katherine K. Young) ha analizzato il contenuto dei mass media si è concentrato su film, fiction, pubblicità e giornali. Dalle analisi è risultato che, tutto ciò che è in relazione con la maschilità è considerato negativo, violento e banale. Nathanson è andato oltre, analizzando anche i talk show e i programmi di attualità dove ha riscontrato avversione verso l’uomo ed il genere maschile, continuamente demonizzato, offeso e ridicolizzato. Lo studio ha coinvolto i contenuti editoriali di riferimento che ritraggono gli uomini in 650 articoli di giornale. In 130 riviste, 125 notiziari TV, 147 programmi di attualità, talk show 125 episodi, 108 reality show per un periodo di (circa) sei mesi. La ricerca ha dimostrato che, il 69% delle segnalazioni e dei commenti sono sfavorevoli agli uomini a fronte di un 12% favorevole e un 19% in forma neutrale o equilibrata. La stragrande maggioranza delle segnalazioni negative riguarda la violenza, l’aggressione e il male bashing (pestaggio morale anti-maschile) che raggiunge un picco complessivo (quasi) pari al 40%. Seguono (a lunga distanza) gli abusi sessuali 20,5%, criminalità in generale 18,6% e violenza domestica 7,3%. Altri grandi temi affrontati dai mass media sono stati la paternità e famiglia, la sessualità maschile, di lavoro e carriera, e il comportamento degli uomini nella sfera sociale. In tutte queste categorie, gli uomini vengono ritratti (nella maggior parte dei casi) in modo negativo. Significamente, l’eterosessualità maschile viene rappresentata altrettanto negativamente. L’uomo eterosessuale viene (ampliamente) associato con quello che viene definito “mascolinità egemonica” e viene descritto come violento, aggressivo e dominante. La mascolinità tradizionale è diventata il principale obiettivo da mettere in ridicolo nei talk show televisivi fino alle colonnine dei grandi giornali. In relazione al lavoro e alla carriera, gli uomoni vengono segnalati come ossessionati dal potere, “Sindrome di Atlante” la chiamano, trascurano le famiglie e sono la causa principale che impedisce alle donne di accedere nelle posizioni di potere “soffitto di vetro”.

[Questo articolo si basa su risultati di una tesi di dottorato di ricerca completata
(nel 2005) con la University of Western Sydney e pubblicato in “Media e identità Maschi“.]

John Beynon è un gallese che ha intrapreso studi accademici; ha esaminato per tre anni
(1999 – 2001) la mascolinità ritratta dalla stampa inglese analizzando alcuni tra i più
importanti quotidiani come “The Times”, “The Guardian” e “The Sunday Times”. Beynon
ha finito di scrivere (nel 2002) il suo libro, Masculinities and Culture, dove spiega come gli
uomini (e la mascolinità più in generale) siano diventati il principale bersaglio dei mass
media continuamente “attaccati, denigrati e buy medicine ridicolizzati” conclude Beynon.

Christina Hoff Sommers – PAROLA DI FEMMINISTA

Equity Feminism è stato coniato da Christina Hoff Sommers [Biografia] nel suo libro
Who Stole Feminism? (Simon & Schuster, 1994) che si oppone al termine Gender
Feminism [01] che lei usa per descrivere l’ idea della teorie femministe accademiche
e dei movimenti femministi che mirano all’abolizione totale dei ruoli di genere e della
struttura della società che loro considerano ancora dominata da strutture patriarcali.
Hoff Sommers considera questo come ginocentrismo e misandria che lei crede essere
pervasive nei movimenti femministi contemporanei.

Christina Hoff Summers sostiene “Molte donne americane aderiscono filosoficamente al
femminismo della “prima ondata” il cui principale obiettivo è l’equità specialmente nella
politica e nell’educazione“. Anche se lei capisce che la sua visione non è la corrente principale
di pensiero nelle accademie o nei movimenti femministi, lei le considera la corrente principale
di pensiero nella popolazione delle donne degli USA. – [Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.]

[01] Secondo l’analisi delle Equity Femininist il Gender Feminism è responsabile
dell tradimento degli ideali di uguaglianza e di correttezza che dovevano essere alla base
dell’impegno per l’uguaglianza ed ha preferito al loro posto una lotta di parte per tutele,
privilegi e “discriminazioni alla rovescia”. – [Digilander.libero.it]

DOPPIO STANDARD TELEVISIVO

Gli uomini in televisione vengono dipinti come inferiori e meno intelligenti ma possono migliorare
la loro condizione accettando i consigli delle donne che sono, intrinsecamente, più sagge e civili.
Nelle trasmissioni viene permesso ad una donna deridere un’uomo (come altri uomini possono farlo)
ma, in generale, è inaccettabile per chiunque, maschio o femmina, deridere una donna. Quando
vengono fatte delle affermazioni misandriche, il pubblico appalude e si diverte ma, qualora fossero gli
uomini a fare delle affermazioni misogine, quello stesso pubblico si erge a moralizzatore ed è pronto
a deridere l’autore di quelle affermazioni. Le donne hanno la possibilità di criticare e di ridicolizzare
un uomo mentre, al tempo stesso, gli uomini non possono farlo.

