La Spagna, il femminismo e la favola delle fiabe tutte da riscrivere…..

L’ultima succosa novità arriva dalla Spagna, ed è un’idea del ministero dell’Eguaglianza, più o meno quello che per noi è il ministero per le Pari Opportunità. Hanno deciso di pubblicare una guida per smontare molti pezzi di cultura maschiista, favole comprese.

In pratica, “per rispetto alle donne “, quel ministero avrebbe deciso di riscriver le favole. Avete letto bene e non sto scherzando. La ministra femminista alla quale Zapatero ha affidato il ministero della uguaglianza, è dell’idea di “ritirare le vecchie fiabe sessiste” e sostituirle con nuove fiabe politicamente corrette. Molti avrebbero obiettato che, con tutti i problemi che ha la Spagna, forse stanno solo perdendo tempo. Pure l’idea di promuovere un buon equilibrio tra i sessi, è lodevole e necessaria, solo che il sistema escogitato è ingenuo, facilone e davvero poco condivisibile.

Riporto da un articolo di Gian Antoni Orighi sulla Stampa: “Non possiamo cancellare il passato. Quelle fiabe formano parte della nostra vita e devono continuare ad esistere. Soltanto che bisogna spiegare all’infanzia che la realtà non è più così”.

Parole di buon senso che tengono conto del fatto che le favole sono un patrimonio culturale e se pure , come detto, è lodevole cercare di fare in modo che le donne e gli uomini imparino a vivere nella uguaglianza fra i sessi e nella armonia, lo si dovrebbe fare animati da spirito di uguaglianza e non di rivalsa che porta alla assurda pretesa di cancellare le orme del passato e della cultura del tempo che fu.

Ma le femministe ce l’hanno nel sangue a litri : acidume e rivalsa. Un danno enorme questo, mi chiedo che figli e figlie sforneranno simili tipi femminini. In questo modo dal danno provocato dalla donna martire sottomessa, passiamo al danno provocato da madri ed insegnanti in perenne lotta “contro” il maschio – esseri da umiliare e al massimo da usare – dei “terminator” in gonnella….

Nulla hanno da dire donne che possono arrivare ad immaginare una operazione tanto inutile e maldestra, che minimiza il valore delle fiabe e la loro utilità universalmente riconosciuta nel processo di crescita dei bambini. Quando si raccontano difficoltà, avventure mirabolanti, di orchi e fate, i bambini si immedesimano, possono combattere le paure, le insicurezze ed esorcizzarle con il lieto fine.

Le femministe sono rimaste pronte alla provocazione, cosa che ora non serve più, andava benissimo per i primi tempi, per svegliare le coscienze, ora si dovrebbe, superata la fase del folklore e della goliardia, della lotta e dello scontro, passare a “cose più corpose “, mentre invece ingenuamente, adolescentemente abbiamo femmine che ancora si vogliono sostituire all’uomo anche imitandone pedissequamente gli antichi misfatti e gli atteggiamenti, con risultati a volte grotteschi. Si crede di raddrizzare mali e torti di secoli di oppressioni e violenze, portato di culture arretrate, non agendo davvero sulla cultura, sul sentire, ma per la via più breve, ribaltando specularmente i rapporti di forza: la femmina diventa oppressore ed il maschio vittima. Una follia stralunata pari alla ignoranza dimostrata riguardo al senso e valore della fiaba che trae la sua forza dall’essere espressione di una rivoluzione già in atto in qualche modo nella società.

Ma soffermiamoci un attimo sulle fiabe: traevano la loro forza anche dal fatto che un tempo evolvevano con la società. Venivano raccontate, trasformate, attualizzate, ma ora poverette sono là ferme e congelate nei libri, e d’altra parte c’è poco di fiabesco in questa società .

Ciononostante loro, le vecchie fiabe ancora piacciono ai bambini evidentemente Buy Viagra Online Without Prescription contengono degli elementi che certo la fiaba che si è inventata la femminista spagnola non contiene: erano racconti affascinanti, ricchi di mistero, avventura, poesia, morale.

Con Alba Aurora, la protagonista della fiaba “non sessista” e politicamente corretta, sparisce tutto, anche la morale. In breve di seguito la trama della favola che dovrebbe sostituire Biancaneve, fiaba condannata al rogo perchè maschilista, e sostituita con questo strano prodotto, che a me pare né carne né pesce, ma un appiccicaticcio fasullo che certo non ingannerà nessun bambino.

«La principessa differente» è Alba Aurora. La fiaba esordisce così: «Non molto tempo fa c’era una principessa che si chiamava Alba Aurora, delicata ed amabile, ma anche molto agile e sportiva e a cui piaceva, tutti i sabati, scalare montagne o fare camping in spiaggia». Anche qui c’è il principe azzurro, ma rimane al palo: un giorno bussa alla finestra di Alba Aurora, offrendole di riscattarla da un mago malvagio o da un orco enorme. «Io non ne conosco – è la risposta sprezzante -. Ma se così fosse, avrei trovato da sola il modo di liberarmene».

Il principe, tristissimo, se ne sta per andare, quando Alba Aurora gli propone di visitare la Muraglia Cinese in moto. Lui accetta entusiasta e la ragazza gli prende un braccio, lo fa ballare, lo abbraccia. Poi montano sul bolide «e diventarono buoni amici…».

[Fonte adiantum.it 23/05/2010]

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