on 14 luglio 2010 by Lorella in Primo Piano, Comments (5)

Solo due domande per l’On. Mara Carfagna. Ministro risponda!

Onorevole,

durante alcune Sue comparse nel corso di trasmissioni televisive abbiamo assistito ai suoi interventi sul tema “violenza sulle donne”.

Il caso vuole che insieme a diverse persone utilizziamo il social network Facebook per discutere di questo stesso argomento, cercando di contestualizzarlo nella realta’ sociale dei nostri giorni.

Durante questa esperienza ci siamo convinti che la violenza non ha la caratteristica peculiare di abbatersi solo sul genere femminile: riguarda invece sia uomini che donne, il più delle volte individui “immersi” in un ambito di coppia.

Lasciando da parte quelle che sono dinamiche complesse della violenza in ambito relazionale, ci lascia quantomeno perplessi il Suo considerare la violenza sulle donne una sorta di emergenza nazionale a fronte della quale l’intero paese dovrebbe compiere il massimo sforzo investendo il massimo delle risorse disponibili.

Infatti, anche qualora Ella ritenesse giustificato un allarme per l’alto numero di omicidi femminili (circa 150 ogni anno), non si comprende perché lo stesso allarme non venga rilevato e affrontato con pari attenzione per quello che riguarda gli omicidi maschili che – stando alle statistiche più recenti – sarebbero pressapoco 3 volte più numerosi di quelli femminili (ogni anno muoiono “ammazzati” circa 450 uomini).

Inutile nascondere che non comprendiamo come Ella interpreti la delega del suo Ministero per le Pari Opportunita’ giacché se parita’ deve essere vorremo che la priorita’ nelle emergenze seguisse, per quanto possibile, il criterio logico delle statistiche comparate.

Quello che emerge dai Suoi interventi, ci perdoni, è che Ella consideri banale, scontata, ovvia, la morte dei maschi, e drammatica solo quella delle donne.

Paradossalmente, a nostro avviso viene fuori, dalle Sue prese di posizione, proprio una elegia della violenza.

Come considerare, altrimenti, un Ministro delle Pari Opportunità che si disinteressa del tutto di una violenza tre volte maggiore di un’altra, e proclama un’emergenza nazionale per un problema tre volte più ridotto?

Possiamo solo pensare che apprezza la violenza quando è sui maschi.

E, dunque, che vuole ignorare, se non addirittura legittimare, la violenza come regola nei rapporti umani, salvo quando si tratta di una parte della popolazione.

Come interpretare, d’altra parte, il Suo assordante silenzio sul tragico incremento degli infanticidi?

Da parte nostra, on crediamo più al mito della donna vittima/santa contrapposto a quello dell’uomo carnefice/criminale: anche perché abbiamo potuto verificare che effettivante i dati spesso divulgati sono parziali, decontestualizzati e, in riferimento ad un eventuale allarme sociale, mal interpretati.

D’altra parte, Le ricordiamo che nel 2006 l’ISTAT pubblicò una ricerca sulla “Vita di Coppia” (qui il link) dalla quale emergeva che, con qualche differenza relativa alla geografia e al livello socio-culturale, circa 8 donne su 10 dichiaravano di avere pari potere decisionale nella coppia, rispetto al partner maschile.

Un dato che contraddice pienamente e senza appello l’ipotesi di fondo, e cioè che la violenza sulle donne esprima una sopraffazione da parte del partner maschile.

E lascia invece ipotizzare una evidenza drammatica, che le prese di posizione “politically correct” come la sua, che individuano l’emergenza nella violenza “sulle donne”, possono solo occultare: e cioè che la violenza è ormai un nesso quotidiano e “nomale” della nostra vita, legata dunque non al “genere” (altrimenti la ricerca sulle abitudini della coppia direbbe cose del tutto opposte), ma a una cultura che vede nella violenza una modalità “quotidiana” di gestione delle differenze nelle relazioni (di qualsiasi tipo, e come molti altri esempi nostro avviso indicano).

