Marco

Rai2.

Una bambina portata dalla madre separata 600 km lontano dal suo papà.

Nessuno la ha protetta.

Un papà costretto a trasferirsi al sud pur di stare con la figlia.

Ma la ex e la suocera fanno partire una falsa accusa di pedofilia, che servirà a separare papà e bambina per 7 anni.

Nessuno la ha protetta.

I falsi abusi si sarebbero consumati in una vasca arancione: 7 anni ci sono voluti per stabilire che era tutto falso, che quella vasca neanche esisteva.

Una bambina costretta a crescere con dei mostri.

Occorre intrordurre la pena di morte per le pedo-calunniatrici, e fermare i loro atti pedo-criminali prima che la gente si faccia giustizia da sola e protegga i bambini abbattendole, attivando protezioni efficaci ma legali per i bambini, vittime innocenti di queste spietate criminali che usano il sistema giudiziario per abusare dei figli.

Occorre denunciare ex art. 40 del codice penale gli operatori di giustizia che si lasciano usare dalle pedo-calunniatrici, magari commettendo in buona fede gravissimi errori, che di fatto significano aiutarle a realizzare i loro progetti pedo-criminali: appropriarsi di piccoli esseri umani innocenti a costo di devastarli.

Occorre che i loro avvocati vengano denunciati per concorso in maltrattamento su minore ed i loro nomi associati all’infamia con cui si sono arricchiti.

Ma Marco venne sbattuto in prima pagina come mostro, ed oggi la RAI non ha il coraggio di fare il nome della pedo-calunniatrice.

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