Femminismo a Sud: la prepotenza di attaccare le persone per contrastare un pensiero.

Non si è nuovi a questo tipo di virtuosismi della sorellanza siciliana.

Tuttavia non possiamo esimerci dal rilevare come lo spessore del pensiero di tanto femminismo sia ormai ridotto a trincerarsi dietro vigliacchi attacchi personali.

Roba del tipo: ” Tu pensi questo…. ?! Allora significa che sei vecchio, bavoso tripanza ecc. ecc.”

Sicuramente un segno di “avanzata cultura” (anche di civiltà, se per questo… ma quale civiltà?!?) su cui sovrasta, implacabile, la prepotenza di chi è abituato ad aver ragione urlando.

Urlando di tutto meno che le ragioni per le quali urla. Come ogni prepotente che si rispetti.

Che dire poi dell’accusa che le sorelle rivolgono a Massimo Fini il quale, con il suo articolo di giornale, riverserebbe odio misogino sull’universo femminile?

Le “sorelle” di Femminismo a Sud accusano infatti Massimo Fini di seminare odio misogino. Ma le “sorelle” hanno davvero la famosa trave negli occhi, parrebbe. Non si rendono conto che, con quello che hanno scritto e che scrivono hanno ormai perso ogni titolo per parlare in questa direzione ?

TACESSERO, per cortesia!

E per chi vuol rendersi contro di cosa sia capace la sorellanza, ecco qui un significativo esempio dell’odio verso gli uomini che anima i loro scritti.

ESEMPI DI ODIO MISANDRICO NELLA PRODUZIONE LETTERARIA DELLA SORELLANZA
(Clicca sul link!)

Di esempi, tra gli scritti della rinomata sorellanza, ne esistono quindi numerosi. Tutti tesi a legittimare un diritto a istigare all’odio di genere (purché il genere sia maschile, OVVIAMENTE!).

Tra questi, come dicevamo, balza agli occhi l’articolo di Massimo Fini, giornalista de “Il Fatto Quotidiano” che con un titolo provocatorio “Stupratori di tutto il mondo, unitevi!” (pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 11 Giugno 2011) stigmatizza il giustizialismo anti-uomo (tipico delle sorellanze contemporanee) come il prodotto di una “società matriarcale” ben dotatata del “suo puritanesimo ipocrita”.

Chi vuol leggere l’articolo di Fini, ben fatto e scientemente illustrato, puo’ cliccare sul link.

Di seguito invece (in coda al post) il grottesco e gratuito attacco – ALLA PERSONA E NON ALLE AFFERMAZIONI – che le “sorelle” femministe hanno voluto riservare al giornalista de “il fatto quotidiano”.

Per quanto ci riguarda, se l’andazzo dovesse continuare ad essere questo, non abbiamo altro che unirci al coro dei fans di Massimo Fini rifiutandoci “di albergare in qualsiasi hotel dove il personale che si occupa delle camere non sia rigorosamente maschile”.

Solo per questioni di opportuna difesa personale.

 

16.6.2011


ED ECCO, DI SEGUITO, REALIZZATO ATTRAVERSO IL LOQUACE LINGUAGGIO DELLE IMMAGINI, IL VIGLIACCO (PERCHE’ GRATUITO E RIVOLTO ALLA PERSONA ANZICHE’ ALLE IDEE) CHE LE SORELLE HANNO RISERVATO AL LORO “BENIAMINO”.


E, immancabile, l‘articolo “allegato” all’immagine (che arriva, “vigliaccamente”, prima di qualsiasi testo). Appunto.

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