L´OUA si scaglia contro il DDL 957 (affido condiviso bis). Interesse del minore, o interesse di categoria?

Maurizio De Tilla

Le agenzie di stampa hanno diffuso la notizia – a dire il vero piuttosto scontata – secondo cui l’OUA (Organismo Unitario dell’Avvocatura) ha criticato ferocemente il DDL 957 (modifiche al condiviso) che è all’esame della Commissione Giustizia del Senato.

Secondo il documento, firmato dalla Commissione OUA sulla famiglia coordinata da Nicoletta Variati, il disegno di legge all’esame del Parlamento, che modificherebbe l’art. 155 codice civile, “avra’ gravi ricadute sui minori”.

Il provvedimento in discussione, sostiene Maurizio De Tilla, presidente OUA, ha un’impostazione rigida ed e’ quindi controproducente rispetto agli scopi prefissati. ”Un ddl sbagliato – spiega – che necessita di immediate e forti modifiche, questa e’ l’opinione di quanti sul campo seguono questa delicata materia.

La Commissione Famiglia dell’OUA ha sottolineato che sono in gioco i diritti dei minori in situazioni spesso traumatiche come una rottura familiare. Per citare alcuni nodi: non si possono stabilire criteri rigidi come la ripartizione dell’affido tra i due genitori in due domicili con tempi paritetici”.

Nessuna sorpresa, pertanto, da una categoria professionale che, oltre a pesare economicamente sulle risorse finanziarie dei genitori separati (forti sono le critiche dei cittadini riguardo le parcelle e i costi, davvero esorbitanti, di una separazione), ha finora guadagnato proprio grazie al mantenimento della conflittualità che l’attuale intepretazione del Condiviso garantisce a tutti gli operatori del diritto.

Prova ne sia che gran parte dell’avvocatura si è presto schierata a favore del c.d. domicilio prevalente, istituto non previsto dalla L. 54/2006 e, nei fatti, realizzativo di un sostanziale aggiramento della norma.

E se le “gravi ricadute sui minori”, paventate con studiato allarmismo dalla Variati, producono in queste ore grande ironia – c’è chi si è affrettato a ribattezzare la sua uscita con un riferimento più realistico alle “gravi ricadute sulle parcelle degli avvocati” – da più parti ci si chiede se l’OUA rappresenti davvero la coscienza dell’intera categoria forense, nella quale non è raro individuarne una bella fetta che non condivide affatto la linea dell’Organismo, e non accetta l’imposizione, da parte della Magistratura, del domicilio prevalente.


L’avv. Carlo Ioppoli, Presidente di ANFI (avvocati e consulenti familiaristi, afferma che “il DDL 957 è sicuramente migliorabile, ma il documento dell’OUA sembrerebbe volerlo affondare, più che perfezionarlo, e riportare indietro le lancette della Giustizia Familiare a 5 anni fa, quando gran parte del mondo giuridico si affrettò, prima, a liquidare la mediazione familiare e, poi, si dichiarò apertamente ed immotivatamente ostile all’introduzione del condiviso. Peraltro, questo documento apparirebbe come una strenua difesa della classe forense, ma a nostro avviso, non tiene assolutamente conto della profonda maturazione, nel solco tracciato dalla cultura della Bigenitorialità, che ha contraddistinto in questi anni gran parte dell’avvocatura”.

Fonte: adiantum.it

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