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	<title>Centri AntiViolenza</title>
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	<description>Per il diritto dei bambini a non essere coinvolti in conflitti fra genitori e false accuse</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 10:20:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I negativi effetti del divorzio sui figli</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 10:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Number of View :148TweetLa famiglia è il luogo in cui i bambini crescono ed imparano, per cui la sua distruzione ha numerosi effetti negativi sui figli. Conseguenze dirette Nell&#8217;ambito della teoria dell&#8217;attaccamento, lo sviluppo di un bambino è tanto più sano ed equilibrato &#8230; <a href="http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/i-negativi-effetti-del-divorzio-sui-figli/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Number of View :148<br/><div class="igit_tsb_button" style="float: left; margin-right: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.centriantiviolenza.eu%2Fcafm%2Fgender_violence%2Fi-negativi-effetti-del-divorzio-sui-figli%2F&amp;text=I+negativi+effetti+del+divorzio+sui+figli&amp;count=horizontal&amp;via=" style="" class="twitter-share-button">Tweet</a></div><p>La famiglia è il luogo in cui i bambini crescono ed imparano, per cui la sua distruzione ha numerosi effetti negativi sui figli.</p>
<h2>Conseguenze dirette</h2>
<p><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/05/Unknown.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-340" title="Unknown" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/05/Unknown.jpeg" alt="" width="225" height="225" /></a>Nell&#8217;ambito della <a title="Teoria dell'attaccamento (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Teoria_dell%27attaccamento&amp;action=edit&amp;redlink=1">teoria dell&#8217;attaccamento</a>, lo <a title="Sviluppo (psicologia) (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Sviluppo_(psicologia)&amp;action=edit&amp;redlink=1">sviluppo</a> di un bambino è tanto più sano ed equilibrato quanto più è cresciuto in un ambiente tranquillo e sicuro, caratterizzato dall&#8217;amore e dalla custodia dei <em>caregivers</em> (termine inglese indicante letteralmente &#8220;coloro che danno cura a&#8221; o &#8220;si prendono cura di&#8221;, applicato a genitori e/o educatori stretti anche nella letteratura non anglofona).</p>
<p>In quest&#8217;ottica, in un nucleo familiare caratterizzato da continui dissidi e litigi tra i partner, se questi sono gravi e irrisolvibili, la separazione può essere vista come il male minore. Tuttavia l&#8217;allontanamento di un genitore (solitamente il padre) dalla vita quotidiana del figlio comporta comunque, sempre nell&#8217;ottica della teoria dell&#8217;attaccamento, un deficit che si ripercuote nello sviluppo del bambino.</p>
<p>Secondo la maggior parte degli studi, i bambini che hanno vissuto una separazione dei genitori mostrano tendenzialmente, rispetto ai figli con nuclei familiari biparentali, una maggiore ansietà, depressione, aggressività (incluso il fenomeno del <a title="Bullismo (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Bullismo&amp;action=edit&amp;redlink=1">bullismo</a>), difficoltà nelle relazioni sociali e nel rendimento scolastico.</p>
<p>In ambito familiare, la mancata vicinanza del padre implica una inadeguata interiorizzazione del modello parentale maschile. I figli possono rimanere tesi e inquieti verso entrambi i genitori. Solitamente i figli sviluppano la paura di essere abbandonati dai genitori, in particolare dal genitore uscito dal nucleo familiare, e temono di essere parimenti fallimentari nella costruzione della propria famiglia futura, sia verso il partner che verso i figli.</p>
<p>Gli effetti negativi della separazione si fanno sentire sui figli di entrambi i generi, ma in maniera lievemente più dannosa sui maschi. Il calo è più significativo per i primogeniti. Circa l&#8217;età del bambino al momento della separazione, i disagi sono presenti per ogni fascia di età, inclusa l&#8217;adolescenza, ma alcuni studi mostrano che i deficit sono particolarmente significativi allorquando la separazione risale agli anni prescolari. Mentre nei figli più piccoli il trauma si limita a produrre deficit emotivi, cognitivi e relazionali, i figli che vivono un divorzio durante l&#8217;adolescenza sono esposti a una maggiore implicazione nei comportamenti a rischio e devianti.</p>
<p>Oltre a subire passivamente gli effetti della separazione, i bambini con una certa capacità di elaborazione simbolica (a partire dai 3-6 anni) possono cercare di reagire attivamente al lutto con i tipici <a title="Meccanismi di difesa (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Meccanismi_di_difesa&amp;action=edit&amp;redlink=1">meccanismi di difesa</a>. Il bambino può semplicemente <a title="Negazione (psicologia) (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Negazione_(psicologia)&amp;action=edit&amp;redlink=1">negare</a>, con se e con gli altri, che la sua famiglia si sia sciolta, parlando del coniuge (solitamente il padre) come se facesse ancora parte del nucleo familiare. Oppure può negare &#8216;fattivamente&#8217; la separazione, p.es. sognando la famiglia ricostituita o realizzando disegni o storie con bambole che l&#8217;attualizzano. Dato l&#8217;irrazionalità del lutto (&#8220;perché se ne è andato?&#8221;) il figlio può cercare di <a title="Razionalizzazione (psicologia) (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Razionalizzazione_(psicologia)&amp;action=edit&amp;redlink=1">razionalizzare</a> l&#8217;accaduto giudicandosi colpevole (&#8220;perché sono stato cattivo&#8221;). In altri casi il bambino non cerca di spiegarsi l&#8217;accaduto ma <a title="Introiezione (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Introiezione&amp;action=edit&amp;redlink=1">introietta</a> il comportamento &#8220;cattivo&#8221; del padre, diventando aggressivo e ribelle.</p>
<p>La ricostituzione della famiglia con un nuovo matrimonio o convivenza, sebbene riduca in parte i disagi economici (v. dopo), causa comunque confusione, disagi e problemi soprattutto nei figli più grandi. Diversamente dai ragazzi, nelle famiglie ricostituite le ragazze mostrano maggiori problemi rispetto alle figlie sia di famiglie monoparentali che biparentali.</p>
<h2>Conseguenze indirette</h2>
<h3>Trasferimento residenziale e scolastico</h3>
<p>In particolare nelle situazioni di residenza urbana, il declino economico conseguente al divorzio implica in molti casi la ricerca di una residenza compatibile con la nuova situazione economica. Nelle grandi città questo implica solitamente il trasferimento da un quartiere di ceto medio o medio-alto a uno con indicatori inferiori. In alcuni casi il trasferimento può essere correlato anche con il cambiamento dell&#8217;istituzione scolastica, e questo causa ulteriori deficit e disagi. È presente nei figli un inevitabile stress nel breve-medio termine dovuto al riadattamento alla nuova struttura, ai nuovi compagni, ai nuovi insegnanti. I docenti poi tendenzialmente spendono, almeno in una fase iniziale, meno tempo e attenzione verso i nuovi alunni poco conosciuti. Inoltre la nuova scuola dei quartieri con status minore è solitamente caratterizzata da una qualità minore, sia per la limitata disponibilità economica sia per la composizione maggioritaria di alunni provenienti da classi sociali con statu s minore.</p>
