Femminismo – Le fonti indiscrete….

Solo un altro blog targato Bigenitorialità

Archive for the 'Primo Piano' Category

Net-feminism

 

Una persona iscritta ad un web-forum femminista ad accesso riservato ha portato all’attenzione pubblica i discorsi allucinanti che vi ha letto, ad opera di femministe con importanti incarichi pubblici:

“Le donne non hanno bisogno di uccidere i figli maschi.  Basta non dargli da mangiare.  Le femmine sono forzate a dare nascita ai bambini maschi, ma poi una femmina è libera di decidere le proprie azioni.  I maschi moriranno senza l’infusione costante delle energie femminili”.

“Molte donne vedono solo vantaggi personali nel femminismo radicale […]  Io voglio rivoluzioni violente, sociali, politiche e militari, a livello mondiale.  Ma le donne amano la pace. […] Dobbiamo trovare soluzioni individuali”

“La tua proposta di sterminare totalmente i maschi alla Solanas è per me l’ultima risorsa.  Non siamo scienziati biologici, ma riusciamo a leggere gli articoli scientifici.  Dico che ci sono alcuni modi.  Ovviamente dobbiamo parlarne solo in questo forum segreto.”

“Se riusciamo ad inventare un’arma biologica che possa essere ingerita ed uccidere il cromosoma Y nello sperma, il grosso è fatto.  Possiamo farci assumere come cuoche a McDonald e metterlo nel cibo.  Non verrà notato quello che facciamo perché non colpisce nessuno in maniera visibile.  Solo lo sperma, in maniera che non nascano più maschi.  Divertitevi.  Possiamo ridurre il numero di maschi o sterminali totalmente.  La parte divertente è che non abbiamo bisogno della cooperazione delle donne.  Questo era il problema: le donne non aiuteranno mai a smettere di produrre figli maschi.  In questo modo non ci serve la loro cooperazione.  Ci vorranno 2 generazioni per eliminare i maschi. Ma funzionerà.  So che può essere fatto”.

Avere bambini maschi deve essere reso fuori moda, e poi verranno abortiti senza vedere la luce del giorno […] Credo che segretamente già milioni di donne abortiscono i bambini maschi ma non lo dicono per evitare polemiche.”

“Grazie Sorelle.  Sto ripensando al fatto che sto accudendo questi piccoli futuri stupratori, e questo dice di me e del mio separatismo.  Accudire questi piccoli fottuti maschietti va contro i miei principi, mi sento triste per le loro madri.  Il modo in cui i maschietti trattano le madri è sconvolgente, mentre le madri gli vogliono bene e tutta quella me*da.  Se fossero figli miei pagherebbero l’inferno”

“Sono una di quelle odiose femministe che vorrebbero uccidere i fottuti maschi (sia che sia una cosa pratica o no).  Ma non è frustrante quando sei con una lesbica, e l’unica cosa di cui pensate e parlate sono gli uomini?  Non sono interessata a che mi ricordino che i maschi esistono, specialmente in contesti lesbici” .

“Sono d’accordo con l’idea che le femministe possono allevare i bambini secondo il “modello della Sorellanza”, ma secondo la mia esperienza non funziona… al più provare ad allevare le bambine come femministe. […] Come femminista radicale… la rivoluzione violenta è la sola risposta.  Sento che stiamo perdendo le battaglie ma possiamo ancora vincere la guerra.  Rimango in quiete attendendo per quando potremo colpirli di nascosto a sorpresa: allora avremo vinto la guerra”

Ogni commento è superfluo.  Screenshot, nomi e cognomi sono qui.

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Attività per il 25 novembre “Giornata internazionale contro violenza sulle donne”

Venerdì 25 novembre 2011 doppio appuntamento a Roma per gli Stati Generali sulla Giustizia Familiare: dalle ore 10:30 manifestazione, a Roma, davanti al Consiglio Superiore della Magistratura, in piazza Indipendenza.

Si chiede al CSM di non gestire, in spregio ai diritti dei cittadini anch’essi costituzionalmente garantiti il potere di assumere provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.

Dalle ore 13.00 riunione presso la sede radicale di via di Torre Argentina, 76 per la formazione del comitato di coordinamento degli Stati Generali sulla Giustizia Familiare. Tutti possono partecipare e contribuire con idee, proposte o solo per assistere.

