on 3 settembre 2010 by Lorella in Archivio, Primo Piano, Comments (1)

Leggi femministe e assenza dello Stato favoriscono i fatti di sangue

L´uxoricidio di Milano

Il recente episodio di Milano (marito uccide la moglie per strada, a causa del disaccordo sull’affidamento dei figli) deve far riflettere. La maggior parte degli omicidi in ambito domestico, infatti, avvengono al momento della separazione in coppie con figli. Si tratta di una cinquantina di casi all’anno, spesso accompagnati dal suicidio dell’omicida, che nella maggior parte dei casi è il marito. La moglie, come è accaduto nella scorsa primavera in tre casi che hanno suscitato orrore, può arrivare ad uccidere i figli, ma raramente si toglie la vita e, ancora più raramente, uccide il marito.

Per arginare il fenomeno occorre comprenderne le cause e il contesto socio-normativo in cui esse si manifestano. Impossibile, infatti, non valutare negativamente l’assenza dello Stato che si traduce, ahinoi, nell’attuazione di politiche penalmente repressive non accompagnate da attività di prevenzione. La cultura della non-violenza, se non è alimentata da campagne divulgative e dalla valorizzazione dell’educazione civica nelle scuole (a tutti i livelli, università comprese), non può affermarsi soltanto “dal basso”. In tal modo, senza una pressione culturale “dall’alto”, il buon senso rimarrà confinato nella più assoluta casualità: chi crescerà in un ambiente sano e “valorizzato”, sarà (in tutta probabilità) un cittadino portatore di buon senso; chi riceverà esempi “svalorizzanti”, potrebbe non avere la forza interiore di imparare dai primi.

Una delle cause più importanti è riconducibile all’iniquità delle attuali separazioni: se il rischio è quello di perdere, all’improvviso, i figli, la casa e il lavoro, con la prospettiva di finire “sotto ad un ponte”, è ipotizzabile che qualcuno perda la testa e si butti dal quel ponte, oppure trascini con se la persona che vede come unico colpevole della sua tragedia.

Seppur ingiustificabile senza condizioni, a volte sono proprio la disperazione e il senso di ingiustizia che portano a ciò che è successo a Milano. Ed infatti molti di questi omicidi avvengono dopo una sentenza, confermando il nesso causale. Un Pubblico Ministero ha dichiarato che per un uomo «è più facile uccidere la moglie che venire a capo di un divorzio difficile», e  l’iniquità sessista è confermata dalle statistiche: le mogli pagano il 4% degli assegni di mantenimento ed ottengono la casa coniugale nell’87% dei casi, per non parlare dell’affido dei figli.

Come scrive il vice presidente della Corte Costituzionale, Ferdinando Santosuosso, “oggi appare spesso che per donne svagate o intraprendenti il matrimonio sia considerato come la vittoria di un concorso o un contratto di assicurazione”.

Per abbattere quaste facile statistica di omicidi/infanticidi/suicidi, la soluzione è quindi avere leggi eque applicate in maniera altrettanto equa: vero affido condiviso dei  figli, mantenimento diretto, la casa rimanga ai bambini (con alternanza dei genitori una settimana ciascuno – l’altra settimana si arrangino, ma entrambi e non uno solo…), oppure rimanga a chi l’ha pagata o venga venduta e divisa in proporzione.

Naturalmente, esiste anche una diversa chiave di lettura: secondo l’ideologia femminista è tutto colpa dei maschi cattivi, quindi occorrono leggi ancora più anti-maschili.  Sono riuscite a farle varare in Spagna, con la Ley  Integral contra la Violencia de Género (che già nel nome riflette l’ideologia femminista), e in Italia, con la legge sullo Stalking che, per quanto necessaria e benvenuta, è stata fatta male perchè concepita “ad uso femminile” (e oggi si vedono le conseguenze…).

Le recenti leggi spagnole e italiane, del resto, sono state un fallimento totale. Infatti, i casi di suicidi/omicidi, in Spagna, sono arrivati a 500 all’anno. In proporzione alla popolazione, quasi dieci volte più che da noi.  Il Giudice familiare Serrano Castro ha definito “olocausto” quanto sta accadendo; la Giudice Maria Sanahuja ha parlato di “disgustosa violazione dei diritti fondamentali in Spagna. Si è creata una specie di follia nella legge, che crea l’abuso”. In Italia, esterrefatte femministe, in compagnia della Ministra Pari Opportunità, non credono ai loro occhi quando le statistiche (impietose) parlano di un abbondante 25% di uomini vittime di stalking, e di un impressionante aumento, tra il 2009 e il 2010, degli omicidi/suicidi.

Concludendo, le leggi femministe, accompagnate ad una colpevole assenza di cultura preventiva, aumentano la statistica degli omicidi familiari, ma leggi giuste potrebbero dimezzarli.  La Politica (che non se ne occupa) e la Magistratura di merito (che spesso tralascia certi reati, vedi art. 388 c.p.) sono complici di questo scempio.

[Fonte adiantum.it]

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1 commento

  1. manuela

    3 settembre 2010 @ 21:19

    sono d’accordo in parte su quanto ho letto:è vero che,davanti a una separazione,il tribunale dovrebbe approfondire le conoscenze del caso,per poter decidere ragionevolmente sul futuro dei figli della coppia in questione,che sono poi le vittime principali.e credo quindi,benchè sia donna,che non sempre i figli debbano restare alla madre.ma questo non può,e non deve essere giustificazione per omicidi,uxoricidi e stalking.no!!niente e nessuno può decidere della vita altrui.se una coppia si separa,ci sono mille motivi che,come dicevo prima,vanno approfonditi e capiti.a volte sono gli uomini che,nella vita di coppia e all’interno della famiglia sono completamente assenti,alzano le mani spesso e volentieri,lavorano quando gli pare e poi…vogliono la custodia dei figli!!!come del resto ci sono donne sciagurate che non meritano i figli cheDio gli ha donato.ci sono troppi casi che non si possono elencare ora,perchè diverrebbe troppo lunga la questione.detto questo voglio ribadire il fatto che sono cmq d’accordo per una rivisitazione delle leggi sulle separazioni e affidi dei minori. una spero presto mamma

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