IN QUALE PERIODO SI È DIFFUSA LA MISANDRIA NEI MEZZI DI INFORMAZIONE?

Al momento, non si hanno notizie certe sulla data di diffusione della misandria nel sistema
informativo. Tuttavia, uno dei principali esponenti del movimento maschile italiano
«Uomini 3000» (associazione che promuove la fine degli attacchi morali rivolti al genere
maschile) che si interessa, da anni, del binomio “Misandria e Mass Media” si è espresso in
questi termini:

“Per quanto riguarda la misandria e i mass media c’è da dire che, nel nostro paese, fino alla
fine degli anni settanta non ve ne era una reale traccia. Tutto ha avuto inizio nei primi anni
ottanta, fino ad arrivare (progressivamente) al picco massimo di oggi.” S.D.S
[Non è stato specificato il nome (per esteso) per via della normativa sulla privacy]

In america settentrionale e, più precisamente, in Canada e Stati Uniti, alcuni studiosi come
Paul Nathanson e Katherine K. Young [autori di Legalizing Misandry, Spreading Misandry e
Transcending Misandry (prossimamente)] hanno provato a tracciare un quadro completo
della situazione. I due studiosi ritengono che, la diffusione della misandria nei mass media,
sia riconducibile a partire dal 1990.

[01] Image Hosted by ImageShack.us [02] Image Hosted by ImageShack.us

[(01) P. Nathanson] [(02) K. K. Young]

IL PROBLEMA DELLA MANIPOLAZIONE DEI MASS MEDIA

Il termine “manipolazione” evoca fosche immagini di lavaggio del cervello e di morte della coscienza. Viene così accostato immediatamente a quelle teorie critiche che hanno denunciato, spesso accentuandoli, i molti rischi della comunicazione di massa, in particolare gli effetti di passività e asservimento del pubblico. In realtà il problema della manipolazione non è questione di schieramento tra “apocalittici” e “integrati”. La manipolazione, come hanno ormai chiarito molti studi di sociologia e psicologia sociale, è una dimensione costitutiva delle relazioni interpersonali e sociali. Nei rapporti quotidiani cerchiamo sempre, consapevoli o meno, di gestire e controllare le impressioni che suscitiamo negli altri, di presentare un’immagine favorevole di noi stessi e volgere a nostro vantaggio le situazioni di interazione in cui siamo coinvolti. Anche nei mass media avviene lo stesso processo, ma assume particolari caratteristiche: chi occupa il centro del sistema può comunicare contemporaneamente a molti; la relazione comunicativa è più simile a un monologo che a un dialogo; la credibilità dell’emittente è legata all’alone di prestigio che circonda i media; la trasmissione di contenuti simbolici avviene tra persone separate nello spazio e nel tempo; le strategie di influenza sono sempre, in qualche misura, razionali e pianificate, e possono sfruttare le opportunità offerte dai linguaggi e dalle forme espressive dei media stessi. [Francoangeli.it]

Il russo Serghej Ciacotin (1883-1973) spiega
col comportamentismo il fatto che gli individui possano venire condizionati.
Così come l’agitatore manipola la folla, i media manipolano la massa.” [Tecnolab.tm]

BENVENUTI A MADISON AVENUE

BENVENUTI A MADISON AVENUE
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A New York, Manhattan. È considerata la strada della moda. L’hanno soprannominata anche “Italian mile”, il “miglio italiano” per l’alta concentrazione di negozi e vetrine di stilisti italiani. Parliamo soprattutto della zona Uptown, tra la 57esima e la 79esima strada, dove marchi come Armani, Valentino, Prada, Moschino, Etro, Ferré, Dolce Gabbana e Versace occupano prestigiosi spazi dell’Avenue. Quella che un tempo era una via quietamente elegante è diventata un terreno di confronto tra stilisti di tutto mondo che usano maestri dell’arredamento per rappresentare ed esaltare la loro immagine. […]