<h3>Calo del capitale sociale</h3>
<p>Con <a title="Capitale sociale (sociologia) (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Capitale_sociale_(sociologia)&amp;action=edit&amp;redlink=1">capitale sociale</a> (vedi in particolare Coleman 1988) si intende il vantaggio di cui gode una persona nell’essere inserito in una adeguata struttura relazionale. Nel caso dei figli di genitori separati, il capitale sociale entra in gioco in particolari fattori che implicano vari deficit cognitivi e relazionali.</p>
<ul>
<li>minore attenzione materna. Nelle famiglie monoparentali o ricostituite il controllo materno è minore, in parte poiché la singola madre spesso ha maggiore confidenza e minore autorità coi figli, in parte perché la madre che vive sola col figlio deve dedicare tempo ed energie all’attività lavorativa remunerata, necessaria per il mantenimento economico, distogliendo necessariamente tempo e attenzione ai figli.</li>
<li>minore attenzione paterna. Sia nelle famiglie monoparentali materne sia in quelle ricostituite il legame figli-padre (sia biologico che ricostituito) è minore rispetto a quelle con genitori che non si sono separati.</li>
<li>minore controllo complessivo. Nelle famiglie separate si instaura solitamente una sorta di conflitto tra gli ex-partner circa la cura e la custodia dei figli, con l&#8217; &#8220;egoistico&#8221; intento di catturare il loro affetto e preferenza a discapito della controparte. I genitori sono quindi divisi nell&#8217;affrontare i problemi tipici che l&#8217;adolescenza può presentare (&#8220;cattive&#8221; compagnie, fumo, alcol, sostanze, sessualità precoce) e possono essere più tolleranti circa questi comportamenti rispetto alle famiglie biparentali.</li>
<li>minori <a title="Motivazione (psicologia) (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Motivazione_(psicologia)&amp;action=edit&amp;redlink=1">motivazioni</a>. Sia nelle famiglie monoparentali sia in quelle ricostituite i genitori non riescono a fornire ai figli adeguati incoraggiamenti e motivazioni al successo nelle varie attività intraprese, in primis la carriera scolastica, indipendentemente da reddito economico. Inoltre, soprattutto nel medio e breve periodo seguente la separazione, il genitore è alle prese con la gestione ed elaborazione del proprio lutto e alla risoluzione delle nuove difficoltà (soprattutto economiche) che ne possono derivare, e può non avere tempo-attenzione-energie da dedicare ai problemi che anche i figli possono incontrare.</li>
<li>minori aspettative degli insegnanti. Indipendentemente dal trasferimento scolastico o meno, gli insegnanti tendono ad avere minori aspettative verso alunni con famiglie monoparentali e a dedicare loro meno attenzioni e valutazioni più basse.</li>
<li>responsabilizzazione familiare. Nel caso di figli e soprattutto figlie con una certa maturità (a partire dalla pre-adolescenza) il genitore monoparentale può richiedere loro un aiuto nella gestione delle faccende domestiche e/o nella cura di altri figli più piccoli. Nel caso di gravi problemi economici i figli possono essere indirizzati precocemente all&#8217;attività lavorativa, interrompendo la carriera scolastica. Questa responsabilizzazione, comune nelle società rurali e sotto-sviluppate ma insolita nella società occidentale contemporanea, può avere risvolti positivi nella maturazione e nello sviluppo dei figli ma può comportare anche significativi deficit rispetto ai coetanei nelle normali attività ludiche, relazionali, scolastiche. La presenza e l&#8217;aiuto di figli maggiori già economicamente autonomi e/o parenti prossimi (in particolare nonni) riduce le richieste ai minori.</li>
</ul>
<h2>Ricostituzione famigliare</h2>
<p>Nelle famiglie ricostituite, ossia quanto un genitore si convive o si sposa con un nuovo partner, può verificarsi l&#8217; &#8220;effetto Cenerentola&#8221; (<em>Cinderella effect</em>), ovvero l&#8217;aumento del rischio per i minori di abusi di vario tipo, in particolare portati in atto dal patrigno, e in misura minore dalla matrigna.</p>
<div>
<div><a href="http://it.cathopedia.org/wiki/File:Abusiperfamiglia.jpg"><img src="http://commons.cathopedia.org/w/images/commons/thumb/f/fb/Abusiperfamiglia.jpg/400px-Abusiperfamiglia.jpg" alt="" width="400" height="188" /></a></p>
<div>Abusi su minori per tipo di famiglia (NIS-4, 2010).</div>
<div></div>
</div>
</div>
<h2>Durata degli effetti</h2>
<p>Circa il persistere negli anni di questo deficit gli studi hanno dato risultati discordanti, in parte per il subentrare di fattori intermedi che non sono sempre controllati (in particolare la ricostituzione della famiglia col conseguente sgravio dei problemi economici). Uno dei primi studi sul medio-lungo periodo ha fornito risultati parzialmente incoraggianti, mostrando come la maggior parte dei casi del campione studiato dopo due anni dal divorzio non mostrava significativi deficit. Anche uno studio esaminante i casi a cinque anni dalla separazione ha riscontrato disturbi in una minoranza, seppure significativa. Uno studio a dieci anni non ha mostrato differenze significative tra figli di separati e figli di non separati, e lo stesso risultato ottimista ha ottenuto una ricerca su adolescenti.  Uno studio ha indicato che il 75-80% degli adulti che hanno vissuto un divorzio da bambini mostrano capacità di <a title="Coping (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Coping&amp;action=edit&amp;redlink=1">coping</a> nella norma.</p>
<p>Altre ricerche hanno invece mostrato il perdurare delle difficoltà derivanti da separazioni durante l&#8217;infanzia ancora nel medio-lungo periodo, anche durante gli anni universitari.  Uno studio compiuto sui 26enni svedesi dei precedenti dieci anni ha rilevato tra i figli di famiglie monoparentali un tasso di ospedalizzazione per problemi psichiatrici o comportamenti a rischio di 2,5% per le ragazze e 1,5% per i ragazzi, contro rispettivamente l&#8217;1% e lo 0,5% dei figli di famiglie biparentali. Anche il tasso di suicidio o tentato suicidio è maggiore: 2,2% per le ragazze e l&#8217;1% per i ragazzi, contro lo 0,8 e 0,3 dei figli di famiglie biparentali.</p>
<p>In età adulta i figli di separati hanno a loro volta una maggiore propensione alla separazione rispetto ai figli di genitori non separati, sia i maschi (1,9 volte) che le femmine (1,5 volte).</p>
<h2>Implicazioni psichiatriche</h2>
