on 17 giugno 2011 by news in Senza categoria, Comments (2)

Chiediamo le dimissioni del senatore Pedica

La Repubblica del 2011/6/16 riferisce che “Il deputato Zazzera e il senatore Pedica sono accusati di avere preteso favori sessuali da una donna promettendo in cambio un posto di lavoro nel partito. A lanciare l’accusa è l’ex responsabile per l’Idv dell’Osservatorio sulla legalità Cagnazzo”.  I due politici sostengono di essere vittime di una azione diffamatoria e annunciano querele.  In merito a tale vicenda, il quotidiano online “italiachiamaitalia” nell’articolo “Sesso e politica, Bunga Bunga tarantino per Pedica e Zazzera” scrive:

Sono “stata vittima di insistenti avances e ricatti da parte del senatore della Repubblica Stefano Pedica e del deputato Pierfelice Zazzera” racconta la donna a Cagnazzo. La ragazza di 31 anni è bella, sensuale, crede nell’Idv e partecipa ai vari incontri. Ma è troppo bella per non essere notata.

L’espresso riferisce che:

Pedica, denuncia Cagnazzo, avrebbe raggiunto la donna all’hotel M. di Brindisi. Un incontro in cui “il senatore disse che per avere determinati benefici, avrebbe dovuto avere rapporti sessuali con lui”. Da parte sua, si legge nella denuncia, “M. accettò ed ebbe, nel dicembre 2009, un rapporto sessuale con il senatore”. E sarebbe stato il preludio di un ulteriore appuntamento, “sempre a fini sessuali, nel gennaio 2010”. Finché, “constatando che nulla si muoveva sul fronte del lavoro, M. interruppe i rapporti anche telefonici con i due”. Scoprendo in seguito, “con somma sorpresa, di risultare tra i candidati alle elezioni regionali 2010 per la Puglia, nella lista Idv, pur non avendo mai proposto né tantomento accettato la propria candidatura”.

L’Espresso ha pubblicato il testo della denuncia. All’ultima pagina appare una connessione con un’altra vicenda, denunciata il 22/2/2011 da EdizioniOggi nell’articolo “Un caso particolare di ingerenza in procedimenti giuridici?”, secondo cui il senatore Stefano Pedica avrebbe “telefonato al Presidente del Tribunale dei Minori di Roma (dottoressa Melita Cavallo) per ottenere l’annullamento di certi provvedimenti giudiziari” volti a tutelare un bambino allontanandolo dalla madre, militante nell’IDV. In merito vi sono due interrogazioni parlamentari presentate dagli onorevoli Mussolini e Cardiello, ancora in attesa di risposta.  Di tale vicenda si è occupato anche il quotidiano il Giornale che titola:

Dopo la telefonata di un senatore Idv giudice cambia il destino di un bimbo. Il piccolo è il figlio di una esponente Idv. Quando arrivò la polizia per eseguire l’ordine della magistratura che permetteva anche al padre di vederlo, un intervento dall’alto cambiò le carte in tavola.

Il senatore Pedica smentisce e annuncia querele.  In precedenza lo stesso quotidiano aveva pubblicato l’articolo:

Pedica, il moralista Idv nella casa dello scandalo e l’auto a disposizione. L’esponente dipietrista nel 2007 ha abitato in un alloggio della Santa Sede presente nella famigerata «lista Anemone»

seguito da
Pedica (Idv) annuncia querela ma non chiarisce i misteri dell’abitazione dello scandalo
Ed infine, un sito femminista riferisce che il senatore Pedica avrebbe dovuto prendere parte ad un convegno nel quale si sarebbe sostenuto che l’alienazione genitoriale (PAS) sarebbe non un abuso sull’infanzia bensì “un’arma impropria contro i diritti delle donne e dei bambini” (!?).
*   *   *
Non sappiamo se in tutto questo ci sia qualcosa di vero e crediamo nella presunzione di innocenza.

Ma sappiamo che di Pietro, quando nel 1996 venne accusato, si dimise da ministro riuscendo a dimostrare la propria totale innocenza.  Di Pietro rivendica lo stesso alto standard per il suo partito Italia dei Valori, e su questo è basata la credibilità dell’IDV quando chiede le dimissioni del Presidente del Consiglio.

Chiediamo quindi le dimissioni dell’on. Pedica o la sua espulsione dal partito IDV.