[…] Nulla viene lasciato al caso nell’allestimento di un nuovo negozio di Madison, le vetrine e gli arredamenti sono studiati nei minimi dettagli da professionisti del settore per trasmettere grandiosità e sfarzo. La corsa alle vetrine non è ancora finita. Lo spazio tra la 57esima e la 72esima non basta più, si sale a nord, dove si riesce a comprare ancora qualche metro quadrato dall’ultimo fruttivendolo della zona. Ma è soprattutto negli ultimi dieci anni che Madison Avenue è sinonimo di ricchezza e lusso.
Priscilla Daroda – Data dell’articolo: Non specificata – [madison_avenue.php]


…FONTE DEL PESTAGGIO ANTI-MASCHILE DELLA TV COMMERCIALE

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La misandria è uno dei (principali) pilastri nel mondo contemporaneo. La concezione
della maschilità, in occidente, è mutata nel corso delle ultime due generazioni. Attualmente,
nelle società, viene insegnato il disprezzo per gli uomini. E’ una realtà consolidata negli ambienti pubblici, nel sistema di istruzione e nei servizi sociali. La maggior parte delle persone si è
conformata a tali teorie e, la denigrazione, è diventata comune nella società. La misandria
non viene percepita come un problema ed è per questo motivo che è stata resa invisibile.
Il processo di legalizzazone e, quindi, l’ istituzionalizzazione nel sistema, costituisce l’essenza
di ciò viene definita una rivoluzione silenziosa…

I mezzi di comunicazione sono stati utilizzati, principalmente, per descrivere questo conflitto
morale. Negli ultimi diciotto-ventanni, il pendolo ha oscillato troppo lontano…



Responsabile di questa campagna anti-maschile: Canadian Women’ s Foundation

La famiglia sul divano è divisa. Da un lato c’è uno scontroso (e piuttosto minaccioso)
padre, dalla parte opposta, una madre (visibilmente in ansia) con i suoi bambini.
Il messaggio è chiaro, lo abbiamo sentito alla televisione o letto innumerevoli volte
sui giornali. La violenza domestica è perpetrata dagli uomini che sono (per natura)
aggressivi e violenti, mentre le donne e i bambini (unità inscindibile) sono le
vittime innocenti della brutalità del loro carnefice. Barbara Kay [01]

[01] Barbara Kay [Biografia] è una giornalista che scrive
per il quotidiano canadese National Post Columnist.

Questa campagna, contro la violenza sulle donne, è un esempio (lampante) di come viene
praticata (e promossa) indisturbatamente la misandria all’interno della società. Questa
forma di femminismo virulento che attacca la sessualità maschile si è imposto come ideologia
dominante, nelle società occidentali, riuscendo nel suo obiettivo primario: criminalizzare
la mascolinità.

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LA PERVASIVITA’ DELLA MISANDRIA – LE PRINCIPALI CAUSE?

La differenza (sostanziale) tra misandria e misoginia deriva dal diverso approccio che il sessismo
(e l’ intolleranza) assume all’ interno della società. La misoginia è stata studiata per decenni e
l’ argomento è stato preso molto seriamente, al contrario, la misandria è stata completamente
ignorata o studiata in maniera superficiale. La correttezza politica, inoltre, ha eliminato (o
nascosto) gran parte della misoginia. Al contrario, la stessa, non è servita come deterrente per
limitare (o nascondere) la misandria ma ne ha favorito (direttamente o indirettamente) il
dilagare. L’ Italia (come del resto le altre società occidentali) è diventata “ginocentrica”
(concentrata sulle esigenze e i bisogni delle donne) e misandrica (focalizzata a sottolineare
le carenze e le azioni negative degli uomini).

La demonizzazione degli uomini inciderà negativamente sull’ autostima
e sul senso di identità di molti ragazzi. Continuando a sostenere che gli
uomini sono incompetenti (o ad essere rappresentati dai mass media)
come il male della società il rischio è che, realmente, essi possano
reagire comportandosi in quel modo…

CRISI DEI VALORI MORALI

Una società fondata sull’immagine dove, l’indifferenza uccide la coscienza e il sistema vive
una profonda crisi di valori, il motore che regola il mondo è il denaro. Sono i dirigenti che
decidono quali film, show televisivi e programmi devono essere prodotti. Gli stessi che provano
ad intuire quello che la gente pagherà per vedere. Il profitto è una delle cause che ha permesso
il proliferare della misandria nel sistema.

