Progetti e strategie per l’attuazione del vero affido condiviso.

Stati Generali sulla Giustizia Familiare — Roma 5-7 maggio 2011

Intervento del Prof. Marino Maglietta

 

Parte 1

 

Parte 2

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Deprivazione e alienazione genitoriale. Nel nome dei figli di Vittorio Vezzetti

Stati Generali sulla Giustizia Familiare — Roma 5-7 maggio 2011

Intervento del dr. Vittorio Vezzetti

 

Parte 1

 

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Le responsabilità del sistema giudiziario. Mobbing Genitoriale e Sindrome del Genitore Malevolo.

Stati Generali sulla Giustizia Familiare — Roma 5-7 maggio 2011

Intervento del dr. Gaetano Giordano


Parte 1

 

Parte 2

 

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Affido condiviso, bigenitorialità e strategie di deroga. Antonella Flati / Avv. Thomas Del Monte

Stati Generali sulla Giustizia Familiare — Roma 5-7 maggio 2011

Intervento di Thomas Del Monte (Antonella Flati)

 

 

Il movimento femminile per la parità genitoriale è nato spontaneamente a sostegno della parità di diritti e doveri fra genitori è composto da donne, elemento fondamentale per demolire il luogo comune che vorrebbe quella per il condiviso una “battaglia dei padri”.

Nonne, foglie, sorelle, nipoti, nuove mogli e nuove compagne…
Il Movimento è molto fluido, composto da realtà diverse fra loro ma convergenti su alcuni obiettivi comuni.

Il principale è la necessità di sfatare i luoghi comuni, gli stereotipi qualunquisti che si accaniscono a definire il dibattito sulle separazioni come una guerra tra i sessi.

A qualcuno serve continuare a mettere i diritti di un uomo in contrapposizione ai diritti di una donna, attenzione: non dobbiamo cadere in trappola

I diritti dell’infanzia, che fine fanno?

Tutti se ne riempiono la bocca, ma poi chi li considera realmente?

Lo dico io che ne ho subito la mancanza, e solo chi ha avuto un vuoto enorme può sapere quanto quel vuoto ha pesato nella vita, nele scelte del futuro.

Il diritto dei figli a ricevere cure ed affetto da entrambi i genitori è una conquista di civiltà che dobbiamo difendere con le unghie e con i denti

Donne e uomini non importa, meglio definirci persone di buonsenso

Non deve essere una guerra dei sessi, chi si accanisce a sostenerla o non conosce la materia o è in malafede.

Da queste guerre alinenanti i figli sono quelli che hanno la peggio,che si sentono in colpa perchè amano entrambi i genitori, perchè desiderano vedere i nonni o le zie o i cugini.

Diciamo NO alle guerre dei sessi e apriamo le porte dei nostri cuori e delle nostre menti per il bene dei nostri figli.

Lo dico a testa alta, da Donna con la d maiuscola che dedica energie e risorse a sostenere la bigenitorialità e i diritto umano di ogni bambino alla famiglia.

Antonella Flati

Ripresa video a cura di radioradicale.it

 

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L’affido condiviso negato. Tiberio Timperi.

Stati Generali sulla Giustizia Familiare — Roma 5-7 maggio 2011

Intervento di Tiberio Timperi

 

Parte 1

 

Parte 2

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L’attuale sistema del divorzio discrimina le donne

Stati Generali sulla Giustizia Familiare – Roma 5-7 maggio 2011

Intervento di Adriana Tisselli

 

 

Vorrei soffermarmi un attimo sul nome scelto dal nostro movimento.
Movimento femminile per la parità.  Parità è la parola chiave.
Parità intesa come pari opportunità ovvero uguaglianza di trattamento tra donne e uomini.

Inoltre al termine parità abbiamo aggiunto l’aggettivo genitoriale: poiché intendiamo  madre e padre come due due soggetti che stanno e interagiscono sullo stesso piano

Purtroppo quello che succede oggi è sotto gli occhi di tutti: la fabbrica della separazione e dei divorzi produce sempre più vittime: uomini, donne ma soprattutto bambini.

Inutile qui discutere ulteriormente quanto la discriminazione sul maschile sia oltremodo sproporzionata e preoccupante; è stato già analizzato ampiamente.
L’aspetto più drammatico è l’assenza di un vera presa di coscienza da parte del mondo politico, in forma ampia, affinchè qualcuno si faccia davvero carico di questa emergenza sociale  e vi ponga rimedio (per altro i suggerimenti non mancano).

