on 27 luglio 2010 by news in Primo Piano, Comments (5)

La PAS esiste. Chi la nega è mosso da altri interessi – del dr. Vittorio Vezzetti

Ringrazio personalmente tutte quelle utenti che, citandomi e bersagliando la posta di commenti “anti-PAS”, mi danno l’opportunità di fare importanti precisazioni sul tema delle malattie psichiatriche, del DSM, e della famigerata Sindrome da Alienazione Genitoriale.

DSM. Il fatto che una situazione clinica non sia citata nella vigente edizione del DSM – tale argomentazione è il “cavallo di battaglia” delle detrattrici della PAS -, evidentemente, non significa che essa non esista. Basti pensare che, dalla prima edizione del DSM (datata 1950) a quella attualmente in vigore (datata 1994), le malattie incluse nel trattato sono passate da 112 a 374. Pertanto non possiamo certo pensare a una attendibilità assoluta e atemporale del DSM, cosa cui non credono gli stessi redattori visto che lo aggiornano periodicamente. Ben 252 malattie – sulla base di mutate situazioni e mutate conoscenze – sono poi entrate a far parte del DSM. Forse che prima non esistevano?

Per spiegare meglio il fatto che la Scienza muta vorrei ricordare, ad esempio, che chi era affetto da morbo di Alzheimer, pedofilia, morbo di Gilles de la Tourette nel 1993 poteva non esserlo più nel 1995, visto che il DSM IV mutò radicalmente i criteri diagnostici.

Oppure rammento che, prima del DSM III, si poneva diagnosi di schizofrenia per tutti i disturbi psicotici precoci. Col DSM III, inoltre, vennero introdotte la bellezza di altre 32 malattie in un colpo solo !

Mi pare veramente azzardato e antistorico dire quindi che la PAS non esista solo perché non contemplato nell’elenco attualmente in vigore.

Sicuramente due sono i fattori principali per cui una situazione che chiunque può riscontrare come reale non sia ancora entrata nei manuali. La prima è che i due studi più importanti sul tema, nonostante evidenze chiare, non hanno raggiunto, per esiguità di campionamento, la significatività statistica (il famoso 0.005>P). La seconda, e forse più importante, è che non esiste nessuna azienda farmaceutica che abbia interessi a spingere per l’introduzione della PAS nei manuali.

Altre critiche al DSM, infatti, riguardano più direttamente la dimensione etica, intaccando di conseguenza anche la credibilità scientifica dell’opera: la metà degli psichiatri che hanno partecipato alla stesura dell’ultima edizione del DSM ha avuto rapporti economici (tra il 1989 e il 2004, con ruoli di ricercatore o consulente) con società farmaceutiche.

Si tratta di tutti gli psichiatri che hanno curato la sezione del manuale sui disturbi dell’umore e sulle psicosi, definizioni di disturbi che in quegli anni si sono accompagnate all’impennata nelle vendite di farmaci “appropriati”. Queste scoperte hanno fatto tornare in auge, negli ultimi anni, il tema delle “malattie finte”, disturbi creati ad hoc (ad esempio, attraverso un semplice “accorciamento” del cut-off per l’inclusione in una diagnosi) per lanciare nuovi farmaci.

Questo, secondo taluni, potrebbe avere facilitato negli anni l’ingresso di situazioni discusse come l’ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività, curata farmacologicamente) a discapito della PAS (che non ha nessuno sponsor tra i colossi dell’industria farmaceutica) nel DSM, negli elenchi OMS e ICD-10. Chissà qual è la verità… io non posso avere certezze.

Siamo tutti curiosi di vedere cosa accadrà col DSM V: per ora la PAS è stata considerata malattia solo in Florida ma in tanti Paesi viene comunque considerata condizione pregiudizievole al pari del mobbing o dello stalking (che, ricordo allle lettrici, non sono malattie psichiatriche ma vengono sanzionate efficacemente da molte legislazioni).

Nel mio piccolo ho fatto pervenire al prof. Barnett di Baltimora, propugnatore dell’ingresso della PAS nel DSM V, alcune evidenze sul tema che credo utilizzerà,unitamente ad altre migliaia, nella consensus conference dell’American Academy of Psychiatry.

Per concludere, l’intensa campagna di (tentata) delegittimazione della PAS, da parte di alcuni gruppi femminili, non ha una genesi finanziaria (attorno ad essa non circola denaro, in assenza di business farmaceutico), ma puramente ideologica, con l’obiettivo di mantenere una posizione dominante.

