Leopoldo Cammarano

Sono il padre ma per la Polizia non posso vedere i figli

Mi chiamo Leopoldo Cammarano e desidero portare alla Vs. attenzione la triste vicenda che ho vissuto in qualità di genitore qualche giorno fa. La mia compagna ed io siamo in una situazione di non intesa e di contrasti, che attualmente sono in una fase iniziale di separazione.

La prima udienza di comparizione era stata fissata per il 20/10/2011 innanzi al Tribunale per i minori di Lecce definitasi senza alcun provvedimento. Premetto che non vi è alcun provvedimento giudiziario che mi impedisce di vedere e tenere con me i miei figli, pertanto in qualità di genitore esercente la patria potestà “AVREI” tutto il diritto di poter tenere con me mio figlio. Non sono un pregiudicato, non sono una persona violenta, sono un dipendente delle poste addetto ai servizi informatici e assistenza agli uffici postali.

Sta di fatto che la mia compagna si è allontanata da Ostuni per una visita dell’altro figlio a Milano, io vivo a Bitritto e appena saputo che la mia compagna e il piccolo stavano partendo ho chiesto del bimbo più grande ed ella mi comunicava che rimaneva ad Ostuni a casa di una amica. Mi sono precipitato da Bari ad Ostuni per poter tenere con me mio figlio, mi sono sempre occupato io di mio figlio quando la madre andava via per i ricoveri, sebbene telefonicamente chiedevo alla famiglia a cui era stato affidato mio figlio di potergli parlare mi veniva negato pertanto preannunciavo che da li a poco sarei andato a riprenderlo per tenerlo con me, giunto ad Ostuni, al netto rifiuto di queste persone, in quanto non rispondevano ne al citofono ne alla porta, alle 20.48 ho chiesto l’intervento della Polizia di Ostuni, la pattuglia intervenuta si è limitata a chiedere a queste persone, oltretutto senza la mia presenza, del bambino e se ci fosse qualche provvedimento che mi impedisse di portare con me mio figlio.

Gli stessi agenti mi informavano che avevo ragione e che non vi era alcun provvedimento ma non potevo portarlo via con me. Allora gli ho chiesto: “Fatemi vedere mio figlio, voglio chiedergli come sta e dargli un bacio anche in vostra presenza”, umiliandomi anche a chiedere di essere perquisito. Anche questa ulteriore mia richiesta mi è stata negata, il bambino mi veniva ancora negato, lo stesso è stato trattenuto in casa di queste persone privandolo della propria libertà e di incontrare il padre.

Ho contattato immediatamente il mio legale il quale mi confermava che era mio pieno diritto vedere mio figlio e anche di portarlo con me, a tale conversazione hanno assistito anche gli agenti, i quali con somma superficialità hanno chinato il capo e sono andati via. Mentre andavano via io ho detto loro le testuali parole: “Ma scusate voi non siete padri come me non vi sentite imbarazzati a comportarvi in questo modo, mi potete dire a quale codice vi state attenendo. State lasciando mio figlio in mano ad estranei e mi state negando un sacrosanto diritto”. La pattuglia è andata via e mi sono recato immediatamente alla questura di Ostuni, recatomi sul posto ho chiesto di incontrare un ufficiale, anche questo mi è stato negato, volevo chiedere conto del comportamento di questi agenti e se il loro operato fosse legalmente regolare.

VERGOGNA! e poi non ci meravigliamo del disamore che regna tra figli e genitori, sono le istituzioni che applicano leggi che non esistono. Desidero conoscere una sola ragione del perchè io non potevo tenere con me mio figlio e addirittura non l’ho potuto nemmeno baciare e fargli una carezza distinti saluti alla direzione e una grazie se vorrà pubblicare questo vergognoso episodio tutto italiano.

Da una lettera pubblicata su http://affaritaliani.libero.it/cronache/sono-il-padre-ma-per-la-polizia-non-posso-vedere-i-figli041111.html

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