In altri termini, venendo a mancare i valori morali di riferimento, il denaro è diventato l’unico vero valore. Questo ha contribuito ha determinare la diffusione della misandria nella società. Avversione ed ostilità (di puro opportunismo) si possono riscontrare (ogni giorno) nei programmi televisivi o dalle affermazioni dei più importanti intellettuali (maschi). E’ un fenomeno dilagante anche nei giornali, fumetti e radio. La misandria è allegramente accettata da tutti e nessuno sembra preoccuparsene. Tutti sottovalutano gli effetti devastanti che, questo “modo di pensare”, produce\rrà sullo sviluppo psicologico dei bambini e dei giovani uomini e, di riflesso, anche nelle donne.


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IDEOLOGIA

Il femminismo ha avuto molta influenza (direttamente o indirettamente) su entrambi i sessi nella cultura popolare. Dopo aver analizzato, per anni, i comportamenti e le strategie delle femministe sono arrivato alla conclusione che, tutte le scuole di pensiero femminista (misandrico e non), hanno in comune come prima preoccupazione gli interessi e i bisogni delle donne. E’ importante soffermarsi su questi “fattori base” che sono la diretta conseguenza di quel processo di sottomissione morale e del totale discredito del pensiero maschile.

La diffusione della misandria nella società contemporanea è un fenomeno che appare su vasta scala e in modelli coerenti. Come la misoginia una volta, la misandria si è radicata così profondamente nella nostra cultura che solo pochi individui sono riusciti a riconoscerla. La misandria negli articoli di giornale (o in televisione) non è sempre esplicita ma può essere mascherata (o può coesistere) all’ironia. In conclusione prestate attenzione al contenuto degli articoli che leggete (o ai programmi televisivi che guardate) e, ogni qual volta riscontrate della misandria, per una questione morale siete chiamati a denuciarla.

La misandria in tutte le sue sfumature (articoli, recensioni o le affermazioni dei più importanti Professori) non va accettata ma deve essere combattuta risolutamente. Quelle affermazioni sono guidate dall’ideologia dominante che manipola la percezione della realtà.

La demonizzazione degli uomini, nel corso degli ultimi decenni, è solo una delle strategie portate avanti dalle femministe (estremiste) che hanno potuto sfruttare (indisturbatamente) i mezzi di comunicazione di massa per promuovere la superiorità morale delle donne e, al tempo stesso, esternare il proprio risentimento nei confronti degli uomini. Gli stessi che, ancora, non hanno capito, negano o semplicemente non vogliono vedere che è in atto una guerra unidirezionale nei loro confronti.

Gli effetti della misandria, nei mass media, sono devastanti. I bambini e i giovani uomini vengono, aggrediti, ridicolizzati e condizionati dalla società. Agiscono in subalternità alla volontà e al piacere femminile. Svuotati di qualsiasi funzione sociale, dipinti come inutili, superflui e moralmente inferiori.
Un genere, quello maschile, che viene visto come in decadenza e che, quindi, è destinato ad essere soppiantato dalle donne.

Viviamo in un’ epoca in cui gli uomini sono diventati l’ oggetto su cui riversare gli istinti
violenti della società. Questo sistema punitivo (di criminalizzazione) e il legame negativo
associato alla mascolinità è alla base del disorientamento e dell’ insicurezza che attanaglia
le nuove generazioni maschili. Questa società che incoraggia il disprezzo e la disumanizzazione
di una fetta della popolazione, ha un’ origine culturale, riconducibile a partire dai primi anni
ottanta (nei mass media italiani) e nasce dall’ avversione che le femministe hanno per il
genere maschile…

I contenuti ideologici si sono profondamente radicati nella cultura popolare e
il processo di adeguamento e, quindi, l’ istituzionalizzazione del femminismo
all’interno della società ha permesso (a questa ideologia) di diventare il più
importante principio di “correttezza politica” rendendola inattaccabile. La
pervasività mediatica ha imposto un nuova ridefinizione del concetto di
maschilità in chiave denigratoria minando, alle base, l’ idea stessa di
un’ identità maschile forte e di carattere.

La misandria può assume le più svariate caratteristiche. Nella manifestazioni più esplicite,
un misandrico\a, odia apertamente gli uomini in quanto tali e prova piacere nel provocargli
delle sofferenze per via del suo sesso. Ci sono poi, le forme di misandria più sottili, quelle che
tendono a rappresentare gli uomini come possibili oppressori, violentatori e quindi, di fatto,
procedono alla diretta criminalizzazione della categoria. “Tutto ciò che è male è maschile,
tutto ciò che è maschile è male” se anche il lettore è in linea con questa corrente di pensiero,
è bene avvisarlo che, il suo, è un classico caso di misandria.

