Bambine vittime di mafia e di femminismo di Stato?

20 luglio 2011: un papà torna a casa e non trova la moglie ed i figli, due bambine ed un bambino.  Viene a sapere che di nascosto la moglie li ha portati con sé da un suo amante, un killer mafioso pentito e protetto dallo stato.  Si rivolge allo stato per avere giustizia, e la risposta che riceve ha dell’incredibile: il papà non può vedere le sue figlie perché lo stato con la scusa di PROTEGGERE le bambine le ha messe insieme al killer mafioso.  Il papà lamenta che non riesce più a sentire nemmeno telefonicamente le sue figlie, mentre le figlie del collaboratore di giustizia vanno tranquillamente a passeggio.

Verrebbe da ridere, se non fosse una tragedia, un concentrato di arbitrarietà e di disprezzo femminista verso i diritti di papà e bambini.

Uno stato che non rispetta i diritti umani dei suoi cittadini si pone al livello della mafia che dice di combattere.

Paradossalmente, se il papà si affiliasse alla mafia, sparasse a chi ha commesso tale abuso, e poi si pentisse, allora questo stato lo premierebbe e riconoscerebbe i diritti dei suoi figli?

Vicenda tratta da: http://www.adiantum.it/public/2658-l´amante-mafioso-(pentito)-della-madre-fatto-prevalere-sul-padre.-interviene-il-tar.asp

http://www.adiantum.it/public/2664-bari,-malagiustizia-scatenata–le-bambine-sottratte-al-padre-rimangono-con-la-madre-e-con-il-mafioso.asp

 

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