on 28 febbraio 2012 by SilvioA in Archivio, Primo Piano, Comments (1)

Perché solo il 5% delle strade solo intitolate a donne?

“Gli uomini sono geneticamente inferiori alle donne”, Andrea Lynne, femminista

“Noi siamo, come genere, infinitamente superiori agli uomini”, Elizabeth Cady Stanton, femminista

Le femministe lamentano che solo il 5% delle strade è intitolato a donne.  È sessismo o rispecchia la realtà, e quindi le donne hanno contribuito solo al 5% del genere umano?   Per rispondere abbiamo elencato in ogni campo i più grandi geni: 5 uomini e 5 donne.


Contrariamente al razzismo femminista, il risultato indubbio è che nella realtà, dagli albori della storia in ogni campo i migliori sono uomini. I migliori atleti. I migliori scienziati. I migliori cuochi. I migliori musiciti, stilisti. Piloti. Leader politici e religiosi.  Esploratori.  Ingegneri. Pittori. Scultori. Filosofi. Giornalisti. Nonostante passi falsi, criminali e problemi, il progresso umano dalla caverna ad oggi è indubitabile, ed è in massima parte frutto dell’ingegno e dello spirito di impresa maschile.

La questione quindi è: perché?

1) IPOTESI FEMMINISTA: complotto demo-giudo-maschilista

La cultura è così infusa di pensiero patriarcale che deve essere sradicata.  Nulla deve essere preservato,
nenche le discipline della logica, matematica e scienza”, Daphne Patai e Noretta Koertge, in Professing Feminism, 1994

La realtà si scontra con il paraocchi dell’ideologia femminista portando alla calunnia di genere.  Le femministe incolpano di tutto gli uomini, e sostengono che le donne avrebbero dato un contributo trascurabile al progresso umano perché oppresse dalla violenza maschile. Sostengono che “tutta la storia dovrà essere riscritta in termini di oppressione delle donne” (dalla “Dichiarazione di Femminismo”, 1971) ovvero in chiave misandrica: sarebbe solo grazie alle femministe che le donne avrebbero conquistato il diritto al voto un secolo fa, dopo secoli di oppressione maschile.

In realtà per secoli non c’è stato nessun diritto al voto: re e regine comandavano, e tanti uomini sono morti combattendo per la libertà. Furono le oppressioni della regina Maria Antonietta a contribuire alla Rivoluzione Francese del 1789. Mentre in Russia dominava l’imperatrice Caterina II, ed in Inghilterra stava per aprirsi il secolo della regina Vittoria. In Inghilterra alle donne fu concesso il diritto di voto solo 11 anni dopo che gli uomini lo ebbero conquistato; furono uomini come John Stuart Mill, John Bright and Richard Cobden a combattere per il voto alle donne; e la regina Vittoria ad opporsi al voto femminile.

Nei vari paesi, accadde similmente che il diritto al voto, appena conquistato con il sangue, non fu inizialmente regalato a tutti. A seconda delle legislazioni, potevano votare le donne ricche; oppure chiunque avesse servito la Patria.  Con il tempo si è gradualmente arrivati all’attuale sistema del suffragio universale, che include tutti ma espone al populismo.  Il suffragio universale fu istituito in Germania e Russia già dopo la prima guerra mondiale, e portò a due dittature (Hitler fu liberamente eletto). All’estremo opposto, la pacifica Svizzera ha preferito aspettare fino al 1972 per concedere il voto alle donne.

Inoltre, l’oppressione, anche quella vera, non ha impedito a persone capaci di ottenere grandi risultati. Ad esempio, gli ebrei sono stati oppressi per davvero (campi di concentramento, porgrom,…),  sono 100 volte meno numerosi delle donne (le donne sono il 50% della popolazione umana, gli ebrei sono lo 0.2%), ma hanno grandemente contribuito al progresso umano (fra i premi Nobel per la Fisica troviamo 2 donne, Curie e Meyer, e 44 ebrei: Pauli, Feynman, Weinberg, Einstein…).  Un esempio concreto: le femministe tentano di far credere che la relatività fu inventata non da Einstein, ma da sua moglie Maric! È vero invece che la Maric divorziando si prese i soldi del premio Nobel ed i figli.

