on 22 luglio 2010 by Lorella in Primo Piano, Comments (0)

Quando la “misandria” andò all’attacco della Corte Costituzionale

La logica del femminismo misandrico  (o nazifemminismo)  è sempre la stessa: la Giustizia è giusta se mi da ragione!

Cercavamo di spiegare qui che il femminismo nella sua radicalita’ contro la famiglia era di fatto un movimento anti-costituzionale. Dicevamo anche che molte norme volute da quel movimento per tutelare alcune vittime di violenza (enormemente e incredibilmente gonfiate nei numeri) avevano finito per togliere al nostro ordinamento giudiziario i requisiti per poter essere considerato uno stato di diritto venendo meno in molti casi anche a quelli che erano e sono i principi costituzionali in base ai quali qualsiasi altra legge deve essere “osservante”. Diversamente saremmo di fronte ad un colpo di stato operato su base giudiziaria.

Ci riferiamo al recente “verdetto” dela Corte costituzionale che cancella la norma con la quale si imponeva la detenzione in carcere – quale misura cautelare (e questo è il punto da sottolineare: non come misura definitiva, ma anche prima di ogni verdetto e dunque a carico di presunti innocenti) – per le ipotesi di reato aventi a che fare con violenza sessuale, atti sessuali con minorenni e prostituzione minorile.

La Corte ha stabilito che, IN ASSENZA DI UN GIUDIZIO DEFINITIVO, prima del quale chiunque è da considerarsi innocente  (e nello specifico degli abusi sessuali, probabilmente anche per i dati afferiti circa il malcostume dei falsi abusi e false accuse tutt’altro che trascurabili n.d.r.) – il giudice ha la possibilità di disporre misure alternative per salvaguardare le esigenze cautelari.

Pensare che questa statuizione della Corte Costituzionale sia una lesione di un principio di giustizia, come in molti stanno facendo sapere, a cominciare addirittura da un Ministro della Repubblica Italiana, che per primo dovrebbe rispettare le sentenze della Corte Costituzionale, viola in sé il principio base del nostro ordinamento, che vuole l’accusato innocente fino a prova contraria e assegna al Giudice il ruolo di terzo fra le parti.

Sappiamo benissimo qual è la percentuale di false accuse di abuso sessuale. a detta degli stessi PM che si occupano di reati del genere.

Pretendere che si vada in carcere per accuse tutte da dimostrare e la cui strumentalità è ormai riconosciuta dagli stessi magistrati, significa violare ogni principio di giustizia.

E la Corte Costituzionale ha voluto porre un drastico Viagra Online freno all’equazione: accusato di violenza sessuale = colpevole.


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