Riccardo Cassarino

CORNATE.  Trascorrerà il Natale al gelo, a Roma a manifestare per il semplice diritto di un padre di vedere il proprio figlio. Ha venduto  la casa, fatto ogni sacrificio possibile ma questo non è bastato per  Riccardo Cassarino, 34 anni. La madre del suo bimbo di tre anni si è trasferita da tempo in Austria e, nonostante la legge glielo consentirebbe, gli nega ogni visita.
Una storia a quella di Riccardo residente per diversi anni a Cornate in via Dossi, oggi tornato a Paderno d’Adda- Nel mese di marzo del 20.10 la compagna dalla quale ha avuto il piccolo ha deciso di tornare in Austria dalla sua famiglia. A nulla sono valsi i tentativi di mediazione.. «Mi ero offerto di mantenerla qui – ha raccontato Cassarino – Le ho chiesto di restare più vicino, tutto pur di non vedermi portare via mio figlio. Ma lei è voluta andare via. Abbiamo fatto una scrittura-a privata con la quale le ho dato il consenso e non finirò mai di pentirmene».. Da allora è iniziata una battaglia legale. Dopo sei mesi, grazie ad una sentenza provvisoria, Cassarono poteva vedere il bimbo solo due ore ogni due settimane sotto la supervisione di un assistente sociale che per di più doveva pagare lui al costo di 88 euro. «Un – appuntamento che a volta saltava – ha spiegato – altre volte mi veniva fissato in mezzo alla settimana.

Spese per il viaggio, problemi . lavorò; davvero un incubo. Nei mesi scorsi c’è stata la sentenza definitiva che ha comportato anche la valutazione di uno psicologo «Ora sono definito ufficialmente ‘Amico del cuore” – ha proseguito l’uomo, avvilito
Incredibile. In Austria gli hanno dato il cognome della madre. In ogni caso avrei diritto a interi fine settimana, alle festività, come ad esempio il Natale. Ma nonostante il recentissimo ordine del Tribunale austriaco (quello italiano mi ha abbandonato immediatamente, nonostante il piccolo sia nato in Italia), la mia cx compagna non mi fa vedere il bambino. L’ultima volta sono stato costretto a lasciare iregali. di Natale alla poliziotta, che molto umanamente si è offerta di consegnarli al bambino per ne.. Piangendo ho infilato con lei alcune mie foto nella carta regalo per far vedere il suo papà a mio figlio… La poliziotta era basita e dopo aver parlato al telefono con la madre di mio figlio, l’ho vista disgustata. Io ero devastato».

Sabato e domenica Cassanno si unirà ad altri papà per andare a Roma davanti al Dipartimento giustizia minorile a Roma per «farci vedere dalla gente e dai Media,che ho già interpellato, a tenerci compagnia ed aiutarci nel giorno di Natale. Il giorno più triste dell’anno per me ormai. Mio figlio è lontano e io non so che altro fare per tentare di rivederlo. Sono davvero disposto a tutto»

Giornale di Vimercate 20 dicembre 2011

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