<p>Il divorzio e la separazione possono avere sui figli effetti a lungo termine anche per quanto riguarda l&#8217;eziologia di alcuni dei principali disturbi psichiatrici dell&#8217;età adulta. Il divorzio nella prima infanzia è associato a un più alto rischio di <a title="Depressione (malattia) (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Depressione_(malattia)&amp;action=edit&amp;redlink=1">depressione</a> nel corso della vita. Anche gli <a title="Attacchi di panico (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Attacchi_di_panico&amp;action=edit&amp;redlink=1">attacchi di panico</a> sono fortemente e significativamente associati con la separazione dei genitori, in particolare con una separazione precoce dalla madre. La patologica <a title="Fobia sociale (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Fobia_sociale&amp;action=edit&amp;redlink=1">fobia sociale</a>, come anche il non patologico comportamento schivo, timido e taciturno, sono significativamente correlati a vari eventi infantili stressanti, tra i quali la separazione da una figura genitoriale. Il rischio di sviluppare un <a title="Disturbo post-traumatico da stress (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Disturbo_post-traumatico_da_stress&amp;action=edit&amp;redlink=1">disturbo post-traumatico da stress</a> è può essere associato a una precoce separazione dai genitori.  Nello sviluppo della patologia <a title="Disturbo borderline di personalità (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Disturbo_borderline_di_personalit%C3%A0&amp;action=edit&amp;redlink=1">borderline</a> è discriminante la mancanza di una solida e stabile figura paterna, e tra i pazienti borderline sono prevalenti quelli con storie di perdite e separazioni precoci. Anche pazienti con altre patologie dell&#8217;asse II (disturbi di personalità e ritardo mentale) hanno alle spalle una percentuale significativamente più elevata di perdite e separazioni precoci.</p>
<p>Tra i molteplici fattori eziologici dei <a title="Disturbi alimentari (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Disturbi_alimentari&amp;action=edit&amp;redlink=1">disturbi alimentari</a> (in particolare <a title="Anoressia (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Anoressia&amp;action=edit&amp;redlink=1">anoressia</a> e <a title="Bulimia (la pagina non esiste)" href="http://it.cathopedia.org/w/index.php?title=Bulimia&amp;action=edit&amp;redlink=1">bulimia</a>) si trova anche la separazione familiare.</p>
<p>[<a href="http://it.cathopedia.org/wiki/Divorzio_e_figli">Fonte</a>]</p>

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		</item>
		<item>
		<title>La costruzione della calunnia di genere</title>
		<link>http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/la-costruzione-della-calunnia-di-genere/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 18:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Number of View :133Tweet«E&#8217; successo a Buenos Aires, Argentina. Il suo nome è Lucas, ha 3 anni e suo padre tutti i giorni lo mette li e lo minaccia che se non si comporta bene lo investirà. Suo padre picchia &#8230; <a href="http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/la-costruzione-della-calunnia-di-genere/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Number of View :133<br/><div class="igit_tsb_button" style="float: left; margin-right: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.centriantiviolenza.eu%2Fcafm%2Fgender_violence%2Fla-costruzione-della-calunnia-di-genere%2F&amp;text=La+costruzione+della+calunnia+di+genere&amp;count=horizontal&amp;via=" style="" class="twitter-share-button">Tweet</a></div><p><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/05/536041_134511923339868_134293646695029_19436_181771789_n.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-335" title="536041_134511923339868_134293646695029_19436_181771789_n" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/05/536041_134511923339868_134293646695029_19436_181771789_n.jpg" alt="" width="240" height="320" /></a>«E&#8217; successo a Buenos Aires, Argentina. Il suo nome è Lucas, ha 3 anni e suo padre tutti i giorni lo mette li e lo minaccia che se non si comporta bene lo investirà. Suo padre picchia costantemente sua madre e agli altri due suoi fratelli di 13 e 10 anni. L&#8217;uomo adesso è in carcere.»</p>
<p>Milioni di utenti hanno condiviso su facebook questa <strong>notizia falsa e femminista</strong>, costruita e diffusa al fine di aizzare odio contro gli uomini ed i papà per allontanarli dai bambini con calunnie.</p>
<p>Il bambino è iraniano e non argentino e si è incastrato da solo tra la ruota ed il parafango dell&#8217;auto.  La foto sembra essere apparsa per la prima volta nel febbraio 2012 sul blog persiano</p>
<p>http://www.senatorfun.com/عکس-های-سوتی-وطنی-اسفند-90.html</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<item>
		<title>Vera storia dell&#8217;emancipazione femminile e maschile</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 18:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ana</dc:creator>
				<category><![CDATA[emancipazione]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Number of View :1093TweetPer tanti secoli l&#8217;emancipazione fu prerogativa di pochi privilegiati e privilegiate, come la regina Maria Antonietta. Dal 1789 in poi gli uomini conquistarono il diritto di voto attraverso sanguinose rivoluzioni, e lo estesero pacificamente a tutti e quindi &#8230; <a href="http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/emancipazione/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Number of View :1093<br/><div class="igit_tsb_button" style="float: left; margin-right: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.centriantiviolenza.eu%2Fcafm%2Fgender_violence%2Femancipazione%2F&amp;text=Vera+storia+dell%27emancipazione+femminile+e+maschile&amp;count=horizontal&amp;via=" style="" class="twitter-share-button">Tweet</a></div><p>Per tanti secoli l&#8217;emancipazione fu prerogativa di pochi privilegiati e privilegiate, come la regina Maria Antonietta. Dal 1789 in poi gli uomini conquistarono il diritto di voto attraverso sanguinose rivoluzioni, e lo estesero pacificamente a tutti e quindi anche alle donne, con la gradualità necessaria per evitare di cadere in populismi.</p>
<p><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2011/11/images1.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-160" title="images" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2011/11/images1.jpeg" alt="" width="276" height="183" /></a></p>
<p>Ma la povertà, le malattie e l&#8217;ignoranza erano ancora problema comune: la dura necessità della sopravvivenza imponeva agli uomini ed ai bambini più grandi il duro e pericoloso lavoro nei campi, nelle miniere, nelle fabbriche e negli eserciti; alle donne gli allora faticosi lavori domestici, ma se non altro al riparo da animali feroci.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2011/11/4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-159" title="4" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2011/11/4.jpg" alt="" width="239" height="167" /></a></p>
<p>Nella seconda metà del XX secolo le ricadute tecnologiche delle scoperte scientifiche frutto del genio di grandi uomini e del lavoro comune grazie al libero mercato hanno reso i lavori meno usuranti per tutti: trattori, aspirapolvere, lavatrici, automobili, computer, pannolini, pillole, cibi pre-cotti&#8230;</p>
<p><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2011/11/images-1.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-161" title="images-1" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2011/11/images-1.jpeg" alt="" width="224" height="224" /></a></p>
<p>E ancora una volta spontaneamente si è arrivati ad una diversa organizzazione dei lavori: le cure domestiche che prima richiedevano 10 ore oggi possono essere svolte in 2, le donne sono attratte dai nuovi lavori sicuri e non usuranti; entrambi i genitori hanno più tempo per accudire i figli.</p>
<p><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2011/11/images-2.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-162" title="images-2" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2011/11/images-2.jpeg" alt="" width="256" height="197" /></a></p>
