I centri anti-violenza sono luoghi di “immoralità e prostituzione”

 “Molti di questi centri influenzano le ragazze dicendo loro di non ascoltare il padre se le sgrida, di non dare retta alla madre, di andare a vivere in questi rifugi.  Quali rifugi?   Quanta immoralità e prostituzione ci sono in quei posti?”.

Femministe occidentali impegnate in una “passeggiata delle zoccole” (foto da internet)

Sono le parole del Ministro della Giustizia afgano, Habibullah Ghaleb, riguardo ai centri anti-violenza finanziati dall’occidente con i quali il femminismo tenta di introdursi nel paese, già martoriato da anni di guerra.

Le parole del Ministro fanno seguito alle considerazioni di una attivista per i diritti dei bambini che in Canada ha definito tali centri come “supermarket di divorzi e false accuse”, alle parole di un professore di sociologia che in Germania ha definito tali centri come “focolai di misandria”, a quelle di un politico che in Inghilterra ha denunciato gli “abusi sull’infanzia finanziati con soldi pubblici”, ed addirittura alle parole della fondatrice di questi centri che ha denunciato come le femministe se ne siano impossessati trasformandoli in “fortezze di odio contro gli uomini, dove insegnavano alle donne che tutti gli uomini erano stupratori e bastardi”.

 

Fonte delle dichiarazioni del Ministro: http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/asia/afghanistan/9346779/Afghan-women-in-shelters-are-prostitutes-says-justice-minister.html

 

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