In generale chiediamo:

la concreta applicazione dell’affido condiviso, rispettando il dettato dal Legislatore, il voto del Parlamento e la volontà popolare e non le resistenze di chi non riesce ad abbandonare il solco dell’affido esclusivo;

l’adeguamento della normativa sulla responsabilità civile dei magistrati, nel senso di una diretta e concreta punibilità in caso di negazione di giustizia, con o senza dolo e/o colpa grave;

un concreto ridimensionamento del ruolo e dei poteri dei servizi sociali;

la garanzia del Diritto alla difesa, attraverso la videoregistrazione delle audizioni dei componenti delle famiglie prese in carico;

sempre il contraddittorio tra genitori in ogni sede giudiziaria, non consentendo MAI l’assunzione di decisioni “inaudita altera parte” in materia di affidamento dei figli;

il riconoscimento dell’incompatibilità tra ruolo di CTU e quello di CTP;

un effettiva turnazione per la nomina dei CTU, venga effettuata all’interno dell’elenco di operatori disponibile in ogni tribunale, e che tale elenco sia facilmente accessibile al pubblico;

e ancora:

l’abolizione delle competenze civili dei tribunali minorili;

la costituzione di un Tribunale specializzato in materia di Famiglia, con alta formazione dei suoi operatori, per evitare la parcellizzazione fra giudici ordinari, minorili, onorari e tutelari;

la necessità di accordi concepiti in un contesto privo di attriti, pertanto prevedere la legittimità dei patti pre-matrimoniali;

la riforma del Gratuito Patrocinio, rendendolo accessibile in base al reddito disponibile dei richiedenti, e non più in base al reddito nominale;

la riduzione dei tempi che attualmente intercorrono tra separazione e cessazione degli effetti civili del matrimonio attraverso la riforma della legge L. n. 898/1970 (c.d. legge sul divorzio), per consentire a coloro che vogliano lo scioglimento del vincolo coniugale di potervi accedere direttamente senza l’obbligo della separazione legale.

 

Venerdi’ 25 novembre 2011: manifestazione a Roma degli Stati Generali sulla Giustizia Familiare davanti al CSM

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Femministe ucraine in topless alla festa del Partito Democratico

 

Festa del PD, le femen urlano slogan in topless contro Berlusconi

La sinistra risponde alle escort di Berlusconi con le femministe in topless.

Si tratta di avvenenti giovani ucraine che hanno avuto un’idea geniale: cercano attenzione mediatica esibendosi in spettacolini di protesta in topless dicendo di voler denunciare la mercificazione del corpo della donna!

 

Se a S. Pietro il poliziotto appare divertito dall’invasata in topless che urla “libertà per le donne”, in altre occasione purtroppo le “femen” cadono nello stereotipo della femminista odiatrice di uomini, come esemplifica il brutto attacco che hanno inscenato vestite da porno-cameriere contro la casa di DSK, l’ex-presidente del Fondo Monetario Internazionale distrutto dalla falsa accusa di una cameriera.  Il video è sconsigliato ai minori di 18 anni [link a youtube].

 

*   *   *

La sinistra, rimasto ancorata alla disastrosa alleanza di comunisti con femministe (oramai rifiutate dal 99.5% di uomini e donne addirittura in Svezia), farebbe meglio a chiedere scusa alle proprie elettrici per questo spettacolo, ed ai propri elettori per aver assecondato l’odio femminista contro gli uomini fino alla calunnia di genere.

 

 

Come testimoniato dai manifesti nei quali PD [link] e Rifondazione Comunista sostengono falsamente che la violenza maschile sarebbe la prima causa di morte per le donne, bufala così colossale ed assurda che viene da chiedersi se si sono o ci fanno, ma che può aver indotto donne disturbate al divorzio se non addirittura alla calunnia.

Manifesto vero, dati falsi.

Manifesto falso, dati veri

Ai lavoratori sta bene un sistema giudiziario che, qualora la moglie chieda il divorzio, allontana l’uomo da casa propria e dai figli, condannandolo a mantenere tutti, magari a pagare il mutuo per la ex casa dove la ex moglie ha installato l’amante?

Se sta bene, possono votare un partito attento ai diritti delle lesbo-femministe.

Altrimenti, esistono altri partiti più interessati al benessere dei bambini e delle famiglie normali.

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Nazi-femminismo, anarco-femminismo: cosa si nasconde dietro le maschere dei black-block?

Dopo l’arresto di “er pelliccia” continuano le indagini per assicurare alle patrie galere i criminali che a Roma hanno devastato negozi ed auto tentando di uccidere poliziotti.  La Repubblica del 19/10/2011 dedica una pagina alla violenza femminile:

Le cattive ragazze del sacco di Roma.

La studentessa, la precaria, la figlia di papà: ecco le donne che hanno scelto la violenza

C’è una lunga tradizione italiana di donne brigatiste, teoriche anti-sistema. La novità è che ora le ragazze, neocomuniste, anarcosituazioniste, hanno deciso di spaccare, provare la violenza luddista contro gli oggetti del progresso. Provarsi fisicamente. Sull’auto degli anarchici fermata dai carabinieri di Pomezia, tre su quattro erano donne.

Fonte: http://www.legambiente.it/rassegna-stampa/2011-10-19/le-cattive-ragazze-del-sacco-di-roma

Auspichiamo che la magistratura approfondisca senza pregiudizi la vicenda: la violenza non ha genere, come ben sanno i sociologi che — arrivati a tali conclusione — hanno subito minacce di morte ad opera di femministe che volevano farli tacere.