Per la questione se sia bene o no continuare a procreare maschi, non si attiene a ciò perchè
il maschio, come una malattia, è sempre esistito fra di noi e continuerà ad esistere. Quando
sarà possibile il controllo genetico — e molto presto lo sarà — è inutile dire che dovremmo solo
produrre esseri umani completi, esenti da imperfezioni fisiche di deficienza, incluse le deficienze
emotive, come la maschilità. Esattamente come la deliberata produzione di persone cieche
sarebbe altamente immorale, lo stesso sarebbe anche per la deliberata produzione di storpi
emotivi ” – SCUM Manifesto – Valerie Solanas – [American Radical Feminist]

Si ringrazia per la traduzione [Inglese – Italiano] Antifeminist.altervista.org


[Tratto da http://razzismodemocratico.blogspot.com]

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Il femminismo è ANTI-COSTITUZIONALE. Chi lo pratica ne sia consapevole!

VIOLA palesemente l’art. 3 e l’art. 29

della Costituzione Italiana.

I riferimenti ideologici del femminismo, nonché le affermazioni dei teorici di riferimento dai quali nessun movimento ha mai preso chiaramente le distanze, parlano chiaro.

I testi che seguono sono in corsivo e rappresentano citazioni di personaggi in vario modo legati al femminismo.

Che chi si accosta a questa ideologia pensando che il femminismo SIGNIFICHI SOLTANTO PARITA’ sia consapevole di cosa, in realta’, il femminismo vuole.

Buona lettura.. 😉

La famiglia nucleare dev’essere distrutta… qualunque sia il significato finale, lo sfascio delle famiglie è adesso un processo obiettivamente rivoluzionario” — Linda Gordon

Ritengo che l’odiare i maschi sia un onorevole e vitale atto politico, gli oppressi hanno il diritto di odiare l’intera classe che li sta opprimendo” — Robin Morgan, Ms. Magazine Editor.

Non ho la più pallida idea di quale ruolo rivoluzionario i maschi bianchi eterosessuali possano avere, visto che essi sono l’incarnazione stessa di un potere rivoluzionario basato sui propri privilegi. D’altra parte, ho comunque parecchia difficoltà a capire cosa in genere gli uomini potrebbero fare riguardo questa questione. A parte iniziare a fare tutti i lavori degradanti che le donne hanno fatto per generazioni, magari potrebbero anche suicidarsi in massa ? No, non volevo davvero dire questo. Invece si, volevo proprio dir questo.” — Robin Morgan

Non possiamo distruggere le iniquità fra gli uomini e le donne finchè non distruggeremo il matrimonio” — Robin Morgan (Sisterhood Is Powerful, (ed), 1970, p. 537)

Io sostengo che lo stupro esista ogni volta che il rapporto sessuale non è stato avviato dalla donna, scaturito dal proprio desiderio e affetto genuino” — Robin Morgan

Definire un uomo come un animale e fargli un complimento; l’uomo è una macchina, un vibratore ambulante“. Valerie Solanas, Authoress of the SCUM Manifesto

Io voglio vedere un uomo picchiato a sangue e con un tacco a spillo conficcato nella sua bocca, come una mela nella bocca di un porco” — Andrea Dworkin

Il matrimonio è un’istituzione che si è sviluppata dalla pratica dello stupro” — Andrea Dworkin

Domanda: La gente crede che lei è ostile agli uomini.
Risposta: Lo sono.
” — Andrea Dworkin

L’istituzione dei rapporti sessuali è anti-femminista” — Ti-Grace Atkinson; Amazon Odyssey (p. 86)

Il Femminismo è la teoria, il Lesbianismo è la pratica” — Ti-Grace Atkinson

“Lo stupro altro non è che un processo più o meno consapevole di intimidazione con cui tutti gli uomini mantengono tutte le donne in uno stato di paura” — Susan Brownmiller; Autrice di “Against Our Will” p.6

“Gli uomini ingiustamente accusati di stupro possono comunque imparare da tale esperienza” –Catherine Comins

“Le donne hanno le loro colpe. Gli uomini ne hanno solo due: tutto ciò che dicono e tutto ciò che fanno” –Popolare Graffitto Femminista

“Quando una donna raggiunge l’orgasmo con un uomo lei sta solamente collaborando al sistema Patriarcale, erotizzando la propria oppressione…” – Sheila Jeffrys

I rapporti sessuali etero sono la pura, formalizzata espressione di disprezzo per il corpo delle donne” — Andrea Dworkin

Tutti gli uomini sono stupratori, questo è ciò che sono“. — Marilyn French

L’unica cosa a cui son buoni gli uomini è per scopare, e per investirli con un camion“. Dichiarazione fatta da un’amministratrice Femminista della Maine Univiersity, quotata da Richard Dinsmore, il quale poi vinse una causa civile contro l’università per un totale di 600,000 dollari.