Ogni anno nel nostro paese abbiamo circa 600 omicidi (Questa l’emergenza) e circa 150 di questi riguardano donne.

Resta il dato quindi che ogni anno in Italia muoiono “ammazzati” circa 450 esseri umani di buy prescription drugs online without a prescription sesso maschile.

La violenza sulle donne è una brutta cosa ma, vorremmo far presente, che anche quella maschile non è cosa da ridere.

Per questa ragione vorremmo porLe queste due brevi domande alle quali ci attendiamo una Sua cortese risposta.

1) Onorevole Carfagna per quale ragione si sostiene che la violenza sulle donne sia una emergenza nazionale arrivando al punto di interpretare ad hoc risultati di indagini preconfezionate per poter dire che oltre 5.000.000 di donne sono vittime di violenza maschile mentre, allo stesso tempo e senza nessuna necessita’ di farlo, si confondono comportamenti di nessun rilievo (del tipo ” non mi piace il colore della maglia” ecc.) con azioni delittuose al fine di gonfiare i dati oggettivi? In altri termini: gli uomini muoiono molto di più delle donne. Per lavoro (ha mai letto le statistiche dei morti di lavoro?), per incidenti, per emigrazione: perché molto più esposti delle donne a subire gli attacchi di una vita quotidiana sempre più violenta e difficile. Non ritiene che, come Ministro delle Pari Opportunità, Ella dovrebbe occuparsi soprattutto di queste differenze?

2) Onorevole Carfagna, non ritiene Ella che il lanciare allarmismi di genere, rischi solo di esasperare il clima di violenza (come avviene in ogni forma di criminalizzazione di una parte da parte di un’altra) e crei solo ulteriore disagio e violenza, aggravando per di più la percezione del nostro paese come un luogo insicuro, popolato da uomini violenti (che non risultano assolutamente tali se prendiamo i dati di altre indagini) mentre non considera affatto altre statistiche che vedono invece gli uomini – e soprattutto i bambini, i grandi dimenticati nelle Sue emergenze (sa di quanto sono aumentati gli infanticidi da madre?) – vittime di comportamenti femminili di tipo criminoso quali veri e propri episodi di violenza fisica e sessuale fino ai più raffinati meccanismo di mobbing, genitoriale e non, che solo raramente vengono denunciati e che, pur non riuscendo ad avere l’onore delle cronache, sicuramente ci piace pensare ella conosca nel loro spessore assolutamente non trascurabile’?

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5 Comments

  1. Rodolfo Bava

    14 luglio 2010 @ 19:53

    La “parità” tra uomini e donne è, come al solito, concepita all'”italiana”.
    Chi non ricorda, alcuni anni or sono, dei bandi, da parte della Regione Calabria,per potere usufruire della Legge 488, riservati esclusivamente al gentil sesso (in tale occasione, presentò la domanda un solo uomo, ma non so come sia andata a finire, se escluso oppure no)? E potrei continuare…

  2. Marta

    15 luglio 2010 @ 07:12

    Sicuramente è un’argomento talmente delicato che dovrebbe essere discusso in maniera più seria anche dalle istituzioni.
    Penso anche che dovrebbe essere fatta prevenzione parlando del problema partendo dalle scuole, dove magari alcuni studenti possono avere avuto esperienze personali in famiglia.Bisogna spiegare loro che saranno donne e uomini del domami come comportarsi in caso di violenza.
    E sinceramente penso che molte trasmissione televisive hanno un modo sbagliato di trattare l’argomento….Di certo su determinati argomenti io lascierei stare la percentuale di persone che vedono o non vedono la medesima trasmissione.Dovrebbe essere trattato diversamente tutto.
    Ad es la percentuale di omicidi fatta dalle donne verso gli uomini è praticamente nascosta alla popolazione Italiana,io stessa non sapevo niente di questa cosa ma grazie a voi ora sò…Però dovrebbero sapere tutti queste cose.
    Ora Vi saluto e ringrazio per l’informazione attenta che fate.