Tuttavia esistono ancora degli aspetti che possono sfuggire nella complessità del tema separativo.
Noi – MOVIMENTO FEMMINILE PER LA PARITA’ GENITORIALE rappresentiamo una realtà che mira ad evidenziare quanto il “pensiero” a senso unico di protezione del femminile, sia arrivato – per assurdo! – ad ignorare e persino a ledere alcuni aspetti del femminile stesso.

Può sembrare un’affermazione apparentemente contraddittoria… eppure proprio laddove vi sono delle esclusività, si producono nuove esclusioni/.

Perchè non solo padre e madre sono uguali.

Anche madre e madre dovrebbero essere uguali, e così pure padre e padre.

Cosa sto cercando di dire?

Sto cercando di introdurre il tema delle delle famiglie cosiddette di seconda generazione, ovvero quei nuovi nuclei familiari che, talvolta, si formano dopo una separazione o un divorzio.

Infatti, se davanti al fallimento di una relazione matrimoniale saltano all’occhio rabbia, smarrimento, disperazione… (nei casi migliori)…. rapimenti, omicidi e suicidi (nei casi peggiori) occorre invece sostenere dare spazio a coloro che nella vita perseguono la linea della “rigenerazione affettiva” della ricostruzione di una famiglia come habitat idoneo per “riprovarci” per ridare un senso alla vita propria  e dei propri cari, per offrire un nido accogliente “nei limiti del possibile” per figli presenti e futuri.

Si tratta dell’accoglimento e dell’armonizzazione di un fallimento che muta in qualcosa che dà origine ad un nuovo nucleo familiare con un padre e una madre che possono avere figli da precedenti matrimoni e/o relazioni e che a loro volta possono generare altri figli.

In seguito ad una separazione, vi sono uomini che si risposano e creano famiglie magari con donne che non si sono ancora sposate; così come vi sono donne già sposate (e divorziate) che uniscono ad uomini che non si sono mai sposati prima, in una sorta di continua fluidità che riassesta le “vite” e ridistribuisce i rapporti familiari.

[ Per dare un senso positivo alla nostra esistenza su questa terra.]

Tutto questo passa necessariamente non solo da un’evoluzione culturale della società  ma anche dalla percezione che il mondo politico dovrebbe avere di questa società per come realmente è nel momento presente.
Allora perchè un movimento femminile è oggi qui sul palco in un panorama che vede prevalentemente solo uomini parlare di “danni collaterali del divorzio” e deprivazione dei figli?

Perchè il tema dell’uguaglianza E DELLA TUTELA dei minori, fra figli nati in costanza di matrimonio o da coppie di fatto, deve necessariamente espandersi ai figli nati in famiglie di seconda generazione, in un ‘ottica di apertura e svincolo da pregiudizi come il concetto di figli di primo letto o famiglie di prima generazione… concetti dal sapore – oserei dire – medioevale!

Perciò: se è vero che i bambini in teoria hanno tutti eguale diritto ad essere tutelati, non si capisce perchè anche tutte le famiglie – in quanto habitat naturale di questi bambini – non possano essere ugualmente tutelate!

E sì che è passato quasi mezzo secolo dal referendum nazionale sul divorzio!

Inoltre, vorrei in questa sede sottolineare che l’assenza di dignità che quotidianamente schiaccia il genitore escluso dalla frequentazione dei figli, grazie ad un finto affido condiviso,  è la stessa che offende e perseguita la compagna o la seconda moglie di un papà che ha provato di nuovo a ricostruire una famiglia.

La stessa regia, caratterizzata da scarsa attenzione e superficialità  è quella che offende e perseguita la sorella di questo papà, che offende e perseguita la mamma di questo papà o, peggio ancora, che destabilizza e fa soffrire gli altri figli di questo papà!!!

E’ quella regia che apparentemente tutela il femminile… ma forse sarebbe giusto dire che tutela solo UN FEMMINILE (quello di prima generazione) a discapito DI ALTRI FEMMINILI… quindi della tutela DI QUALE femminile stiamo parlando?

Oggi abbiamo bisogno più che mai di una cultura che cresca con la società, con questa società, e non di un “grande fratello” volto a rinchiudere le persone in schemi organizzativi arcaici ormai estranei alla realtà dei nostri giorni.

Noi non vogliamo una giustizia intenta a prevaricare, talvolta persino con violenza, la sfera degli affetti, bensì una giustizia attenta ad applicare le leggi.

Noi non vogliamo un parlamento concentrato solo sulle poltrone, ma un parlamento capace di raccogliere le istanze del popolo che rappresenta.

