Maurizio Ventura

Savona. Non ha passato la notte incatenato davanti al tribunale, ma stamattina alle 7, puntuale, è tornato a legarsi all’ingresso del palazzo di Giustizia di Savona per continuare la sua protesta. Maurizio Ventura, il papà che si sarebbe visto portare via la figlia dalla moglie senza preavviso e con l’inganno, da ieri sta manifestando per rivendicare il suo diritto di essere padre.

La sua protesta sembra aver già portato a qualche risultato: “Sembra che verrò ascoltato dal Procuratore prima possibile. Presumo quindi che stasera mi slegherò da questa catena e finirà la mia protesta” spiega Ventura.

“Purtroppo però la mia battaglia non finirà perché inizierà tutto l’iter legale e sarà un caos, ma sono pronto. Non ho sentito la mia ex, ho ricevuto solo un messaggio ieri pomeriggio, al quale non ho ancora risposto, in cui mi dice che entro il 30 di questo mese devo lasciare la casa ed il resto” conclude l’uomo. Ventura resterà quindi incatenato sotto il tribunale almeno fino a quando non sarà ricevuto dal Procuratore. Nelle ultime ore il papà è stato invitato ad interrompere la sua manifestazione e ad allontanarsi dal cancello del tribunale, ma lui ha gentilmente respinto la richiesta: “Occupo lo spazio di una moto e non credo di dare molto fastidio. Se vogliono che io mi allontani mi dovranno spostare di peso”

Maurizio, insieme alla compagna (che ha altri tre bimbi da un precedente matrimonio), si era trasferito a Savona qualche anno fa da Gallarate, località dove ora è tornata a vivere la donna portando con sé la bimba e cambiandole residenza all’insaputa dell’uomo (almeno stando al suo racconto). Di qui la voglia di Maurizio di far sentire la propria voce che è uguale a tanti altri papà separati che lamentano una disparità di trattamento rispetto alle mamme nelle cause di separazione e per l’affidamento dei figli.

“Voglio avere la possibilità di vedere mia figlia crescere e di stare con lei” aveva detto ieri l’uomo che al momento non ha un lavoro e, il prossimo 15 settembre, dovrà lasciare l’abitazione che divideva con la sua compagna che, stando al racconto di Maurizio, ha disdetto il contratto d’affitto a sua insaputa.

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