  3. Ilaria

    15 luglio 2010 @ 12:36

    Diciamo che questo Blog o cio’ che è strumentalizza non poco l’argomento … e cio’ che scrive e interessante ma strumentalizza delle informazioni tipo quelle sull’i.s.t.a.t dove nessuno a messo link da dove è stata presa questa notizia… ed io lascierò questo commento convinta che non verrà mai messo sotto questo articolo … Diciamo che gli omicidi che subiscono gli uomini in questo caso poco c’entrano con la violenza subita dalle donne e dai bambini … bisogna combattere ogni tipo di violenza e non sminuire cio’ che per anni non si è fatto per le donne!
    Ilaria

  4. leo FONTAN

    15 luglio 2010 @ 13:25

    METTERE LA CARFAGNA IN DIFFICOLTA’, NON E’ UNA VIOLENZA. E’PORLA NEL SUO AMBITO . . – ISTTUZIONALE

  5. admin

    15 luglio 2010 @ 13:31

    Il corpo delle donne è il corpo delle donne e basta!

    Non è un koan zen, anche se potrebbe tranquillamente esserlo.

    Ma il corpo delle donne è davvero il corpo delle donne, e a nessuno va di oltraggiarlo o gestirlo – escludendo individui criminali o malati (ma nessuno si azzardi a dire che esser maschio significa esser violento! Sarebbe odio di genere… no?).

    Le stanno provando tutte per cercare di costruire intorno alle donne in quanto tali il ruolo di vittime: la violenza di genere (e non tra persone!), la pubblicità che mercifica il corpo della donna (ma chi la fa questa pubblicità? Non sarà – come vedremo – una donna?) e, adesso, pure la PAS e l’AFFIDO CONDIVISO.

    Dicono che la PAS non esiste, che è un modo per far trionfare i maschi padri e consentir loro di essere pedofili.
    Roba simile, portata in Tribunale, sarebbe una vera calunnia.

    Dato che è una accusa rivolta ai maschi, allora è una calunnia di genere…. giusto?

    Alle donne – pardom: alle femministe – è permesso incitare all’odio e alla calunnia di genere? Lasciamo perdere…

    E l’affido condiviso?
    Avere il desiderio di stare accanto ai propri figli quanto ci sta l’altro genitore – nel caso dei padri, stare con i propri figli come e quanto ci sta la madre – è un tentativo di controllare il corpo delle donne?

    Come dire che vietare l’alcool a chi guida è un tentativo di gestire il corpo degli automobilisti… visto che si ha bisogno del padre nel proprio vivere così come si ha bisogno della sobrietà quando si guida…

    Se c’è uno sfruttamento dei corpi, è quello dei corpi maschili: sul lavoro, nelle guerre. E nella procreazione.
    Il vero sfruttamento è quello dei corpi maschili.

    I corpi maschili sono sfruttati per generare reddito e per generare figli.
    E i figli creano reddito, in caso di separazione.
    Garantiscono uno stipendio a chi ne fa fruttare l’esistenza attraverso il ruolo genitoriale.

    Per questo ora vengono a dire che la PAS e l’AFFIDO CONDIVISO sono strumenti per gestire il corpo delle donne.
    Perché in realtà tutelano il corpo degli uomini dallo sfruttamento che se ne fa per creare reddito, figli, benessere.
    E assegni di mantenimento.

    PER QUESTO VOGLIAMO DIRE BASTA ALLA MANIPOLAZIONE IDEOLOGICA CHE SI FA DEL “CORPO DELLE DONNE”.

    PER DIFENDERE IL CORPO DEI PADRI E IL CORPO DEI FIGLI TRAVOLTI DALLE SEPARAZIONI INSENSATE CHE ASSEGNANO ALL’UOMO E AI FIGLI IL COMPITO REALE DI CORPI DA SFRUTTARE.

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