L’incomprensibile disegno che sta alla base della cosiddetta PRASSI secondo la quale i figli per una sorta di ineluttabile corso degli eventi perdono un genitore (il padre) quando intercorre una separazione, è esattamente lo stesso che mette su due piani diversi i figli avuti da due donne diverse in base ad un mero criterio “cronologico”… il figlio privilegiato è solo quello “di primo letto”

Ed è sempre lo stesso disegno, originato delle stesse menti, dalla stessa cultura ingessata che riufiuta ostinatamente di traghettarci nel terzo millennio con una ventata di crescita morale e civile ormai divenuta assolutamente indispensabile.

I “Patti Pre-Matrimoniali” evidenziamo l’assenza di un importante passaggio legislativo nel nostro paese. Il “Divorzio Breve” appare fondamentale a liberare gli individui da inutili fardelli e lungaggini burocratici.

Resta sul tappeto la questione delle famiglie di seconda generazione e figli conseguenti senza produrre discriminazioni e sofferenze ulteriori…

Questa solo è la pari opportunità che il femminile si sta giocando col pieno appoggio del maschile, in un’ottica di politica familiare collaborativa e  sinergica, finalmente al passo coi tempi.
Il Movimento Femminile per la Parità Genitoriale – lo ribadiamo – è formato da donne – compagne, sorelle, seconde mogli, figlie di papà separati –  responsabili e indipendenti, capaci di autodeterminarsi: donne che non sono nemiche degli uomini bensì sono le loro nuove alleate, nel vero solo e unico supremo interesse dei figli.

Gruppo Facebook del “movimento femminile per la parità genitoriale” http://www.facebook.com/home.php?sk=group_189931427704480

Fonte riprese video radioradicale.it

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La disuguaglianza crea conflitto

Sui giornali ancora l’ennesima norma discriminatoria a privilegio di un sesso sull’altro, dopo quote rosa, leggi e finanziamenti di genere, l’ultima trovata è questa: 3 donne su 10 nei CDA (consigli direttivi aziendali delle SPA) per OBBLIGO di legge. Esultano le femministe dal PD al PDL. Esulta la ministra pari opportunità che, dice, spingerà in tutti i modi il provvedimento.


Protesta invece la società civile ed il mondo aziendale delle quasi 3000 SPA presenti sul territorio italiano. Tale imposizione dicono gli addetti ai lavori (ed il buon senso) uccide la meritocrazia, ed è sulla meritocrazia che si basa l’efficienza e la bontà di una azienda.

Con questa norma 1000 superdirigenti saranno donne, non per requisiti ma per obbligo. Che dirigenti saranno? Una norma tra l’altro incostituzionale perché viola l’Articolo 3 che vieta la discriminazione in base a sesso; pare oramai che la Costituzione Italiana venga considerata più che un riferimento.. un ostacolo ai propri comodi personali e politici.

Il provvedimento porterà soltanto ad avere persone meno capaci nei punti cardine della gestione aziendale. E’ un dato di fatto, in altri stati tali misure hanno portato scompenso, sofferenza e grande antipatia, come spiega l’ultima indagine EUROFOUND 2010 effettuata su 20.000 aziende europee: secondo l’indagine 2 lavoratori su 3 preferiscono un capo uomo, di fatto le donne (elette appunto tramite “scorciatoie”) risultano essere più lunatiche, ipercritiche e poco obiettive; a subire maggiormente sono proprio le dipendenti donne, anche a livello fisico col manifestarsi di una serie di patologie psicosomatiche. Infine sempre secondo l’indagine le maggiori mobbers/bulle sono proprio le donne manager, che vedono spesso il ruolo di capo non come una posizione di responsabilità e decisione ma come uno strumento di potere e controllo.

Chissà perché in TUTTE le Costituzioni occidentali moderne esiste un “articolo 3”, fondamento di pace e coesione sociale, che vieta di discriminare la gente in base al sesso. Chissà perché…

 

http://www.foggiapress.it/rubriche/la-parola-ai-cittadini/1951-la-disuguaglianza-crea-conflitto.html

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Cresce il comitato spontaneo “Fabrizio Adornato”

Fabrizio Adornato – il maresciallo dei carabinieri che è in sciopero della fame da 24 giorni per protestare contro la malagiustizia familiare – diventano sempre di più gli aderenti al comitato spontaneo.

Dalla capitale e dalle città più disparate giungono sostenitori che si alternano civilmente sotto lo slogan “siamo tutti Fabrizio Adornato”, garantendo continuità alla protesta cominciata quasi un mese fa.

 

Nella foto Antonella Flati (movimento femminile per la parità genitoriale) e Fabio Nestola (Fe.N.Bi.)