Chi sono le “cattive ragazze”?  Sono legate a quegli ambienti che tentano di negare che l’alienazione genitoriale (PAS) è un abuso sull’infanzia?

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Decide di liberarsi del figlio e lo getta dall’8° piano.

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NEW YORK – E’ caduto dall’altezza di otto piani, lanciato nel vuoto dalla stessa donna che lo ha partorito. Un miracolo, ovvero l’accumulo di rifiuti nello scivolo dell’immondizia, lo ha salvato.

E’ successo ad un bimbo appenanato a New York. Il piccolo, che è sopravvissuto al tentato omicidio, è stato lanciato dalla sua mamma, una giovane afro-americana di 18 anni. La spazzatura su cui è atterrato, ha attutito il colpo salvandogli la vita.

Domenica mattina infatti gli uomini delle pulizie hanno sentito le urla e il pianto di un bambino e insospettiti si sono avvicinati allo scivolo dell’immondizia, dove hanno trovato il neonato.

La polizia ha subito preso in custodia il bimbo, indenne dal volo, che è stato trasferito in un ospedale di Brooklyn dove le sue condizioni sono giudicati stabili. Dovrebbe guarire in pochi giorni.

La madre ora è stata accusata di tentato omicidio e violenze su minore. La donna, Laquasia Wright, è stata immediatamente arrestata. E’ stata giudicata dai suoi vicini come una ragazza dolce e timida, e probabilmente la causa del suo gesto è l’aver tenuto nascosta la gravidanza.

Nessuno arebbe infatti notato che la ragazza, che vive con la madre, fosse incinta.

 

http://www.leggo.it/articolo.php?id=123783

http://www.imperfectparent.com/topics/2011/05/23/newborn-baby-boy-survives-8-story-fall-down-trash-chute/

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Femministe italiane accusano il prof. Gardner di difendere la pedofilia. Ma è tutta una montatura calunniosa volta a screditare la PAS (Sindrome da Alienazione Genitoriale)

UN POST SUL BLOG  COMUNICAZIONE DI GENERE SVELA LA MALAFEDE DI CHI HA ACCUSATO LO PSICHIATRA RICHARD GARDNER DI AVER “INVENTATO” UNA MALATTIA (la pas n.d.r.) PER DIFENDERE I PEDOFILI

COME SI LEGGE QUI IN QUESTO BLOG LEGATO A IDV ITALIA DEI VALORI DONNE TOSCANA

http://idvdonnemassacarrara.wordpress.com/2010/04/21/pedofilia-pas-contro-le-assurde-teorie-del-dott-r-gardner/

GARDNER E LA PEDOFILIA. UNA QUESTIONE DI… IGNORANZA? MALAFEDE? DI INCAPACITA’ A COMPRARSI UN VERO ARTICOLO SCIENTIFICO?

Written by DOPPIOTRIKSTER on 13 ottobre 2010

Tal Psyche84 continua a inviarci commenti che ripetono sconsideratamente le assurde teorie secondo cui Gardner era un pedofilo.

In basso, vi piazziamo la pappardella che questa persona ci invia con costanza degna di altra causa.

Siccome però Psyche84 – e le altre persone che insistono a propalare assurdità del genere – ignora che Gardner GIA’ UNDICI ANNI FA HA RISPOSTO A QUESTE ACCUSE, mettiamo qui il link per sapere cosa Gardner ha VERAMENTE detto della pedofilia.

E di tutte le altre assurdità (ad altro tacere) di cui l’accusano.

Con tante scuse a Psyche84: perché dobbiamo pur dire che, sul punto, è IGNORANTE (come tutti quelli che sostengono tesi simili su Gardner). Nel senso che IGNORA quanto Gardner ha detto in proposito di pedofilia, maschilismo, case editrici, e roba varia.

Che l’articolo in cui chiariva tali FANDONIE sia stato pubblicato su una IMPORTANTE RIVISTA SCIENTIFICA che NON HA NULLA A CHE VEDERE CON LA CASA EDITRICE DI GARDNER (l’ “American Journal of Family Therapy”, una fra le massime riviste in tema di studi sulla famiglia), è già una prova del tutto.

Psyche84 – e quanti fanno le sue stesse affermazioni – sono dunque, in questo senso, IGNORANTI. O IN MALAFEDE.

Perché non citano in alcun modo, mai, lo scritto di Gardner nel quale lui prende posizione ben precise contro le loro accuse, e che data dal 1999.

SCRIVONO DUNQUE CON UN TRAGICO RITARDO DI UNDICI ANNI:

“Misinformation Versus Facts About the Contributions of Richard A. Gardner, M.D.”.American Journal of Family Therapy 30 (5): 395–416 a questo indirizzo: http://www.informaworld.com/smpp/content~content=a713830020~db=all

o anche a quest’altro indirizzo:

http://www.fact.on.ca/Info/pas/misperce.htm

Se vuole, ci dà un numero di Postepay e gli/le mandiamo i soldi per comprarsi l’articolo.

