on 4 settembre 2010 by SilvioA in Senza categoria, Comments (0)

I genitori che alienano i figli

L’alienazione genitoriale Cialis Online Without Prescription (PAS) può avere diversi livelli di gravità, a seconda del comportamento dei genitori e della reazione dei figli, variando fra l’avere conseguenze minori ed il devastare totalmente la loro vita.  I genitori alienanti possono essere divisi in tre categorie.

1) L’alienatore moderato

Dì a papà che ha più soldi di me, e che quindi paghi lui le scarpe”.  La maggior parte dei genitori separati hanno momenti nei quali sono alienatori moderati.  Questi genitori riconoscono l’importanza per i loro figli di avere una relazione sana con entrambi i genitori.  Raramente si rivolgono ai giudici per risolvere i loro problemi. Incoraggiano il rapporto fra i figli e l’altro genitore ed i suoi parenti.  La comunicazione fra i genitori è usualmente buona, nonostante ci siano disaccordi, come prima della separazione.  In massima parte, possono risolverli senza coinvolgere i figli.

I bambini sanno che a volte i loro genitori sono in disaccordo.  Non gli piace vederli litigare, e possono sentirsi spaventati dalle loro discussioni.  In qualche modo, riescono a superare tutto questo, parlandone con un parente, ignorando i punti di contrasto, o avendo fiducia che si appianeranno.  Quello che sentono e vedono tipicamente non danneggia i bambini dell’alienatore moderato: hanno fiducia nell’amore e nella protezione dei loro genitori, non si sentono minacciati dai sentimenti negativi di un genitore verso l’altro.   Le caratteristiche di un alienatore moderato sono:

  • la capacità di separare i bisogni dei figli dai propri, riconoscendo l’importanza che essi passino tempo con l’altro genitore in modo da costruire una solida relazione.
  • il rispetto per le disposizioni dei Giudici;
  • la capacità di non considerare l’altro genitore un bersaglio del proprio senso di perdita ed evitare che la rabbia interferisca con il benessere dei bambini;
  • la capacità di essere flessibili ed accomodanti e di collaborare con l’altro genitore;
  • la capacità di sentirsi colpevoli quando feriscono la relazione dei figli con l’altro genitore;
  • la capacità di dividere e comunicare con l’altro genitore le attività dei figli, e la loro situazione scolastica e medica.

Gli alienatori moderati usualmente non hanno bisogno di terapie, ma possono benificiare dall’imparare i rischi dell’alienazione genitoriale in modo da evitarla.  Questi genitori commettono errori ma hanno la capacità di correggersi e di riuscire a fare il bene dei figli.

2) L’alienatore attivo

Non voglio che tu dica a papà che ho guadagnato questo extra. Con la miseria che mi paga di mantenimento per te non posso portarti a Gardaland”.  La maggior parte dei genitori che, dopo la sentenza, ritornano dai giudici per modificare gli orari di visita sono alienatori attivi.  Essi sanno che i bambini hanno bisogno di entrambi i genitori, ma non riescono a controllare le loro frustrazioni.  Quando qualcosa le scatena, agiscono in modo da rinforzare l’alienazione contro l’altro genitore.  Dopo aver riacquistato il controllo, si sentono in colpa per ciò che hanno fatto e cercano di compensarlo.  Oscillare fra l’impulso di alienare e poi riparare il danno è il segno distintivo dell’alienatore attivo.  Pensano bene, ma perdono il controllo sopraffatti dall’intensità dei loro sentimenti.  Le caratteristiche di un alienatore attivo sono:

  • Attaccare l’altro genitore davanti ai figli; il problema è più dovuto alla mancanza di auto-controllo che a malvagità;
  • Dopo essersi calmati, ammettere l’errore, e cercare di porvi rimedio, riuscendo ad essere di aiuto e di supporto per i sentimenti dei figli;
  • Riescono a capire che i figli hanno diversi desideri e sentimenti da loro stessi; ma lo dimenticano durante i momenti di rabbia;  i bambini più grandi imparano a tenere per se le opinioni che possano urtarli; ma i bambini più piccoli sono più vulnerabili di fronte alle manipolazioni;
  • Riescono a rispettare l’autorità dei giudici e (in maggior parte) ad obbedire alle loro ordinanze;  tuttavia possono essere molto rigidi e non cooperativi con l’altro genitore;
  • Solitamente vogliono accettare l’aiuto di un professionista per risolvere i problemi dei figli, e sono sinceramente interessati al loro benessere.