<p>Tutto bene?</p>
<p>La marcia verso il progresso è stata funestata da ideologie dell&#8217;odio: odio razziale (nazismo), odio di classe (comunismo) e odio di genere (femminismo). I primi due sono già nella spazzatura della storia, rimane il femminismo: odiatrici di uomini che vogliono distruggere le famiglie e quindi tentano di manipolare le donne riscrivendo la storia in termini di “oppressione patriarcale”: cioè far loro credere che le loro nonne erano oppresse, che esiste una roba chiamata “violenza di genere” e altre stupidaggini simili!  Che purtroppo si traducono in famiglie sfasciate, calunnie, abusi sull&#8217;infanzia.</p>
<p><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2011/11/PASabuse.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-163" title="PASabuse" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2011/11/PASabuse.jpeg" alt="" width="576" height="87" /></a></p>

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		<item>
		<title>Emergenza sociale, 50 donne uccise in quattro mesi</title>
		<link>http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/50-donne-uccise-in-quattro-mesi/</link>
		<comments>http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/50-donne-uccise-in-quattro-mesi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 18:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciclo della violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Number of View :11264TweetL&#8217;Italia, a causa del sessismo giudiziario nelle separazioni, conferma il triste primato europeo per gli omicidi intrafamiliari Una donna viene uccisa ogni due-tre giorni e in molti casi a toglierle la vita e&#8217; il compagno o l&#8217;ex. &#8230; <a href="http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/50-donne-uccise-in-quattro-mesi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Number of View :11264<br/><div class="igit_tsb_button" style="float: left; margin-right: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.centriantiviolenza.eu%2Fcafm%2Fgender_violence%2F50-donne-uccise-in-quattro-mesi%2F&amp;text=Emergenza+sociale%2C+50+donne+uccise+in+quattro+mesi&amp;count=horizontal&amp;via=" style="" class="twitter-share-button">Tweet</a></div><h2 style="text-align: right;">L&#8217;Italia, a causa del sessismo giudiziario nelle separazioni, conferma il triste primato europeo per gli omicidi intrafamiliari</h2>
<p><strong>Una donna</strong> viene uccisa ogni due-tre giorni e in molti casi a toglierle la vita e&#8217; il compagno o l&#8217;ex. L&#8217;Italia conferma cosi&#8217; il triste <strong>primato europeo per gli omicidi intrafamiliari</strong>.</p>
<p><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/04/aasfa10.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-325" title="aasfa10" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/04/aasfa10-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><strong>C&#8217;e&#8217; una &#8221;sottovalutazione&#8221;</strong> del fenomeno violenza in famiglia che va di pari passo con &#8221;un altro dato, quello dei suicidi maschili: il 93% dei suicidi post-separazione sono uomini e non per via di una debolezza intrinseca dell’uomo (come vorrebbero insinuare le femministe), ma per via delle ingiustizie femministe.</p>
<p><strong>Oggi</strong> c&#8217;e&#8217; un clima sociale che spinge all&#8217;esasperazione e la coppia e&#8217; il luogo dove si manifesta il lato peggiore degli individui.</p>
<p><strong>Nei casi normali</strong> il 74% delle separazioni sono chieste da donne, che solo nel 4% dei casi pagano assegni di mantenimento, mentre nell’87% dei casi ottengono della casa coniugale in nome dei figli.  Secondo una prassi giuridica mai votata democraticamente, la donna ha “diritto” al mantenimento del tenore della vita goduto durante il matrimonio.  A spese dell’uomo, che magari anziano o malato o addirittura handicappato, finisce per strada.</p>
<p><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/04/divorce.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-326" title="divorce" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/04/divorce-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><strong>Nei casi anormali</strong>, spietate avvocate femministe aiutano le donne a divorziare con false accuse di violenza domestica e addirittura di pedofilia, devastando ed alienando i bambini ed arrivando a negare che questo è un abuso sull’infanzia.  Un Pubblico Ministero ha dichiarato che per un uomo «è più facile uccidere la moglie che venire a capo di un divorzio difficile»</p>
<p><strong>Il giudice</strong> che nel dubbio condanna l’uomo senza prove, magari solo perché una calunniatrice lo accusa, lo fa credendo di proteggere la donna, ma magari ne sta firmando la condanna a morte.  Perché l’uomo che crede nella giustizia e si convince di non di poterla avere in tribunale puo’ finire per farsela da solo.</p>
<p><strong>E così</strong>, <a href="http://www.dirittoeminori.com/pages/come-dimezzare-gli-omicidi-familiari/" target="_blank">da due decenni l’unica tipologia di omicidio in aumento è quella delle tragedie familiari, spesso in concomitanza di sentenze percepite come ingiuste riguardante l’affidamento dei figli</a>. Tragedie bollate superficialmente come “tragedie della follia” e usate dalle nazifemministe per attaccare gli uomini, <a href="http://www.centriantiviolenza.com/the_truth_archives/la-protezione-di-cui-le-donne-non-hanno-bisogno/" target="_blank">chiedendo leggi ancora più femministe che porteranno inevitabilmente ancora a maggiori tragedie</a>.</p>
<p><strong>Vogliono</strong> che una semplice (e non verificata!) accusa basti ad impedire anche il falso affido condiviso e a sbattere l’uomo in prigione prima del processo, nel quale venga quindi applicata il principio dell’inversione dell’onere della prova.</p>
<p><strong>In altri paesi</strong> dove le femministe hanno ottenuto questi abomini giuridici le violenze sono aumentate del 50%.</p>
<p><strong>In sostanza</strong> il punto della discussione è questo: le femministe dicono che è colpa dei maschi, che, a loro dire, sarebbero incapaci di accettare la fine delle relazioni. Nella realtà <strong>la causa del moltiplicarsi di questi episodi sono le leggi femministe che obbligano gli uomini a perdere i figli, la casa, e a dover mantenere tutti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2012/04/27/Emergenza-sociale-50-donne-uccise-quattro-mesi_6783227.html</p>
<p>http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/nazi-femminismo/</p>

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		<item>
		<title>Dal femminismo al nazifemminismo. La denuncia di Tiberio Timperi.</title>
		<link>http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/timperi-nazifemminismo-rai/</link>
