on 13 luglio 2010 by Lorella in Primo Piano, Comments (3)

Solo due domande per l’On. Mara Carfagna. Ministro risponda!

Onorevole,

durante alcune Sue comparse nel corso di trasmissioni televisive abbiamo assistito ai suoi interventi sul tema “violenza sulle donne”.

Il caso vuole che insieme a diverse persone utilizziamo il social network Facebook per discutere di questo stesso argomento, cercando di contestualizzarlo nella realta’ sociale dei nostri giorni.

Durante questa esperienza ci siamo convinti che la violenza non ha la caratteristica peculiare di abbatersi solo sul genere femminile: riguarda invece sia uomini che donne, il più delle volte individui “immersi” in un ambito  di coppia.

Lasciando da parte quelle che sono dinamiche complesse della violenza in ambito relazionale, ci lascia quantomeno perplessi il Suo considerare la violenza sulle donne una sorta di emergenza nazionale a fronte della quale l’intero paese dovrebbe compiere il massimo sforzo investendo il massimo delle risorse disponibili.

Infatti, anche qualora Ella ritenesse giustificato un allarme per l’alto numero di omicidi femminili (circa 150 ogni anno), non si comprende perché lo stesso allarme non venga rilevato e affrontato con pari attenzione per quello che riguarda gli omicidi maschili che – stando alle statistiche più recenti – sarebbero pressapoco 3 volte più numerosi di quelli femminili (ogni anno muoiono “ammazzati” circa 450 uomini).

Inutile nascondere che non comprendiamo come Ella interpreti la delega del suo Ministero per le Pari Opportunita’ giacché se parita’ deve essere vorremo che la priorita’ nelle emergenze seguisse, per quanto possibile, il criterio logico delle statistiche comparate.

Quello che emerge dai Suoi interventi, ci perdoni, è che Ella consideri banale, scontata, ovvia, la morte dei maschi, e drammatica solo quella delle donne.

Paradossalmente, a nostro avviso viene fuori, dalle Sue prese di posizione, proprio una elegia della violenza.

Come considerare, altrimenti, un Ministro delle Pari Opportunità che si disinteressa  del tutto di una violenza tre volte maggiore di un’altra, e proclama un’emergenza nazionale per un problema tre volte più ridotto?

Possiamo solo pensare che apprezza la violenza quando è sui maschi.

E, dunque, che vuole ignorare, se non addirittura online pharmacy without a prescription style=”color: #ff0000;”>legittimare, la violenza come regola nei rapporti umani, salvo quando si tratta di una parte della popolazione.

Come interpretare, d’altra parte, il Suo assordante silenzio sul tragico incremento degli infanticidi?

Da parte nostra, on crediamo più al mito della donna vittima/santa contrapposto  a quello dell’uomo carnefice/criminale:  anche perché abbiamo potuto verificare che effettivante i dati spesso divulgati sono parziali, decontestualizzati e, in riferimento ad un eventuale allarme sociale, mal interpretati.

D’altra parte, Le ricordiamo che nel 2006 l’ISTAT pubblicò una ricerca sulla “Vita di Coppia” (qui il link) dalla quale emergeva che, con qualche differenza relativa alla geografia e al livello socio-culturale, circa 8 donne su 10 dichiaravano di avere pari potere decisionale nella coppia, rispetto al partner maschile.

Un dato che contraddice pienamente e senza appello l’ipotesi di fondo, e cioè che la violenza sulle donne esprima una sopraffazione da parte del partner maschile.

E lascia invece ipotizzare una evidenza drammatica, che le prese di posizione “politically correct” come la sua, che individuano l’emergenza nella violenza “sulle donne”, possono solo occultare: e cioè che la violenza è ormai un nesso quotidiano e “nomale” della nostra vita, legata dunque non al “genere” (altrimenti la ricerca sulle abitudini della coppia direbbe cose del tutto opposte), ma a una cultura che vede nella violenza una modalità “quotidiana” di gestione delle differenze nelle relazioni (di qualsiasi tipo, e come molti altri esempi  nostro avviso indicano).

Ogni anno nel nostro paese abbiamo circa 600 omicidi (Questa l’emergenza) e circa 150 di questi riguardano donne.

