Caso Adornato: interrogazione parlamentare sul falso affido condiviso


Interrogazione a risposta scritta 4-12746

presentata da

RITA BERNARDINI
martedì 19 luglio 2011, seduta n.504
BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. – 

Al Ministro della giustizia.

– Per sapere – premesso che:

l’8 febbraio 2006 il Parlamento ha approvato a larghissima maggioranza la legge n. 54 (cosiddetto affido condiviso), contenente disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento dei figli;

il principale enunciato di questa norma, in linea con la cultura dominante, in tema di famiglie separate, vigente nei Paesi dell’Unione europea, afferma che «anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale»;

il signor Fabrizio Adornato, maresciallo capo e vice comandante del comando stazione carabinieri di Ronco Scrivia (Genova), genitore separato di una bambina di cui avrebbe l’affidamento condiviso, per via di decisioni discutibili adottate dai tribunali non riesce più a condurre una vita normale e altissimo è il rischio di non potersi più relazionare adeguatamente con la propria figlia;

negli anni, i magistrati avrebbero emesso sentenze ad esclusiva tutela della figura materna, e stando a quanto pubblicamente sostiene il signor Adornato, avrebbero dato prova di accanimento giudiziario, perseguendo interessi personali e commettendo chiare omissioni in fase processuale;

così, dal 2001 lo stipendio del maresciallo Adornato è stato decurtato di una cifra pari a circa 500 euro, e dal mese di febbraio 2011 la decurtazione, per effetto di un pignoramento richiesto dalla ex moglie e incondizionatamente accolto dai giudici, è salita ad euro 820 mensili;

con i rimanenti 700 euro il maresciallo Adornato, in dispregio della documentazione da cui ben si evince la sua situazione reddituale, dovrebbe pagare l’affitto del nuovo immobile, la rata dell’autoveicolo, il vitto suo e della bambina, le utenze di luce, gas ed acqua, nonché condurre una pur minima vita sociale;

l’impossibilità di rispettare gli impegni economici, evidentemente superiori al reddito disponibile residuo, non consentirà al maresciallo Adornato di continuare a sostenere i costi di una abitazione e seguire la crescita della figlia in un ambiente familiare adeguato;

il maresciallo Adornato ha sporto denuncia nei confronti di tre pubblici ministeri di tre vice procuratori onorari della procura di Genova per omissione di atti d’ufficio ed interesse privato in atti di ufficio;

in relazione a tali esposti/querela, nonostante sia trascorso molto tempo, a quanto consta agli interroganti, non v’è ancora alcun riscontro da parte della magistratura competente;

tale stato di cose, inoltre, ha costretto il maresciallo Adornato ad un estenuante sciopero della fame che lo ha portato ad un grave stato di debilitazione fisica, e solo l’intervento di amici e persone che gli vogliono bene ha scongiurato peggiori conseguenze;

vicende come quella del maresciallo Adornato rappresentano, ad avviso degli interroganti, un danno per la collettività intera, per i figli e per tutti i familiari. Migliaia di cittadini italiani oggi versano nelle medesime condizioni del signor Adornato, non trovando alcuna tutela all’interno di prassi giudiziarie che perseguono, in tal modo, l’interesse di un solo genere, discriminando l’altro;

la Repubblica italiana si basa sul principio dello Stato di diritto e del rispetto della legge -:

quali iniziative normative il Governo intenda assumere alla luce di quanto descritto in premessa per rendere inequivocabili la necessità di bilanciamento tra i due generi nelle cause di separazione e affidamento dei figli.(4-12746)

 

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