on 30 settembre 2010 by Anna in Archivio, Primo Piano, Comments (3)

Il femminismo visto da una donna

Una donna ci racconta di quando partecipava a riunioni femministe. Eravamo sedute a casa mia, ascoltando una virago con occhialoni e gonna indiana. Odorava di incenso e non si lavava abbastanza.  Ascoltavamo le sue convoluzioni sul ruolo della donna nella società.  Per quello che ne sapevo, il mio ruolo era semplice.  Avevo sempre voluto avere tanti bambini, un matrimonio felice, e tenere la casa ed il giardino e cucinare per mio marito: “che c’è di sbagliato?” chiedevo.  “Perchè” rispondeva rabbiosa “tante donne sposate sono private dello stato di esseri umani liberi”.  Chiedevo: “Che c’è di sbagliato a possedere una casa?”.  Mi guardava come se fossi una decerebrata, la sua faccia era ghiacciata dalla rabbia “vivi in una trappola… gli uomini sono per natura nostri oppressori”.

Non era il momento di confessare che avevo non solo un bambino, ma anche dei figli adottivi.  Certo, io e la mia bambina eravamo in guerra in una famiglia con tanti maschi.  La cosa più oppressiva era che lasciavano i capelli nello scarico del lavandino, ma per il resto sapevano cucinare e pulire.  […]

Chiesi “hmm… stai parlando delle lesbiche?”.  Sì, stava parlando delle lesbiche, usando il plurale majestatis: “a noi non piacciono gli uomini e le donne eterosessuali.  Per ottenere l’eguaglianza, dobbiamo abolire il matrimonio e la famiglia”. […]

Andavo a trovare femministe nelle loro case insieme al mio bambino: avevano eliminato qualunque cosa fosse maschile.  Niente macchinine, niente camion, niente giochi che potessero incoraggiare il bambino a giocare come un maschio.  Ogni cosa maschile le disgustava.  Noi mamme sedevamo attorno ad un tavolo parlando di come cambiare il mondo in senso Marxista.  Non c’era niente di sensuale nelle loro case.  Odiavano cucinare.  I bambini erano confusi e piangevano […]

La promiscuità di queste donne mi colpì.  L’atmosfera di odio misandrico si diffuse come un miasma nella borghesia.  Se le femministe odiavano così tanto gli uomini, perchè dormivano con il nemico?  Emergeva la figura del loro “Uomo Nuovo” e non era un bel vedere.  Ripetendo come un pappagallo le parole della sua compagna, partecipava alle riunioni femministe, impegnandosi a sembrare coinvolto. In realtà mi sembravano scioccati e scocciati.  Le femministe non si sforzavano di avere una relazione paritaria con i loro partners. Si vedevano come esseri superiori. Gli uomini dovevano stare tre passi dietro ed ubbidire.  Chi si ribellava, veniva cacciato dalla casa matrimoniale e — in molti casi — allontanato dai propri bambini.  C’era una legione di avvocate e psicologhe femministe per aiutare le “sorelle” a distruggere gli uomini. […]

Come rimediare?  Bisogna ridare spazio sui giornali e sulle riviste alle donne che non odiano gli uomini, e sentire cosa hanno da dire.  Fare film sulle donne che hanno costruito famiglie sane.  Portare avanti una famiglia richiede maturità: sublimare le proprie necessità personali  fino a quando i bambini sono cresciuti, anni di sacrifici che i genitori ricordano con gioia.

Fonte: http://fathersforlife.org/pizzey/how_women_were_taught_to_hate_men.htm

Number of View :1840

3 Comments

  1. Lorenzo Gasparrini

    30 settembre 2010 @ 21:31

    Ma quando arriva la puntata su come le donne hanno conquistato l’universo tenendoci soggiogati economicamente e politicamente con la forza bruta dei loro appetiti sessuali? Soprattutto quest’ultima parte mi pare che me la sono persa, accidenti…

  2. Anna

    10 ottobre 2010 @ 18:14

    Lorenzo, questo articolo, scritto da una donna, riguarda le femministe, non le donne. Denunciare i crimini del comunismo non è attaccare i proletari (anzi); denunciare i crimini del nazismo non è attaccare i tedeschi (anzi); denunciare i crimini del femminismo non è attaccare le donne (anzi).

  3. Elisabetta

    22 ottobre 2010 @ 22:27

    Come al solito, le donne, tentando di rispondere a ciò che è stato tolto (o dato in forma minore) loro, reagiscono peggiorando la situazione. Forse gli uomini le avranno sfruttate, bene, ma reagire facendo le strxxxx miliardi di volte più di loro, eliminando pure ogni forma di mascolinità esistente vicino a loro, è stata una delle reazioni più stupide che si possano avere. Da un estremo all’altro! Respingere i maschi, che sono così utili a tante cose divertenti, è solo una cavolata enorme. Loro sono come dei bimbi; bisogna educarli con dolcezza. Con tanta dolcezza gli si spiega che a casa devono partecipare alla “manodopera” pure loro. Gli si spiega che i figlioletti, proprio perchè sono pure i loro, pure loro ci devono aiutare nel loro sostentamento…e non solo economico, che oggigiorno pure la donna lavora (a differenza di anni fa), ma anche quando devono essere cambiati, cullati, bisogna dargli la pappa, ecc… Invece la donna, se scoprono che ne esiste una così, cosa fanno? Non solo non la aiutano o cercano di imparare come funziona la vita ma, anzi, la ostacolano. E anche in questo dimostrano scadente qualità intellettiva; vogliono essere come i maschi? Bene! Lo sanno che i maschi, in casi come questi, non solo non si ostacolerebbero ma si aiuterebbero? No, le donne di aiutarsi non ne sono capaci. Lo so! Mi rendo conto com’è bello avere amici maschi: hanno il cervellino più elementare, magari non capiscono ciò che provo…ma se sono in difficoltà, nella loro innocente praticità, mi aiuterebbero. Chiedessi aiuto ad una donna…hmm..fra invidie represse e varie, chissà che casini mi combinerebbero.

Leave a comment

XHTML: Allowed tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>