Altrimenti lo può leggere gratis all’altro indirizzo.

Beccatevi adesso quello che scrive e confrontatelo con quello che diceva Gardner al proposito di queste “Misperception” già nel 1999.

Da rabbrividire.

Per l’ignoranza o la malafede?

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ECCO LA PROSA DI PSYCHE84:

“In realtà Gardner ha sotenuto la pedofilia…ed in modo abbastanza esplicito, e sinceramente trovo preoccupante che si dia retta IN MATERIA DI INFANZIA ad uno che nella pedofilia non ci vedeva nulla di male. Poi scusatemi perchè l’ing. Marino Maglietta può discettare di psichiatria ed un avvocato no?
Ad ogni modo…visto che amate le prove

– C’è un po’ di pedofilia in tutti noi – Gardner, R.A. (1991). Sex Abuse Hysteria: Salem Witch Trials Revisited . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (p. 118)

– La pedofilia è stata considerata la norma per la stragrande maggioranza degli individui nella storia del mondo”. – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (p. 592-3)

– Allo stesso modo, “pedofilia intrafamiliare (ovvero, l’incesto) è assai diffuso e … probabilmente è una antica tradizione” – Gardner, R.A. (1991). Sex Abuse Hysteria: Salem Witch Trials Revisited . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (p. 119)

– La pedofilia può migliorare la sopravvivenza della specie umana, servendo “fini procreativi.” – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (pp. 24-5)

– I bambini sono naturalmente dotati di sessualità e possono organizzare incontri sessuali per “sedurre” gli adulti – Gardner, R.A. (1986). Child Custody Litigation: A Guide for Parents and Mental Health Professionals. Cresskill, NJ: Creative Therapeutics (p. 93).

– Se il rapporto sessuale ( pedofilo ) viene scoperto, “il bambino rischia di mentire in modo che l’adulto sarà incolpato per l’inizio della relazione pedofila – Gardner, R.A. (1986). Child Custody Litigation: A Guide for Parents and Mental Health Professionals. Cresskill, NJ: Creative Therapeutics (p. 93).

– L’ abuso sessuale non è necessariamente traumatico; ciò che renderà traumatiche le molesite sessuali è l’atteggiamento sociale verso questi incontri. – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (pp. 670-71)

– Particolare attenzione deve essere presa nel non allontanare il figlio dal padre che lo ha molestato. La rimozione di un genitore pedofilo da casa “dovrebbe essere presa seriamente in considerazione solo dopo tutti i tentativi di trattamento della pedofilia e di riavvicinamento con la famiglia si sono rivelati inutili – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics.(p. 537)

-I bambini più grandi possono essere aiutati a capire che gli incontri sessuali tra un adulto e un bambino non sono universalmente considerati atti riprovevoli. Al bambino potrebbe essere raccontato di altre società in cui tale comportamento è stato ed è considerato normale. Il bambino potrebbe essere aiutato ad apprezzare la massima di Amleto di Shakespeare, che disse: “Niente è buono o cattivo, ma il pensiero lo rende così”. -Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics.(p. 549)

-In queste discussioni il bambino deve essere aiutato a comprendere che noi abbiamo nella nostra società un atteggiamento esageratamente punitivo e moralista sugli incontri sessuali fra un bambino ed un adulto – Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics.(p. 572).

Psyche84″

COMMENTO:

METACOMMENTO:

Mah….

[Fonte http://www.comunicazionedigenere.net/2010/10/13/gardner-e-la-pedofilia-una-questione-di-ignoranza-malafede-di-incapacita-a-comprarsi-un-vero-articolo-scientifico/]

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GIUDICI. E’ COLPO DI STATO?

Torino, 24 Giugno 2010: anche la CORTE D’APPELLO ha CONFERMATO che un papà con 400 euro/mese: – deve pagare alimenti alla ex.moglie dentista (10.000 euro/mese) – deve lasciare la propria abitazione (seppur divisibile in 2 unità) – può tenere con sé le due bambine solo 2 notti al mese.

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Riportiamo di seguito l’articolo del portale infanzia-adolescenza che si interroga sul perché di ciò che sta avvenendo.

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Quiesto il link http://infanzia-adolescenza.info/lettere/tirannia/

E di seguito il testo diffuso dall’agenzia di stampa Fidest

Giudici. E’ colpo di Stato?

