L’Italia “protegge” un bambino

Le vicende parallele di due bambini coinvolti in false accuse da madri che, quando hanno perso l’affido a favore dei padri giudicati idonei, hanno sottratto i figli portandoli in altri continenti (Andrew dall’Australia all’Olanda e Liam dall’America all’Italia) illustra le differenze fra il sistema legale olandese (caso risolto in 4 mesi) e quello italiano (caso non risolto dopo 4 anni, con grave danno per la vita di un bambino e per l’immagine del nostro paese all’estero):

Due casi di sottrazione internazionale di minore che hanno ricevuto ampio risalto sulla stampa
2007: Liam viene ritrovato in Italia, ma viene lasciato alla madre, che ripete le accuse già giudicate false; il sistema giudiziario italiano impiega un anno per confermarne la falsità.2008: La madre perde la potestà, Liam viene messo in una casa-famiglia.  Ma la madre continua a vederlo e non viene ricostruito il rapporto con il padre.

2009: Liam viene nuovamente sottratto dalla madre.

2010: Liam viene ri-ritrovato, e questa volta affidato ad un parente della madre; finalmente viene ricostruito il rapporto con il padre, che può iniziare a rivedere il figlio sebbene un politico tenti di opporsi.

2011: Liam è ancora presso lo zio materno, bambini americani vendono limonate per aiutare il padre di Liam ad andare a trovare suo figlio.

6 settembre 2010: Andrew viene ritrovato in Olanda ed affidato ai Servizi incaricati di ricostruire il rapporto con suo papà.

30 novembre 2010: viene deciso che Andrew può ritornare con papà in Australia. La donna fa appello.
6 dicembre 2010: si conclude il lavoro dei Servizi, e Andrew torna a vivere con suo papà.
12 gennaio 2011: la corte di appello conferma la sentenza.
18 gennaio 2011: Andrew torna a casa con suo papà.

Un sistema lento di fatto invita i genitori non idonei a mettere i giudici di fronte al fatto compiuto, esponendo tanti bambini a gravi rischi, fra cui l’alienazione genitoriale.   Se nel 2007 i giudici italiani avessero avallato le sentenze già emesse negli USA, il seguito non sarebbe mai avvenuto.

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Se nel 2008 gli avessero permesso di rientrare negli USA, i locali specialisti nella cura dell’alienazione genitoriale avrebbero potuto offrigli le rapide cure necessarie.

Fonti:

  • http://www.facebook.com/group.php?v=wall&ref=ts&gid=113164302398
  • http://saveliam.org/SaveLiam.org/How_to_Help.html
  • http://www.causes.com/causes/179688-missing-child-andrew-john-thompson
  • http://www.findandrew.com/Documents/31Jan2011MediaStatement.pdf

 

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