		<comments>http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/timperi-nazifemminismo-rai/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 12:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[nazifemminismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Number of View :369071TweetDurante la trasmissione Rai “Storie vere” del 17/04/2012, il noto presentatore Tiberio Timperi rompe il muro dell’omertà e parla apertamente di nazifemministe e nazifemminismo. Si tratta di una denuncia molto importante che chiama ad indagare tutte quelle &#8230; <a href="http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/timperi-nazifemminismo-rai/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Number of View :369071<br/><div class="igit_tsb_button" style="float: left; margin-right: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.centriantiviolenza.eu%2Fcafm%2Fgender_violence%2Ftimperi-nazifemminismo-rai%2F&amp;text=Dal+femminismo+al+nazifemminismo.+%3Cbr%3ELa+denuncia+di+Tiberio+Timperi.&amp;count=horizontal&amp;via=" style="" class="twitter-share-button">Tweet</a></div><p>Durante la trasmissione Rai “Storie vere” del 17/04/2012, il noto presentatore Tiberio Timperi rompe il muro dell’omertà e parla apertamente di nazifemministe e nazifemminismo.</p>
<div id="attachment_315" class="wp-caption aligncenter" style="width: 395px"><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/04/timperi.jpg"><img class=" wp-image-315 " title="timperi" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/04/timperi-300x169.jpg" alt="" width="385" height="217" /></a><p class="wp-caption-text">Tiberio Timperi insieme a Miriam Leone, ex Miss Italia</p></div>
<p>Si tratta di una denuncia molto importante che chiama ad indagare tutte quelle <a href="http://www.centriantiviolenza.com" target="_blank">realtà</a> che dietro l&#8217;etichetta delle pari opportunità, criminalmente, creano nuove e ingiuste discriscriminazioni di genere.</p>
<div class="lyMe" id="WYL_fwgT2V6a1Kw" style="width:560px;height:315px;"><noscript><a href="http://youtu.be/fwgT2V6a1Kw"><img src="http://img.youtube.com/vi/fwgT2V6a1Kw/0.jpg" alt="" width="560" height="295" /><br />Watch this video on YouTube</a> Embedded with WP YouTube Lyte.</noscript></div>
<div class="lL" style="width:560px;"></div>
<p>Di fatto il termine nazifemminismo è un termine in uso da moltissimi anni,<br />
molto impiegato per indicare quel femminismo radicale intento ad attaccare gli uomini in modo da discriminarli. L’origine del termine (insieme alle fonti) la troviamo qui <a href="http://www.nazifemminismo.info/lorigine-del-termine/" rel="nofollow nofollow" target="_blank">http://www.nazifemminismo.info/lorigine-del-termine/</a>.</p>
<p>—–</p>
<p>“<em>Feminazi</em>” è un portmanteau dei termini <em>femminismo</em> e <em>nazismo</em>, coniato da Tom Hazlett (professore di economia alla Università di California a Davis) e reso popolare dal giornalista Rush Limbaugh [1,2]. Il termine è stato inizialmente utilizzato per caratterizzare “quelle femministe per cui la cosa più importante della loro vita è fare in modo che ci siano quanti più aborti possibili” [1]. Il dizionario inglese [3] e spagnolo [4] oggi definisce “<a href="http://en.wiktionary.org/wiki/feminazi">feminazi</a>” come:</p>
<blockquote><p><strong>feminazi: </strong>una femminista militante o radicale, percepita come intollerante verso le idee altrui.</p></blockquote>
<p>Nel dizionario italiano già esiste il termine <a href="http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano/parola/biofemminismo.aspx?idD=1&amp;Query=biofemminismo&amp;lettera=B">biofemminismo</a> [5], definito come:</p>
<blockquote><p><strong>biofemminismo</strong>: concezione che sostiene la superiorità biologica della donna sull’uomo.</p></blockquote>
<p>Ma è più chiaro utilizzare anche in italiano il termine <strong>nazi-femminismo</strong>, così come è preferibile chiamare Hitler nazista piuttosto che bio-germanista.</p>
<p>Il nazismo proclamava i tedeschi vittime degli ebrei in modo da poterli odiare e colpire. Allo stesso modo il nazi-femminismo proclama le donne vittime degli uomini, inventando termini quali “femminicidio” per definire quel 20% degli omicidi nei quali la vittima è un essere umano di sesso femminile, e falsificando le statistiche arrivando a sostenere falsità assurde quali “<a href="http://www.bollettinodiguerra.com/war_archives/nazi-femminismo-batte-nazi-fascismo-1000-a-10">la violenza maschile è la prima causa di morte per le donne</a>”. Secondo l’ideologia nazi-femminista <a href="http://www.bollettinodiguerra.com/war_archives/il-femminismo-estremo-o-nazifemminismo-ha-distrutto-e-sta-distruggendo-la-famiglia-difendila">la famiglia deve essere distrutta</a>: aborto, divorzio, <a href="http://www.dirittoeminori.com/pages/il-sistema-delle-false-accuse/">false accuse</a>, bambini chiusi in <a href="http://www.centriantiviolenza.com/" target="_blank">centri femministi</a>, bambini alienati, bambini esposti a materiale sessuale in modo da costruire <a href="http://www.comunicazionedigenere.net/la-donna-che-ha-salvato-centinaia-di-bambini-dal-nazi-femminismo/">calunnie pedofile</a>…</p>
<p>Molte femministe sostengono che il termine nazi-femminismo sarebbe solo un tentativo di marginalizzare il proprio pensiero e la propria attività politica. Tuttavia, le stesse parole di molte ideologhe femministe, inneggiando alla superiorità femminile ed allo sterminio maschile, ricordano l’ideologia nazista:</p>
<blockquote><p>«La proporzione di uomini deve essere ridotta e mantenuta al 10% circa della razza umana». Sally Miller Gearhart.</p>
<p>«Dobbiamo solamente tenere un gruppetto di donatori in una fattoria per lo sperma». Rosie DiManno</p>
<p>«Il maschio è un aborto che cammina, abortito allo stadio genetico. Essere maschio è essere deficiente, emozionalmente limitato: la mascolinità è una malattia di deficienza e i maschi sono storpi emotivi». Valerie Solanas, ideologa femminista ed assassina, in “Società per l’eliminazione degli uomini” (SCUM)</p>
<p>«la terra deve essere decontaminata. L’evoluzione porterà ad una drastica riduzione del numero di maschi». Mary Daly</p>
<p>«voglio vedere un uomo picchiato a sangue e con un tacco a spillo conficcato nella sua bocca, come una mela nella bocca di un porco». Andrea Dworkin</p>
<p>«Non voglio mettermi nella condizione di spiegare a un bambino maschio di 9 anni il perchè io sono convinta che sia OK per le bambine di indossare magliette che rivelino la loro superiorità nei confronti dei bambini maschi». Treena Shapiro</p>
<p>«Noi siamo, come genere, infinitamente superiori agli uomini». Elizabeth Cady Stanton</p>
<p>«I maschi sono il prodotto di un gene danneggiato». Germain Greer</p>
<p>«Uno degli impliciti, seppur non ammessi, pilastri del femminismo è stato un fondamentale disprezzo per i maschi». Wendy Dennis</p></blockquote>
<p>[1] Rush H. Limbaugh, <em>The Way Things Ought to Be</em>, Pocket Books, 1992.</p>
<p>[2] http://en.wikipedia.org/wiki/Feminazi.</p>
<p>[3] http://en.wiktionary.org/wiki/feminazi.</p>
<p>[4] http://es.wiktionary.org/wiki/feminazi.</p>
<p>[5] Dizionario della Lingua Italiana, Hoepli editore.</p>
<p>Fonte <a href="http://www.nazifemminismo.info/lorigine-del-termine/" rel="nofollow nofollow" target="_blank">http://www.nazifemminismo.info/lorigine-del-termine/</a></p>

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		<title>Chi ha creduto nella giustizia ha finito per farsela da solo</title>
