Una mamma riflette sul nazifemminismo

Mentre le nazifemministe vogliono abortire i feti, ci sono mamme che fanno sentire la musica ai bambini nella loro pancia, e pensano…:

«Le feminazi sono le filoabortiste spinte della società americana. Non sposano minimamente la posizione che l’aborto sia una interruzione di una vita, ma si chiedono cosa sia mai questo innamoramento della società per un feto, un grumo di cellule, in fondo.
Non desiderano che la richiesta di interruzione di gravidanza sia accompagnata da problemi di salute per la madre, o da malformazioni congenite del bambino, desiderano invece che la scelta sia sempre possibile, senza che sia mai messa in discussione la motivazione della donna, qualunque questa possa essere. Anche il considerare l’aborto come un metodo contraccettivo come un altro.

Il dilemma morale, per loro, è tutt’altro che naturale, ma addirittura è un atteggiamento da condannare perché impoverirebbe la dignità e i diriti legati alla possibilità di scelta.

Mi chiedo che dirà una antropologa tra qualche centinaio di anni di questi nostri tempi.

Da un lato la posizione “feminazi”, dall’altro tutte le mamme che, appena scoprono di essere in attesa (me compresa), corrono a farsi somministrare acido folico per il benessere del bambino (e fin qui niente di male), ma che comprano CD con canti di balene, musica new age, musica classica, rumore del vento e della pioggia apposta per il piccolo, che vogliono stare tranquille e rilassarsi perché “il bambino sente tutto”… Solo un grumo di cellule? Quando siamo incinte (e ne siamo felici) diciamo di no, un essere in formazione altamente ricettivo agli stimoli esterni ed agli umori della sua mamma con cui avrebbe un legame specialissimo, airittura quasi mentale.»

Fonte: http://spezzaincantesimi.splinder.com/home?from=3057

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