on 16 novembre 2011 by SilvioA in Primo Piano, Comments (6)

Lo riconosce il Parlamento: le femministe hanno invertito l’onere della prova

L’Italia ha il minor tasso di violenza sessuale fra i grandi paesi  occidentali [fonte: nationmaster in figura] ma gravi problemi di mafia. Viene quindi varata una legge che sovverte le fondamenta della normale giurisprudenza.   Per combattere la mafia?  No, per combattere gli uomini.  In base all’ideologia femminista.  Ad esempio su Liberazione del 20 luglio 2007 Angela Azzaro scrive
Il movimento delle donne si è battuto contro questo clima, ha ottenuto importanti cambiamenti, registrati dalla legge sulla violenza sessuale che stabilisce, tra gli altri punti, l’inversione dell’onere della prova: gli accusati devono dimostrare la loro innocenza e non viceversa.
Sul sito di Sportello Donna tale violazione dello Stato di Diritto è presentato come conquista:
Come ricordano le autrici, il saper accogliere empaticamente il racconto di violenze subite è una pratica nata con il femminismo, non è una scienza consolidata da secoli di esperienza e di dottrina. Ma questa originalità è anche la ricchezza di tale pratica. Un’ esperienza di donne per le donne che è riuscita a mettere in discussione molte certezze consolidate anche nel diritto, si pensi alla inversione dell’onere della prova nei processi per stupro
Tale abominio giuridico viene riconosciuto addirittura in un documento parlamentare (parlamento.openopolis.it, pagina 2):
Con la citata legge n. 66 del 1996 cambiano finalmente anche i termini processuali, con l’inversione dell’onere della prova, grazie alla quale non è più la vittima a dover «dimostrare» di essere stata stuprata, ma l’aggressore a dover dimostrare di essere innocente.
Nel 2010 una ulteriore legge illiberale voluta dalle Pari Opportunità (l’uomo accusato di stupro va in galera prima del processo) è stata abrogata in quanto la Corte Costituzionale ha riconosciuto che viola i diritti umani, come riconosciuti dalla Costituzione.  Purtroppo la Costituzione italiana manca dell’articolo 49 che nella Costituzione Russa tutela i cittadini dai processi-farsa di epoca sovietica: “l’imputato non ha l’obbligo di dimostrare la propria innocenza”.
Ci rimane quindi il problema dei processi-farsa, nei quali uomini vengono condannati sulla base del nulla, solo perché non sono in grado di provare la propria innocenza.
Un caso per tutti: la condanna di don Giorgio Carli nel primo processo onirico della storia.
Per evitare che i cittadini decidano che in un tale sistema è inutile rispettare le leggi occorre abrogare queste leggi illiberali, riconoscendo che sono motivate dall’odio femminista e nulla hanno a che vedere con la difesa della donna, che l’uso sistematico di calunnie femministe in sede di separazione è oramai diventato una forma di abuso sui bambini.
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6 Comments

  1. vince

    19 febbraio 2011 @ 17:51

    Quindi questo vuol dire che,secondo la legge, tutti gli uomini (certamente di sesso maschile) sono stupratori o potenziali stupratori, pedofili o potenziali pedofili. Anche i santi, il papa, il presidente della republica, i politici e tutti quelli che hanno lavorato affinchè tale legge fosse approvata, e tutti quei sedicenti uomini che lustrano le scarpe ai cosiddetti femminismi (che ipocritamente si autodefiniscono o vengono definiti “movimenti delle donne”.

  2. Diritto & Rovescio » Blog Archive » Ammette falsa accusa di stupro: “non mi aveva restituito il telefonino”

    11 aprile 2011 @ 15:40

    […] Un uomo è stato incarcerato per mesi, sulla sola parola di una donna che lo accusava di stupro.  Ma la donna si è pentita ed ha scritto al giudice “la verità è che non mi ha mai stuprata. … Ho perso la pazienza perché aveva preso il mio cellulare e non me lo restituiva”.  L’uomo innocente rischiava 30 anni di galera, grazie alle leggi femministe anti-uomo ed all’inversione dell’onere della prova. […]

  3. Eliminare il (nazi)femminismo: perché | SCUNF

    15 agosto 2011 @ 07:34

    […] separazione. Grazie a leggi che hanno stravolto il giusto processo e la presunzione di innocenza, l’uomo viene condannato a meno che non possa provare la falsità dell’accusa.  Negli stati che praticano la carcerazione preventiva (uomini incarcerati in attesa del processo […]

  4. Documento storico: Vajassa Faldocci inventò il femminismo | Feminazi Leaks

    18 settembre 2011 @ 21:37

    […] Distruggeremo la presunzione di innocenza e il giusto processo.  L’alegge sullo stupro sarà la cavalla di Troia.  L’aDonna denuncerà il marito per stupro, e i compagni magistrati avvalleranno le calunnie di genere senza prova. […]

  5. Bentornato Carlo Parlanti, vittima del nazi-femminismo | Comunicazione di Genere

    16 febbraio 2012 @ 08:44

    […] femministe scrivono che contro il maschio accusato deve valere l’“inversione dell’onere della prova” (uomo condannato a meno che non possa provare la propria innocenza) o che il giudice dovrebbe […]

  6. Il processo femminista e le gravi conseguenze sui bambini | Diritto e Minori

    3 maggio 2012 @ 18:21

    […] 5 o 10 anni un processo in cui potrebbe distruggere l’ex qualora un giudice applicasse l’inversione dell’onere della prova.  Infatti, nessun testimone può smentire la signora su quanto accaduto la prima notte di nozze, […]

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