Cane conteso, coppia finisce in tribunale

False accuse di maltrattamento e di anaffettività, alienazione genitoriale, associazioni unite sotto lo slogan Madre Uber Alles.   Questi sono i metodi con cui avvocati combattono le cause di affido dei bambini, devastandoli fingendo di fare il “supremo interesse del minore”.

La storia di cui ci occupiamo prende le origini nella provincia di Padova, dove, come in tutte le parti del mondo a ogni minuto, Cupido scaglia la sua freccia, talvolta avvelenata con una sostanza tossica a lento rilascio.

Siamo nel 2008 e Valentina incontra il suo Lui che è di Rubano. Scocca l’amore e i due diventano fidanzati. L’anno successivo lui le regala un bel cucciolo di Labrador al quale vien dato il nome di Jack. Visto che la coppia decide di convivere nella casa di lei, Jack naturalmente ne segue le orme, condividendo la stessa abitazione, come è giusto che sia. «Jack ha sempre vissuto con me – narra Valentina – è sempre stato più con la mia presenza affettiva che con la presenza ben poco affettiva del mio compagno».

E immagino che già da queste parole possiate capire che il veleno, nella freccia di Cupido, cominciava presto ad agire. La storia che racconta Valentina non solo è di scarsa affezione, da parte del compagno, verso Jack, ma addirittura si tinge di giallo, quando lei narra alle autorità e ai legali che il suo dolce amore non disdegnava di sferrare calci nella pancia del povero cane, il quale, più di una volta, era costretto a farsi la pipì addosso per la paura.
Per quanto poi riguarda la salute di Jack, questa, secondo Valentina, era interamente demandata al suo buon cuore visto che lui se ne fregava.
Visite, vaccinazioni e controlli dal, veterinario, come testimoniato dal sanitario, vedevano quasi sempre arrivare una sola coppia in clinica: Jack ovviamente e Valentina. Chi era poi a portare Jack e Spillo, l’altro cane della famiglia di Valentina, a fare le canoniche passeggiate vi lascio immaginare chi era. Sì, proprio lei, Valentina. Le poche volte che il suo amore (sempre meno amato) era a casa in panciolle e lei gli chiedeva di portare i cani a fare due passi veniva fuori un impegno inderogabile, magari il derby che in effetti qualche volta potrebbe anche avere una valenza di inderogabilità. E sia chiaro che non dico questo per difendere lui che, avrete già capito non mi sta molto simpatico, ma l’intera categoria dei maschietti.

Il veleno di Cupido colpisce duro e, a marzo di quest’anno, lui decide di mollare Valentina e se ne va dal nido d’amore, ovvero la casa di lei. Pochi giorni e lui fa scattare una denuncia per appropriazione indebita di Jack. Sì, d’accordo lui glielo aveva regalato, ma si sa l’amore acceca momentaneamente le facoltà mentali che poi riprendono a lavorare. Il cane è intestato a lui. Poche balle, amore o no, regalo o no, carta canta e villan dorme. E infatti, Jack viene messo ai domiciliari a casa di lui per tre giorni. Ma Valentina sotto coi legali e un giudice di Padova decreta che il cane torni a casa sua. Finita la storia? No, perché il 29 novembre a casa di Valentina si presentano un avvocato, l’ufficiale giudiziario e un veterinario. Le pignorano il cane, facendolo salire nel baule dell’auto di lui dove un Jack riluttante è costretto a iniziare un altro viaggio per l’appartamento di lui al secondo piano di un condominio. Valentina è disperata e Jack pure, a detta di lei. A questo punto arrivano gli animalisti che, di notte, mettono uno striscione minaccioso sulla di lui magione. «Non staremo qui a vedere un cane strappato alla sua mamma». La morale della storia, se vogliamo trarne una, è che Cupido ha delle frecce taroccate (ma si sapeva) e che è bene non regalare mai animali, neanche al proprio amore.

http://www.ilgiornale.it/news/interni/se-nella-coppia-che-scoppia-stare-male-solo-cane-863517.html

Curioso come l’accusa di maltrattamento sul cane conteso arriva solo quando serve per la causa e non al momento in cui si sarebbero verificati i fatti.

 

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