on 13 luglio 2012 by Anna in Senza categoria, Comments (1)

Madre separata condannata per maltrattamenti: le responsabilità del sistema giudiziario

Da 10 anni un bambino italiano è stato privato del suo papà; pochi giorni fa è passata in giudicato una prima condanna a 16 mesi per la madre, cui si aggiunge una ulteriore condanna più pesante attualmente in primo grado.

Mentre i giudici e gli addetti ai lavori colgono la gravità di quanto subito dal bambino, ancora in mano a chi lo ha maltrattato, la stampa generalista minimizza e quasi ci scherza su, parlando di “condanna per troppo amore”.

Sul Corriere della Sera, Isabella Bossi-Ferdigotti, pur stigmatizzando la madre, commenta che, a suo dire, il padre avrà certamente qualche responsabilità nel rancore così profondo della madre:

[Il padre] avrà magari peccato economicamente o sentimentalmente contro la sua ex – tanto odio egoista e cieco altrimenti non si spiega – ma la vendetta, tremenda vendetta, infinitamente più del padre finisce per colpire il figlio […]

Nessuno si sognerebbe mai di cercare di trovare giustificazioni per un pedofilo!

Così come la pedofilia esiste ma è incomprensibile per le persone normali, allo stesso modo alcune persone (spesso provenienti da famiglie patologiche) sono affette da un altrettanto incomprensibile impulso che le spinge a voler possedere un figlio.   Ed infatti, secondo gli organi di stampa, gravi problemi vengono osservati non solo contro il padre: “non va mai in bagno a scuola, perché deve fare i propri bisogni solo a casa propria”.

Occorre riconoscere che questa patologia esiste e, come la pedofilia, è del tutto incompatibile con il ruolo genitoriale, che occorre immediatamente proteggere i bambini.

Questo bambino è ancora in mano alla madre, condannata per maltrattamenti e decaduta dalla potestà genitoriale, come se in Italia mamma e mafia potessero fare carta straccia delle sentenze.

Purtroppo il sistema giudiziario italiano, con le sue sentenze sessiste a favore delle madri, ha messo bambini in mano a madri anche patologiche.

 

Circa il 5% della popolazione, uomini e donne in egual misura, è affetto da devianze psicologiche.  Affidando i bambini al genitore femmina invece che ad entrambi i genitori o al genitore sano, quasi il 5% dei bambini figli di genitori separati vengono messi in balia a tale devianze.

I dati confermano tale situazione disastrosa: in Italia oggi si riscontano patologie in circa 200,000 bambini figli di genitori separati, una incidenza più che doppia rispetto al livello nel resto della popolazione.   Tali patologie non appaiono essere causate dalla separazione, ma dal sistema che la gestisce.  Infatti tale incremento si registra in Italia, ma non in quegli altri paesi, come la Francia e la Svezia, che garantiscono il reale diritto dei figli di genitori separati alla bi-genitorialità.

Invece in Italia, a margine di una udienza in cui la madre di un bambino veniva sanzionata collezionando un secondo ammonimento (con sanzione pecuniaria di 1000 euro più spese legali) che andava ad aggiungersi a due decreti penali e a due condanne penali pregeresse art. 388 cp, la coppia veniva ammonita dai magistrati circa l’imminenza di un affidamento del bambino ai Servizi Sociali fermo restando il collocamento presso la madre. All’osservazione del padre che però tutte le condotte ilecite e la conflittualità non erano di sua iniziativa e alla precisa domanda :”Mi scusi, Signor Presidente, ma col padre mai? Io non ho sanzioni”, la risposta lapidaria era: “No. Per andar col padre ci vuola una lunga CTU. I bambini non sono pacchi postali”.  Tutto ciò sebbene il papà in questione è un pediatra, curante di 950 bambini, appena intervenuto tre volte in Commissione Giustizia del Senato nell’ambito della riforma dell’affido condiviso, vincitore con la sua onlus di due bandi regionali sulla mediazione familiare, relatore e docente a numerosissimi convegni di pediatri e giuristi sul tema del figlio di separati, collaboratore a due progetti di legge sul condiviso nonché formatore dei Servizi Sociali provinciali un paio d’anni orsono.

 

 

 

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1 commento

  1. Francesco

    5 luglio 2012 @ 08:27

    Che schifo, che vergogna, che paese incivile!!!
    P.S.: comunque non si finisce mai di imparare, un altro giornale da eliminare dai miei acquisti abituali….!!!!!

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