Non voglio mettermi nella condizione di spiegare a un bambino maschio di 9 anni il perchè io sono convinta che sia OK per le bambine di indossare magliette che rivelino la loro superiorità nei confronti dei bambini maschi” –Treena Shapiro

In genere io supporto il diritto di una bambina di offendere ogni membro del sesso opposto che le passi davanti. Infatti, preferisco vedere una piccola bambina indossare una maglietta che prende in giro i bambini maschi piuttosto di una che li faccia arrapare” –Treena Shapiro

Noi siamo, come genere, infinitamente superiori agli uomini.” — Elizabeth Cady Stanton

Sono fermamente convinta che una donna ha il diritto di giustiziare un uomo che l’ha stuprata” –Andrea Dworkin

Solo quando la maschilità sarà morta- e perirà quando la femminilità saccheggiata smetterà di sostenerla” –Andrea Dworkin

La fissazione di Bill Clinton per il sesso orale -e non il sesso reciproco- mette le donne in uno stato di perenne sottomissione. E’ il più feticista, senza cuore e freddo scambio sessuale che si possa immaginare” –Andrea Dworkin

Qualsiasi rapporto sessuale, anche il sesso consensuale all’interno del matrimonio, è un atto di violenza perpetrato contro una donna“. –Catherine MacKinnon

Dobbiamo terrorizzarli ancora ed ancora e distruggerli come potere, finchè anche l’ultima loro voce verrà azzittita… allora avremo distrutto il nucleo della famiglia, la norma eterosessuale… e questo sarà il nostro contributo alla storia del mondo” —Françoise d’Eaubonne, 1974

Ho raggiunto un punto in cui non sono più spaventata o irritata da quegli uomini che sono fieri della loro mascolinità” –Trille Nielsen

Gli uomini sono di un altro pianeta, mandati qui in astronavi per copulare con le abitanti femmine del pianeta terra e propagare la specie- una missione per il quale la scienza li ha adesso resi del tutto inutili. Dobbiamo solamente tenere un gruppetto di donatori in una fattoria per lo sperma, dove potranno sussistere mangiando pizza e bevendo birra“. –Rosie DiManno, giornalista del Toronto Star, Alberta Report, Gennaio 11, 1999, pag. 31

Tutti gli uomini che stanno combattendo e piangendo per ottenere la custodia condivisa dei figli sono proprio quegli uomini che non meritano nessuna custodia. Non sono altro che violentatori e pedofili”. –Cindy Ross

La questione è molto semplice, ogni donna deve essere desiderosa di essere indentificata come una lesbica se vuole essere completamente femminista” –National NOW Times, Gennaio, 1988 (NOW= “National Organization of Women”, la più grande e potente organizzazione femminista americana.)

Dal momento che il matrimonio costituisce una schiavitù per le donne, è chiaro che il Movimento delle Donne debba concentrarsi per attaccare questa istituzione. La libertà per le donne non potrà essere acquisita finchè il matrimonio non verrà abolito” –Sheila Cronan, Leader Femminista

Il matrimonio è da sempre esistito per il beneficio degli uomini; ed è stato un metodo legalmente sanzionato per controllare le donne… Dobbiamo distruggerlo. La fine dell’istituzione del matrimonio è una condizione necessaria per la liberazione delle donne. E’ per noi quindi importante incoraggiare le donne a lasciare i loro mariti e non vivere da sole con gli uomini… Tutta la storia dovrà essere riscritta in termini di oppressione delle donne. Dobbiamo ritornare alle antiche religioni femminili come la stregoneria” –dalla “Dichiarazione di Femminismo“, Novembre 1971

Affinchè i bambini vengano cresciuti con parità, dobbiamo portarli via dalle famiglie e crescerli in comuni appositi” –Dr.Mary Jo Bane, femminista e assistente professore di educazione al Wellesley College

Essere una casalinga è una professione illegittima. La scelta di servire ed essere protetta, e di pianificare una vita familiare è una scelta che non dovrebbe esistere. Il cuore del femminismo radicale è di cambiare tutto ciò.” –Vivian Gornick, autrice femminista -Università dell’Illinois. Aprile 25, 1981.

