Petizione, LIBERADONNA, LIBEROUOMO, LIBERIBAMBINI

25Mag
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Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta! L’offensiva femminista contro gli uomini e i loro figli – spesso vera e propria crociata bigotta – ha raggiunto livelli intollerabili.

Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza. Con l’oscena tolleranza di leggi anti-uomo, che tratta le persone da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà del padre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo politico, oggetti con i quali esercitare potere.

Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza delle donne di una cultura nazifemminista dura a morire. Queste aggressioni disumane e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la dignità”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è nei fatti che deve essere messa in discussione.

Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l’autodeterminazione delle perso9ne, siano esse donne, uomini o bambini, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo non può trasformarsi in licenza di uccidere.

Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare la possibilità di usarla come mezzo contraccettivo, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il diritto delle persone tutte; va resa immediatamente illegale in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi un nuovo evitabile sterminio; va reso semplice e veloce l’accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l’insegnamento dell’educazione sessuale fin dalle elementari; possono essere realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle persone immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della paternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà dell’essere genitore).

Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposti/e a compromessi.

 

 

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