		<link>http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/ius-titia/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 17:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Number of View :3420TweetIl sistema giudiziario nacque come strumento per risolvere in maniera pacifica i conflitti. Ma ora è diventato causa di aspri conflitti: basti pensare al sempre più frequente ricorso nelle separazioni alla calunnia femminista per impadronirsi dei figli. &#8230; <a href="http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/ius-titia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Number of View :3420<br/><div class="igit_tsb_button" style="float: left; margin-right: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.centriantiviolenza.eu%2Fcafm%2Fgender_violence%2Fius-titia%2F&amp;text=Chi+ha+creduto+nella+giustizia+ha+finito+per+farsela+da+solo&amp;count=horizontal&amp;via=" style="" class="twitter-share-button">Tweet</a></div><p>Il sistema giudiziario nacque come strumento per risolvere in maniera pacifica i conflitti. Ma ora è diventato causa di aspri conflitti: basti pensare al sempre più frequente ricorso nelle separazioni alla calunnia femminista per impadronirsi dei figli.</p>
<p>E così, quando la legge del tribunale viene percepita come contraria al sentimento naturale di giustizia, quando uno stato viene pluricondannato dalla Corte Europea per i Diritti Umani, chi crede nella giustizia finisce per andare contro la legge.</p>
<p><a href="http://www.escialloscoperto.com/antonio-faccini/">Antonio Faccini, Carabiniere</a>.  Ha ucciso moglie e suocera che (a suo dire) volevano impedirgli di vedere il figlio.</p>
<p><a href="http://www.escialloscoperto.com/saverio-galloppo/">Saverio Galloppo, Ispettore di Polizia</a>.  Ha ucciso la ex accusata di impedirgli i contatti con i figli e poi si è tolto la vita.</p>
<p><a href="http://www.dirittoeminori.com/pages/maresciallo-dei-carabinieri-e-papa-separato-chiede-giustizia/">Fabrizio Adornato, Maresciallo dei Carabinieri</a>.  Anche lui coinvolto in una separazione conflittuale, dopo aver cercato in ogni modo di avere giustizia, ha finito con il denunciare magistrati e ora, nella speranza di avere giustizia, staziona davanti al Quirinale chiedendo di essere ricevuto.</p>
<p>Uomini che lavoravano per difendere i diritti di tutti noi, ma che come papà separati hanno scoperto di non avere diritti, fenomeno denunciato anche nei film.</p>
<div class="lyMe" id="WYL_wAR1SzSTiGs" style="width:560px;height:315px;"><noscript><a href="http://youtu.be/wAR1SzSTiGs"><img src="http://img.youtube.com/vi/wAR1SzSTiGs/0.jpg" alt="" width="560" height="295" /><br />Watch this video on YouTube</a> Embedded with WP YouTube Lyte.</noscript></div>
<div class="lL" style="width:560px;"></div>
<p>Quando a furia di tirare la corda questa si spezza, ci va di mezzo la ex.  Violenza condannabile ed inutile che non serve a fermare il sistema criminale, in cui avvocate femministe ed abusologi  si arricchiscono devastando i bambini con false accuse e alienazione genitoriale, per poi tentare di negare che è un abuso sull&#8217;infanzia.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<item>
		<title>Documentario: la Sindrome della Donna Maltrattata</title>
		<link>http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/documentario-la-sindrome-della-donna-maltrattata/</link>
		<comments>http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/documentario-la-sindrome-della-donna-maltrattata/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 08:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciclo della violenza]]></category>
		<category><![CDATA[Battered Women Syndrome]]></category>
		<category><![CDATA[Sindrome Donna Maltrattata]]></category>

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		<description><![CDATA[Number of View :2805TweetTale sindrome, pensata da una psicologa femminista, viene usate per far assolvere le donne che ammazzano i mariti in maniera premeditata, ad esempio mettendo anti-gelo o altri veleni nel vino. La difesa usata dalle femministe consiste nell&#8217;accusare il &#8230; <a href="http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/documentario-la-sindrome-della-donna-maltrattata/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Number of View :2805<br/><div class="igit_tsb_button" style="float: left; margin-right: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.centriantiviolenza.eu%2Fcafm%2Fgender_violence%2Fdocumentario-la-sindrome-della-donna-maltrattata%2F&amp;text=Documentario%3A+la+Sindrome+della+Donna+Maltrattata+&amp;count=horizontal&amp;via=" style="" class="twitter-share-button">Tweet</a></div><p><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/03/images-6.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-302" title="images-6" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/03/images-6.jpeg" alt="" width="183" height="275" /></a>Tale sindrome, pensata da una psicologa femminista, viene usate per far assolvere le donne che ammazzano i mariti in maniera premeditata, ad esempio mettendo anti-gelo o altri veleni nel vino.</p>
<p>La difesa usata dalle femministe consiste nell&#8217;accusare il morto (impossibilitato a difendersi) di essere stato violento e/o abusante, trasformando l&#8217;assassina in una sedicente vittima al fine di invocare l&#8217;autodifesa, ottenendo una riduzione della pena se non l&#8217;assoluzione.</p>
<p>Per applicare tale difesa anche nel caso degli assassini a sangue freddo, si sostiene che la pretesa sindrome avrebbe impedito alle assassine di semplicemente allontanarsi da casa o denunciare le violenze!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/03/images-5.jpeg"><img class="size-full wp-image-303 aligncenter" title="images-5" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/03/images-5.jpeg" alt="" width="258" height="195" /></a></p>
<p>Ad esempio l&#8217;assassina Koramjit Ahluwalia aveva preparato un composto chimico simile al naplam dando fuoco al padre dei suoi figli mentre dormiva, uccidendolo.   La donna inizialmente ricevette la condanna considerata giusta per gli uomini che commettono un tale efferato omicidio.  Ma grazie all&#8217;intervento della “Sorellanza Nera” dopo 3 anni è uscita di prigione.</p>
<p>Le femministe addirittura le hanno dato una medaglia e celebrata come eroina nella lotta contro al ‘patriarcato’ (cioè la famiglia) in un film ed un libro.</p>
<p>Altra pretesa sindrome utilizzata in tali casi è la Sindrome pre-mestruale che colpirebbe certe donne rendendole incapaci di intendere e di volere.</p>
<p>Il documentario è in inglese con sottotitoli in italiano:</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/38800133?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" frameborder="0" width="400" height="300"></iframe></p>

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		<title>La lettera di uno stupratore pentito</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 21:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Number of View :1721TweetCare Sorelle, grazie al vostro blog mi sono pentito di aver stuprato. Non una volta sola, tante. Non ho nessuna scusa per le mie azioni: avevo subito il lavaggio del cervello dalla cultura patriarcale dello stupro, ed &#8230; <a href="http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/la-lettera-di-uno-stupratore-pentito/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Number of View :1721<br/><div class="igit_tsb_button" style="float: left; margin-right: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.centriantiviolenza.eu%2Fcafm%2Fgender_violence%2Fla-lettera-di-uno-stupratore-pentito%2F&amp;text=La+lettera+di+uno+stupratore+pentito&amp;count=horizontal&amp;via=" style="" class="twitter-share-button">Tweet</a></div><p>Care Sorelle,</p>
