on 14 luglio 2011 by news in Archivio, Brevi, Primo Piano, Comments (0)

Genitore in difficoltà? Niente assegno! La Cassazione cambia rotta?

Per il mantenimento basta l´ospitalità

Una storia decorosa, stavolta, che viene dai tribunali che si occupano di minori. La potremmo definire una storia al contrario però, e vi spiegherò il perchè.

In ogni caso con la decisione della Corte di Cassazione (Prima sezione civile, sentenza 15565) si stabilisce che il coniuge o comunque il genitore che versa in gravi difficoltà finanziarie è esentato dal dover pagare un assegno di mantenimento se già ospita i propri figli. Una sentenza abbastanza “controcorrente”, se non fosse per il fatto che, come anticipavo, si tratta di una storia al contrario.

Ed infatti, nella più bigotta tradizione “madrista” della nostra terra, nonostante l’importanza del precedente creato da questa sentenza, a beneficiare del provvedimento di esenzione dal versamento dell’assegno, manco a dirlo, è la madre che, non si sa per quale caso, era stata obbligata a farlo.

Adesso la Cassazione riconosce per questa madre un diritto che, finora, è stato negato alla quasi totalità dei padri che versano nelle medesime condizioni. Speriamo almeno che serva finalmente a rendere “uguali” i due genitori.Il coniuge separato che versa in una condizione di debolezza economica puo’ assolvere ai suoi obblighi di genitore offrendo ospitalita’ ai figli senza essere tenuto al versamento di un contributo ulteriore.

Lo sancisce la Cassazione bocciando il ricorso di L. F., un abruzzese separatosi dalla moglie B.M. nell’aprile 2006, e padre di due ragazzi, che chiedeva di ripristinare il mantenimento anche a carico della ex consorte in favore dei figli. Secondo la Cassazione, “il mantenimento cui ciascun genitore e’ tenuto verso i figli, puo’ ritenersi assolto dal genitore dotato di reddito proprio con cui i figli non convivono, mediante gli adempimenti connessi all’ospitalita’ da parte dello stesso genitore non convivente in occasione del diritto di visita”.

Il Tribunale di Lanciano, con provvedimento del giugno 2007, modificando le condizioni di separazione, dispose l’affidamento dei figli a entrambi i genitori, con collocazione abituale presso la casa del padre e il diritto-dovere della madre di avere con se’ i figli secondo determinate modalita’. A carico della madre venne stabilito un assegno di 400 euro mensili a titolo di concorso nel mantenimento. Assegno revocato dalla Corte d’appello dell’Aquila, nel febbraio 2009, sulla base delle difficolta’ economiche in cui versa la donna. Da qui il ricorso di L.F. in Cassazione volto a ripristinare il concorso al mantenimento a carico della ex.

La Cassazione ha respinto il ricorso dell’ex coniuge e ha evidenziato che i colleghi di merito “con adeguata motivazione” hanno preso atto del fatto che la donna si trova “in una situazione economica che non le consente, oltre all’assolvimento del mantenimento diretto dei figli quando sono presso di lei, il versamento anche di un contributo ulteriore in favore del padre”.

Speriamo serva da esempio per tutti i genitori (leggasi “padri”, ndr) in difficoltà che invece vengono vergognosamente ed ingiustamente onerati del pagamento dell’assegno ancora oggi nei nostri tribunali nonostante la legge non lo preveda più da oltre sei anni.

Fonte: Mauro Alcamisi

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