La cosa più misericordiosa che una famiglia numerosa possa fare ad uno dei suoi bambini più piccoli è ucciderlo“. –Margaret Sanger, autrice di “Women and the New Race,” p. 67

Più divento famosa e potente, e più potere ho per far del male agli uomini” –Sharon Stone

Gli uomini sono degli animali.” –Ireen von Wachenfeldt (femminista svedese)

Gli uomini devono essere ridotti e mantenuti ad una percentuale di circa il 10% della razza umana” –Sally Miller Gearhart

In una società patriarcale, ogni rapporto sessuale etero è uno stupro perchè le donne, come gruppo, non sono forti abbastanza per dare un consenso vero e proprio” –Catharine MacKinnon

Gli uomini che sono in galera per stupro credono che sia la cosa più stupida di questo mondo… son stati messi in galera per un qualcosa che differisce molto poco da ciò che la maggior parte degli uomini fa e poi chiama “sesso”. L’unica differenza è che quelli in galera son stati arrestati“. –Catharine MacKinnon

In questa società la vita, nel migliore dei casi, è una noia totale e nulla riguarda le donne: dunque, alle donne responsabili, civilmente impegnate e in cerca di emozioni sconvolgenti, non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l’automazione globale e distruggere il sesso maschile.” –Valerie Solanas

Il maschio è un animale domestico che, se trattato con fermezza… può essere addestrato per fare molte cose.” –Jilly Cooper

Buona parte, e certamente la parte più divertente, di essere una femminista è quella di terrorizzare gli uomini.” –Julie Burchill

La mia opinione riguardo agli uomini è il prodotto della mia esperienza. Nutro poca simpatia per loro. Come un Ebreo appena liberato da Dachau, guardo il bel giovane soldato Nazista cadere per terra nel dolore con un proiettile nello stomaco, lo guardo con scarso interesse, poi vado per la mia strada. Non mi fa nè caldo nè freddo. Semplicemente non m’interessa. Che persona lui fosse, le sue colpe e i suoi desideri, semplicemente non m’interessa” –Marilyn French

MASCHIO: … rappresenta una variante o una deviazione della categoria della femmina. I primi maschi erano mutanti, il sesso maschile rappresenta una degenerazione e una deformazione di quello femminile.

UOMO: … una obsoleta forma di vita, una creatura ordinaria che ha bisogno di essere controllata. Un polemico uomo-bambino.” –Estratto da un Dizionario Femminista (ed. Kramarae and Triechler, Pandora Press, 1985)

I mass media trattano la violenza sulle donne, ad esempio lo stupro, le percosse e l’omicidio di mogli e fidanzate, o l’incesto maschile con i propri figli, come aberrazioni che riguardano solo l’individuo. Nascondendo il fatto che in verità qualsiasi violenza maschile nei confronti delle donne fa parte di una operazione pianificata.” –Marilyn French

Io sono convinta che le donne abbiano una capacità di comprensione e compassione di cui gli uomini sono strutturalmente sprovvisti, non ce l’hanno perchè non possono avercela. Sono semplicemente incapaci di tutto ciò.” –Barbara Jordan

Probabilmente l’unico posto in cui un uomo può davvero sentirsi sicuro è in una cella di massima sicurezza, salvo ovviamente la minaccia di una imminente liberazione.” –Germaine Greer

Una donna ha bisogno di un uomo tanto quanto un pesce ha bisogno di una bicicletta.” –Irina Dunn (1970)

Ho molta difficoltà con l’idea che possa esistere un uomo ideale. Per quanto mi riguarda, i maschi sono il prodotto di un gene danneggiato. Loro fanno finta di essere normali ma tutto ciò che fanno è stare lì seduti con un sorrisino sulla faccia nel mentre che producono sperma. Lo fanno tutto il tempo. Non si fermano mai.” –Germain Greer

Regola Numero 10: picchialo regolarmente sulla testa con la tua scarpa” –Sharon Stone (dichiarazione fatta durante il talk show ‘On David Letterman’, in cui presentò una lista di 10 cose da fare per mantenere il tuo uomo)

Uno degli impliciti, seppur non ammessi, pilastri del femminismo è stato un fondamentale disprezzo per i maschi” –Wendy Dennis (scrittrice)

Quando le donne si potranno mantenere da sole, e avere accesso a tutti i settori e professioni, con una casa propria e un conto in banca… solo allora potranno possedere il loro corpo ed essere delle dittatrici nella vita sociale” –Elizabeth Cady Stanton

La sessualità dei maschi è sporca e violenta, e gli uomini talmente potenti che sono in grado di penetrare le donne per fotterle e riprogrammarle dal di dentro. Come Satana, gli uomini possiedono le donne, facendo si che le loro perverse fantasie finiscano poi per appartenere anche alle donne. Una donna che fa sesso con un uomo, quindi, lo fa contro la sua volontà, anche se non si sente costretta. ” –Judith Levine

Il sesso è la croce nel quale le donne vengono crocifisse. Il sesso può quindi solamente essere definito come stupro universale” –Hodee Edwards