Pubblicato da fidest su giovedì, 24 giugno 2010

Lettera al direttore. Vorrei subito specificare che non ho intenzione di fare inutile allarmismo e neppure di porre una domanda retorica. Non sono mosso da parte politica o ideologica ne tanto meno da qualunque forma di antagonismo, ma semplicemente vorrei sensibilizzare i cittadini ed i politici a valutare la seguente situazione e rispondere alla domanda posta nel titolo. Partiamo dall’inizio. Uno dei fondamenti del nostro Stato è la Divisione dei poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario. Il primo fa le leggi, il Parlamento eletto dal popolo, in rappresentanza del popolo che detiene naturalmente e legittimamente la proprietà e la conduzione dello Stato (“la sovranità appartiene al popolo”, dice l’articolo 1 della Costituzione). L’ultimo invece, attraverso i giudici, controlla che le leggi siano applicate e punisce chi non le rispetta nella società e nel vivere quotidiano.  I giudici al contrario dei politici non sono eletti dal popolo per questo motivo non hanno titolo di sovranità popolare, di fare o stabilire loro stessi se una legge è giusta o no, ma semplicemente di riconoscerla ed applicarla nei tribunali.
Partiamo dunque dalla “uguaglianza” dei cittadini, fondamento della convivenza pacifica, e dalla Famiglia, uno dei nostri diritti naturali e civili più importanti, dice la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (ONU, 1948): …“Uomini e donne hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.” E se vi dicessi che per 20.000.000 di padri e 10.000.000 di minorenni italiani questi due semplici diritti oramai non sono più garantiti? E se vi dicessi che l’abrogazione (cancellazione) dei diritti di uguaglianza e famiglia è avvenuta proprio per mano del Potere giudiziario? Figli espropriati alla propria famiglia, denuncie e ricatti, sparizione della proprietà privata, discriminazione sessuale: dov’è scritto che un figlio separato non può più avere due genitori allo stesso pari? dov’è scritto che 30.000 false denuncie compiute ogni anno per ottenere profitto dalla separazione devono restare impunite? dov’è scritto che la falsa testimonianza in tribunale non è più reato? dov’è scritto che pochi mesi di matrimonio o convivenza determinano la perdita della propria casa a favore della persona con cui avevi convissuto? dov’è scritto che padre o maschio vale 20% e madre o femmina vale 80%?  Non è scritto da nessuna parte, in nessuna legge. Ecco perché ritengo che in Italia sia in atto una Tirannia verso Famiglia e uguaglianza da parte del potere giudiziario, che senza ragione e titolo ogni giorno espropria persone ad altre persone, averi ai rispettivi proprietari, proprio come nell’antica Roma dove i figli potevano essere sequestrati e le famiglie precettate per decreto giudiziario. (fonte: www.infanzia-adolescenza.info  (Fabio Barzagli responsabile etico nazionale candidato alla Camera dei Deputati nel 2008)

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI (PREFAZIONE):
“indispensabile che i diritti dell’uomo siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto
a ricorrere come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione”

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Giudice americano condanna madre per le false accuse di abusi e per la conseguente PAS

Giudice della Contea di Nassau condanna madre per aver falsamente accusato di abusi sessuali l’ex e per averlo allontanato dai figli (Articolo in inglese)

Nassau County judge jails mother who falsely accused ex of sex abuse and alienated him from kids

June 7, 7:38 AMAlbany CPS and Family Court ExaminerDaniel Weaver

In a decision that will surely generate controversy and fuel gender wars and the ongoing debate over parental alienation, Nassau County Supreme Court Judge, Robert Ross, has sentenced a woman to six weekends in jail for alienating her children from their father.

The court went into great detail describing the mother’s behavior toward her ex-husband, the defendant in Lauren R. V Ted R. The mother’s behavior reached a crescendo, according to Judge Ross, when she made a false report of sexual abuse against the father to Child Protective Services.

The factual findings concerning the mother’s behavior as stated in the decision by Judge Ross are extensive but worth reading in their entirety as they form a basis for his decision.

Concerning the plaintiff’s (mother’s) behavior, Judge Ross stated:

“Plaintiff intentionally scheduled their child’s (N.’s) birthday party on a Sunday afternoon during defendant’s weekend visitation, and then refused to permit defendant to attend. She demanded that N. be returned home early, in order to “prepare” for her party, but D., the other child, was enjoying the time with her father and wished to remain with him until the party began. Plaintiff castigated N. for “daring” to invite her father to take a picture of her outside her party. According to the plaintiff, “this doesn’t work for me!” Plaintiff threatened to cancel N.’s party, and warned her that her sister, too, would be punished “big time” for wanting to spend time with her father. Plaintiff’s taped temper tantrum, offered into evidence, vividly detailed one instance of how D. and N. have been made to understand that enjoying time with their father will be met with their mother’s wrath and threat of punishment.”

Mother consistently lied about father’s custody rights

“Plaintiff conceded that when she completed N.’s registration card for XXX., she wrote that defendant is “not authorized to take them. I have custody. Please call me.” At trial, she claimed to fear that defendant would retrieve the girls directly from school. However, she later admitted that defendant had never even attempted to pick them up at school. Her testimony at trial sharply contradicted her sworn affidavit dated January 23, 2008, in which she stated that “the defendant consistently attempts to pick up the girls unannounced from their schools and activities, which disrupts not only the girls, but those in charge of the aforementioned.” In her sworn affidavit, plaintiff claimed that she completed the registration card because defendant sought to attend the end of D.’s art class and then had the audacity to drive his daughter home. The art class “incident” occurred well after the registration card was completed by the plaintiff. Moreover, nothing in the parties’ agreement prohibits the defendant from visiting the children at extra-curricular events or from driving them to or from such events. In point of fact, there was no dispute that D.’s Friday art class in Huntington ended as defendant’s alternate weekend visitation commenced.”