Non per questo, però, la questione va sottovalutata.

Fortunatamente, a parte alcuni attacchi scomposti e farneticanti, non si intravede alcuno spessore scientifico.

Solo qualche aforisma di dubbio gusto.

[dr. Vittorio Vezzetti – Pediatra]

[Fonte http://www.adiantum.it/public/493-la-pas-esiste.-chi-la-nega-%C3%A8-mosso-da-altri-interessi—di-vittorio-vezzetti.asp]

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5 Comments

  1. GAETANO GIORDANO

    27 luglio 2010 @ 14:52

    Concordo del tutto con il collega Vezzetti. Aggiungo solo l’esempio dell’omosessualità, che nel DSM II venne “abolita” come patologia in virtù dell’intervento delle associazioni omosessuali americane. Il problema delle patologie psichiatriche è tutto qui: sono letture e, come tali, risentono fortemente della dimensione culturale nella quale si esprimono.
    Occorre poi dire che quanto si dice circa la pretesa legittimazione data da Gardner alla pedofilia, essa è falsa.
    E, infine, considerare un punto di vista: come giustamente dice il collega, nemmeno il mobbing e lo stalking sono considerate patologie, eppure sono oggetto di interventi giudiziari.
    La PAS potrà non essere una sindrome in sé, ma i comportamenti descritti con questo nome esistono, si ripetono puntualmente in contesti ben precisi, non è vero che sono relativi solo a padri alienati (ma anche a madri) e dunque esprimono comunque un disagio in grado di indurre patologia personale.
    A mio avviso, la PAS è, per un verso, una versione infantile (e adattata ai contesti di conflittualità genitoriale) della Sindrome di Stoccolma, e per altri versi presuppone un comportamento psicologicamente pedofilo-simile nell’adulto alienante

  2. anna

    28 luglio 2010 @ 11:22

    COME VENGONO CREATE LE MALATTIE PSICHIATRICHE.
    Quando la psichiatria diventa troppo “creativa”…

    NOTA DELLA REDAZIONE:
    Questo era l’incipit di un lunghissimo commento ricevuto per questo articolo: solo che è copiato di sana pianta da un blog – un blog molto simpatico – e dunque, non essendo nostra abitudine accettare testi copiati e incollati, volendo pubblicare solo commenti personali, invitiamo l’autore del commento a scrivere qualcosa di originale.

    Facciamo notare che l’indirizzo mail sembra voler trarre in inganno: prima della @ riporta infatti una sigla che sembra quella di una università italiana: solo che nelle email dell’Università in questione quella sigla sta dopo la @…

  3. anna

    28 luglio 2010 @ 12:17

    martedì, marzo 02, 2010Sindrome di alienazione genitoriale (P.A.S.)

    Quando una coppia si separa…

    NOTA DELLA REDAZIONE:
    Anche questo era l’incipit di un lunghissimo commento ricevuto per l’articolo: solo che anche questo è copiato di sana pianta da una pagina già presente sul WEB, e già firmata.
    Non essendo nostra abitudine accettare testi copiati e incollati, volendo pubblicare solo commenti personali, invitiamo l’autore del commento a scrivere qualcosa di originale.

    Facciamo notare che anche in questo caso, l’indirizzo mail sembra voler trarre in inganno: prima della @ riporta infatti una sigla che sembra quella di una università italiana: solo che nelle email dell’Università in questione quella sigla sta dopo la @…

  4. anna

    28 luglio 2010 @ 12:21

    Qualche tempo fa scrivevamo a proposito della cattiva abitudine che…


    NOTA DELLA REDAZIONE:
    Anche questo era l’incipit di un lunghissimo commento ricevuto per l’articolo: solo che anche questo è copiato di sana pianta da una pagina già presente sul WEB, e già firmata.
    Non essendo nostra abitudine accettare testi copiati e incollati, volendo pubblicare solo commenti personali, invitiamo l’autore del commento a scrivere qualcosa di originale.

    Facciamo notare che anche in questo caso, l’indirizzo mail sembra voler trarre in inganno: prima della @ riporta infatti una sigla che sembra quella di una università italiana: solo che nelle email dell’Università in questione quella sigla sta dopo la @…

  5. Domenico

    30 luglio 2010 @ 20:30

    la pas esiste io la sto subendo chi abbia interesse
    di voler lavorare su sono a disposizione nessuna praivasi tutto publicabile e in atto sto subendo la pas
    grazie di avermi dato questa possibilità

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