Omissione di soccorso e femminismo

28Ott
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In qualsiasi paese democratico improntato sul rispetto del Diritto, rifiutarsi di prestare assistenza ad una persona in pericolo costituisce omissione di soccorso, reato contro la persona e, più specificamente, contro la vita e l’incolumità individuale previsto e punito, anche dal nostro Codice Penale, in base all’Art. 593.

Il Codice Penale tuttavia sembra non trovare applicazione per i centri “antiviolenza” femministi (pagati con i soldi di tutti, uomini e donne) dove se un uomo in stato di pericolo chiede aiuto viene cacciato in quanto maschio.
Perché, mentre le famiglie non riescono ad arrivare a fine mese, si  continuano a finanziare tali centri?

 

Per capire, interessante questa telefonata:

 

Pari opportunita' ma per chi?

Art. 593 – Omissione di soccorso
Chiunque, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo minore  degli anni dieci, o un’altra persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente e di corpo, per vecchiaia o per altra causa, omette di darne immediato avviso all’Autorità, è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a lire seicentomila.
Alla stessa pena soggiace chi, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’Autorità.
Se da siffatta condotta del colpevole deriva una lesione personale, la pena è aumentata; se ne deriva la morte, la pena è raddoppiata.

Articolo 3 della Costituzione Italiana
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.[… …]”

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