on 18 ottobre 2011 by Lorella in Archivio, Comments (0)

Convegno “PIANETA FAMIGLIA: Affido Condiviso e Sinergie Professionali”.

Un  tassello importante verso la tutela della bigenitorialità  e dell’ infanzia dei bambini contesi.

 

Giovedì 29 Settembre Palazzo Rospigliosi  ha accolto nella suo bellissimo Salone delle Bandiere il Convegno Pianeta Famiglia, un importante incontro tra e per operatori del settore, stimolato dalla straordinaria sensibilità e competenza della Dottoressa Romina Pacitto, Mediatore Familiare.

Il Presidente Sandro Vallerotonda dell’Associazione Pro-Loco, con il patrocinio dalla Presidenza del Consiglio della Regione Lazio, hanno abbracciato con entusiasmo questo progetto e con l’assessore ai Servizi Sociali Piero Petrassi e il Sindaco Giovanni Paniccia,  con orgoglio si sono attivati nel supportare nel migliore dei modi il Convegno.

L’intervento del Presidente del Tribunale di Tivoli Bruno Ferraro ha evidenziato un concetto  importantissimo: “La Famiglia è un’isola che il magistrato deve solo sfiorare”.  Il fallimento del matrimonio non deve minimamente alterare il ruolo di genitore, ecco perché è importante difendere la Bi-genitorialità  con l’applicazione dell’Affido Condiviso e non  più esclusivo, che in base alle statistiche ha visto finora affidare i figli quasi unicamente alle madri, penalizzando e diminuendo la funzione paterna  nella vita stessa dei figli. Il Presidente Ferraro, con l’esperienza acquisita negli anni ha evidenziato l’importante ruolo del Mediatore Familiare, che non scavalca il compito legislativo ma né è supporto per chi difficilmente riesce a dialogare con il coniuge, e aiuta ad   instaurare un percorso di crescita soprattutto per la tutela dei figli e di se stessi. La sua esperienza lo motiva a obbligare la Mediazione, che deve essere sostenuta,  incoraggiata e soprattutto imposta, unico rimedio per ottenere ottime risoluzioni e decisioni nelle cause di divorzio e affidamento. Nei Tribunali di Tivoli e Velletri sono già presenti le liste dei Mediatori Familiari, ma ciò non basta.

La Dottoressa Romina Pacitto ha esposto con precisione e passione la funzione del mediatore familiare, un esperto in grado di accogliere il dolore consapevole e inconsapevole delle coppie intrappolate nel conflitto,  con logiche distruttive  tese a contendersi i figli, spettatori inermi della fine di un legame importante. Il Mediatore, spiega, è una persona neutrale in grado di ascoltare entrambi allo stesso modo senza dare giudizi o sentenze, garantendo equilibrio e reciprocità favorendo un clima non più astioso e vendicativo,  ma collaborativo, partecipe e soprattutto orientato al futuro, importante traguardo da inseguire, dove le risorse di entrambi i genitori vengono recuperate, rendendoli consapevoli delle scelte definitive proprio sulle loro valutazioni  e le proposte ottenendo una soluzione concreta per la gestione dei figli e ricostruire assieme nuovi equilibri familiari. Le fragilità  personali, le stressanti ostilità alimentati da troppi silenzi o eccessive aggressioni verbali, le insicurezze riescono ad emergere, preparando il terreno al dialogo. Così grazie all’aiuto di un esperto prende forma l’accordo d’intesa, dove le soluzioni più vantaggiose e anche meno costose per entrambi,  scaturiscono consapevolmente da due adulti impegnati ora, nella ricostruzione del rapporto e quindi di un riassetto familiare che tuteli soprattutto  il diritto dei figli ad avere e godere del pieno e costante apporto affettivo-educativo di entrambe i genitori.

L’Assessore  Petrassi ha invitato al dibattito la dolcissima Madre Mariuccia, suora Canossiana che  ha spiegato come nella sua quotidianità, e non esperta del settore, con umiltà dona accoglienza e conforto a chi ne chiede aiuto. Chiude con una bellissima frase che veramente raccoglie il senso di quest’ incontro: “Siamo tutti responsabili delle vite che ci sono state assegnate.”

All’incontro, esperti del settore, molti giovani avvocati, insegnanti e cittadini del territorio hanno condiviso e ascoltato con molta attenzione i vari interventi, evidenziando particolare interesse alle

tematiche esposte.  Il contributo della Dottoressa Gioia De Angelis, insegnante Scuola primaria, ha evidenziato, grazie alla sua esperienza edotta negli anni, come i  bambini  che vivono all’interno delle loro famiglie separazioni complicate,  palesano un grave  disagio che si manifesta sovente con aggressività, mancanza di curiosità e  attenzione.  Non  riescono da soli a gestire le incertezze come la paura dell’abbandono, della disgregazione famigliare e del rapporto madre-padre  unico riferimento della propria esistenza. Hanno bisogno di rassicurazioni, di comprendere che non hanno fatto nulla di sbagliato. La dottoressa De Angelis sottolinea il  ruolo importante della scuola  non solo per la formazione didattica dei piccoli, ma come mezzo per aiutare, incentivare e accogliere entrambi i genitori come pilastri formativi del benessere dei figli e come sia importante istituire un mezzo come il Mediatore Familiare anche all’interno delle scuole come supporto e aiuto a chi non riesce più a capire e gestire i ruoli di genitore e coniuge.

 


Nel video parti degli interventi di Bruno Ferraro (magistrato) e di Romina Pacitto (mediatrice familiare) insieme a dichiarazioni pubbliche di Gian Ettore Gassani (avvocato)

 

Il Presidente dell’Associazione Nazionale Bigenitorialità Fabio Nestola ha contribuito al dibattito spiegando le Strategie di Deroga, pianificazioni ordite per aggirare l’affido condiviso. Da Studi  effettuati da ben 4 legislature  si sono accertare le strategie con cui genitori, o meglio un genitore, grazie ad una rete di “stalking indotto” riesce a dimostrare che il proprio coniuge non è adatto a all’educazione e  tulela dei figli. Tramite denunce false di stalking, aggressioni e quant’altro si  riesce  ad evitare l’affido condiviso. Gli operatori del settore  hanno rilevato una casistica dove circa l’80% dei casi di queste denunce nei centri antiviolenza sono false accuse costruite con una regia. Il genitore che dopo lunghissimi anni riesce a dimostrare la sua innocenza riceve una  ripercussione nel rapporto con il figlio che a volte è troppo compromesso da lacerare le vite in modo irreparabile. Strategie ostative non punibili. Dai contributi degli esperti emerge un quadro allarmante, le incomprensioni, gli stalking indotti, le guerre incessanti sono dei veri stupri dei rapporti fra i genitori e figli e soprattutto un danno irrimediabilmente a senso unico perpetrato contro i propri figli, con condizionamenti, plagi intenti ad ottenere un affido mentre il tempo inesorabile formerà  le coscienze di questi piccoli angeli che da grandi giudicheranno tutto il male ricevuto.

Al dibattito, l’intervento dell’assessore alle politiche e della Famiglia della Provincia di Roma  Claudio Cecchini che rivaluta le politiche del WELFARE sempre più importanti in un momento di recessione attuale  e soprattutto  sensibilizzare i servizi  nel territorio.

“Siamo tutti responsabili delle vite assegnateci”… anche se la legge  non punisce  il genitore che inganna, umilia  e danneggia il coniuge e il figlio conteso.

Cinzia Marchegiani

 

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