 

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“IL BAMBINO DEL MERCOLEDÌ” di Gianluigi Schiavon

Il libro racconta una storia che colpisce allo stomaco.  La storia è quella del piccolo Giò e del suo babbo separato, il Signor B.

Una vicenda di ordinaria e straordinaria ingiustizia, che trasforma la vita di un bambino in un percorso a ostacoli popolato di angeli e di demoni.

I primi, in questa guerra chiamata separazione, lo difendono, gli altri lo tormentano. Giò e il Signor B lottano per restare insieme. Scendono in campo anche magistrati e assistenti sociali capaci di azioni tanto efferate sulle spalle di un bambino in età da scuola materna, da riuscire a trasformare il suo rapporto con il padre in un vicolo cieco, talmente disseminato di trappole da rendere le loro visite un giallo.

Dalla notte della Vigilia di Natale, in cui il bambino fu strappato ai suoi regali e ai suoi affetti, fino agli incontri protetti, e al giorno in cui il piccolo Giò si vide improvvisamente e senza ragione negata la possibilità della consueta visita settimanale.

Assieme a tutto il resto.

E si ritrovò a protestare, e piangere, e fra le lacrime urlare:  “Ma domani è mercoledì!”

Titolo : “Il bambino del mercoledì”
Autore : Gianluigi Schiavon
Editore : Giraldi Editore
Anno : 2008

Gianluigi Schiavon, nato a Padova, vive a Bologna. Giornalista de “Il Resto del Carlino”, ha lavorato anche a “La Repubblica”, “Il Gazzettino” e per varie riviste.
Per Giraldi ha pubblicato il romanzo “50 minuti. L’inganno nel cassetto”, surreale storia di un morto che continua a vedere e sentire ciò che accade intorno a lui.

 

Gianluigi Schivaon giornalista e scrittore, intervenuto a Matrix in onda su Canale 5 il 31 marzo 2011

 

[Fonte http://www.giraldieditore.it/index.php?option=com_content&view=article&id=398%3Ail-bambino-del-mercoledi&catid=45%3Aopere&Itemid=1]

 

La storia approda su Canale 5 mercoledì 31/03/2011 a Matrix.

 

 

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La “sottrazione coatta di minori e i falsi abusi” sono all’ordine del giorno: non permettere che capiti anche a te

Ho avuto i mezzi ed il tempo necessario per documentarmi ed accertarmi, seguendo la logica della ragionevole convinzione, che le leggi non vadano ignorate anche se spesso non se ne comprende l’applicazione.

Sono circa 38.000 gli assistenti sociali che operano sul territorio italiano, un esercito di professionisti a disposizione del servizio pubblico e privato, ma nemmeno uno/a destinato alle forze del ordine che intervengono spesso impreparate, non per loro colpa, a dispute e liti familiari sempre crescenti. Credo sia lì, in quelle liti e in quegli interventi delle “esterni”, che si crea la la vera violenza nei confronti di un minore, compresa la perdita di credibilità di un buon padre, verso il resto della collettivita’ ma soprattutto verso il proprio figlio che si accorge della impotenza del proprio genitore.

Il tribunale dei minori, le procure, gli assistenti sociali preposti ed il legislatore debbono al più’ presto rendersi conto che noi papa’ non veniamo formati in nessuna scuola e che comunque passiamo la nostra vita a cercare di educare i nostri figli dando il massimo di noi stessi nella speranza di tramandare tutto ciò che di meglio abbiamo imparato da questa società sempre piu confusa e disordinata, dove tutto (loro compresi) ruota attorno al pregiudizio di persone incompetenti ed irresponsabili che valutano quotidianamente la nostra “idoneita’ genitoriale” calpestando senza alcun rispetto i nostri diritti e quelli dei nostri figli.

I “ centri antiviolenza” a mio avviso sono un mezzo illegale e pericoloso, dove vengono raccolte spesso dichiarazioni di presunta violenza sulle donne e su i minori che,  senza la dovuta attenzione e con molto pregiudizio si imposessano della nostra famiglia e del nostro futuro.

Sara mio dovere divulgare e far conoscenza a tutti quei papa’ o uomini futuri il grande “orrore”ed il grave danno subito da tutte le famiglie coinvolte in questo vortice di negligenza legislativa del sistema giudiziario italiano.

In sintesi se la tua compagna o moglie che sia decide che tu debba pagarla cara, sappi che ne ha tutti i mezzi e che tu non troverai nessuno pronto ad ascoltarti; ma sopratutto cercherai di capire invano.

La “sottrazione coatta di minori e i falsi abusi” sono all’ ordine del giorno non permettere che capiti anche a te.

Andrea M.

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