3) L’alienatore ossessionato

Amo i miei figli. Se i Giudici non li proteggono dal loro padre abusante, lo farò io.  Anche se non li ha mai abusati, lo farà.  I bambini hanno paura del loro padre.  Se non vogliono vederlo, non sarò io ad obbligarli.  Sono abbastanza adulti da decidere da soli”.  L’alienatore ossessionato è un genitore (o talvolta un nonno), con uno scopo: allineare alla propria causa i figli, tramite una campagna volta a distruggere la loro relazione con il genitore da colpire.  L’alienatore ossessionato non distingue i propri sentimenti e le proprie idee da quelle dei figli.  L’alienazione è un processo che richiede tempo, ma per un bambino (specialmente se piccolo) è impossibile resistere.  Spesso comincia dopo la sentenza di separazione.  L’alienatore ossessionato è accecato da odio e sentimenti negativi contro l’altro genitore, la cui ragione può anche essere inizialmente giustificata.  Potrebbero essere stati traditi, picchiati, imbrogliati.  Il problema nasce quando questi sentimenti, invece di placarsi, si riaccendono essendoci dei figli in comune.  Dover parlare con l’altro genitore ricorda il passato e fa scattare l’odio.  Sono intrappolati e non riescono ad uscirne.  Le caratteristiche dell’alienatore ossessionato sono:

  • È ossessionato dal distruggere la relazione dei figli con l’altro genitore;
  • Riesce a piegare i sentimenti e le personalità dei figli ai propri;
  • Il genitore bersagliato e spesso i figli non riescono a capire le ragioni di tanto odio;
  • Nessuno, neanche i Giudici, riesce a far capire ad un alienatore ossessionato il male che fa ai figli; chiunque provi a fargli capire il loro errore viene dichiarato nemico;
  • Vogliono che i Giudici puniscano l’altro genitore impedendogli i contatti con i figli; questo è facilmente ottenibile con calunnie, il cui risultato conferma all’alienatore ossessionato di essere nel giusto;
  • Non rispettano l’autorità dei Giudici; l’alienatore ossessionato crede in una causa più alta, proteggere a tutti i costi i figli;
  • L’alienatore ossessionato probabilmente rifiuterà di leggere questa pagina o il loro contenuto lo/la farà arrabbiare

Non ci sono trattamenti efficaci per l’alienatore ossessionato nè per i figli. I Giudici ed i professionisti di salute mentale non possono niente.   L’unica speranza per i figli è una tempestiva identificazione dei sintomi dell’alienazione e la prevenzione.  Se i bambini vengono plagiati e diventano credenti nella causa dell’alienatore ossessivo, sono persi per anni.  Capiamo che questa sia una affermazione triste, ma nessuno ha ancora trovato un trattamento capace di curare l’alienatore ossessionato e i figli, diversa dal recidere fisicamente il legame malato con il genitore alienante, affidandoli al genitore alienato, eventualmente dopo un periodo di transizione in un luogo neutro.  Solo questa misura consente ai bambini alienati di tornare alla normalità.

Fonti:

  1. Gardner, R. (2002), “L’acquisizione di potere del bambino nello sviluppo della Sindrome di Alienazione Genitoriale”, The American Journal of Forensic Psychology – 20(2):5-29.
  2. Gardner, R (1998) “Raccomandazioni sulla condotta da tenere con genitori che inducono la Sindrome di Alienazione Genitoriale nei propri figli”. Journal of Divorce & Remarriage, Volume 28
  3. Gardner, R (2001) “Deve, il tribunale, ordinare che i bambini PAS visitino (risiedano con) il genitore alienato? Uno studio di follow-up”. The American Journal of Forensic Psycology – 2001, 19(3):61-106
  4. G. Gullotta, A. Cavedon, M. Liberatore, “La sindrome da alienazione parentale, Lavaggio del cervello e programmazione dei figli in danno dell’altro genitore”, Giuffrè Editore, 2008, ISBN 8814138869.
  5. Il testo è stato estratto e tradotto da http://www.splitntwo.com.
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