Aggiornamento: Il Giornale riferisce della conclusione del caso:

Claudia, due anni fa, si imbatte in una coppia di parlamentari. L’onorevole Pierfelice Zazzera e il senatore Stefano Pedica.

Tutti e due stanno con Di Pietro, eletti sotto il simbolo Idv. Non è un particolare irrilevante. I due, meglio dirlo subito, non hanno commesso alcun reato. C’è un atto del giudice che lo certifica. Ma questa storia ci serve a far capire qualcosa sul corpo delle donne. Come uno di quei test stupidi che si fanno d’estate: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Se vai con un papavero dell’Idv è quasi amore, «espressione della libertà di autodeterminazione della donna»,  se finisci con qualcun altro c’è poco da fare: ti vendi.

C’è il sesso di chi si illude e il sesso delle escort. C’è il sesso che ai pm non interessa e quello che nasconde sotto il materasso favori, tangenti, concussioni, ricatti e malacarne. C’è il sesso da intercettare e quello che va bene così. Quello morale, figlio di un partito giacobino, e quello per definizione immorale.

Claudia a tutte queste cose naturalmente non ci pensa. Ha solo bisogno di un posto di lavoro. Non sa a che santo votarsi e punta sulla scorciatoia. Questo non è il Paese delle raccomandazioni? Sarebbe bello se non fosse così, ma gli italiani sono disillusi e considerano la politica un tram per i desideri. Così Claudia si ritrova su un materasso del Palace Hotel di Massafra con l’onorevole Zazzera e poi replica all’Hotel Minerva di Brindisi con il senatore Pedica.

Tutti e due i politici dichiarano agli inquirenti che la loro era solo una normale relazione sentimentale. Non hanno fatto promesse. Claudia ci spera. Sogna un posto all’ufficio legislativo del Parlamento. Ne parla con loro. Niente. Mezze frasi, lasciate cadere lì. Nulla di sicuro. Promesse? Vaghe. Quelle strappate a letto, poi, muoiono in fretta.

L’onorevole Zazzera, però, qualcosa fa. Senza dire nulla a Claudia mette il suo nome tra i candidati dell’Idv per le elezioni regionali in Puglia. I dipietristi predicano bene, ma non si tirano indietro quando c’è da ricompensare la ragazza del letto accanto. Tonino pensa al figlio e Zazzera a Claudia. Quello che l’onorevole non si aspetta è che però Claudia dica di no. Questa storia non gli piace. Sta cercando un posto di lavoro, non le interessa fare bella presenza in consiglio regionale. Non vuole iscriversi alla lotteria del voto e degli eletti. Non si sente casta.

Claudia va da un avvocato e chiede di essere cancellata. Non sa nulla, l’hanno iscritta di nascosto. Fatto. Questo almeno lo ottiene. Niente lavoro, ma almeno non si fa prendere in giro con questa burla di candidatura. La ragazza vuole solo dimenticare tutto, chiudere con quei due e andare avanti. C’è qualcuno che però questa storia la sta prendendo male. È il suo convivente. Si sente tradito e beffato. Claudia non ha ottenuto nulla. La politica è un mondo di schifo. Chiede giustizia e così denuncia i due parlamentari. L’accusa? Violenza sessuale.

Il caso è delicato. Se ne occupa di persona il procuratore capo di Bari, quell’Antonio Laudati accusato dai suoi stessi pm di aver tenuto un atteggiamento troppo morbido sul caso Berlusconi. Il Csm gli ha dato ragione. E anche sui due politici dell’Idv non vuole enfatizzare lo scambio di prestazioni. L’accusa di violenza sessuale francamente è fragile. Zazzera e Pedica ammettono di aver avuto una relazione sentimentale con Claudia, ma lei era consenziente. È amore, o quasi amore. La candidatura? Un regalo. Come un fiore. Laudati chiede l’archiviazione. Il Gip conferma. Non c’è reato. Normali rapporti sessuali.

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2 Comments

  1. L’Italia “protegge” un bambino | Diritto e Minori

    5 agosto 2011 @ 13:18

    […] viene ricostruito il rapporto con il padre, che può iniziare a rivedere il figlio sebbene un politico tenti di […]

  2. Escort Milano

    6 luglio 2012 @ 09:52

    i veri affari in politica sono l’escort a concluderli….

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