Resta il dato quindi che ogni anno in Italia muoiono “ammazzati” circa 450 esseri umani di sesso maschile.

La violenza sulle donne è una brutta cosa ma, vorremmo far presente, che anche quella maschile non è cosa da ridere.

Per questa ragione vorremmo porLe queste due brevi domande alle quali ci attendiamo una Sua cortese risposta.

1) Onorevole Carfagna per quale ragione si sostiene che la violenza sulle donne sia una emergenza nazionale arrivando al punto di interpretare ad hoc risultati di indagini preconfezionate per poter dire che oltre 5.000.000 di donne sono vittime di violenza maschile mentre, allo stesso tempo e senza nessuna necessita’ di farlo, si confondono comportamenti di nessun rilievo (del tipo ” non mi piace il colore della maglia” ecc.) con azioni delittuose al fine di gonfiare i dati oggettivi? In altri termini: gli uomini muoiono molto di più delle donne. Per lavoro (ha mai letto le statistiche dei morti di lavoro?), per incidenti, per emigrazione: perché molto più esposti delle donne a subire gli attacchi di una vita quotidiana sempre più violenta e difficile. Non ritiene che, come Ministro delle Pari Opportunità, Ella dovrebbe occuparsi soprattutto di queste differenze?

2) Onorevole Carfagna, non ritiene Ella che il lanciare allarmismi di genere, rischi solo di esasperare il clima di violenza (come avviene in ogni forma di criminalizzazione di una parte da parte di un’altra)  e crei solo ulteriore disagio e violenza, aggravando per di più la percezione del nostro paese come un luogo insicuro, popolato da uomini violenti (che non risultano assolutamente tali se prendiamo i dati di altre indagini) mentre non considera affatto altre statistiche che vedono invece gli uomini – e soprattutto i bambini, i grandi dimenticati nelle Sue emergenze (sa di quanto sono aumentati gli infanticidi da madre?) – vittime di comportamenti femminili di tipo criminoso quali veri e propri episodi di violenza fisica e sessuale fino ai più raffinati meccanismo di mobbing, genitoriale e non, che solo raramente vengono denunciati e che, pur non riuscendo ad avere l’onore delle cronache, sicuramente ci piace pensare ella  conosca nel loro spessore assolutamente non trascurabile’?

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3 Comments

  1. Roberto Castelli

    14 luglio 2010 @ 05:30

    Ne parliamo da tempo di violenza inversa e istituzionalizzata, quella che una nazione intera
    insieme alL’On. Carfagna finge non esista ed invece rappresenta un tumore che nel silenzio generale rode le fondamente del sistema famigla italiano:

    http://www.genitorisottratti.it/2010/05/dentro-la-mistificazione-della-notizia.html

    http://www.genitorisottratti.it/2010/05/meno-violenza-maschile-se.html

    http://www.genitorisottratti.it/2010/06/accusa-falsa-e-srtrumentale.html

    http://www.genitorisottratti.it/2010/06/comunicazione-sesso-unico.html

    http://www.genitorisottratti.it/2010/06/depressione-post-partum.html

    http://www.genitorisottratti.it/2010/05/lideologia-trionfa-sulla-parita.html

    E l’unica indagine che esiste sulla violenza verso il maschile è frutto di una
    inizativa on-line, non certo frutto del lavoro delle pari opportunità, anzi….
    lavoro di tanti volontari che hanno capito da tempo come gira per chi dovrebbe
    monitorare le pari opportunità e si dimeostra sempre più “pari opportunista”:

    http://indagine-violenzadomesticasulluomo.blogspot.com/

  2. nanni pepino

    14 luglio 2010 @ 06:42

    condivido in pieno e farò girare

  3. anna

    14 luglio 2010 @ 10:08

    Condivido e aggiungo che secondo me è vera violenza e vera emarginazione creare separazioni: cioè la violenza è una parte ancestrale dell’essere umano…crescere deve veler dire trasformarla in altra energia. La violenza ha vari risvolti e degenerazioni…anche di stampo sociale e religioso….parlare della violenza alle donne vuol dire non parlare della violenza in tutti i suoi vissuti….e quindi: divide ut impera!!!!

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