Mi chiedo se (Martin Luther King) abbia mai fatto qualcosa d’importante, o solamente fatto arrabbiare molta gente e causato un sacco di sommosse” –Pat Poole, membra del Consiglio della città di Melbourne, che si è opposta a nominare una via in onore a Martin Luther King

Compara i resoconti delle vittime di stupro con quelli delle donne che hanno fatto sesso. Sono molto simili… L’unica grande differenza fra il sesso (normale) e lo stupro (anormale) è che il normale capita così spesso che è difficile far notare ad una persona ciò che di sbagliato c’è in esso” –Catherine MacKinnon

Sotto il patriarcato nessuna donna è libera di vivere la propria vita, o di amare, o di crescere i propri figli. Sotto il patriarcato ogni donna è una vittima, del passato, del presente e del futuro. Sotto il patriarcato, la figlia di ogni donna è una vittima, del passato, del presente e del futuro. Sotto il patriarcato il figlio di ogni donna è il suo potenziale traditore e anche l’inevitabile stupratore o violentatore di un’altra donna” — Andrea Dworkin

La scoperta dell’uomo che i propri genitali possono essere usati come un’arma per generare paura dovrà essere considerata come una delle più importanti scoperte della preistoria, assieme all’uso del fuoco, e alla prima ascia di ferro” –Susan Brownmiller

Il romanticismo altro non è che stupro adornato da un aspetto prezioso” –Andrea Dworkin

La famiglia nucleare è un focolaio di violenza e depravazione” –Gordon Fitch

Le femministe hanno da sempre criticato il matrimonio come un luogo di oppressione, pericolo e schiavitù per le donne” –Barbara Findlen

Dio cambierà. Noi donne… cambieremo il mondo talmente tanto che Lui non troverà più spazio qui.” –Naomi Goldenberg

Chi se ne frega come si sentono gli uomini, o cosa fanno, o se soffrono ? Hanno avuto più di 2000 anni per dominare e hanno combinato un pasticcio completo. Adesso è il nostro turno. Il mio unico commento per gli uomini è, se non vi va bene, buona fortuna – e se vi mettete sulla mia strada, io vi metto sotto.” –Herald-Sun, Melbourne, Australia – 9 February 1996

Il problema è che la maggior parte degli uomini sono dei coglioni. Il problema è che la maggior parte delle donne continuano ad aver a che fare con questi coglioni.” –Cher

Gli uomini hanno sempre detestato i pettegolezzi delle donne perchè quello che sospettano è la verità: le loro misure (del pene) vengono prese e poi paragonate.” –Erica Jong

Gli uomini si aspettano molto, e fanno troppo poco.” –Allen Tate

Il cuore degli uomini è freddo. Essi sono indifferenti.” –Mother Jones

Il Cromosoma maschile è un cromosoma femminile incompleto. In altre parole, il maschio è un aborto che cammina, abortito allo stadio genetico. Essere maschio è essere deficiente, emozionalmente limitato: la mascolinità è una malattia di deficienza e i maschi sono storpi emotivi.” –Valerie Solanas

Se vuoi che venga detto qualcosa, chiedi ad un uomo, se vuoi che venga fatto qualcosa, chiedi ad una donna.” –Margaret Thatcher

Gli uomini sono come le gomme da masticare, dopo che le mastichi perdono il sapore”. –Ally McBeal (personaggio televisivo del celebre telefilm americano “Ally McBeal”)

Ciao, io mi chiamo Mary Odiare-gli-Uomini-è-Divertente. Da quando ho imparato ad accettare la mia natura femminista, ho scoperto la grande gioia nel minacciare le vite degli uomini, frustando i fratelli dei club [NdR- le famose “fraternities” dei College Americani] e complottando per uccidere il patriarcato. Io odio i maschi proprio perchè son maschi.” –Inizio di un discorso tenuto da una ragazza di nome Mary durante una conferenza femminista tenutasi all’Università del New Hampshire il 10 Marzo 2005. Dopo queste prime frasi della ragazza il pubblico, composto interamente da femministe, ha iniziato ad applaudire ed ha intonato una canzone sulla castrazione dei maschi.

Gli uomini sono delle bestie, anche se persino le bestie non si comportano come gli uomini.” –Brigitte Bardot

Gli uomini sono geneticamente inferiori alle donne.” –Andrea Lynne

Io piuttosto dico: più leggo queste citazioni ,più dico “Grazie a Dio NON sono femminista”.

* * * * *

COSTITUZIONE ITALIANA

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli Propecia ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

….

Art. 29.

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

Seguono approfondimenti qui: Lo sdoganamento della misandria nei mass-media

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