on 18 novembre 2011 by Lorella in Archivio, Comments (0)

Il diritto di un genitore di frequentare il proprio figlio è un diritto fondamentale dell’uomo. Italia condannata dalla Corte Europea.

Il diritto di un genitore di vedere il proprio figlio è un diritto fondamentale dell’uomo. A sancirlo e a proteggerlo la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, che con la sentenza di ieri ha condannato l’Italia “per non aver messo in atto tutte le misure necessarie per garantire ad un padre divorziato la possibilita’ di incontrare il proprio figlio”.

 

E’ Alessandro Piazzi, riminese, l’uomo che è ricorso a Strasburgo e che, dopo un lungo calvario, ha visto riconoscere, dall’Europa, i propri diritti. Ma solamente dopo averle tentate tutte in sede processuale e davanti al Tribunale dei minori di Bologna.
Ma andiamo ai fatti. Dopo il divorzio il figlio era stato affidato alla madre e il Tribunale aveva sancito il diritto di Piazzi di vedere il bambino ogni 15 giorni. Per un po’ le cose sono andate correttamente. Poi tutto è peggiorato drasticamente. Nel senso che per Alessandro Piazzi è stato sempre più difficile vedere il figlio fino a che non si è rivolto dapprima al Tribunale dei minori eppoi alla Corte europea di Strasburgo.

«E’ intervenuta – dice l’avvocato Maria Pia Amaduzzi – quella che noi chiamiamo sindrome di alienazione familiare. Nel senso che il bambino avvertiva l’inimicizia profonda della madre nei confronti del suo ex marito e il piccolo ha assecondato per mille motivi l’atteggiamento della mamma. La quale, magari, gli diceva: oggi devi andare con tuo padre, ricordati. Era un messaggio subliminale. Una strategia, forse, inconscia ma che colpiva direttamente l’anima del ragazzino».

Comincia così il lungo (e costoso) peregrinare di Alessandro: avvocati e ricorsi. Ma sopratutto un viaggio nella sofferenza. Avere un figlio e non poterlo vedere, nonostante la sentenza dei giudici riminesi, significa rovinarsi la vita. Il Tribunale dei minori di Bologna gli dette ragione. E interessò i servizi sociali emiliano-romagnoli che avevano il compito di assicurare le visite del padre. A quel punto, però, la situazione si era incancrenita. Il bambino non voleva vedere più il padre e i rapporti dei genitori erano ovviamente rotti.

Alessandro Piazzi si è ritrovato davanti ad un muro di gomma, e da qui la decisione di ricorrere, come extrema ratio, a Strasburgo.

Nella sentenza, la Corte dei diritti dell’uomo ha riconosciuto la delicatezza della situazione e le difficolta’ incontrate dalle autorita’ nel far rispettare le proprie decisioni. Tuttavia ha constatato che ‘tutte le autorita’ coinvolte non hanno agito tempestivamente’.

Inoltre, i giudici europei hanno sottolineato che le autorita’ hanno adottato misure ‘automatiche e stereotipate senza adattarle al caso specifico, e che di fatto non hanno assicurato all’uomo di poter effettivamente godere del suo diritto a vedere il figlio’.

Ad Alessandro Piazzi sono stati anche riconosciuti 15 mila euro di danni morali che, con la condanna, lo stato italiano dovra’ pagare.
Fonte: ANSA e La Stampa

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