“Plaintiff wrote to Dr. L.1 (then the XXX. principal) and Ms. T. (N.’s fifth grade teacher), demanding that they restrict their conversations with the defendant to N.’s academics, as plaintiff is “solely responsible for her academic progress and emotional well being. Notwithstanding the nature of their joint legal custody plaintiff insisted before me that, “I have custody, he has visitation.””

“The plaintiff made/completed an application for admission to XXX on behalf of N. in October, 2007. On the application, she checked the box “Mother has custody,” rather than the box directly below which says “Joint custody.” She identified her new husband, R. L., as N.’s “parent/guardian,” and she failed to mention the defendant. During cross examination, plaintiff insisted that she only omitted reference to the defendant for fear that his financial circumstances would adversely impact N.’s chances for acceptance. However, no financial information was requested anywhere on the application. Moreover, plaintiff acknowledged that none was required until after an applicant was invited to attend.”

“By applying to XXX without defendant’s knowledge – – but with N. completely involved in the process, plaintiff orchestrated the decision to be made, as well as alienating the child. Had the defendant not consented to N.’s attendance at XXX, after the fact, N. would be angry with him for purportedly interfering with the enrollment, even if defendant’s objections to a private school placement were sound. In no event was he consulted as to this educational decision.”

“When asked how she might handle things differently now, plaintiff did not indicate that she would first discuss the possibility of a private school with the defendant, as she is obligated to do pursuant to the Stipulation.”

“In a similar pattern of being advised “after the fact,” defendant testified that there were countless times when plaintiff deliberately scheduled theater tickets, family events and social activities for the girls during his visitation, and he was compelled to consent or risk disappointing the girls. These occurrences continued even during the time span of proceedings before me.”

Mother claims children don’t want to see father

“Plaintiff was forced to concede at trial that the defendant was prevented from enjoying his visitation rights after he returned with the girls from his niece’s Bat Mitzvah until this Court granted defendant’s emergency application to compel the plaintiff to allow the defendant to take D. and N. for the ski trip he had scheduled for his half of the Christmas recess. Plaintiff insisted that it was D. and N. who refused to see their father, because they were angry with the ‘choices” he had made on their behalf, including his objection to N. attending XXX. Defendant was made aware of the children’s position because they parroted their mother’s demands on several occasions. D. even read from a script during the brief dinners he was permitted. As plaintiff wrote in one e-mail when she was describing her role with respect to the children: “I am in charge here, not them. What I [sic] say goes. They may bring their shoes. You are responsible for the rest. End of story.””

“In vivid testimony, the defendant recalled how the plaintiff willfully prevented him from exercising his rights to visitation with the children from November 4, 2007 through December 21, 2007. I observed the plaintiff smirk in the courtroom as defendant emotionally related how he was deprived of spending Hanukkah with his children, and was relegated to lighting a menorah and watching his daughters open their grandparents’ presents in the back of his truck at the base of plaintiff’s driveway on a December evening.”

“The fact that the children were as angry as they were with the defendant in November and December, 2007, demonstrates, in my view, that efforts to alienate the children and their father were seemingly effective. The children demanded that defendant meet “their” demands before they would permit him to visit with them again. They demanded that defendant permit N. to attend F. A., that he withdraw his objection to their participation in therapy with their mother’s therapist, and that he pay for 75% of D.’s Bat Mitzvah but limit his invitations to a handful of guests and have no role in the planning of the event. Plaintiff’s contention that she had no involvement in these children’s “demands” was belied by the very fact that the children had intimate knowledge of their mother’s position on all of these issues. The children, in effect, were evolved into plaintiff’s sub-agents and negotiators, having specific details of the financial demands of the plaintiff, and information as to the marital agreement.”

“The mother alluded to the ambivalence of the children in seeing the defendant. But such abrogation to the children’s wishes, under these circumstances, was in violation of the agreement. It was wholly improper for the mother to adhere to the children’s wishes to forego visitation with their father (see, Matter of Hughes v. Wiegman, 150 AD2d 449).”

“Plaintiff half-heartedly testified that she wants the children to have a relationship with the defendant. Her view of the defendant’s role was a numbing, desired nominality, evident by her actions that were without any semblance of involvement by the defendant – – notwithstanding the clear joint custodial provisions. At critical points in the cross-examination, plaintiff was noticeably off balance – – hesitating and defensive – – with answers that dovetailed to either narcissism, or, a poor grasp of the affects of her conduct. The plaintiff was dispassionate, sullen, and passively resistant to the alienating efforts of the plaintiff. The continued litany of instances of alienating conduct, turned repression of the defendant’s joint custodial arrangement into farce. The endurance in recounting instance upon instance of alienating conduct herein, was as daunting as it was indefensible.”

