on 24 luglio 2010 by Lorella in Primo Piano, Comments (0)

La rivelazione dei documenti di Amnesty International

E’ un documento del 2004, fino ad oggi rimasto sconosciuto e sepolto da altre news volte a creare una sorta di isteria collettiva attorno al problema violenza donne, responsabile della delegittimazione di moltissime campagne contro la cosiddetta violenza subita dalle donne.

Gli allarmismi, si sa, non giovano mai alla soluzione di un problema. Ma adesso si è consapevoli che chi ha diffuso quei dati fasulli e mistificatori della realta’, lo ha probabilmente fatto sapendo di descrivere qualcosa di molto diverso dalla realta’.

 

La falsificazione dei dati della Banca Mondiale scoperta da Amnesty International richiama alla mente le parole di Erin Pizzey, vera fondatrice dei veri centri anti-violenza: «Il movimento femminista ovunque ha distorto il problema della violenza domestica per i propri fini politici e per riempirsi i portafogli».

 

Traduzione del comunicato di Amnesty International

(http://asiapacific.amnesty.org/library/index/engACT770012004)

ERRATUM

La campagna globale di Amnesty International contro la violenza sulle donne ha fatto uso dell’affermazione, attribuita al Consiglio Europeo, secondo cui

“la violenza domestica è la prima causa di morte e disabilità per le donne fra i 16 ed i 44 anni e causa più morti e malattie del cancro e degli incidenti stradali”.

Questa affermazione non corrisponde ai dati cui si riferisce.

Viene quindi cancellata dal materiale di Amnesty International, per venire rimpiazzata dalla frase seguente:

“Secondo uno studio del 1994 basato su dati di un esercizio di modellizzazione della Banca Mondiale, fra 10 cause e fattori di rischio considerati per la morte e la disabilità di donne fra i 15 ed i 44 anni, lo stupro e la violenza domestica erano cause maggiori del cancro, incidenti di veicoli a motore, guerre e malaria.” [Lori L. Heise, Jacqueline Pitanguy e Adrienne Germain, 1994, Violence against Women: The Hidden Health Burden (World Bank Discussion Paper 255), World Bank]

La frase usata da Amnesty International è dovuta al Consiglio Europeo, raccomandazione 1582 del 27/9/2002 (http://assembly.coe.int/Main.asp?link=http%3A%2F%2Fassembly.coe.int%2FDocuments%2FAdoptedText%2FTA02%2FEREC1582.htm), che a sua volta è senza referenza. Questa frase e varianti simili sono state usate da vari gruppi nel mondo: organizzazioni femministe, organizzazioni di salute pubblica, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. È stata variamente attribuita alla Banca Mondiale, all’Organizzazione Mondiale per la Sanità, ad Amnesty International, ed al Consiglio Europeo.

La sorgente originale di questa affermazione sbagliata è: Lori L. Heise, Jacqueline Pitanguy e Adrienne Germain, ibid.,
http://www-wds.worldbank.org/servlet/WDS_IBank_Servlet?pcont=details&eid=000009265_3970716144635.

Amnesty International.

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