<div>grazie al vostro blog mi sono pentito di aver stuprato.</p>
<p>Non una volta sola, tante. Non ho nessuna scusa per le mie azioni: avevo subito il lavaggio del cervello dalla cultura patriarcale dello stupro, ed il vostro blog femminista mi ha aperto la mente. Grazie al vostro blog, mentre stavo stuprando mia moglie ho avuto una crisi morale. Le ho detto di vestirsi, che dovevamo fare un discorso serio.</p>
<p>La Titti mi ha risposto<strong> </strong>“<em>non ora, ho ancora voglia di scopare</em>”<strong>.</strong><br />
Ho insistito<strong> </strong>“<em>è importante</em>”.<br />
Anche lei insisteva:<strong> </strong>“<em>dai, prima finisci di scoparmi</em>”.<br />
Rispondo:<strong> </strong>“<em>no, non posso prima finire di stupraaaaaa&#8230;..</em>” .<br />
Non mi riusciva dire quella parola.<br />
Dice:<strong> </strong>“<em>ho capito, hai bisogno che te lo faccia rizzare con un pom&#8230;</em>”.<br />
“<em>No, cara, c&#8217;è qualcosa che devi sapere, ed è una cosa seria</em>”.</p>
<div>
Si è vestita e siamo scesi a parlare:<br />
<strong></strong>“<em>Non avevo capito quello che stavo facendo mentre lo facevo, fino a quando ho letto questo sito di <a href="http://www.pensieri.femministi.com/">pensieri femministi</a></em>”.<br />
“<em>Che minchiata è? Sei ubriaco? Dai, torniamo a letto e fai l&#8217;uomo</em>”.<br />
“<em>È esattamente quello che voglio fare ora. Titti, voglio dirti che mi sento un verme, vorrei morire per averti stuprata</em>”. L&#8217;onestà delle mie parole pulsava elettricamente attraverso i circuiti celebrali della mia dolce metà.</div>
<div>
“<em>Cosa? Quando mi hai stuprata?</em>”<br />
“<em>Ogni volta. È sempre stato stupro, e ora che lo ho capito voglio fermarmi</em>”.<br />
“<em>Non mi hai stuprata</em>”.<br />
“<em>Sì, lo ho fatto</em>”.<br />
“<em>Penso che me ne sarei accorta, se mi avessi stuprata</em>”.<br />
“<em>No, non funziona in questo modo. Leggi cosa scrivono grandi femministe come la Dworkin e la Kinnon</em>:</p>
<blockquote><p><strong><em><a href="http://www.pensieri.femministi.com/criminals_ideas/il-matrimonio-e-unistituzione-che-si-e-sviluppata-dalla-pratica-dello-stupro/">Il matrimonio è un’istituzione che si è sviluppata dalla pratica dello stupro</a>.</em></strong><br />
<strong><em><a href="http://www.pensieri.femministi.com/criminals_ideas/qualsiasi-rapporto-sessuale-e-un-atto-di-violenza-perpetrato-contro-una-donna/">Qualsiasi rapporto sessuale è un atto di violenza perpetrato contro una donna</a>.</em></strong></p></blockquote>
<blockquote><p><strong>Sotto il patriarcato il sesso consensuale fra uomini e donne non esiste. Sotto il patriarcato, la nozione di consenso è, per le donne, non sostanziale, una finzione, una disperata fantasia inventata per oscurare la natura della donna come classe sessuale. La vera natura del nostro stato è che siamo imprigionate in un continuum di stupri</strong></p></blockquote>
<p>“<em>Vedi, il patriarcato ti ha levato il tuo diritto ad essere consenziente, e mi sento molto dispiaciuto, molto dispiaciuto, molto dispiaciuto</em>”. Mentre parlavo, gesticolavo indicando le malvagie luci del patriarcato ed i palazzi lontani, per aiutarla a capire il femminismo.</p>
<p>“<em>Hai preso qualche fungo allucinogeno senza dirmelo?</em>”<br />
“<em>No</em>”. Le spiegai del continuum di stupri.</p>
<div>“<em>In questo caso, torniamo a letto che ho voglia di venire stuprata</em>”.<br />
“<em>Cara, questa è una cosa orribile da dire&#8230;</em> (bisbigliai) &#8230;c<em>osa penserebbero le femministe, se ti sentissero</em>”.<br />
“<em>Me ne fotto. Ho voglia di scopare</em>”.</p>
<div>“<em>Povera cara, il patriarcato ti ha fatto il lavaggio il cervello. Non posso continuate a fare l&#8217;amore con te, voglio redimermi e diventare un essere umano decente. Domani mattina ho appuntamento per l&#8217;operazione al <a href="http://www.facebook.com/pages/Collettivo-maschile-femminista-per-lauto-castrazione/244594732234807">Collettivo Maschile Femminista per l&#8217;AutoCastrazione</a></em>”.</div>
<div>La Titti si mise a piangere: poverina, iniziava a capire l&#8217;oppressione patriarcale subita.</div>
<div></div>
<div><a href="http://2.bp.blogspot.com/-V6YkiHDKC70/TkTnRy1XY2I/AAAAAAAAArI/VdBmfLAjSxo/s1600/femmidito.jpg"><img class="alignright" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-V6YkiHDKC70/TkTnRy1XY2I/AAAAAAAAArI/VdBmfLAjSxo/s1600/femmidito.jpg" alt="" width="120" height="140" border="0" /></a></div>
<div>L&#8217;indomani, quando rientrai a casa, trovai la polizia. Mia moglie mi disse di essere andata a vedere cosa era questo femminismo, e che le avevano fatto un certificato con 12 giorni di prognosi. Una donna bassa e grassa la interruppe:</div>
<p>“<em>Signora, lasci parlare me. Sono <a href="http://www.feminazileaks.info/about/">Vajassa Faldocci</a>, avvocata divorzista. Rappresento sua moglie. La signora è disposta a ritirare la denuncia di violenza domestica, se lei firma una separazione consensuale. Alla signora vanno la casa, il conto in banca, la macchina, i figli, e 2000€ di mantenimento mensile</em>”.</p>
<p>Dissi che non capivo, ma volevano arrestarmi, così firmai la consensuale.</p></div>
<div>
Chiedendo l&#8217;elemosina riesco a pagare il mantenimento. Vedo i miei figli il giovedì dalle 18 alle 19, ma spesso la mia cara ex-moglie mi dice che sono malati, vivo sotto un ponte e mangio alla Caritas. Una associazione di padri separati mi ha offerto una stanza, ma ho rifiutato perché ho letto sul vostro blog che si tratta di una organizzazione del patriarcato.</p>
<p>E io sono felice di essere femminista.</p></div>
<div></div>
<div>
<div><a href="http://3.bp.blogspot.com/-_BCVnw8-cNU/TkT9MMChAVI/AAAAAAAAArM/ZImSgDvulM0/s1600/barbuntossico.jpg"><img src="http://3.bp.blogspot.com/-_BCVnw8-cNU/TkT9MMChAVI/AAAAAAAAArM/ZImSgDvulM0/s320/barbuntossico.jpg" alt="" width="320" height="240" border="0" /></a></div>
</div>
</div>
</div>

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		<title>Femminicidio: il letto uccide più della mafia</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 16:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia uccide più della mafia]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[Number of View :1638TweetI numeri parlano chiaro: ogni anno 220 mila donne italiane muoiono nel loro letto.  Primo colpevole di questo femminicidio è il sistema circolatorio, le cui violente patologie sono responsabili del 44% dei decessi.    Per contro solo &#8230; <a href="http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/femminicidio-il-letto-uccide-piu-della-mafia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Number of View :1638<br/><div class="igit_tsb_button" style="float: left; margin-right: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.centriantiviolenza.eu%2Fcafm%2Fgender_violence%2Ffemminicidio-il-letto-uccide-piu-della-mafia%2F&amp;text=Femminicidio%3A+il+letto+uccide+pi%C3%B9+della+mafia&amp;count=horizontal&amp;via=" style="" class="twitter-share-button">Tweet</a></div><p><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/03/images-1.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-290" title="images-1" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/03/images-1.jpeg" alt="" width="225" height="225" /></a>I numeri parlano chiaro: ogni anno 220 mila donne italiane muoiono nel loro letto.  Primo colpevole di questo femminicidio è il sistema circolatorio, le cui violente patologie sono responsabili del 44% dei decessi.    Per contro solo 160 le donne vittime di omicidi, e cioè lo 0.0005% della popolazione.</p>