Mother calls father f—–g asshole & other names in front of children

“Plaintiff relegated the defendant to waiting endlessly at the bottom of her long driveway. When defendant drove up her driveway on October 26, 2007, so that the children would not have to walk down with their heavy cheap Propecia bags in a torrential rain, plaintiff ran down the driveway where she had left her car, drove up the driveway and blocked defendant’s vehicle. The children watched as the police listened to their mother angrily demand that their father be arrested and, when the police refused, heard their mother scream that she is a taxpayer and the police work for her. She frequently disparaged the defendant in the presence of the children, calling him a “deadbeat,” “loser,” “scumbag,” and “f——-g asshole.” On one particular occasion, while holding N. and D. in her arms, plaintiff said to the defendant, “We all hope you die from cancer.” Just this past summer, when defendant insisted that D. retrieve her clothes from plaintiff’s home in preparation for their visit to N. on her camp visiting day, plaintiff urged to defendant that “Judge Ross will not be around forever, d___.” Before the beginning of each of defendant’s vacations with the children, the plaintiff staged prolonged and tearful farewells at the base of the driveway, during which plaintiff assured the children that they will return to “their family soon,” and if “things get too bad, they can always tell Daddy to bring them home.””

Mother accuses father of sexual abuse

“The crescendo of the plaintiff’s conduct involved accusations of sexual abuse. Plaintiff falsely accused defendant of sexual misconduct in June, 2008, shortly after defendant moved to Huntington and the children’s friends were enjoying play dates at defendant’s home. Plaintiff testified that D. shared that she was uncomfortable when the defendant tickles her, and conceded that she knew there was nothing “sexual” involved. Undaunted by the lack of any genuine concern for D.’s safety, plaintiff pursued a campaign to report the defendant to Child Protective Services. To facilitate this, she spoke with W. M, the psychologist at the school D. attended. Plaintiff also “encouraged” D. to advise Dr. C. (the chidren’s pediatrician) that defendant inappropriately touched her – – but he saw no signs of abuse. Plaintiff also advised Dr. A., Ms. M., Dr. R. (the children’s prior psychologist) and family friends of the allegations and, ultimately, the Suffolk County Department of Social Services opened a file on June 3, 2008, and began an investigation.”

“According to the Case Narrative contained in the New York State Case Registry, a complaint was made that “On a regular basis, father inappropriately fondles 13 year old D.’s breasts. This makes D. feel very uncomfortable. Last Sunday, Father hit D. on the breast for unknown reason… ” When the caseworker and Suffolk County detectives interviewed D. on June 3, 2008, she reported only that her father tickles her on her neck and under her arms, and she categorically denied her father ever fondled her breasts. She admitted that her father was not attempting to make her uncomfortable, but that he still regards her to be a tomboy. The detectives closed their investigation.”

“Thereafter, and significantly, when the CPS caseworker met with plaintiff on August 19, 2008, plaintiff was quick to state that her ex-husband “did it again.” Plaintiff claimed that the defendant hugged D. too hard. According to the caseworker’s notes, the caseworker repeatedly cautioned the plaintiff not to bring the children into her disputes with the defendant. This warning was contained in CPS records.”

“Although unfounded child abuse reports are required to be sealed (see, Social Services Law §422[5]), such reports may be introduced into evidence,”by the subject of the report where such subject… is a plaintiff or petitioner in a civil action or proceeding alleging the false reporting of child abuse or maltreatment” (Social Services Law §422[5][b][1]). Allegations that defendant had injured the child were found to be baseless and, by making such allegations, plaintiff needlessly subjected the child to an investigation by Child Protective Services, placing her own interests above those of the child. This report was not made in “good faith” – – rather, the investigating agency warned the mother not to re-utilize the allegations and her children in her custodial litigation with the defendant.”

Mother’s behavior not affected by pending contempt proceeding

“The concern of a pending contempt proceeding did not affect the plaintiff’s conduct. For example, knowing that defendant had parenting access with D. on July 3, 2009, plaintiff invited D.’s close friend, C. C., to a country club for a fireworks display and advised D. of this invitation. She then instructed D. to tell her father she was invited to a friend’s party on that date. Another example occurred on June 13, 2009, when plaintiff quietly escorted D. from Alice Tulley Hall during the intermission, ignoring the instructions from the G. Y. Orchestra staff that everyone remain until the conclusion of the entire program. Plaintiff purported she was unaware that defendant attended this special program in Lincoln Center. Defendant, who was in attendance at the concert, was left waiting at the stage door with flowers for D. Plaintiff ignored his text messages questioning where his daughter was. The plaintiff, when confronted with the notion that she may have precipitously ushered her daughter away before her father was able to give her flowers, retorted to the Court that “it was not her responsibility to make plans for T.””