In conclusione, l’ipotesi femminista è falsificata dalla realtà.

2) IPOTESI CULTURALE.

Uomini e donne sarebbero uguali ma le bambine venivano educate dai loro genitori a rimanere lontano da questioni intellettuali, per  occuparsi solo di problemi ‘femminili’.

Eppure, la scienza è fiorita mentre il mondo era governato dalla regina Vittoria.

Eppure, nei secoli scorsi l’attività intellettuale non era una carriera promettente: tanti geni hanno dovuto disobbedire ai genitori, che volevano avviarli a carriere remunerative.  Un secolo fa essere donna era forse un ostacolo in più, ma solo uno fra i tanti.

Eppure, le donne venivano educate alla musica: ma anche qui tutti i grande compositori sono uomini.

Eppure, anche ora che questo gap culturale è stato colmato, gli uomini continuano ad eccellere.  I dati (EU commission, Statistics and Indicators on Gender Equality in Science) dicono dicono infatti che, sebbene le donne abbiano raggiunto la parità nelle science `soft’ (nelle quali decidere chi è bravo e chi no è una convenzione sociale) gli uomini continuano a prevalere in quelle `hard’ (nelle quali i criteri di successo sono più obiettivi).

Eppure, le ricerche scientifiche mostrano differenze fra cervello maschile e femminile: in alcuni casi a favore degli uomini (ragionamento matematico, visualizzazione tri-dimensionale, attitudine al rischio, interesse negli oggetti…) ed in altri a favore delle donne  (riconoscere volti ed emozioni, abilità verbale, attitudine alla cooperazione, interesse nelle persone…).  Darwin in “The Descent of Men and Selection in Relation to Sex” espose l’ipotesi (oggi non accreditata) secondo cui la selezione naturale, e quindi l’evoluzione, ha agito più sugli uomini, abituati a competere ed a combattere, che sulle donne.

In conclusione, l’ipotesi culturale appare sbagliata.

3) IPOTESI BIOLOGICA: più geni e più idioti.

Nelle varie qualità di cui è stata misurata la distribuzione statistica gli uomini tendono ad avere una varianza maggiore.  Ad esempio, il “quoziente di intelligenza” IQ è una combinazione di tante capacità, che può essere ragionevolmente ed arbitrariamente  definita in modo che  uomini e donne abbiano in media la stessa intelligenza:  IQ = 100.  Ma gli uomini hanno una variabilità attorno alla media maggiore di circa il 15% rispetto alle donne.

In termini di media e deviazione standard di una distribuzione Gaussiana, si ha IQ = 100 ± 17 per gli uomini ed IQ = 100 ± 15 per le donne.  La differenza nella varianza, e quelle nelle medie delle singole abilità sembrano rimanere le stesse in diverse culture (dall’Europa all’Amazzonia), in diverse epoche (prima e dopo il femminismo), ed anche in altri mammiferi, ed esistere già dalla nascita.

Questo significa che, in una società basata sul merito individuale, la proporzione fra uomini e donne deve aumentare a favore degli uomini mano a mano che si considerano attività sempre più prestigiose.  Summers, rettore di Harvard, ha mostrato che nelle università americane tale proporzione varia mano a mano che si sale dalle università meno prestigiose a quelle più prestigiose fino ai premi Nobel nel modo previsto dalla diversa varianza.  All’altro estremo, la proporzione di uomini simmetricamente aumenta nei lavori peggiori e nelle carceri.  Le donne sono invece la maggioranza dei lavori intermedi. In conclusione, le quote rosa non sono già necessarie, in quanto la nostra società già riconosce le persone meritevoli indipendentemente dal loro sesso.

Conclusione: le femministe lo hanno fatto licenziare ed hanno preteso valanghe di soldi per incrementare le quote di donne ad Harvard, a spese di uomini più capaci.

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1 commento

  1. Menomale che Anepeta c'e'! - Pagina 12 - FobiaSociale.com

    20 maggio 2011 @ 09:41

    […] Re: Menomale che Anepeta c'e'! http://www.centriantiviolenza.eu/comunicazionidigenere…za-e-maschile/ […]

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