on 28 novembre 2011 by news in Archivio, Primo Piano, Comments (0)

Morsi e botte ai figli. Due anni e 8 mesi alla mamma affidataria.

Quarantenne condannata a 2 anni e 8 mesi: vita d’inferno
fino a quando uno di loro si è rivolto a “Telefono Azzurro”

Maltrattava i figli rendendo la loro vita un inferno di terrore.

Farà appena 2 anni e 8 mesi di reclusione.

Protagonista della drammatica vicenda una quarantenne padovana, ora residente nel Vicentino, condannata a 2 anni e 8 mesi di reclusione per maltrattamenti nei confronti dei tre figli di 16, 10 e 3 anni.

Il giudice Deborah De Stefano del Tribunale monocratico di Bassano del Grappa non ha accolto la richiesta della pubblica accusa che aveva chiesto per la donna, difesa dall’avvocato Massimo Malipiero, 4 anni e 10 mesi di reclusione.

In sede di dibattimento – sono sfilati anche trenta testimoni – è stato accertato che la donna per futili motivi picchiava abitualmente i tre ragazzini, si scatenava con ceffoni nei confronti del più piccolo mentre ai due maggiori riservava percosse delle quali portano ancora le cicatrici, come hanno confermato i referti per lesioni nei confronti dei due bambini.

Percuoteva i ragazzini con ceffoni, calci, morsi a volte li picchiava utilizzando il manico di una scopa, un battipanni, delle scarpe o altri oggetti personali, li frustava con rami di piante, fino a ferirli.

La quarantenne inoltre li costringeva ad alzarsi molto prima dell’orario consueto per ragazzini che frequentano la scuola.

Prima di uscire di casa infatti li costringeva a svolgere le faccende domestiche e spesso, come è emerso dal processo, non preparava loro nemmeno da mangiare, così i suoi tre figli erano costretti a prepararsi il pranzo da soli.

Una vita difficile e drammatica per i ragazzini, intrisa di paura alla vista della madre, portata alla luce solo nel 2008 quando il figlio di 10 anni ha avvisato “Telefono Azzurro” di quanto accadeva in famiglia.

La macchina di salvataggio per i ragazzi si è subito messa in moto, nell’abitazione di quella che a vicini e conoscenti sembrava una normale famiglia agiata, sono intervenuti i servizi sociali.

Gli assistenti sociali hanno compiuto tutti gli accertamenti del caso verificando quanto accadeva e lo stato di costante terrore nel quale vivevano da almeno otto anni i tre ragazzini.

Così è scattata la denuncia per la madre mentre i suoi tre figli sono stati affidati ai rispettivi padri: il minore, infatti, è figlio del secondo marito della quarantenne.

Fino al momento della disperata richiesta di aiuto che ha fatto emergere la tragica vicenda, nulla era trapelato. Nessuno di quanti erano in rapporto con la famiglia o con i piccoli si era reso conto dell’inferno nel quale vivevano.

I bambini non erano riusciti a confidare a nessuno cosa succedeva tra le pareti domestiche, quanto fosse feroce la loro madre.

Una donna istruita, stimata e apprezzata nel suo lavoro, dove ricopre un posto di responsabilità

 

http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=171269&sez=NORDEST

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