“The evidence before me demonstrates a pattern of willful and calculated violations of the clear and express dictates of the parties’ Stipulation of Settlement, incorporated but not merged into their Judgment of Divorce. The extensive record is replete with instances of attempts to undermine the relationship between the children and their father and replace him with her new husband, manipulation of defendant’s parenting access, utter and unfettered vilification of the defendant to the children, false reporting of sexual misconduct without any semblance of “good faith,” and her imposition upon the children to fear her tirades and punishment if they embrace the relationship they want to have with their father. The unfortunate history here also reflects the plaintiff’s hiring and firing of three different counsel, expressed disdain towards the children’s attorney, and utter disregard for the authority of the Court.”

Judge Ross discusses parental alienation

Aware of the controversy surrounding the subject of parental alienation, Judge Ross spent some time addressing the issue in his decision.

Ross said:

“Differing “alienation” theories promoted by many public advocacy groups, as well as psychological and legal communities, have differing scientific and empirical foundations. However, interference with the non-custodial parent’s relationship with a child has always been considered in the context of a “parent’s ability to encourage the relationship between the non-custodial parent and a child,” a factor to be considered by the Court in custody and visitation/parental access determinations. See, Eschbach v. Eschbach, supra. Our Appellate Courts recognize such factor, as they have determined that the “interference with the non-custodial parent and child’s relationship is an act so inconsistent with the best interests of a child, as to, per se, raise a strong probability that the offending party is unfit to act as a custodial parent.” See, Leistner v. Leistner, 137 AD2d 499; Finn v. Finn, 176 AD2d 1132, 1133, quoting Entwistle v. Entwistle, 61 AD2d 380, 384-385, appeal dismissed 44 NY2d 851; Matter of Krebsbach v. Gallagher, 181 AD2d 363, 366; Gago v. Acevedo, 214 AD2d 565; Matter of Turner v. Turner, 260 AD2d 953, 954; Zeiz v. Slater, 57 AD2d 793.”

“Where, as in the instant case, there is a finding of a willful violation of a court order demonstrated by a deliberate interference with a non-custodial parent’s right to visitation/parental access, the IAS Court, as a general rule, must schedule an evidentiary hearing before making any modification of custody. See, Glenn v. Glenn, 262 AD2d 885. See, also, Entwistle v. Entwistle, 61 AD2d 380; Young v. Young, 212 AD2d 114; Matter of LeBlanc v. Morrison, 288 AD2d 768, 770, quoting Matter of Markey v. Bederian, 274 AD2d 816; Matter of David WW v. Lauren QQ, 42 AD3d 685; Goldstein v. Goldstein, 2009 N.Y. Slip Op. 08995 [Dec. 1, 2009].”

The sentence and justification for the sentence

Judge Ross found Lauren R. in civil contempt of court. She will spend every other weekend in the Nassau County Correctional Facility during June, July and August.

Judge Ross acknowleged that “An imposition of sentence upon a finding of contempt should contain a language permitting the contemnor an opportunity to purge.” However, in this case, a jail sentence was the only option available because it is no longer within the power of the plaintiff (mother) to purge since the violation was of a past court order. Furthermore, remedial intervention through counseling and parental training during the course of the trial was unsuccesful and if re-utilized, the “Court cannot release from imprisonment upon future compliance.”

The matter of approximately $165,000 in attorney fees will be the subject of another hearing.

Read article by Dan Weaver on parental alienation in Saratoga County

Read other articles by Dan Weaver on family court and similar topics in Nassau County

[Fonte: http://www.examiner.com/x-14537-Albany-CPS-and-Family-Court-Examiner~y2010m6d7-Nassau-County-judge-jails-mother-who-falsely-accused-ex-of-sex-abuse-and-alienated-him-from-kids]

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Storicamente, l’idea di varare leggi a favore delle donne onde tentarle a divorziare risale a Lenin ….

Storicamente, l’idea di varare leggi a favore delle donne onde tentarle a divorziare (senza avere pietà dei bambini) risale a Lenin che la applicò per distruggere la famiglia caposaldo della società capitalistica.

Negli anni di piombo queste leggi arrivarono fino a noi con il femminismo.

Caduto il comunismo, i residui di tale periodo tentano di impedire alla società civile di cancellare tali leggi ingiuste. Possiamo invece proteggere i bambini rendendo più stabile la famiglia, facendo in modo che le difficoltà del divorzio vengano divise fra gli ex-coniugi.

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È l’ideologia americana del divorzio come una guerra fra ex-coniugi, dove chi vince prende tutto, anche i figli.

È l’ideologia americana del divorzio come una guerra fra ex-coniugi, dove chi vince prende tutto, anche i figli. Opposta all’ideologia dell’affido condiviso, con il quale si cercano di proteggere i figli da questo percorso doloroso.

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