La violenza sulle madri‏ — di Vittorio Vezzetti

…  Dove sarebbe andato a parare questa volta l’avvocato Aquilani?

“Io voglio farvi il caso di due mie clienti. Una cugina dell’altra, a due anni di distanza l’una dall’altra…  così capirete quanto è ipocrita il sistema.

La prima rimase incinta di un ragazzotto ignorante come una scarpa ma, almeno, pieno di quattrini. Volle tenere il bambino ma il padre si rifiutò di riconoscerlo.

La donna intentò causa di riconoscimento. Lasciamo perdere ogni altra considerazione maligna… il figlio era del ragazzo e avrebbe dovuto riconoscerlo.                                                                                                                            Bene, rimanemmo in causa oltre un anno. Il legale di controparte era un separato. Politicamente impegnato e sempre pronto a elargire sorrisi, aiuti e commenti benevoli alle organizzazioni per l’emancipazione femminile ma… non rifiutò il ricco cliente: pecunia non olet! Venne rigettato il primo test del DNA, cambiarono due giudici… alla fine la mia cliente vinse. E ottenne il riconoscimento di paternità. Bene, sapete cosa decise il giudice? Spese compensate. Anzi, i periti se li dovette pagare la mia cliente. E non erano due lire.

Si vede che era un vizio di famiglia ma anche la seconda cugina rimase ingravidata da un tizio. Senza il becco di un quattrino. Che rifiutò di riconoscere il pargolo.

La donna tenne il figlio. Tra l’altro con qualche problema di salute. Un giorno ella venne da me e mi chiese un parere. Io le online drugs without prescription illustrai la trafila.

Dovetti spiegarle, però, che nell’esperienza precedente -cosa che peraltro conosceva benissimo- alla cugina era rimasto da rifondere un sacco di quattrini. Anche se, a lungo andare, con l’assegno dell’uomo sarebbe riuscita a ripagarsi le spese.

Bene, sapete che mi disse la neo mamma? Guardi avvocato, io di soldi ne ho pochi e il padre del bimbo è un disgraziato morto di fame. Lasciamo perdere. I pochi soldi che ho me li tengo per curare mio figlio che ha pure una brutta malattia.

E così il disgraziato la fece franca. Ecco, nessuno ne parla, ma questa è la vera violenza, sottile ed occulta, del sistema sulle donne. E sui bambini”.

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Dal libro del dott. Vezzetti “Nel nome dei figli” (BookSprint edizioni): il primo romanzo-thriller italiano interamente ambientato nei meandri del Diritto di Famiglia.

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Una risposta a La violenza sulle madri‏ — di Vittorio Vezzetti

  1. ivan scrive:

    Io penso che in una situazione del genere non la fai mai franca, perche’ arriva un momento in cui quel figlio crescera’ e ti cerchera’ per dirti in faccia quanto poco vali.
    Se ti e’ rimasto un briciolo di dignita’ quelle parole ti accompagneranno fino alla morte e ti renderanno la vita un inferno.
    D’altro canto senza un padre cosi’ un figlio crescera’ sicuramente meglio diventando un uomo migliore del padre naturale.

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