Femminista contro adozioni gay: “Invidiosi della nostra fecondità”

Alle coppie gay, anzi, soltanto alle coppie gay maschili Luisa Muraro, femminista e filosofa, vorrebbe fare una domanda impertinente e sgradevole. Non è che volete adottare un bambino perché sotto sotto invidiate la fecondità delle donne? E se è così, perché non chiedete ad una donna di diventare la madre dei vostri figli smettendola con questa pagliacciata «anch’io voglio essere mamma», finalizzata a toglierci anche il privilegio della maternità? A Muraro la storia dei maschi che desiderano un bambino non piace per nulla. Se lo desiderano due lesbiche, invece, va benissimo: perché sono donne. Ecco cosa ha scritto i giorni scorsi:

“Le coppie femminili che desiderano figli, possono averli e così già fanno, con il tacito consenso della società circostante. Il problema si pone alle coppie maschili, in quanto naturalmente e ovviamente sterili. 
Qui non prendo posizione pro o contro l’adozione. Affermo soltanto che, quando si ha davanti un problema, conviene dirsi chiaramente come stanno le cose. Il problema dell’adozione è degli uomini, non delle donne. E dietro alla pressante richiesta maschile di poter adottare, potrebbe nascondersi un’antica invidia verso la fecondità femminile. Mi sbaglio? Non lo escludo, ma in tal caso l’uomo dica apertamente: perché non voglio chiedere a una donna il dono di diventare padre? perché voglio fare la madre io? “.

È difficile condensare tanta violenza emotiva in poche parole. Secondo Muraro, infatti, il problema delle adozioni gay non si pone per le lesbiche, che se vogliono figli possono averli di nascosto, perché hanno un utero. Come se una donna sessualmente e affettivamente orientata verso altre donne potesse trovare semplice rimanere incinta naturalmente da un uomo. Forse Muraro intendeva: con la fecondazione assistita. Ma in Italia una donna single non può accedere a questo tipo di tecnica, e diciamo “single” perché naturalmente non esistono normative che proteggano le coppie di fatto quindi, di fatto, una lesbica è sempre single per lo Stato italiano. Allora queste coppie di donne che si amano devono racimolare molti soldi e andare all’estero. Si può. Questo però diventa un problema anche per le single etero. Secondo Muraro, implicitamente, una donna può avere un figlio sebbene non viva una relazione con un uomo. Che ci vuole. Forse il suo pensiero non arriva ad includere quelle donne (etero, single, lesbiche, caste) che non vogliono mettere in campo la propria vagina e il proprio utero soltanto per concepire un bambino con un uomo qualunque. Molte lo fanno. Molte non lo vogliono fare. E vorrebbero l’adozione, senza che qualcuno immediatamente le accusasse di favorire il commercio dei bambini presso coppie omosessuali.

Tuttavia è sulle coppie gay – e dunque sui maschi in generale – che Muraro mostra un pensiero violento. Violento perché schiaccia l’omosessualità escludendo l’affettività. Un pensiero arcaico, che considera il maschile come nemico del femminile. Gli uomini, azzarda, vogliono scimmiottare le donne perché invidiano la loro fecondità. Essendo sterili, vogliono diventare “mamme” pur essendo maschi. Tralasciando gli studi che, ormai da tempo, hanno dimostrato come i figli delle coppie gay non crescano con turbe psichiche legate alla preferenza sessuale dei genitori, occorre riflettere sul fatto che per questa parte del femminismo (Marina Terragni per esempio si dice d’accordo) una coppia di uomini che si amano e che vorrebbero adottare un bambino sono la prova dell’odio dei maschi contro le femmine. Che il maschile sia invidioso del femminile fecondo è una delle spiegazioni che il pensiero femminista ha trovato per spiegare le violenze domestiche e la sottomissione delle donne. Antropologicamente, ha un senso. Ma smette di avere senso quando l’affettività degli uomini, e non solo la loro sessualità, corre verso altri uomini. Quando una coppia gay maschile desidera un bambino non è certo per interpretare il ruolo di mamma e papà, bensì per essere genitori a prescindere dall’orientamento sessuale. Forse per Muraro questa è una aberrazione. Dove andremo mai a finire? Perché un uomo, si chiede, non chiede ad una donna di renderlo padre? Ed è una domanda che pericolosamente si avvicina alla tesi cattolica secondo la quale l’omosessualità è una scelta, se non una devianza. Perché la risposta, per chi conosce anche soltanto minimamente l’omosessualità, è lampante: un uomo affettivamente e sessualmente attratto dagli uomini non potrebbe concepire un bambino con una donna. Può succedere, certo. Ma non per tutti è così. Anzi.

Muraro è certa che un bambino non può avere due padri. Ma non si chiede che cosa sia la genitorialità. Fa bene a porsi domande che molti si pongono, sulla relazione tra un bambino e due papà. Però è questa discriminazione a favore delle coppie di donne che accende l’attenzione: due mamme vanno bene, perché sono donne e le donne sono madri. In controluce a questo ragionamento è facile leggere uno zoccolo duro del femminismo nostrano, un rancore sordo verso il maschile, la convinzione che gli uomini vogliano togliere alle donne il mestiere, e che l’omosessualità nasca dalla vendetta inconscia contro il femminile. Odio, invidia. Ecco perché gli omosessuali chiedono l’adozione. È possibile pensarla in maniera meno retriva?

Fonte: http://www.glialtrionline.it/2012/10/02/la-femminista-che-attacca-i-maschi-gayvolete-adottare-perche-invidiosi-della-fecondita-femminile

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