<p>Perché allora le femministe urlano che “la famiglia uccide più della mafia”?</p>
<p>Perché allo stesso modo in cui è possibile rigirare i dati per sostenere che “il letto uccide più della mafia”, anche chi odia le famiglie può rigirare i dati per creare allarme sociale e chiedere maggiori fondi per centri femministi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<item>
		<title>La famiglia è il posto più sicuro per donne e bambini</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 18:36:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Number of View :2630Tweet Le madri sposate hanno probabilità da 2 a 3 volte minore di subire violenza rispetto alle madri single. I bambini figli di divorziate o di madri single hanno una probabilità di subire gravi abusi da 6 &#8230; <a href="http://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/famiglia-posto-sicuro/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Number of View :2630<br/><div class="igit_tsb_button" style="float: left; margin-right: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.centriantiviolenza.eu%2Fcafm%2Fgender_violence%2Ffamiglia-posto-sicuro%2F&amp;text=La+famiglia+%C3%A8+il+posto+pi%C3%B9+sicuro+per+donne+e+bambini&amp;count=horizontal&amp;via=" style="" class="twitter-share-button">Tweet</a></div><div>
<p><strong><br />
</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/01/images-2.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-226" title="images-2" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/01/images-2.jpeg" alt="" width="275" height="183" /></a>Le madri sposate hanno probabilità da 2 a 3 volte minore di subire violenza rispetto alle madri single.</li>
<li>I bambini figli di divorziate o di madri single hanno una probabilità di subire gravi abusi da 6 a 30 volte maggiore dei bambini che crescono nella loro famiglia (con entrambi i loro genitori biologici).</li>
<li>I bambini figli di madri che coabitano con persone diverse dai loro papà hanno una probabilità 73 volte maggiore di subire abusi mortali rispetto ai bambini che crescono nella loro famiglia.</li>
</ul>
</div>
<div>
<p>Sono i risultati di una ricerca scientifica basata sui dati del DOJ (Dep. of Justice) e NCVS (National Crime Victimization Survey) e pubblicata su <em><a href="http://www.heritage.org/Research/Reports/2002/04/Marriage-The-Safest-Place-for-Women-and-Children">Family e Marriage</a>,</em> in accordo con le fonti governative americane:</p>
<div>
<ul>
<li>“<em><a href="http://library.childwelfare.gov/cwig/ws/library/docs/gateway/Record?rpp=10&amp;upp=0&amp;m=1&amp;w=+NATIVE%28%27an%3D%27%27cd-36287%27%27%27%29&amp;r=1">i bambini che vivono con un surrogato dei loro padri biologici hanno probabilità 2.6 volte maggiore di subire maltrattamenti denunciati rispetto a quelli che vivono con il loro padre biologico</a>”</em>;</li>
<li>“<em>le ricerche indicano che alcuni bambini che vivono con un genitore solo hanno maggior probabilità di subire abusi fisici e sessuali e trascuratezza rispetto ai bambini che vivono con entrambi i loro genitori biologici</em>” [http://www.childwelfare.gov/can/factors/family/structure.cfm];</li>
<li>“<em>stare con un genitore solo; la violenza domestica; eventi difficili sono fattori che aumentano il rischio di maltrattamenti</em>” [http://www.childwelfare.gov/can/factors/family]</li>
</ul>
</div>
</div>
<div></div>
<div>L’organizzazione Svizzera IGM ha fornito dati sui bambini cresciuti senza padre:</div>
<div></div>
<div>
<ul>
<li><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/01/Unknown1.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-227" title="Unknown" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/01/Unknown1.jpeg" alt="" width="240" height="177" /></a>63% dei suicidi di giovani sono cresciuti senza padre,</li>
<li>71% delle minorenni incinte sono cresciute senza padre,</li>
<li>90% dei senzatetto minorenni sono cresciuti senza padre,</li>
<li>70% dei minorenni che finiscono in istituti pubblici sono cresciuti senza padre,</li>
<li>85% dei minorenni che finiscono in carcere sono cresciuti senza padre,</li>
<li>71% dei giovani che abbandonano la scuola sono cresciuti senza padre,</li>
<li>75% dei giovani drogati sono cresciuti senza padre.</li>
</ul>
</div>
<div>Una analisi dell’IPPR (Institute for Public Policy Research) inglese ha identificato come fattore comune fra le 18 aree più colpite nell’estate 2011 dalla delinquenza giovanile, un alto tasso di famiglie sfasciate e madri single. [Fonte: <a href="http://www.realfathersforjustice.org/news/index.php?itemid=556">Times</a>]. <a href="http://www.ilgiornale.it/esteri/processo_genitori_baby_teppisti/14-08-2011/articolo-id=540144-page=0-comments=1">È stato lampante, agli occhi dei giudici, che molti imputati avevano famiglie assenti o nel migliore dei casi una madre single incapace di imporsi</a>.</div>
<div>
<ul>
<li><a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2113026/Its-official-majority-Britains-dysfunctional-families-dad-home.html">66% delle famiglie problematiche inglesi sono prive di un padre</a>.</li>
<li><a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2113026/Its-official-majority-Britains-dysfunctional-families-dad-home.html">60% delle famiglie più disfunzionali sono guidate da una madre single</a>.</li>
</ul>
</div>
<div></div>
<div>
<div class="lyMe" id="WYL_uSMlIM9zLio" style="width:560px;height:315px;"><noscript><a href="http://youtu.be/uSMlIM9zLio"><img src="http://img.youtube.com/vi/uSMlIM9zLio/0.jpg" alt="" width="560" height="295" /><br />Watch this video on YouTube</a> Embedded with WP YouTube Lyte.</noscript></div>
<div class="lL" style="width:560px;"></div>
</div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<p><strong><a href="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/01/FemministaPinocchio.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-229" title="FemministaPinocchio" src="http://www.centriantiviolenza.eu/wp-content/uploads/2012/01/FemministaPinocchio.jpeg" alt="" width="90" height="100" /></a></strong><span style="color: #ff00ff;">E allora come mai </span>gruppi lesbo-femministi che vogliono distruggere gli uomini e la famiglia sostengono falsamente che, secondo i loro dati, questa sarebbe il luogo più pericoloso?  Perché manipolano i dati evitando di tenere in conto che le donne normali passano gran parte del loro tempo in famiglia.   Una donna che passa molto più tempo in casa che in un vicolo malfamato avrà più probabilità di subire un incidente in casa, ma questo non significa che il vicolo malfamato sia più sicuro!  Così come il fatto l&#8217;80% delle persone muoiano nel loro letto, non significa che il letto sia il posto più pericoloso del mondo.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;">La realtà è che droga, femminismo, prostituzione, famiglie sfasciate sono i veri fattori di rischio, che raramente si concretizzano appunto perché tante donne di buon senso si tengono alla larga da questi comportamenti autodistruttivi.</span></p>
</div>
<div></div>

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